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Il re d'Inghilterra non paga

film del 1941 diretto da Giovacchino Forzano
Il re d'Inghilterra non paga
Titolo originaleIl re d'Inghilterra non paga
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Genereepico, drammatico
RegiaGiovacchino Forzano
SoggettoGiovacchino Forzano
SceneggiaturaGiovacchino Forzano
ProduttorePisorno Arno IN.CINE.
Distribuzione in italianoCine Tirrenia (1941)
FotografiaManfredo Bertini, Giuseppe La Torre
MontaggioGiovacchino Forzano, Mario Bonotti
MusicheAlberto Franchetti, Giovacchino Forzano
ScenografiaAntonio Valente
Interpreti e personaggi

Il re d'Inghilterra non paga è un film del 1941 diretto da Giovacchino Forzano.

Indice

La tramaModifica

Nella Firenze del '300 i banchieri Peruzzi e Bardi, dopo lunghe trattative, concedono al re d'Inghilterra un cospicuo prestito in denaro, precedendo in concorrenza un altro banchiere, il Buondelmonti. Alla scadenza, il re d'Inghilterra però non tiene fede agli impegni e non restituisce il prestito, provocando il fallimento dei due banchieri e causando uno scontro armato tra le loro famiglie e quella del Buondelmonti. Solo l'amore nato tra una figlia dei Bardi e un erede dei Buondelmonti riuscirà a riportate la concordia tra le famiglie dei banchieri fiorentini.

La criticaModifica

« Un pistolotto finale ci assicura che alla fine il re d'Inghilterra pagherà. Ma di questo eravamo convinti anche prima che Forzano ce lo dicesse. I bollettini di guerra ce lo assicurano ogni giorno! Terminata la proiezione uno spettatore, levandosi, malinconicamente dalla poltrona, osservò : E tutto questo perché nel '300 il re d'Inghilterra non pagò! Già borbottò un altro succede sempre così! chi ci va di mezzo è sempre il postero! Dal punto di vista spettacolare, il film è interessante per la fastosa e accurata ricostruzione della Firenze trecentesca. Costretti dalle pastoie di una regia e di un dialogo decisamente toscaneggianti e trecenteschi, gli attori hanno impresso alla vicenda un ritmo melodrammatico da vecchio affresco che non poteva in alcune scene non eccitare l'impertinenza di un pubblico disincantato e pronto alla battuta...» (Osvaldo Scaccia, in Film del 31 maggio 1941)

ProduzioneModifica

Prodotta da Giovacchino Forzano per conto della Pisorno in collaborazione con la IN.CINE di Mario Borghi e Arno di Maleno Malenotti, il soggetto della pellicola è tratto da vecchie storie fiorentine, il film realizzato negli Studi Tirrenia nel 1940 uscì nelle sale l'anno successivo.

BibliografiaModifica

  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno editore Milano 1975
  • Giuseppe Isani, recensione in Cinema del 10 giugno 1941
  • AA.VV. Le città del cinema, Napoleone editore Roma 1979

Manifesti e locandineModifica

La realizzazione dei manifesti del film fu affidata ai pittori cartellonisti Anselmo Ballester e Carlantonio Longi.

Collegamenti esterniModifica

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