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Tebaldo II di Champagne

Tebaldo IV
Theobald.jpg
Conte di Blois
In carica 19 maggio 1102 –
10 gennaio 1152
Predecessore Stefano II
Successore Tebaldo V il Buono
conte di Champagne
In carica 1125 –
10 gennaio 1152
Predecessore Ugo I
Successore Enrico I il Liberale
Nome completo Tebaldo di Blois
Altri titoli conte di Chartres, Châteaudun, Provins, signore di Sancerre e Amboise
Nascita 1093 circa
Morte 10 gennaio 1152
Luogo di sepoltura Abbazia Saint-Pierre di Lagny-sur-Marne
Dinastia Casato di Blois (Tebaldingi)
Padre Stefano II di Blois
Madre Adele d'Inghilterra o di Normandia
Consorte Matilde di Carinzia
Figli Enrico
Maria
Tebaldo
Isabella
Stefano
Guglielmo
Matilde
Agnese
Adele o Alice e
Margherita, legittimi
Ugo, illegittimo
Religione cattolico

Tebaldo II di Champagne o Tebaldo IV di Blois, detto il Grande, in francese: Thibaud de Blois o Thibaut IV le Grand (1093 circa – 10 gennaio 1152) fu conte di Blois, di Chartres e di Châteaudun, Provins, signore di Sancerre e Amboise, dal 1102, poi conte di Conte di Champagne (conte di Troyes e conte di Meaux), dal 1125 alla sua morte.

Indice

OrigineModifica

Secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, Tebaldo era il figlio maschio secondogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e di Meaux, Stefano II, e di Adele d'Inghilterra[1] (circa 1062 - 1137), che, sia secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che secondo il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury e Orderico Vitale, ed ancora il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, era figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore, e di Matilde delle Fiandre[2][3][4][5] (1032 - 1083), che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I[4], Adele di Francia[6], che secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis era figlia del re di Francia, Roberto II, detto il Pio[7].
Stefano II di Blois, che era stato battezzato Enrico, poi però venne rinominato Stefano sia secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, che secondo l'Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus era il figlio primogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e Reims], poi conte di Conte di Champagne (conte di Troyes e conte di Meaux), Tebaldo[8][9] e, come riportano gli Actus pontificum Cenomannis, di Gersenda o Gondrada[10], figlia femmina secondogenita del conte del Maine, Eriberto I (come risulta dall'Actus pontificum Cenomannis, cap. XXXII, Gesta Domini Arnaldi Episcopi in cui, viene detto che il marito di Gersenda, definita figlia di Eriberto (filia Herberti) non governò il Maine, ma lo passò al figlio, Ugo sotto la tutela di Goffredo di Mayenne[10]) e della moglie, di cui non si conosce né il nome né la casata.
Suo fratello terzogenito, Stefano di Blois, fu re d'Inghilterra, mentre il fratello minore, il quartogenito Enrico di Blois fu vescovo di Winchester dal 1129 e legato papale per l'Inghilterra dal 1138.

 
Blasone originale dei conti di Blois.

BiografiaModifica

Suo padre, Stefano, che, nel 1098, era tornato a casa dalla prima crociata, senza adempiere il suo voto di raggiungere Gerusalemme (secondo il cronachista della Prima Crociata, Alberto di Aquisgrana Stefano aveva abbandonato l'assedio di Antiochia perché era malato[11]), fu spinto dalla moglie Adele ad unirsi alla Crociata del 1101 (ancora Alberto di Aqisgrana dice che lo fece per fare penitenza[12]), riuscendo ad arrivare a Gerusalemme, all'inizio del 1102; questa volta, anziché ritornare ai suoi domini in quanto aveva ottemperato al suo voto, preferì restare a difendere la città dagli attacchi del visir egiziano Al-Afdal Shahanshah al neonato regno di Gerusalemme; ancora, secondo Alberto di Aquisgrana, assieme ad altri nobili cavalieri celebrò la Pasqua assieme a re Baldovino[13], e, a maggio, fu al fianco di Baldovino nella seconda Battaglia di Ramla[14]; Stefano Enrico fu catturato e decapitato nella seconda Battaglia di Ramla del maggio 1102.[15], dopo essere stato assediato nella torre della città[16]. La Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel riporta la morte di Stefano Enrico nel mese di luglio (1102 XV Kal Aug)[17], mentre tutti i necrologi riportano la data del 19 maggio[18][19][20].
Alla notizia della sua morte, secondo Orderico Vitale, nella contea di Blois gli succedette il figlio maschio secondogenito, ancora minorenne, Tebaldo[21]., mentre la contea di Meaux, andò al fratellastro di Stefano e zio di Tebaldo, Ugo; il fratello primogenito di Tebaldo, Guglielmo, era stato escluso dalla successione dalla madre, Adele, che lo aveva giudicato ritardato e quindi inadatto a governare una qualsiasi contea, lo fece sposare con una dama del suo seguito e pare lo avesse relegato nel nord dell'Inghilterra. Tebaldo, data la giovane età (nove anni), governò sotto tutela della madre, Adele d'Inghilterra, che continuò ad assisterlo, anche quando divenne maggiorenne, fino al 1120, anno in cui si ritirò nel monastero cluniacense di Marcigny, come ci confermano sia il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi[22] che il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury[23].

Nel 1109, Tebaldo combatté sotto le bandiere del re di Francia, Luigi VI il Grosso contro il re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc, per poi passare nel campo di Enrico I, nel 1111, quando quest'ultimo era riuscito a mettere insieme una formidabile coalizione contro il re di Francia che comprendeva tra gli altri, anche suo zio, Ugo I di Champagne, conte di Troyes e Ugo signore di Le Puiset[24], che solo pochi mesi prima, con le sue scorribande, terrorizzava la contea di Chartres, per cui Tebaldo, assieme ad altri notabili aveva richiesto l'intervento del re di Francia, Luigi VI il Grosso per liberarlo della presenza di Ugo di Le Puiset, considerato un volgare bandito[25].
La ribellione si concluse, nel 1113, con il trattato che riconosceva a Enrico I la sovranità anche sulla Bretagna e sul Maine[24] e più o meno nello stesso periodo, verso il 1112, Tebaldo aveva abbandonato l'alleanza con Ugo di Le Puiset[26], che fu combattuto e privato di tutti i suoi possedimenti ed inoltre il castello di Le Puiset fu raso al suolo da Luigi VI, con l'aiuto di Tebaldo, per ben due volte, tra il 1112 ed il 1113[27]; anche Orderico Vitale riporta della ribellione di Tebaldo al re Ludovico[28], e poi, della sconfitta e distruzione del castello di Le Puiset[29].

 
Stemma dei conti di Champagne

Nella guerra strisciante tra questo e Luigi VI ed Enrico I, Tebaldo continuò ad appoggiare quest'ultimo, sino al 1124, quando Enrico I si alleò col proprio genero, l'imperatore germanico, Enrico V, che invase la contea di Champagne, arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito[30]; la maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc, che lo costrinse a rientrare in Germania.
Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros asserisce che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, con lo zio paterno, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna[31].

Nel 1125, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, suo zio Ugo I di Champagne (fratellastro del padre), rinunciò alla contea di Champagne a favore del nipote, Tebaldo[32], e Ugo, per la terza volta, si recò in Terra Santa, a combattere a fianco dei Cavalieri templari[32], e dove morì nel corso del 1126 (suo zio, Ugo, non aveva riconosciuto come suo il figlio, Oddone de Champlitte, avuto dalla seconda moglie, Isabella,[32], in quanto, sempre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Ugo non poteva avere figli, per cui era figlio di qualcun altro[32]). Tebaldo divenne così il secondo conte di Champagne, ma continuò a portare unicamente il titolo di conte di Blois. Comunque da questo momento Tebaldo depose le armi e abbracciò la causa dei Capetingi[30].

Alla morte del re Enrico I nel 1135, i baroni inglesi e normanni si ritenevano svincolati dal giuramento che avrebbero accettato come regina, sua figlia, Matilde[33], nel quale era stata posta come condizione, non rispettata dal re, l'approvazione preventiva di tutta la nobiltà su un eventuale matrimonio di Matilde[34] con Goffredo il Bello o Plantageneto, di dieci anni più giovane, figlio del conte d'Angiò, Folco V[33]. Tra i baroni nacque in quella circostanza una discussione se era il caso di eleggere re, Tebaldo, conte di Blois e conte di Champagne[34]. Ma, suo fratello, il terzogenito, Stefano, che si trovava a Boulogne[35], signoria di sua moglie, si imbarcò immediatamente per l'Inghilterra per imporre la propria candidatura, in quanto aveva quasi sempre vissuto in Inghilterra, mentre Tebaldo si era creato un grande prestigio solo in Francia[36], e, con l'aiuto del fratello minore, il quartogenito Enrico di Blois, vescovo di Winchester[36], riuscì a convincere i baroni ad appoggiarlo[36], come ci narra Guglielmo di Malmesbury[37], facendosi incoronare re d'Inghilterra, il giorno di Natale del 1135, nell'abbazia di Westminster[36].
La cugina Matilde non gradì e si aprì in Inghilterra un periodo di guerre e contese, conosciuto come l'“Anarchia (o guerra civile) inglese”. All'inizio del 1041, durante l'assedio di Lincoln, suo fratello Stefano fu catturato dai suoi nemici e condotto al castello di Bristol, dove fu trattenuto sino al mese di novembre[38]; in quel periodo, secondo Orderico Vitale, i baroni anglo-normanni offrirono a Tebaldo sia il regno d'Inghilterra che il ducato di Normandia, ma Tebaldo rifiutò[39].

Nel 1139, Tebaldo fece una donazione all'abbazia di Montiérender, assieme alla moglie, Matilde, ed al figlio primogenito Enrico, come ci viene confermato dal documento n° 77 delle Chartes de Montiérender, Collection des principaux cartularies du diocèse de Troyes Tome IV (Paris, Troyes) ("Montiérender")[40].

Nel frattempo Tebaldo, dopo essere entrato in possesso della contea di Champagne, impose la sua signoria a cinque vassalli dell'arcivescovo di Reims e ad altrettanti del vescovo di Langres, espandendosi quindi anche nel ducato di Borgogna. Troyes fu fatta capoluogo della contea e Tebaldo divenne uno dei maggiori vassalli del re di Francia, conte palatino e Pari di Francia.
Nel 1141 e 1142, Tebaldo ebbe contatti con Pietro Abelardo, che, sotto la protezione del Venerabile Pietro di Cluny, si era rifugiato nell'abbazia di Cluny, che Tebaldo, come i suoi predecessori, continuava a sovvenzionare.

Nel 1141, Tebaldo aveva dato rifugio al nuovo vescovo di Bourges, Pietro della Châtre, consacrato da papa Innocenzo II, che il re di Francia, Luigi VII aveva scacciato dalla sua diocesi per divergenze col papa Innocenzo II[41]; la cosa esasperò Luigi VII, che già aveva motivo di lagnarsi di Tebaldo che, tra il 1138 ed il 1139, per due volte aveva rifiutato di inviare il suo contingente militare in due spedizioni del re, contro i ribelli del Poitou, prima e contro Tolosa, poi[41].
In quel periodo la moglie del re di Francia, Eleonora d'Aquitania (Bordeaux, 1122 – Fontevrault, 1204), duchessa d'Aquitania e Guascogna, convinse il marito Luigi VII a favorire la separazione del conte di Vermandois, Rodolfo dalla moglie, Eleonora di Blois, sorella di Tebaldo, per potersi risposare con la sorella della duchessa Eleonora, la giovane Petronilla d'Aquitania (1125-1153), invaghitasi del maturo Rodolfo. Il re convinse tre arcivescovi del regno di Francia a sciogliere il matrimonio di Rodolfo e Eleonora, per motivi di consanguineità, permettendo così, nel 1142, il matrimonio tra Petronilla e Rodolfo[42]. Allora, dopo che il matrimonio era stato invalidato dal papa Innocenzo II, Tebaldo per far recedere Rodolfo entrò in conflitto con quest'ultimo[43], e, durante il conflitto, Rodolfo fu scomunicato da papa Innocenzo II, assieme alla seconda moglie Petronilla[43]; Luigi VII invase la contea di Champagne e, a seguito della conquista della città di Vitry-en-Perthois (durante i combattimenti per la conquista della città, le truppe reali unite a quelle del conte di Vermandois dettero fuoco alla chiesa della città in cui si erano rifugiati molti abitanti della città, sembra ca. 1300, che perirono tra le fiamme), anche sul regno di Francia e sulla coppia reale, ancora senza figli, cadde l'Interdetto della Chiesa[43].
Nel 1143, si arrivò alla pace, su consiglio di Bernardo di Chiaravalle, gli interdetti sarebbero stati ritirati, se la contea di Champagne fosse stata evacuata; ma, appena che le terre erano state restituite al conte di Champagne, Rodolfo e Petronilla, dato che rifiutavano di separarsi, vennero scomunicati per la seconda volta[43].
Luigi VII e Rodolfo allora invasero nuovamente la contea di Champagne, mentre il conte Tebaldo dette vita a una lega antimonarchica con i conti di Fiandra e Soissons ed il conflitto divenne sempre più aspro[44].
Dopo la morte di Innocenzo II, con la nomina di papa Celestino II (26 settembre 1143), Bernardo di Chiaravalle ed il consigliere politico di Luigi VII, l'abate dell'Abbazia di Saint-Denis, Sigerio cominciarono a far pressione sul giovane re affinché mettesse fine al conflitto.
Nel 1144, anche se l'esercito di Rodolfo con le truppe reali avevano occupato la contea di Champagne, Luigi VII decise di accettare i consigli di Sigerio e Bernardo: la contea di Champagne era stata restituita a Tebaldo, e nello stesso tempo il vescovo, Pietro della Châtre, aveva riavuto il vescovato di Bourges[44] e le relazioni tra Tebaldo ed il re di Francia, Luigi VII, dopo il 1145, tornarono buone.

Tebaldo morì, nel 1152: gli Obituaires de Sens Tome II, Eglise cathédrale de Chartres, Obituaire du xii siècle confermano che Tebaldo (Teobaldus comes palatinus) morì il 10 gennaio (Jan IIII Idus) e che il figlio, Tebaldo conte di Blois e siniscalco di Francia, con la madre, Matilde, fece una donazione a suffragio della sua anima [45], mentre la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium riporta che Tebaldo (comes Campanie Theobaldus) morì il 12 gennaio (6. Idus Januarii) e fu tumulato presso Lagny (apud Latinicacum)[46], lasciando le sue contee ai due figli maggiori: ad Enrico, le contee di Champagne e Brie ed a Tebaldo, le contee di Blois e Chartres[46].

Matrimonio e discendenzaModifica

Nel 1123, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium aveva sposato Matilde di Carinzia[47] ( ca. 1106; † 1160) del Casato degli Sponheim, figlia del Margravio d'Istria, duca di Carinzia e reggente della Marca di Verona, Enghelberto[48] e di Uta di Passau. Sempre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Tebaldo aveva inviato in missione in Germania un certo Norberto (domnus Norbertus Premonstratensis ordinis institutor), affinché gli combinasse il matrimonio con una figlia del nobile marchese d'Istria (filiam cuiusdam Ingelberti nobilis marchionis Foroiuliensis) e nipote del vescovo di Ratisbona, Hartwig di Spanheim e dell'arcivescovo di Colonia (fratres eiusdem Ingelberti erant episcopus Ratisbonensis et archiepiscopus Coloniensis Fredericus), Federico I di Schwarzenburg[48]. Matilde, viene citata nel documento n° 77, datato 1139, inerente una donazione fatta dal marito all'abbazia di Montiérender[40] ed anche in una fatta dal figlio, Tebaldo, dopo la morte del marito[45]. Matilde morì, nel 1160: gli Obituaires de Sens Tome II, Eglise cathédrale de Chartres, Obituaire du xii siècle confermano che Matilde (comitissa Mathildis) morì il 13 dicembre (Dec. Idus) [49].
Tebaldo da Matilde, ebbe dieci figli[50]:

Da un'amante di cui non conosciamo né il nome né gli ascendenti, Tebaldo ebbe un figlio[50]:

  • Ugo (ca. 1136; † ?), Abate di Cîteaux, come ci conferma la Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel[51].

NoteModifica

  1. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol.II, liber V, par. XI, pag. 393
  2. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XXXIV, pag. 310
  3. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 307
  4. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VI, pagg. 92 e 93
  5. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 31
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, pagina 306
  7. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, pag 252
  8. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXV, Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, par. 5, pag 383
  9. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus, par. 11, Pag 391
  10. ^ a b (LA) Actus pontificum Cenomannis, cap. XXXII, Gesta Domini Arnaldi Episcopi, Pag 377
  11. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber IV, cap. XXXVII
  12. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber VIII, cap. VI
  13. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber IX, cap. I
  14. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber IX, cap. IV
  15. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber IX, cap. VI
  16. ^ (LA) HISTORIA HIEROSOLYMITANAE EXPEDITIONIS, liber IX, cap. V
  17. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1102, pag. 124
  18. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome 2, Eglise cathédrale de Chartres, Nécrologe du xi siècle, pag. 13
  19. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome 2, Abbaye de Saint-Jean-en-Vallée, pag. 229
  20. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome 2, Abbaye de Pontlevoy, pag. 211
  21. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber V, cap. XI, pag. 393
  22. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 31
  23. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 307
  24. ^ a b Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 716
  25. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 707
  26. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 710
  27. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 708
  28. ^ (LA) #ES Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, liber XI, par. XXI, colonna 845
  29. ^ (LA) #ES Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, liber XI, par. XXI, colonna 846
  30. ^ a b Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718
  31. ^ (LA) #ES Vie de Louis le Gros / par Suger, pag. 103
  32. ^ a b c d (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1125, pag. 826
  33. ^ a b William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80
  34. ^ a b William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81
  35. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XXXVIII, pag. 313
  36. ^ a b c d William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 82
  37. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pagg. 490 e 491
  38. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 89
  39. ^ (LA) #ES Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars II, liber XIII, par. XXII, colonna 980
  40. ^ a b (LA) #ES Chartes de Montiérender, Collection des principaux cartularies du diocèse de Troyes Tome IV (Paris, Troyes) ("Montiérender"), doc. 77, pagg. 201 e 202
  41. ^ a b Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 719
  42. ^ Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pagg. 719 e 720
  43. ^ a b c d Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 720
  44. ^ a b Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 721
  45. ^ a b (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome II, Eglise cathédrale de Chartres, Obituaire du xii siècle, pag. 32
  46. ^ a b c d e f g h i j k l (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1152, pag 841
  47. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1150, pag 840
  48. ^ a b (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1126, pag 826
  49. ^ (LA) Obituaires de la province de Sens. Tome II, Eglise cathédrale de Chartres, Obituaire du xii siècle, pag. 112
  50. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: conti di Blois - THIBAUT de Blois
  51. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, anno 1163, pagg. 346 e 347

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

  • Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 705–739

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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