IW Engine

IW Engine
software
GenereMotore grafico
SviluppatoreInfinity Ward
Ultima versioneIW 8.0 Next Gen (2019)
Sistema operativoMultipiattaforma
LinguaggioC++
LicenzaProprietario
(licenza non libera)

IW Engine è un motore grafico sviluppato da Infinity Ward per la serie Call of Duty. Il motore è basato su id Tech 3 (originariamente creato da id Software per Quake III Arena), che è stato utilizzato per la prima volta nel primo Call of Duty. Non viene utilizzato soltanto dalla Infinity Ward, ma anche da sviluppatori come Treyarch, Raven Software e Sledgehammer Games.

VersioniModifica

IW 2.0Modifica

Il motore grafico è stato utilizzato per la prima volta con Call of Duty 2 nel 2005 sotto una licenza proprietaria.

ApplicazioniModifica


IW 3.0Modifica

Una nuova versione del motore fu utilizzata in Call of Duty 4: Modern Warfare. Versioni modificate del motore sono state usate da Treyarch nei loro capitoli di Call of Duty (dopo Call of Duty 4)[1] e Quantum of Solace[2].'

ApplicazioniModifica


IW 3.0 (updated)Modifica

Treyarch ha continuato ad utilizzare IW 3.0 per i propri prodotti per la familiarità con questa versione e perché la maggioranza dei propri codici è fatta per questo motore.

ApplicazioniModifica


IW 4.0Modifica

L'ultima versione del motore (IW 4.0) sfrutta la tecnologia texture streaming per creare un livello di dettagli dell'ambiente molto più elevato[3] ed è utilizzato in Call of Duty: Modern Warfare 2.

ApplicazioniModifica


IW 5.0Modifica

Call of Duty: Modern Warfare 3 utilizza una versione aggiornata del motore IW 4.0, chiamato IW 5.0. L'estremo aggiornamento del motore grafico, giunto alla fine della sua attività, consente di avere uno sharing nettamente migliore di luci e ombre rispetto alla precedente versione, potenziando anche il sistema di texture streaming introdotto con Modern Warfare 2.

ApplicazioniModifica


IW 6.0 Next GenModifica

Call of Duty: Ghosts utilizza una versione aggiornata del motore IW 5.0, chiamato IW 6.0 Next Gen.

ApplicazioniModifica


IW 3.0 (updated) - Black Ops EngineModifica

Treyarch ha continuato ad utilizzare IW 3.0 per i propri prodotti per la familiarità con questa versione e perché la maggioranza dei propri codici è fatta per questo motore. La software house ha adottato una pesante riscrittura del motore grafico per le proprie esigenze e per sviluppare i loro nuovi Call of Duty partendo da Call of Duty: Black Ops III.

ApplicazioniModifica


IW 7.0 Next GenModifica

Call of Duty: Advanced Warfare utilizza una versione riscritta e pesantemente aggiornata del motore IW 6.0, chiamato IW 7.0 che introduce nuovi render per l'illuminazione e la grafica in generale, mentre per la versione usata per Call of Duty: Infinite Warfare è stato aggiunto un aggiornamento che consente la possibilità di muoversi in maniera libera a gravità zero .

ApplicazioniModifica


IW 8.0 Next GenModifica

Questa nuova versione del motore grafico completamente riscritta da Infinity Ward Poland, fa il suo debutto col soft reboot di Call of Duty: Modern Warfare (2019). Oltre alla totale riscrittura del codice interno che ne ha migliorato le performance di illuminazione globale e la qualità delle texture, vi è stato anche aggiunto il supporto al ray tracing e il supporto alle DirectX 12.

ApplicazioniModifica


CuriositàModifica

Il motore grafico non ha avuto un nome ufficiale finché ad IGN è stato detto, durante l'E3 2009 che Call of Duty: Modern Warfare 2 avrebbe utilizzato il motore "IW 4.0 engine".[4]

NoteModifica

  1. ^ (EN) E3 2010: First Details Interview Part 2 HD, su gametrailers.com, 28 maggio 2010. URL consultato il 18 luglio 2011.
  2. ^ (EN) Ross Miller, New Bond game Quantum of Solace runs on COD4 engine, launching with movie, su joystiq.com, 9 maggio 2008. URL consultato il 18 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
  3. ^ (EN) Call of Duty 6: Modern Warfare 2 - Gameplay-Interview Robert Bowling fourzerotwo (video), su youtube.com. URL consultato il 18 luglio 2011.
  4. ^ (EN) Chris Stead, The 10 Best Game Engines of This Generation, su uk.xbox360.ign.com, 15 luglio 2010. URL consultato il 18 luglio 2011.

Voci correlateModifica

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