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Homo ergaster

specie di animale della famiglia Hominidae

Classificazione e evoluzioneModifica

La dizione di Homo ergaster è applicata a fossili a cui talvolta ci si riferisce più generalmente anche con il nome di Homo erectus[2] o Homo heidelbergensis[3].

La terminologia H. ergaster è spesso riservata alle popolazioni di Homo erectus che vivevano in Africa[4]; il termine Homo erectus si riferisce ai reperti asiatici, mentre l'Homo heidelbergensis è ormai considerato una specie separata, anche se discendente dall'H. ergaster, in base alle diverse dimensioni del cervello e alla struttura più robusta.[5]

Per rimarcare l'evoluzione della paleoantropologia, si sottolinea che lo scheletro tipo di H. ergaster, KNM-WT 15000, detto "Turkana Boy" o Ragazzo di Turkana, era stato inizialmente presentato come modello di riferimento per la specie H. erectus.

CaratteristicheModifica

La corporatura, dimensioni e proporzioni erano simili alle nostre, mentre la distanza dagli australopitechi e dagli altri Homo era abbastanza marcata. "Turkana boy", il Ragazzo di Turkana, reperto (KNM-WT 15000), lo scheletro di un bambino di 10 anni è la prova più importante. La corporatura di questo bambino corrispondeva a quella di un ragazzo moderno più grande di 1 o 2 anni (più in basso nel testo). Il volume encefalico dell'Homo ergaster era maggiore che negli altri ominidi e in alcuni casi meglio conservati misura 804 cm³, 850 cm³ e 900 cm³.[1] In termini relativi questo risultato va ridimensionato in quanto il volume del cervello è proporzionato al corpo, quindi come dimensione cerebrale nell'Homo ergaster non si verificò nessun progresso significativo rispetto all'Homo habilis. Tuttavia vi fu un notevole balzo in avanti delle capacità cognitive .[1] Secondo alcuni questo cambiamento fu maggiore nei maschi che nelle femmine, soprattutto riguardo al senso dell'orientamento, alla capacità di ricordare i luoghi o la posizione degli oggetti.[senza fonte]

Ritrovamenti significativiModifica

 
Ricostruzione del cranio dell'Homo ergaster in base al fossile del Nariokotome Boy ritrovato presso il Lago Turkana, Kenya. Museum of Man, San Diego.

I resti fossili più importanti di Homo ergaster sono principalmente due. Tutti e due sono stati scoperti in Kenya, tra il 1975 e il 1984. Il secondo, scoperto nei pressi del Lago Turkana, è composto da uno scheletro di un bambino di circa dieci anni, (KNM-ER 3733 e KNM-WT 15000). Tali resti risalgono ad un periodo compreso tra gli 1,8 e i 1,6 milioni di anni fa, mentre altri fossili dello stesso periodo sono stati attribuiti ad Homo erectus (OH 9 e OH 12).

  • KNM-ER 3733.[6] Scoperto da Bernard Ngeneo nel 1975 a Koobi Fora in Kenya. L'eta stimata è di 1,7 milioni di anni. La scoperta straordinaria consiste in un cranio molto completo. Il volume del cranio è di 850 cm³, e il teschio completo è molto simile all'uomo di Pechino. La scoperta di questo fossile nello stesso strato di ER 406 (Australopithecus boisei) diede il colpo di grazia all'Ipotesi dell'unica Specie: l'idea cioè che ci poteva essere un'unica specie di ominidi in ogni punto della storia.
  • KNM-WT 15000, detto "Turkana Boy" o Ragazzo di Turkana. Scoperto da Kamoya Kimeu (dell'équipe di Richard Leakey) nel 1984 a Nariokotome vicino al Lago Turkana in Kenya. Questo è uno scheletro completo di un bambino di 11 o 12 anni, l'unica grande omissione sono le mani e i piedi. (Molti scienziati pensano che gli Erectus maturassero più in fretta degli uomini moderni, e "Turkana Boy" quindi avrebbe in realtà soltanto 9-10 anni). È il più completo scheletro di H. ergaster conosciuto, ed è anche uno dei più vecchi, 1,6 milioni di anni. Il volume del cranio era di 880 cm³, ed è stato stimato che potesse diventare 910 cm³ da adulto. Il ragazzo era alto 1,60 m e sarebbe diventato 1,85 m da adulto. Questa è un'altezza sorprendente, indica che molti Erectus potevano essere più grandi degli uomini moderni. Ad eccezione del teschio, lo scheletro è molto simile ad un ragazzo moderno, sebbene potesse avere delle piccole differenze.
  • Il 20 ottobre 2006 i paleontologi delle Università di Roma, Firenze, Ferrara e Torino, coordinati dal prof. Pavia, dell'Università di Torino, hanno ufficializzato la notizia del ritrovamento nelle cave di Apricena dell'uomo più antico d'Europa. Si tratta dell'Homo ergaster e la sua presenza nella cava Apricenese è databile ad un milione e mezzo di anni fa (Paleolitico Inferiore), più antico di quello rinvenuto ad Isernia (un milione di anni fa) e di quello trovato in Spagna (un milione e duecentomila anni fa)[1][2].

LinguaggioModifica

 
Il cranio ritrovato a Dmanisi in Georgia, classificato come D-2282

L'H. ergaster, assieme alle altre due varianti Homo erectus e Homo heidelbergensis, fu il primo ominide in grado di articolare il linguaggio. Inizialmente si riteneva che questa capacità fosse limitata ad un'articolazione molto primitiva dei suoni, a causa del restringimento delle vertebre cervicali che appariva dai fossili del Turkana boy. Uno studio più accurato di queste specifiche vertebre nel reperto KNM-WT 15000 rivelò però che l'individuo aveva sofferto dell'arresto nello sviluppo delle vertebre cervicali, che aveva pertanto ridotto la sua capacità respiratoria e di conseguenza anche la capacità di articolare i suoni.

Il recente ritrovamento di una vertebra di H. ergaster normale a Dmanisi in Georgia, confrontata con quella del Turkana boy, ha dimostrato che le dimensioni delle vertebre sono paragonabili a quelle dell'uomo moderno, senza quindi restrizioni alla possibilità di articolazione dei suoni.[7][8]

È comunemente accettato che già l'Homo habilis avesse una significativa capacità di comunicazione, anche se il suo osso ioide e la struttura delle sue orecchie non erano in grado di supportare un linguaggio parlato, e che l'H. ergaster avesse una forma più avanzata di neurologia comunicativa. È pertanto plausibile che avesse raggiunto la capacità di gestire una forma di linguaggio.[9]

NoteModifica

  1. ^ a b c Arsuaga, J. L. & Martínez, I. 1998. La especie elegida. Ediciones Temas de Hoy, Madrid, 342pp.
  2. ^ Ruff C., Walker A., Trinkaus E., Postcranial robusticity in Homo. III: Ontogeny. American journal of physical anthropology. Volume 93, No. 1, pagg. 35–54, Jan 1994
  3. ^ Stanley Rice, Encyclopedia of Evolution, Facts on File, Inc., 2006.
  4. ^ Henry McHenry, Human Evolution, in Evolution: The First Four Billion Years, Harvard University Press, 2009, p. 266.
  5. ^ Mounier, Aurélien; François Marchal and Silvana Condemi "Is Homo heidelbergensis a distinct species? New insight on the Mauer mandible" Journal of Human Evolution Volume 56, Issue 3, March 2009, Pages 219-246
  6. ^ KNM è la sigla per Kenya National Museum, dove si trova attualmente il reperto; ER sta per East Rudolf, che è il luogo del ritrovamento; 3733 è il progressivo di acquisizione da parte del museo
  7. ^ Donald C. Johanson, Lucy's Legacy: The Quest for Human Origins, Random House, Inc., NY, 2009, pp. 207-208.
  8. ^ Bruce Bower, Evolutionary Back Story: Thoroughly Modern Spine Supported Human Ancestor, in Science News Online, 169 No. 15, 6 maggio 2006, p. 275.
  9. ^ Richard Leakey, Origins Reconsidered, Anchor, 1992, pp. 257-258.

BibliografiaModifica

  • Richard Leakey, Origins Reconsidered, ISBN 0-385-41264-9.
  • Merritt Ruhlen, The origin of language: tracing the evolution of the mother tongue, New York, Wiley, 1994, ISBN 0-471-58426-6.
  • James Shreeve, The Neandertal Enigma: Solving the Mystery of Modern Human Origins, Harper Perennial, 1995.
  • Ian Tattersall, Jeffrey Schwartz, Extinct Humans, Boulder and Cumnor Hill, Westview Press, 2000, ISBN 0-8133-3482-9.
  • Terrence Deacon, The Symbolic Species: The Coevolution of Language and the Brain, New York, NY, W.W. Norton & Company, 1997, ISBN 0-393-31754-4.

Voci correlateModifica

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