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Iselín Ovejero

calciatore argentino
Iselín Santos Ovejero Maya
Iselín Santos Ovejero 1971.jpg
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 180 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo ex difensore
Ritirato 1978
Carriera
Squadre di club1
1962-1969Vélez Sarsfield? (?)
1969-1974Atlético Madrid68 (3)
1974-1976Real Saragozza19 (0)
1976-1977Terrassa29 (3)
1977-1978Sant Andreu? (?)
Nazionale
1967Argentina Argentina4 (0)
Carriera da allenatore
1990Atlético Madrid
1991Atlético Madrid
1993Atlético Madrid
1994Atlético Madrid
Palmarès
Transparent.png Campeonato Sudamericano
Argento Uruguay 1967
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Iselín Santos Ovejero Maya (Las Catitas, 16 ottobre 1945) è un ex calciatore argentino, di ruolo difensore.

BiografiaModifica

Nacque a Las Catitas, nel Dipartimento di Santa Rosa, a 85 chilometri da Mendoza.[1] I suoi genitori si trasferirono in città e abitò in un quartiere del dipartimento di Guaymallén, nella via Cañadita Alegre.[1] Per motivi di lavoro, la famiglia si spostava spesso tra San Juan e Mendoza.[1] Prima di diventare un calciatore, lavorò nelle aziende agricole dei suoi familiari.[2]

Si sposò con una donna di nome María Dolores da cui ebbe due figli, Iselín Abel e Gabriela Marina.[2]

Nel corso degli anni ebbe una grande amicizia con Alfredo Di Stéfano.[1][2]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

ArgentinaModifica

A Mendoza, Ovejero iniziò a giocare a calcio in una squadra giovanile chiamata Murialdo, facente parte di un omonimo istituto religioso locale.[1]

Nel 1962 Ovejero viene ingaggiato dal Vélez Sarsfield di Buenos Aires, segnalato Mario Nogara, calciatore mendocino del Vélez.[1]

Nel 1968 il Vélez vinse il primo campionato argentino della sua storia. Alla fine della stagione la squadra era in testa a pari punti (22) con il River Plate e il Racing Club, dovettero disputare un triangolare come spareggio, che venne vinto dal Vélez.[1][2]

Durante una partita giocata in trasferta contro il Gimnasia La Plata, il portiere del Vélez José Miguel Marín venne espulso e Ovejero prese il suo posto tra i pali, parando anche un rigore a Delio Onnis.[3]

SpagnaModifica

Nel 1969 passò all'Atlético Madrid, nella massima serie spagnola. Arrivò come sostituto di un altro difensore argentino, Jorge Griffa, bandiera dei colchoneros che aveva lasciato il club dopo 10 anni di militanza.[1][4] L'Atlético incontro l'Estudiantes de La Plata in un torneo amichevole a Cadice, Víctor Martínez, segretario tecnico della squadra spagnola, chiese all'allenatore dell'Estudiantes, Osvaldo Zubeldía, se vi fosse in Argentina un "nuovo Griffa".[4] A causa delle limitazioni sul tesseramento di giocatori stranieri, l'Atlético stava cercando un giocatore con passaporto spagnolo. Zubeldía consigliò Ovejero, il cui cognome rivelava anche possibili origini spagnole.[4]

A causa di problemi legati ai suoi documenti e al suo trasferimento dall'Argentina, Ovejero non poté debuttare prima della tredicesima giornata di campionato, il 7 dicembre, contro l'Athletic Club di Bilbao.[1][4] Era uno scontro diretto tra l'Atlético Madrid che era primo, e i baschi che si trovavano in seconda posizione.[4] Nel corso delle settimane era anche cresciuta l'attesa dei tifosi, che aspettavano di vederlo esordire.[1] Ovejero giocò bene[4] e l'Atlético vinse 2-1. La prima stagione si concluse con la vittoria della Liga.[2][4] Il 30 settembre 1970 debuttò in Coppa dei Campioni, in trasferta contro l'Austria Vienna, subentrando negli ultimi 5 minuti di gioco. Il 21 ottobre arrivò la prima presenza europea da titolare, in trasferta a Cagliari. Il 12 marzo 1972 segnò il suo primo gol con l'Atlético, in una partita di campionato pareggiata in casa del Siviglia per 3-3. Nella stagione 1971-1972 vinse la Coppa di Spagna, e nella stagione successiva conquistò il campionato per la seconda volta, realizzando anche due gol.

Nel 1974 l'Atlético raggiunse la Finale della Coppa dei Campioni 1973-1974, persa contro il Bayern Monaco e ricordata poiché per assegnare il titolo fu necessaria una ripetizione, in quanto la prima partita terminò in parità anche dopo i tempi supplementari, e all'epoca non erano previsti i tiri di rigore.[4][5] Tuttavia, in quella finale Ovejero non fu disponibile per un infortunio muscolare.[2] Durante la sua militanza all'Atlético Madrid viene soprannominato "El Cacique del área".[1][4][5]

Nel 1974 passò al Real Saragozza, sempre in Primera División spagnola.[4] In una prestigiosa amichevole estiva contro il Santos, alla Romareda, per salvare un tirò di Pelé, Ovejero intervenne in rovesciata sulla linea, andando a sbattere contro il palo, abbattendo la porta e restando intrappolato dentro la rete. Questo curioso episodio verrà ricordato a distanza di anni.[1][2][4][5]

Esordì l'11 settembre 1974 in Coppa UEFA in trasferta contro il Vitoria Setúbal. Il 15 settembre debuttò anche in campionato contro il Valencia. La squadra aragonese terminò il campionato al secondo posto, alle spalle del Real Madrid (miglior piazzamento in campionato nella storia del club). Nella stagione 1975-1976 disputò solo 5 partite. Ebbe dei problemi a causa dei suoi documenti, in quanto oriundo, successivamente si dimostrò che non c'era nessuna irregolarità.[3] Il Real Saragozza arrivò in finale di Coppa di Spagna contro l'Atlético Madrid, ex squadra di Ovejero. Il difensore argentino non poté giocare a causa di un infortunio subito in allenamento nella settimana prima della partita.[3] la squadra aragonese venne sconfitta 1-0.[3]

Nel 1976 si trasferì in Catalogna. Passò prima al Terrassa Futbol Club,[5] squadra della Segunda División, dove giocò una sola stagione, collezionando 29 presenze e tre reti, successivamente al Sant Andreu, in Tercera División, dove militò nella stagione 1977-1978, prima di ritirarsi.[5]

NazionaleModifica

Per un infortunio non poté disputare la Coppa del Mondo del 1966 in Inghilterra.[1] Disputò il Campeonato Sudamericano de Football 1967, in Uruguay, fu l'ultima edizione prima dell'avvento della moderna Copa América.[1]

AllenatoreModifica

Dopo il ritiro continuò a lavorare per l'Atlético Madrid, inizialmente come osservatore e preparatore delle giovanili.[3][5] Nella stagione 1990-1991 allena la prima squadra, solo per la prima giornata di campionato, pareggiata per 1-1 in casa del Valencia.[5] Dopo quella partita viene ingaggiato come allenatore il croato Tomislav Ivić. A fine stagione, Ivić viene esonerato, così Ovejero dirige l'Atlético nella vittoriosa finale di Coppa di Spagna, vinta per 1-0 contro il Maiorca, con una rete di Alfredo Santaelena nei tempi supplementari.[1]

Nel 1993 si sedette sulla panchina dei colchoneros come "traghettatore" in due occasioni, alla ventunesima e alla ventiquattresima giornata di campionato, ottenendo due vittorie contro Espanyol e Real Burgos.

Nella stagione 1993-1994, ricoprì nuovamente l'incarico di allenatore per quattro giornate, dalla ventiseiesima alla ventinovesima, subentrando a José Luis Romero. Dopo tre sconfitte e un pareggio, fu sostituito a sua volta da Roberto D'Alessandro.

PalmarèsModifica

GiocatoreModifica

Vélez Sársfield: Nacional 1968
Atlético Madrid: 1969-1970, 1972-1973
Atlético Madrid: 1971-1972

AllenatoreModifica

Atlético Madrid: 1990-1991

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (ES) Iselín Santos Ovejero: “Me recuerdan por derribar un arco”, in losandes.com.ar, 10 ottobre 2008. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2016).
  2. ^ a b c d e f g (ES) FITXES D’EX JUGADORS DEL TERRASSA FUTBOL CLUB (PDF), in terrassafc.com. URL consultato il 25 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2016).
  3. ^ a b c d e (ES) Iselín Santos Ovejero: "'20 años jugando y no había visto esto nunca', me dijo Pelé", in elperiodicodearagon.com, 7 dicembre 2015. URL consultato il 25 luglio 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i j k (ES) Iselín Santos Ovejero derrumba la portería ante Pelé, in deportes.elpais.com, 29 novembre 2015. URL consultato il 25 luglio 2016.
  5. ^ a b c d e f g (ES) Qué fue de...Santos Ovejero, in laliga.es, 10 febbraio 2014. URL consultato il 25 luglio 2016.

Collegamenti esterniModifica