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Il peccato di Rogelia Sanchez

film del 1939 diretto da Carlo Borghesio
Il peccato di Rogelia Sanchez
Titolo originaleSanta Rogelia
Paese di produzioneItalia, Spagna
Anno1939
Durata83 min
Dati tecnicibianco e nero
Generedrammatico
RegiaCarlo Borghesio, Roberto de Ribón
SoggettoArmando Palacio Valdés
SceneggiaturaMario Soldati, Roberto de Ribón, Alberto Moravia
Casa di produzioneS.A.F.I.C., I.C.I.
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaFrancesco Izzarelli, Jan Stallich, Augusto Tiezzi
MontaggioMario Bonotti
MusicheGiuseppe Fusco, Federico Moreno Torroba
ScenografiaGuido Fiorini
CostumiMarcello Di Laurino
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il peccato di Rogelia Sanchez, che ha come titolo spagnolo Santa Rogelia, è un film del 1939 diretto in doppia versione da Carlo Borghesio e Roberto de Ribón sotto la supervisione di Edgar Neville e Julio Fleischner. L'unica differenza tra le due versioni è la presenza di quattro attori spagnoli in sostituzione di altrettanti attori italiani; non conosciamo però le sostituzioni[1] Il soggetto è tratto dal romanzo Santa Rogelia di Armando Palacio Valdés (1926).

Indice

TramaModifica

Siamo in un villaggio di minatori in Spagna, nelle Asturie. Rogelia Sanchez, una ragazza che ha perso il genitore in un incidente di lavoro, per non restare sola accetta di sposare un minatore che subito dopo il matrimonio si rivela un tipo svelto a menare le mani e attaccato alla bottiglia. Colto da gelosia nei riguardi del medico condotto, del quale sospetta una relazione con la moglie, l'uomo lo ferisce con un colpo di pistola, fuggendo dopo il tentato omicidio; aggrava la sua posizione poiché per evitare l'arresto uccide un gendarme. Catturato, subisce un processo che lo condanna a vent'anni di reclusione; nel frattempo i suoi sospetti si rivelano fondati, perché tra il medico e la donna esisteva effettivamente qualcosa, tanto che lei va a conviverci a Madrid dando in seguito alla luce una bambina graziosa. In seguito il medico progetta la realizzazione di un ospedale nuovo e le cose sembrano andare per il meglio; la casa di cura viene costruita ma tutto viene bloccato dalle indecisioni della donna, che viene presa dai rimorsi e impedisce di fatto la nomina del suo amato a direttore dell'ospedale. Lei, in preda alle conseguenze del peccato commesso, lascia la sua famiglia serena per poter dare conforto al marito rinchiuso in carcere. Costui prova a redimersi accettando una rischiosissima missione che gli viene affidata: tentare un'azione di salvataggio in una miniera, ma muore nel primo tentativo di soccorso. La donna, straziata dal dolore, è costretta a ritornare dalla figlia e dal medico convivente, pronta a ricominciare tutto da zero.

CommentoModifica

Il film venne girato negli studi di Cinecittà e, presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica, ottenne il visto di censura n. 30.796 del 28 dicembre 1939 con una lunghezza della pellicola accertata di 2.323 metri senza alcun taglio[2]. Durante la lavorazione il film era conosciuto con il titolo Donne di Spagna. In Italia venne presentato il 6 gennaio 1940, mentre in Spagna il 10 gennaio 1940. Risulta anche essere proiettato in Germania con il titolo Der Sünder der Rogelia Sanchez[3] La sigla della casa di produzione, la S.A.F.I.C., significa "Società Anonima Finanziamento Industrie Cinematografiche".

Altri tecniciModifica

CriticaModifica

«(...) Il merito del film è di averci offerto una pura figura di eroina, anche a costo di sembrare falso e troppo sentimentale (perché né voi né noi crediamo che sulla terra esista oggi una donna capace di rinunziare per senso di dovere agli abiti eleganti e meno che mai ai cappellini ridicoli che la ricchezza potrebbe concederle). Da un punto di vista cinematografico, il film è ben fatto, con un finale superbo per sobrietà e intensità espressiva». Guglielmina Setti, Il Lavoro di Genova, 13 marzo 1940

NoteModifica

  1. ^ Come si evince dalla pagina dedicata alla versione spagnola del sito spagnolo Enciclopedia del Cine Español, dove è possibile vedere il manifesto della versione spagnola.
  2. ^ Come si può evincere dal documento originale del visto di censura tratto dal sito Italia Taglia.
  3. ^ Come si evince dalla pagina delle uscite all'estero tratta dal sito IMDB.

Collegamenti esterniModifica