Nazionale di calcio dell'Argentina

squadra nazionale di calcio maschile rappresentante l'Argentina
Argentina Argentina
Campione del Sud America in carica
Logo Asociación del Fútbol Argentino 2020.png
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione AFA
Asociación del Fútbol Argentino
Confederazione CONMEBOL
Codice FIFA ARG
Soprannome La Albiceleste (La Biancoceleste)
La Selección (La Selezione)
Selezionatore Argentina Lionel Scaloni
Record presenze Lionel Messi (153)
Capocannoniere Lionel Messi (79)
Ranking FIFA [1] (12 agosto 2021)
Esordio internazionale
Uruguay Uruguay 2 - 3 Argentina Argentina
Montevideo, Uruguay; 16 maggio 1901
Migliore vittoria
Argentina Argentina 12 - 0 Ecuador Ecuador
Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942
Peggiore sconfitta
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 6 - 1 Argentina Argentina
Helsingborg, Svezia; 15 giugno 1958
Argentina Argentina 0 - 5 Colombia Colombia
Buenos Aires, Argentina; 5 settembre 1993
Bolivia Bolivia 6 - 1 Argentina Argentina
La Paz, Bolivia; 1 aprile 2009
Spagna Spagna 6 - 1 Argentina Argentina
Madrid, Spagna; 27 marzo 2018
Campionato del mondo
Partecipazioni 17 (esordio: 1930)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1978, 1986
Copa América
Partecipazioni 43 (esordio: 1916)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1921, 1925, 1927, 1929, 1937, 1941, 1945, 1946, 1947, 1955, 1957, 1959, 1991, 1993, 2021
Confederations Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 1992)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1992
Torneo Olimpico
Partecipazioni 1 (esordio: 1928)
Miglior risultato Argento Argento nel 1928

La nazionale di calcio dell'Argentina (sp. Selección nacional de fútbol de Argentina) è la squadra di calcio che rappresenta l'Argentina ed è posta sotto l'egida della Asociación del Fútbol Argentino.

Il palmarès della Selección (selezione) o Albiceleste (biancoceleste) annovera 15 Coppe America (record insieme all'Uruguay) e 2 Coppe del mondo (vinte nel 1978 in casa e nel 1986 in Messico). Inoltre l'Argentina si è piazzata seconda in Coppa America per 14 volte (record) ed è stata finalista perdente al Mondiale 1930 (sconfitta dall'Uruguay), al Mondiale 1990 e al Mondiale 2014 (sconfitta in entrambe le circostanze dalla Germania). La nazionale olimpica argentina ha vinto 2 medaglie d'oro alle Olimpiadi (nel 2004 e nel 2008) e due medaglie d'argento (nel 1928 e nel 1996). Ha vinto anche la prima edizione della Confederations Cup, nel 1992, e cinque edizioni dei Giochi panamericani (1951, 1955, 1959, 1971, 1995).

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nel 1993, ha occupato più volte il primo posto (nel marzo 2007, dall'ottobre 2007 al giugno 2008, dal luglio all'ottobre 2015, dall'aprile 2016 all'aprile 2017), mentre il peggiore posizionamento è il 22º posto toccato nell'agosto 1996. Occupa attualmente il 6º posto della graduatoria[2].

StoriaModifica

Dalla nascita ai Giochi Olimpici del 1928Modifica

La prima partita ufficiale della nazionale argentina fu Uruguay-Argentina, giocata il 20 luglio 1902 a Montevideo.[3] La prima partecipazione della nazionale maggiore dell'Argentina ai Giochi olimpici risale al 1928;[4] il CT José Lago Millán convocò 22 giocatori, alcuni dei quali avrebbero partecipato al Mondiale 1930. Il primo incontro fu disputato con la nazionale degli Stati Uniti, il 30 maggio ad Amsterdam: i sudamericani vinsero agevolmente, con il risultato di 11-2.[5] Ottenuto l'accesso ai quarti di finale, il 2 giugno la nazionale superò il Belgio per 6 reti a 3, con la tripletta di Domingo Tarasconi.[5] Ancora Tarasconi si rese decisivo il 6 giugno contro l'Egitto, sconfitto con 6 gol e triplette dello stesso Tarasconi e di Bernabé Ferreyra.[5]

La finale vide contrapporsi due squadre del Sud America, Uruguay e Argentina; la prima gara, giocata il 10 giugno terminò con un pareggio per 1-1, con gol di Petrone e Ferreyra, e si dovette dunque disputare lo spareggio, che si tenne il 13 giugno: questa volta, ebbe la meglio l'Uruguay, grazie alle reti di Figueroa e Scarone.[5] Dato che l'Argentina perse la finale fu premiata con la medaglia d'argento.

Dagli anni trenta ai settantaModifica

 
L'Argentina campione sudamericana nel 1957

Fino alla fine degli anni settanta la nazionale argentina non ottenne particolari risultati al campionato del mondo, a parte il secondo posto nella prima edizione del 1930. Il motivo di questi insuccessi (a tre edizioni, nel 1938, 1950 e 1954 rinunciò a partecipare e a quella del 1970 non si qualificò, eliminata nel girone con Perù e Bolivia) risiedeva nel fatto che la maggior parte dei giocatori argentini giocavano in campionati esteri e non in Primera División e, per una regola dell'AFA, solo i giocatori che giocavano nel campionato nazionale potevano essere convocati in nazionale. Spesso gli argentini uscirono al primo turno (ciò accadde nel 1934, nel 1958 e nel 1962, mentre nel 1966 furono eliminati ai quarti di finale dall'Inghilterra padrona di casa, poi campione del mondo). Memorabile, seppur negativamente, è l'umiliante sconfitta subita contro la Cecoslovacchia ai mondiali svedesi, che batté gli argentini campioni del Sud America in carica per 6-1, punteggio che risulta ancora oggi una delle sconfitte più larghe dell'Albiceleste.

Questi risultati altalenanti proseguirono sino al campionato mondiale del 1974, da cui l'Argentina uscì al secondo turno (battuta dall'Olanda per 4-0), dopo avere eliminato l'Italia nel girone iniziale.

Grazie ai risultati conseguiti successivamente, la nazionale argentina risulta al quarto posto per numero di partecipazioni, di partite e di finali disputate nelle fasi finali dei mondiali (dietro il Brasile, la Germania e l'Italia) e dal 1974 si è sempre qualificata per la fase finale del torneo, terza striscia di partecipazioni consecutive attualmente in essere, dopo quelle del Brasile (presente in tutte le edizioni) e della Germania (presente ininterrottamente dal 1954).

 
Una formazione argentina nella Taça das Nações del 1964
 
Daniel Passarella alza la prima Coppa del Mondo per l'Argentina nel 1978

L'era MenottiModifica

Quattro anni dopo l'Argentina vinse il suo primo titolo mondiale nell'edizione giocata in casa nel 1978, battendo il 25 giugno in finale i Paesi Bassi. Il mondiale del 1978 fu caratterizzato dalla forte tensione provocata dalla situazione in Argentina, dopo l'assunzione del potere da parte di un regime militare nel 1976 e dal grande fervore nazionalistico dell'ambiente e del pubblico di casa. Durante il torneo l'Argentina venne fortemente sostenuta dall'ambiente e dal pubblico e, nonostante molte difficoltà e la sconfitta con l'Italia nel turno eliminatorio, riuscì a raggiungere la finale dopo la rocambolesca vittoria per 6-0 contro il Perù nella partita decisiva del secondo turno di gare.

La finale, giocata tra l'entusiasmo e l'estremo patriottismo del pubblico argentino, fu caratterizzata dal gioco molto falloso e a tratti violento e dalle proteste olandesi per l'arbitraggio, ritenuto favorevole ai padroni di casa, e per l'atteggiamento ostile dell'organizzazione. L'atto conclusivo del mondiale vide prevalere gli argentini con il risultato di 3-1 dopo una drammatica e caotica partita, decisa nei tempi supplementari. La coppa venne consegnata, in un'atmosfera di grande nazionalismo, al capitano Daniel Passarella, personalmente dal capo del regime militare, generale Jorge Rafael Videla.

Curiosamente la nazionale argentina del vittorioso mondiale del 1978 aveva dato i numeri ai giocatori dellapropria rosa in ordine alfabetico, così che l'attaccante Alonso aveva il numero 1, il centrocampista Ardiles un insolito numero 2 (sarà poi quest'ultimo con il numero 1 al campionato mondiale del 1982) e i portieri Baley, Fillol e Lavolpe rispettivamente il 3, il 5 e il 13.

Al campionato mondiale del 1982, in Spagna, l'Albiceleste si presentò come campione in carica. Superato con qualche difficoltà il proprio girone come seconda (perse, infatti, la gara inaugurale contro il Belgio vice-campione d'Europa per 1-0), fu battuta nella seconda fase a gironi dall'Italia per 2-1 e dal Brasile per 3-1 e quindi estromessa dalla competizione.

L'era Bilardo-MaradonaModifica

Quattro anni più tardi, al campionato mondiale del 1986, in Messico, la squadra allenata da Carlos Bilardo trionfò, trascinata dal fuoriclasse Diego Armando Maradona. Dopo aver vinto il proprio girone (3-1 alla Corea del Sud, 1-1 contro l'Italia campione del mondo uscente e 2-0 sulla Bulgaria), la nazionale argentina superò nell'ordine Uruguay (1-0 agli ottavi), Inghilterra (2-1 ai quarti) e la sorpresa Belgio (2-0 in semifinale), per poi sconfiggere la Germania Ovest (3-2) nella finalissima. Resta indimenticabile, però, la partita Argentina-Inghilterra, in cui prima Maradona segnò di mano (la cosiddetta Mano de Dios), poi dribblò sei avversari (portiere compreso) e segnò la rete del 2-0, uno dei gol più belli nella storia del calcio, che fu successivamente eletto dalla FIFA "il gol del secolo".

 
Diego Armando Maradona, portato in trionfo, solleva la seconda Coppa del Mondo dell'Argentina vinta nel 1986

L'Argentina si presentò come padrona di casa ai nastri di partenza della Coppa America 1987, un'edizione rinnovata nella formula. La squadra, composta da un misto di giocatori che militavano nel campionato locale e giocatori che militavano nei campionati europei, debuttò con un pareggio per 1-1 contro il Perù e batté poi l'Ecuador per 3-0, vincendo così il minigirone e qualificandosi alle semifinali. Il 9 luglio perse di misura (0-1) contro l'Uruguay campione in carica e fu eliminata. Uscì sconfitta anche dalla finale per il terzo posto, dove cedette (1-2) alla Colombia il terzo gradino del podio. Il 16 dicembre la selezione albiceleste batté per 1-0 in amichevole la Germania Ovest allo stadio José Amalfitani.

Nel 1988 l'Argentina partecipò al Torneo delle 4 nazioni, competizione ad inviti che fungeva da vetrina in vista del campionato europeo di calcio 1988. Tutti e quattro gli incontri si tennero allo stadio Olimpico di Berlino. Il 31 marzo la squadra di Bilardo perse (2-4) contro l'Unione Sovietica in semifinale e il 2 aprile venne battuta anche nella finale per il terzo posto dalla Germania Ovest (0-1). Il torneo fu vinto dalla Svezia.

Nello stesso anno, in Australia, la squadra sudamericana partecipò poi alla Gold Cup Bicentenario Australia, cui presero parte, oltre ai campioni del mondo dell'Argentina, i campioni d'Asia dell'Arabia Saudita, il Brasile numero uno della classifica FIFA e l'Australia nazionale del paese ospitante. La formula del torneo prevedeva un girone all'italiana, in cui ogni squadra disputava tre incontri, e una seconda fase, con finale per il terzo posto tra terza e quarta classificata nel girone e finalissima tra le prime due classificate. Il 6 luglio gli argentini pareggiarono per 2-2 contro i sauditi e il 9 luglio pareggiarono a reti bianche contro i brasiliani. Il 14 luglio subirono una sonora sconfitta (1-4) contro l'Australia e giunsero così terzi nel raggruppamento. Nella finale per il terzo posto vinsero per 2-0 contro l'Arabia Saudita.

Nella prima fase della Coppa America 1989, disputata in Brasile, l'Argentina batté Cile e Uruguay (doppio 1-0) e pareggiò per 0-0 contro Ecuador e Bolivia. Nella seconda fase fu eliminata dopo aver perso per 2-0 sia contro il Brasile sia contro l'Uruguay e aver pareggiato (0-0) contro il Paraguay. La squadra annoverava, tra gli altri, Pumpido, Brown, Ruggeri, Clausen, Cuciuffo, Burruchaga, Maradona, Enrique, Giusti (tutti campioni del mondo nel 1986), Claudio Caniggia, Abel Balbo, Luis Islas, Néstor Sensini, Gabriel Calderón, Néstor Gorosito e Pedro Troglio.

 
La nazionale argentina scesa in campo contro l'Italia nella semifinale del Mondiale 1990

Al campionato mondiale del 1990 l'Argentina si presenta con una rosa competitiva. La difesa era guidata da Ruggeri, ottimo difensore centrale del Real Madrid, pericoloso nei suoi sganciamenti offensivi. I difensori Olarticoechea, Serrizuela e Simón erano dei discreti comprimari. Il portiere era Goycochea che, subentrato all'infortunato Pumpido, si dimostrò all'altezza e disputò un buon mondiale. Il centrocampo era composto da buoni giocatori, fra cui si distinsero Burruchaga del Nantes e Basualdo dello Stoccarda. L'attacco offriva gli elementi migliori della squadra: il forte ventitreenne dell'Atalanta Caniggia e il fuoriclasse Maradona, trentenne del Napoli.[6]

Malgrado le attese, la squadra argentina partì male, venendo sconfitta, come otto anni prima, nella gara inaugurale per 1-0 (stavolta dal Camerun), e si qualificò in extremis alla seconda fase venendo ripescata come una delle migliori terze. Tuttavia, grazie soprattutto al talento di Maradona, riuscì ad eliminare agli ottavi il Brasile, battendolo per 1-0 dopo una partita in cui subì il dominio degli avversari, che colpirono due pali con Dunga ed Alemão e mancarono facili occasioni da rete con Careca. Decisivo fu l'assist della stella del Napoli a Claudio Caniggia, che a dieci minuti dal termine dei tempi regolamentari si involò verso la porta brasiliana e siglò a porta vuota il gol della vittoria. Ai quarti di finale l'Argentina se la vide con la temibile Jugoslavia, che proponeva una delle sue migliori formazioni di sempre. I sudamericani, seppur in superiorità numerica già dopo mezz'ora di gioco per l'espulsione del difensore Šabanadžović, hanno la meglio solo ai tiri di rigore (3-2 dopo lo 0-0 dei tempi supplementari) e in semifinale si trovarono nuovamente di fronte l'Italia padrona di casa (le due nazionali si sfidarono per la quinta edizione consecutiva del mondiale). Al San Paolo di Napoli, dove Maradona era idolo indiscusso, gli azzurri si portarono in vantaggio nel primo tempo con Salvatore Schillaci, ma nella ripresa Caniggia mise fine all'imbattibilità dell'estremo difensore italiano Walter Zenga, che durava da 518 minuti. Ai rigori l'Argentina li segnò tutti, mentre Goycochea neutralizzò i tiri di Roberto Donadoni e Aldo Serena, sancendo un approdo in finale che ad una sudamericana in Europa mancava da trentadue anni (il Brasile in Svezia nel 1958). In finale l'avversaria fu, come nel 1986, la Germania Ovest, che stavolta batté i sudamericani per 1-0 in una sorta di rivincita, grazie ad un rigore alquanto dubbio, concesso a sei minuti dalla fine dei tempi regolamentari e trasformato da Andreas Brehme. Fu questa la prima finale nella storia del mondiale in cui la nazionale sconfitta non segnò neppure un gol e la prima decisa da un calcio di rigore.

La prima era BasileModifica

Dopo lo sfortunato esito della finale dello stadio Olimpico di Roma, Bilardo annunciò le proprie dimissioni, dicendo di considerare chiuso il proprio ciclo alla guida dell'Albiceleste. Fece altrettanto Maradona, che disse di reputare il mondiale italiano l'ultimo da lui disputato,[7] anche se, tempo dopo, il fuoriclasse tornerà sui propri passi.

Al posto di Bilardo fu assunto come CT Alfio Basile, che almeno all'inizio della propria gestione decise di puntare in misura maggiore su giovani calciatori che militavano nel campionato locale. Il nuovo commissario tecnico esordì nel febbraio del 1991 battendo per 2-0 in amichevole a Rosario l'Ungheria. La squadra giocò poi alcuni tornei amichevoli come la Coppa Stanley Rous, dove pareggiò per 2-2 contro l'Inghilterra a Wembley. A marzo Maradona risultò positivo alla cocaina dopo un controllo antidoping in Italia e venne sospeso per quindici mesi.[8][9]

 
L'Argentina vincitrice della Copa América 1991

Nell'edizione del 1991, che si tiene in Cile, l'Argentina riesce ad aggiudicarsi per la tredicesima volta la Coppa America, a trentadue anni dall'ultimo successo, con ottime prestazioni. Al torneo parteciparono dieci squadre, divise dapprima in due gironi da cinque squadre ciascuno. Le quattro compagini classificatesi al primo e al secondo posto dei due gironi furono poi inserite in un girone finale all'italiana, alla vincente del quale venne assegnata la coppa. La squadra debuttò con una vittoria convincente (3-0) contro il Venezuela, poi regolò anche i padroni di casa del Cile (1-0) e il Paraguay (4-1). Nella seconda fase, che consisteva in un girone finale tra le quattro squadre qualificatesi, ebbe la meglio anche sul Brasile (3-2), pareggiò per 0-0 ancora con il Cile e sconfisse la Colombia per 2-1, vincendo così la coppa grazie al primo posto nel raggruppamento. Nei sette incontri disputati la selezione biancoceleste ottenne sei vittorie e un pareggio e piazzò il proprio giovane attaccante Gabriel Omar Batistuta al primo posto nella classifica dei marcatori, con sei gol. Altre stelle di quella formazione argentina sono Sergio Goycochea, Leonardo Astrada, Claudio Caniggia, Diego Simeone, Darío Franco, Leo Rodríguez.[7]

Nel 1992 l'Argentina vinse due tornei amichevoli, la Coppa Kirin (torneo amichevole in cui sconfigge Giappone e Galles) e la Coppa re Fahd, poi riconosciuta dalla FIFA come la prima edizione della Confederations Cup, torneo in cui l'Albiceleste ebbe la meglio su Costa d'Avorio (4-0) e su Arabia Saudita (3-1).

Il 24 febbraio 1993 Maradona tornò a vestire la maglia dell'Argentina in occasione della Coppa Artemio Franchi, contro la Danimarca a Mar del Plata. L'Argentina vinse per 5-4 dopo i tiri di rigore dopo un pareggio per 1-1.[10]

Nella Coppa America 1993, in Ecuador, l'Argentina si confermò campione del Sudamerica. Nonostante Maradona fosse tornato alla regolare attività agonistica dopo la squalifica per uso di droga, Basile non lo convocò. Al suo posto chiamò Simeone, che vestì l'emblematica maglia numero 10 dell'Albiceleste. Nei primi tre incontri la squadra di Basile raccolse due pareggi, due 1-1 contro Messico e Colombia, e una vittoria di misura (1-0) contro la Bolivia, avanzando così alla seconda fase. Qui eliminò per la seconda volta consecutiva il Brasile sconfiggendolo per 6-5 dopo i tiri di rigore (1-1 dopo 120 minuti). In finale affrontò il Messico e lo batté per 2-1 (doppietta di Batistuta). Pur vincendo due sole partite nei tempi regolamentari, l'Argentina mise le mani sul proprio quattordicesimo titolo continentale.[11] Tra le stelle della squadra vi erano Goycochea, Ruggeri, Batistuta, Franco, Simeone, Fernando Redondo e Luis Islas.

Immediatamente dopo la Coppa America vinta in Ecuador l'Argentina fu impegnata nelle qualificazioni al campionato mondiale del 1994 in programma negli USA. Inserita nel girone con Colombia, Paraguay e Perù, batté i peruviani a Lima (1-0) e i paraguiani Asunción (3-1), ma perse per 2-1 contro i colombiani a Barranquilla. A Buenos Aires l'Albiceleste prevalse sul Perù (2-1), pareggiò (0-0) contro il Paraguay e, nell'ultima partita del girone, il 5 settembre 1993, subì una clamorosa disfatta contro la Colombia, che battendo gli argentini per 5-0 li condannò alla peggiore sconfitta dal 1958, quando avevano perso per 6-1 al mondiale svedese. La squadra colombiana, ricca di talenti, chiuse le qualificazioni da imbattuta e costrinse gli argentini a giocarsi un posto per il mondiale statunitense agli spareggi contro la vincente della zona Oceania.[12] Il più importante quotidiano nazionale, El Gráfico, titolò "Vergüenza" (Vergogna) per esprimere tutta l'indignazione degli argentini per la débâcle.[13][14]

 
Alfio Basile ha guidato l'Argentina dal 1991 al 1994 e dal 2006 al 2008, conducendola alla vittoria di due Coppe America

L'Argentina affrontò dunque l'Australia, che, come previsto, aveva avuto la meglio nel raggruppamento oceaniano delle qualificazioni al mondiale e aveva battuto prima la Nuova Zelanda in un primo play-off e, dopo i tiri di rigore, il Canada, seconda classificata del terzo turno della zona CONCACAF. Basile chiese a Maradona di tornare in nazionale. La stella accettò la convocazione e raggiunse i compagni a Sydney,[15] dove il 31 ottobre 1993 le due nazionali pareggiarono per 1-1. Il ritorno si giocò a Buenos Aires e vide gli argentini prevalere per 1-0 grazie ad un gol di Batistuta.[16]

In preparazione al mondiale la compagine allenata da Basile affrontò in amichevole Brasile (sconfitta per 0-2 a Recife), Marocco (vittoria per 3-1 a Salta) e Israele (3-0 a Ramat Gan).

Al mondiale del 1994 l'Argentina venne eliminata agli ottavi di finale dalla Romania, dopo una sconfitta per 3-2 a Pasadena. La partecipazione della squadra al torneo fu segnata dalla triste vicenda di Maradona, risultato positivo all'efedrina dopo un controllo antidoping e radiato già dal presidente della federcalcio argentina Julio Grondona, ancor prima della sua squalifica di quindici mesi comminatagli dalla FIFA. Maradona aveva guidato l'Argentina alla vittoria nelle prime due partite e aveva segnato un gol, il terzo, di pregevole fattura nella vittoria per 4-0 all'esordio contro la Grecia. Il debutto contro gli ellenici aveva visto in gran spolvero Batistuta, autore di una tripletta. Nel secondo impegno negli Stati Uniti, quello dopo il quale era scoppiato lo scandalo Maradona, la squadra di Basile aveva vinto per 2-1 contro la Nigeria (doppietta di Caniggia). Nel terzo incontro la squadra, scossa da quanto accaduto al proprio fuoriclasse, aveva perso contro la Bulgaria.

L'era PassarellaModifica

Nell'agosto 1994 il ruolo di CT dell'Argentina fu affidato a Daniel Passarella, capitano della nazionale albiceleste campione del mondo 1978.

Nel gennaio 1995 l'Argentina fu finalista perdente nella Coppa re Fahd, vinta tre anni prima. Perse, infatti, contro la Danimarca campione d'Europa in carica per 2-0.

La squadra si qualificò senza problemi al campionato del mondo del 1998, vincendo un girone sudamericano di qualificazione, introdotto proprio in occasione di queste eliminatorie, dove era assente il Brasile, campione del mondo e ammesso di diritto a Francia '98. La rosa della nazionale era molto "italiana". Vi figuravano, infatti, undici giocatori che giocavano nel campionato di Serie A italiano, quattro militanti nella Primera División spagnola, uno nel campionato svizzero e solo sei militanti in quello argentino. In rosa vi erano Roberto Ayala e José Antonio Chamot, Matías Almeyda e Claudio López, Diego Pablo Simeone, Gabriel Omar Batistuta, Ariel Ortega, Juan Sebastián Verón, Abel Balbo, Hernán Crespo, Marcelo Gallardo. Il cammino argentino in terra francese iniziò con tre vittorie di fila nel girone, contro Giappone (1-0), Giamaica (5-0) e Croazia (1-0). Agli ottavi di finale l'Argentina eliminò l'Inghilterra dopo i tiri di rigore (2-2 al termine dei tempi supplementari). Ai quarti di finale, contro i Paesi Bassi, la squadra di Passarella passò in svantaggio, ma riuscì a pareggiare con Claudio López. A un minuto dalla fine dei tempi regolamentari, Dennis Bergkamp andò in gol e qualificò gli oranje.

Passarella, accusato dalla stampa di eccessivo difensivismo nella partita contro gli olandesi, fu bersaglio di dure critiche e nel settembre 1998 lasciò la panchina della Selección a Marcelo Bielsa.

L'era BielsaModifica

Il nuovo tecnico adottò uno stile di gioco concreto, che fece storcere il naso agli esteti. L'Argentina, assente alla Coppa America 2001 in Colombia per rinuncia (il 10 luglio, alla vigilia della prima partita, rede nota la propria decisione lamentando minacce di morte ricevute dai propri calciatori), si qualificò come prima classificata nel girone di qualificazione sudamericano al mondiale 2002, con tredici punti di vantaggio sulla seconda, l'Ecuador, il miglior attacco, la miglior difesa, e dopo aver subito una sola sconfitta in diciotto partite giocate. La squadra era ancora molto "italiana", con Almeyda, Samuel, Lopez, Zanetti, Batistuta, Simeone, Crespo, Chamot.

In Giappone e Corea del Sud arrivò una grande delusione per l'Albiceleste. Dopo la vittoria di misura contro la Nigeria, la Selección perse contro l'Inghilterra. Nell'ultima partita, contro la Svezia, non andò oltre l'1-1 e fu clamorosamente eliminata al primo turno.

Malgrado il fallimento, alla fine di luglio 2002 Bielsa fu confermato. Sotto la sua guida la nazionale argentina raggiunse poi la finale della Coppa America 2004, persa contro il Brasile ai tiri di rigore, dopo che i tempi supplementari si erao conclusi con il punteggio di 2-2. In agosto Bielsa condusse la compagine albiceleste alla vittoria della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene del 2004.

Il 15 settembre 2004 Bielsa si dimise.

L'era PekermanModifica

A Bielsa subentrò José Pekerman, con cui la Selección si qualificò agevolmente al mondiale tedesco del 2006, giungendo seconda nel girone di qualificazione sudamericano dietro al Brasile, ma a pari punti con i verde-oro. Nella Confederations Cup 2005 l'Argentina giunse seconda nel proprio raggruppamento, a pari punti con la Germania padrona di casa, avendo vinto contro Tunisia (2-1) e Australia (4-2) pareggiato contro i tedeschi (2-2). La squadra eliminò dunque il Messico in semifinale (1-1 dopo i tempi supplementari, 6-5 dopo i tiri di rigore) e nella finale fu nuovamente opposta al Brasile, nella classica sfida, valida per la finale, vinta anche stavolta dai brasiliani, con un netto 4-1.

In vista del campionato del mondo 2006 Pekerman attuò delle esclusioni eccellenti: nella lista dei convocati erano assenti Zanetti, Martín Demichelis e soprattutto Juan Sebastián Verón, pare a causa di un litigio con il capitano Juan Pablo Sorín.[17] In attacco vi era ancora Crespo, con Julio Cruz, Carlos Tévez, Javier Saviola e un giovanissimo Lionel Messi. L'Albiceleste iniziò il torneo come una delle grandi favorite per la vittoria finale: dopo aver vinto uno dei gironi più difficili, precedendo Paesi Bassi, Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro, agli ottavi superò il Messico per 2-1 dopo i tempi supplementari, ma ai quarti di finale fu eliminata dalla Germania padrona di casa dopo i tiri di rigore, successivi all'1-1 maturato dopo 120 minuti di gioco.

La seconda era Basile, l'era MaradonaModifica

 
La formazione argentina prima dell'amichevole con il Portogallo (9 febbraio 2011)

Conclusosi il mondiale tedesco, Pekerman rassegnò le dimissioni e fu sostituito, dal settembre 2006, da Alfio Basile, già alla guida della nazionale albiceleste al mondiale del 1994. Nel marzo 2007 l'Argentina raggiunse per la prima volta il vertice della classifica mondiale della FIFA.

Nell'estate seguente, nella finale della Coppa America 2007 in Venezuela, l'Argentina subì un netto 3-0 dal Brasile, perdendo la seconda finale consecutiva del torneo contro i brasiliani e la terza finale di fila con i verde-oro, se si considera anche la finale della Confederations Cup 2005.

Nell'autunno 2008 la federazione affida la panchina a Diego Armando Maradona,[18] il quale esordì battendo il Venezuela in una gara di qualificazione al campionato mondiale del 2010. Pur subendo nelle successive 4 partite altrettante sconfitte con 12 reti al passivo (per mano di Bolivia, Ecuador, Brasile e Paraguay; clamoroso il 6-1 contro la Bolivia in trasferta[19]), Maradona conseguì la qualificazione al campionato del mondo 2010. Fondamentali furono le vittorie ottenute nelle ultime due giornate del girone contro Perù ed Uruguay. Sotto la gestione Maradona arrivarono inoltre quattro vittorie in amichevoli contro selezioni europee (Scozia, Francia, Russia e Germania). Nel diramare la lista dei convocati per la fase finale del mondiale sudafricano, Maradona attuò esclusioni eccellenti: mancavano Javier Zanetti, Esteban Cambiasso, Fernando Gago, Gabriel Milito ed Éver Banega[20].

Nella fase finale del mondiale, in Sudafrica, dopo aver vinto il girone a punteggio pieno,[21] la squadra argentina rivisse una situazione identica a quella del mondiale 2006: sconfitto il Messico negli ottavi, venne nuovamente battuta dalla Germania ai quarti (stavolta con il punteggio di 4-0).[22] Maradona lasciò l'incarico dopo la disfatta.

Le gestioni di Batista e SabellaModifica

Dal luglio 2010 all'estate 2011 a guidare la formazione argentina fu Sergio Batista, già medaglia d'oro alla guida della selezione albiceleste alle Olimpiadi di Pechino 2008.

Batista lasciò dopo l'eliminazione subita nella Coppa America 2011,[23][24] competizione da cui l'Argentina, padrona di casa, fu estromessa ai quarti di finale ai tiri di rigore dall'Uruguay, dopo aver ottenuto la qualificazione alla fase a eliminazione diretta pareggiando per 1-1 contro la Bolivia e per 0-0 contro la Colombia e vincendo per 3-0 contro la Costa Rica.

Successore di Batista fu Alejandro Sabella,[25] sotto la cui gestione, malgrado un inizio altalenante, l'Argentina, guidata dal nuovo capitano Lionel Messi, ottenne l'accesso al campionato del mondo 2014 con 32 punti in classifica e 35 reti all'attivo (primato) in 16 partite.[26]

 
Argentina e Germania prima della finale dei campionato mondiale del 2014

In Brasile l'Albiceleste chiuse a punteggio pieno la fase a gironi: le avversarie battute furono l'esordiente Bosnia ed Erzegovina, l'Iran e la Nigeria.[27] Messi fu l'uomo-squadra nella fase a gironi. segnando il gol del 2-1 sulla Bosnia-Erzegovina, il gol della vittoria contro l'Iran(1-0) e la doppietta contro la Nigeria. Nei turni a eliminazione diretta l'Argentina estromise, invece, tre nazionali europee: nell'ordine la Svizzera agli ottavi, il Belgio ai quarti e i Paesi Bassi in semifinale, questi ultimi superati ai tiri di rigore.[28] Nella sequenza dal dischetto contro gli olandesi fu decisivo il portiere Sergio Romero, il quale neutralizzò i tentativi di Ron Vlaar e Wesley Sneijder. Il cammino riportò l'Argentina in finale a un campionato del mondo, dopo ventiquattro anni. A contenderle il titolo mondiale, al Maracanã di Rio de Janeiro, furono ancora i tedeschi, i quali si confermarono "bestia nera" per gli argentini e vinsero con un gol nei supplementari.[29]

L'era MartinoModifica

Il 28 luglio 2014 Sabella si dimise. Gli subentrò Gerardo Martino, detto El Tata.[30]

Il nuovo commissario tecnico raggiunse per due anni consecutivi la finale di Coppa America, ma perse in entrambi i casi dal dischetto contro il Cile.[31][32] La squadra, per due volte vice-campione continentale, confermò la tradizione negativa nelle finali.[33]

Nella Coppa America 2015 la nazionale argentina vice-campione del mondo uscente, inserita tra le favorite, superò la prima fase con un pareggio contro il Paraguay (2-2) e due vittorie contro Uruguay (1-0) e Giamaica (1-0). Ai quarti di finale eliminò la Colombia battendola per 5-4 dopo i tiri di rigore (0-0 dopo 120 minuti di gioco). Dopo aver travolto il Paraguay per 6-1 in semifinale, ebbe accesso alla finale del 4 luglio contro il Cile padrone di casa, allo Stadio nazionale del Cile di Santiago. Ancora una volta l'Argentina mancò l'appuntamento con la vittoria. Dopo che i tempi regolamentari e supplementari si conclusero sullo 0-0, con poche occasioni da rete per entrambe le squadre, il trofeo venne assegnato ai rigori. I cileni furono infallibili dal dischetto (andarono a segno con quattro tiri su quattro), mentre gli argentini sbagliarono due tiri su tre (segnò solo Messi; Higuaín calciò il pallone fuori e Banega si fece parare il tiro dal portiere cileno Bravo). Per la nazionale cilena fu un'affermazione storica, la prima in novantanove anni di storia della competizione. Per l'Argentina, invece, si trattò della terza finale di Coppa America persa nelle ultime quattro edizioni.

La nazionale argentina esordì nella Copa América Centenario, che si svolse negli Stati Uniti nel 2016, battendo per 2-1 il Cile, già sconfitto per 2-1 pochi mesi prima in una partita di qualificazione al campionato mondiale del 2018. Poi superò agevolmente Panama (5-0, con Messi che mette a segno la prima tripletta in gare ufficiali con l'Albiceleste) e Bolivia (3-0). Grazie al successo per 4-1 contro il Venezuela ai quarti di finale, gli uomini di Gerardo Martino si qualificarono per le semifinali, dove prevalsero nettamente sugli Stati Uniti padroni di casa (4-0). Contro gli statunitensi Lionel Messi andò in rete con un pregevole calcio di punizione, siglando il suo cinquantacinquesimo gol in nazionale, che gli consentì di superare Gabriel Omar Batistuta e di diventare il primatista di gol segnati con la maglia della nazionale argentina. Come nel 2015, anche in questa edizione della Coppa America l'Argentina affrontò in finale il Cile, tra l'altro già suo avversario nella fase a gironi. Come l'anno precedente, la partita, disputata il 27 giugno al MetLife Stadium di East Rutherford, si concluse sullo 0-0 dopo i tempi supplementari; ai rigori vinse ancora una volta la squadra cilena, stavolta per 4-2. Tra gli argentini sbagliarono dal dischetto Messi (che calciò il pallone alto sulla traversa) e Biglia (che si fece parare il rigore da Bravo), mentre l'unico dei cileni a sbagliare fu Vidal (che si fece parare il tiro da Sergio Romero). Per l'Argentina fu la terza sconfitta consecutiva in una finale nei precedenti tre anni e la quarta consecutiva in finale di Coppa America. Inoltre, considerando anche la Coppa del mondo e la Confederations Cup, fu la settima finale persa consecutivamente dagli argentini nei precedenti ventuno anni nelle tre principali competizioni per nazionali.

Le mancate vittorie portarono all'abbandono di Messi (il quale, a 29 anni, annunciò inizialmente il proprio ritiro dalla nazionale, per poi cambiare idea e decidere di proseguire la propria carriera con l'Albiceleste) e di Martino, dimessosi qualche giorno dopo la sconfitta contro i cileni.[34][35]

Da Bauza a SampaoliModifica

Il 1º agosto 2016 venne annunciata la nomina di Edgardo Bauza a nuovo CT della nazionale argentina.[36] Questi convinse al rientro Messi,[37] subito autore di un gol decisivo contro l'Uruguay nella prima gara di qualificazione al campionato mondiale di Russia 2018.[38] L'11 aprile 2017, a seguito di risultati deludenti nelle qualificazioni, Bauza venne sollevato dall'incarico dopo 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, con la squadra al quinto posto nel girone sudamericano (piazzamento che l'avrebbe costretta a disputare il play-off interzona).[39] Gli subentrò Jorge Sampaoli, che rivitalizzò la selezione e la condusse alla qualificazione diretta a Russia 2018 grazie a 3 vittorie e 3 pareggi nelle rimanenti gare del girone eliminatorio. L'Argentina si qualificò battendo all'ultimo respiro l'Ecuador, grazie alla tripletta del fuoriclasse Messi.

Nella fase finale del mondiale russo l'Argentina esordì pareggiando per 1-1 contro l'Islanda, poi, nella seconda partita, perse contro la Croazia (3-0), sconfitta che generò polemiche sul gioco della squadra e sull'allenatore, accusato di scarsa autorevolezza e di subire le scelte dei "senatori" dello spogliatoio[40][41]. Il girone si concluse con il match contro la Nigeria. Gli argentini, passati in vantaggio con una rete di Messi, all'inizio del secondo tempo furono raggiunti nel punteggio dagli avversari, a segno su calcio di rigore. La Selección, sull'orlo dell'eliminazione, a pochi minuti dalla fine trovò la rete del definitivo vantaggio con Marcos Rojo. Grazie alla contemporanea vittoria della Croazia sull'Islanda, l'Argentina si qualificò, dunque, agli ottavi, dove affrontò la Francia: dopo aver ribaltato l'iniziale vantaggio francese con i gol di Di María e Gabriel Mercado, subì la rimonta dei francesi, che si portano sul 4-2 prima di subire un gol argentino da Agüero su assist di Messi, che fissò il punteggio finale sul 4-3. L'Albiceleste uscì così dal mondiale agli ottavi di finale per la terza volta nella propria storia e Sampaoli fu sollevato dall'incarico[42].

L'era ScaloniModifica

Il 3 agosto 2018 Lionel Scaloni fu nominato CT ad interim in attesa che la federazione scegliesse un nuovo selezionatore, ma, avendo ottenuto 4 vittorie e un pareggio in 6 amichevoli, si vide confermata la fiducia in vista della Coppa America 2019[43]. Nel torneo l'Argentina superò la fase a gironi grazie al secondo posto dietro la Colombia, da cui fu sconfitta nel match inaugurale del raggruppamento, poi eliminò ai quarti il Venezuela e cadde in semifinale contro il Brasile. Chiuse poi al terzo posto, imponendosi nella finale di consolazione contro il Cile.

Nella Coppa America, disputata anch'essa in Brasile, l'Albiceleste tornò a vincere il trofeo continentale dopo ventotto anni: vinto il girone di prima 10 punti in 4 partite, eliminò l'Ecuador ai quarti di finale (3-0) e la Colombia in semifinale (1-1 dopo 90 minuti di gioco, 3-2 dopo i tiri di rigore), approdando alla finale contro i padroni di casa del Brasile. A decidere l'incontro in favore della squadra di Scaloni fu un gol di Ángel Di María segnato nel primo tempo; con questo risultato la nazionale argentina tornò in testa all'albo d'oro della competizione, raggiungendo la nazionale uruguiana a quota quindici successi.

Commissari tecniciModifica

I commissari tecnici dell'Argentina[44]

RivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Argentina-Brasile e Rivalità calcistica Argentina-Inghilterra.

La Selección argentina vive una accesa rivalità calcistica con il Brasile, altra nazionale di grande prestigio. Un'altra rivalità molto sentita è quella con la Germania. Argentini e tedeschi si sono affrontati spesso nelle fasi finali del campionato mondiale di calcio: nel 1958 (fase a gironi), nel 1966 (fase a gironi), nel 1986 (in finale), 1990 (finale), 2006 (quarti di finale), 2010 (quarti di finale) e 2014 (finale). Altra rivalità di rilievo è quella con l'Uruguay, che nel 1930 l'Argentina affrontò nella prima finale del campionato mondiale di calcio e negli ottavi di finale del mondiale nel 1986. Forte è anche la rivalità con l'Inghilterra, risalente al campionato del mondo 1966 e intensificatasi con la Guerra delle Falkland del 1982, ha visto l'apice al campionato del mondo 1986 con la Mano de Dios e il "gol del secolo" di Diego Armando Maradona, per poi vivere nuove sfide ai Mondiali del 1998 e del 2002.

DiviseModifica

CasaModifica

 
Diego Armando Maradona con la classica divisa della nazionale, qui su una figurina Panini della serie Supersport.

La divisa dell'Argentina è da sempre composta da maglia a strisce verticali bianche e celesti (che richiama fortemente la bandiera nazionale) abbinata a pantaloncini di colore nero. I calzettoni sono normalmente bianchi con bordini celesti o neri. La maglia non ha subito sostanziali modifiche tranne nel colore del celeste, più o meno scuro a seconda del fornitore tecnico, mentre i pantaloncini hanno presentato a volte dei richiami in bianco. Negli ultimi anni questi ultimi sono stati spesso utilizzati di colore bianco, mentre il disegno delle righe è stato modificato con inserti diversi a seconda sempre del fornitore tecnico.

La seconda maglia è normalmente di colore blu scuro, con pantaloncini bianchi.

1901
1911–1974
1930
1975
1978
1982
1986
1990
1994
1998
1999
2002
2004
2006
2008
2010
2011
2014
2015
2016
2018
2019
2020-2021

TrasfertaModifica

1919
1958
1978
1982
1986
1994
1998
2002
2004
2006
2008
2010
2011
2014
2015-2016
2018
2019-2021

PalmarèsModifica

1978, 1986
1921, 1925, 1927, 1929, 1937, 1941, 1945, 1946, 1947, 1955, 1957, 1959 (I), 1991, 1993, 2021
1992
1964
1960
1993
1928
1951, 1955, 1959, 1971, 1995

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1930
Bossio, P Botasso, D Chividini, D Della Torre, D J. Evaristo, D Mutis, D Orlandini, D Paternoster, D Piaggio, D Zumelzú, C Monti, C Suárez, A Cherro, A Demaría, A M. Evaristo, A Ferreira, A Perinetti, A Peucelle, A Scopelli, A Spadaro, A Stábile, A Varallo, CT: Olazar e Tramutola
Coppa del Mondo FIFA 1934
Freschi, P Grippa, D Astudillo, D Belis, D Chimento, D Pedevilla, C Albarracín, C López, C Lorenzo, C Nehin, C Urbieta Sosa, A De Vincenzi, A Galateo, A Irañeta, A Izzeta, A Pérez, A Rúa, A Wilde, CT: Pascucci
Coppa del Mondo FIFA 1958
Carrizo, 2 Dellacha, 3 Vairo, 4 Lombardo, 5 Rossi, 6 Varacka, 7 Corbatta, 8 Prado, 9 Menéndez, 10 Rojas, 11 Labruna, 12 Musimessi, 13 Pérez, 14 Edwards, 15 Acevedo, 16 Mouriño, 17 Ramos Delgado, 18 Boggio, 19 Avio, 20 Infante, 21 Sanfilippo, 22 Cruz, CT: Stábile
Coppa del Mondo FIFA 1962
Roma, 2 Ramos Delgado, 3 Marzolini, 4 Sainz, 5 Sacchi, 6 Páez, 7 Facundo, 8 Pando, 9 Pagani, 10 Sanfilippo, 11 Belén, 12 Domínguez, 13 Rossi, 14 Mariotti, 15 Navarro, 16 Rattín, 17 Albrecht, 18 Cap, 19 Sosa, 20 Oleniak, 21 Abeledo, 22 González, CT: Lorenzo
Coppa del Mondo FIFA 1966
Roma, 2 Irusta, 3 Gatti, 4 Perfumo, 5 Varacka, 6 Calics, 7 Marzolini, 8 Ferreiro, 9 Simeone, 10 Rattín, 11 Pastoriza, 12 Albrecht, 13 López, 14 Chaldú, 15 Solari, 16 González, 17 Sarnari, 18 Rojas, 19 Artime, 20 Onega, 21 Más, 22 Tarabini, CT: Lorenzo
Coppa del Mondo FIFA 1974
Carnevali, 2 Ayala, 3 Babington, 4 Balbuena, 5 Bargas, 6 Brindisi, 7 Carrascosa, 8 Chazarreta, 9 Glaria, 10 Heredia, 11 Houseman, 12 Fillol, 13 Kempes, 14 Perfumo, 15 Poy, 16 , 17 Squeo, 18 Telch, 19 Togneri, 20 Wolff, 21 Santoro, 22 Yazalde, CT: Cap
Coppa del Mondo FIFA 1978
Alonso, 2 Ardiles, 3 Baley, 4 Bertoni, 5 Fillol, 6 Gallego, 7 L. Galván, 8 R. Galván, 9 Houseman, 10 Kempes, 11 Killer, 12 Larrosa, 13 La Volpe, 14 Luque, 15 Olguín, 16 Ortiz, 17 Oviedo, 18 Pagnanini, 19 Passarella, 20 Tarantini, 21 Valencia, 22 Villa, CT: Menotti
Coppa del Mondo FIFA 1982
Ardiles, 2 Baley, 3 Barbas, 4 Bertoni, 5 Calderón, 6 Díaz, 7 Fillol, 8 Galván, 9 Gallego, 10 Maradona, 11 Kempes, 12 Hernández, 13 Olarticoechea, 14 Olguín, 15 Passarella, 16 Pumpido, 17 Santamaría, 18 Tarantini, 19 Trossero, 20 Valdano, 21 Valencia, 22 Van Tuyne, CT: Menotti
Coppa del Mondo FIFA 1986
Almirón, 2 Batista, 3 Bochini, 4 Borghi, 5 Brown, 6 Passarella, 7 Burruchaga, 8 Clausen, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Valdano, 12 Enrique, 13 Garré, 14 Giusti, 15 Islas, 16 Olarticoechea, 17 Pasculli, 18 Pumpido, 19 Ruggeri, 20 Tapia, 21 Trobbiani, 22 Zelada, CT: Bilardo
Coppa del Mondo FIFA 1990
Pumpido (Comizzo), 2 Batista, 3 Balbo, 4 Basualdo, 5 Bauza, 6 Calderón, 7 Burruchaga, 8 Caniggia, 9 Dezotti, 10 Maradona, 11 Fabbri, 12 Goycochea, 13 Lorenzo, 14 Giusti, 15 Monzón, 16 Olarticoechea, 17 Sensini, 18 Serrizuela, 19 Ruggeri, 20 Simón, 21 Troglio, 22 Cancelarich, CT: Bilardo
Coppa del Mondo FIFA 1994
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Chamot, 4 Sensini, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Basualdo, 9 Batistuta, 10 Maradona, 11 Medina Bello, 12 Islas, 13 Cáceres, 14 Simeone, 15 Borelli, 16 Díaz, 17 Ortega, 18 Pérez, 19 Balbo, 20 Rodríguez, 21 Mancuso, 22 Scoponi, CT: Basile
Coppa del Mondo FIFA 1998
Roa, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Pineda, 5 Almeyda, 6 Sensini, 7 López, 8 Simeone, 9 Batistuta, 10 Ortega, 11 Verón, 12 Burgos, 13 Paz, 14 Vivas, 15 Astrada, 16 Berti, 17 Cavallero, 18 Balbo, 19 Crespo, 20 Gallardo, 21 Delgado, 22 Zanetti, CT: Passarella
Coppa del Mondo FIFA 2002
Burgos, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Pochettino, 5 Almeyda, 6 Samuel, 7 C. López, 8 Zanetti, 9 Batistuta, 10 Ortega, 11 Verón, 12 Cavallero, 13 Placente, 14 Simeone, 15 Husaín, 16 Aimar, 17 G. López, 18 González, 19 Crespo, 20 Gallardo, 21 Caniggia, 22 Chamot, 23 Bonano, CT: Bielsa
Coppa del Mondo FIFA 2006
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Coloccini, 5 Cambiasso, 6 Heinze, 7 Saviola, 8 Mascherano, 9 Crespo, 10 Riquelme, 11 Tévez, 12 Franco, 13 Scaloni, 14 Palacio, 15 Milito, 16 Aimar, 17 Cufré, 18 Rodríguez, 19 Messi, 20 Cruz, 21 Burdisso, 22 González, 23 Ustari, CT: Pekerman
Coppa del Mondo FIFA 2010
Pozo, 2 Demichelis, 3 C. Rodríguez, 4 Burdisso, 5 Bolatti, 6 Heinze, 7 Di María, 8 Verón, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Tévez, 12 Garcé, 13 Samuel, 14 Mascherano, 15 Otamendi, 16 Agüero, 17 Gutiérrez, 18 Palermo, 19 Milito, 20 M. Rodríguez, 21 Andújar, 22 Romero, 23 Pastore, CT: Maradona
Coppa del Mondo FIFA 2014
Romero, 2 Garay, 3 Campagnaro, 4 Zabaleta, 5 Gago, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Pérez, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Rodríguez, 12 Orión, 13 A. Fernández, 14 Mascherano, 15 Demichelis, 16 Rojo, 17 F. Fernández, 18 Palacio, 19 Álvarez, 20 Agüero, 21 Andújar, 22 Lavezzi, 23 Basanta, CT: Sabella
Coppa del Mondo FIFA 2018
Guzmán, 2 Mercado, 3 Tagliafico, 4 Ansaldi, 5 Biglia, 6 Fazio, 7 Banega, 8 Acuña, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Di María, 12 Armani, 13 Meza, 14 Mascherano, 15 Pérez, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Salvio, 19 Agüero, 20 Lo Celso, 21 Dybala, 22 Pavón, 23 Caballero, CT: Sampaoli

Campeonato Sudamericano de Football/Copa AméricaModifica

Campeonato Sudamericano 1916
Ísola, P Rithner, P Wilson, D Brown, D Chiappe, D Díaz, D Reyes, C Badaracco, C García, C Martínez, C Naón, C Olazar, A Bincaz, A Cabano, A Guidi, A E. Hayes, A H. Hayes, A Heisinger, A Hospital, A Laguna, A Marcovecchio, A Ohaco, A Perinetti, CT: -
Campeonato Sudamericano 1917
Croce, P Ísola, D E. Blanco, D Elordi, D Ferro, D Madero, D Matozzi, D Reyes, C Martínez, C Olazar, C Pepe, A A. Blanco, A Calomino, A Clarke, A Chavín, A Garré, A Hayes, A Martín, A Ohaco, A Perinetti, A Vivaldo, CT: -
Campeonato Sudamericano 1919
Ísola, P Barcos, D Castagnola, D Matozzi, D Reyes, C Cilley, C Cortella, C Felices, C Martínez, C Sande, C Scoffano, C Uslenghi, A Brichetto, A Calomino, A Clarke, A Faivre, A Izaguirre, A Laiolo, A Martín, A Perinetti, A Rofrano, CT: -
Campeonato Sudamericano 1920
Tesoriere, D Bearzotti, D Presta, C Bruzzone, C Cortella, C Dellavalle, C Frumento, C Uslenghi, A Badalini, A Calomino, A De Miguel, A Echeverría, A Libonatti, A Lucarelli, CT: -
Campeonato Sudamericano 1921
Kiessel, P Tesoriere, D Bearzotti, D Celli, D Presta, C Dellavalle, C Elli, C López, C Solari, A Calomino, A Chavín, A Echeverría, A González, A Libonatti, A Saruppo, A Sosa, CT: Calomino
Campeonato Sudamericano 1922
Tesoriere, D Castoldi, D A. Celli, D Sarasíbar, C E. Celli, C Chabrolín, C Dellavalle, C Médici, C Solari, A Chiesa, A De Césari, A Francia, A Gaslini, A Libonatti, A Rivet, A Rofrano, CT: -
Campeonato Sudamericano 1923
Cancino, P Tesoriere, D Bidoglio, D Iribarren, C Médici, C Solari, C Vaccaro, A Aguirre, A De Miguel, A Loizo, A Onzari, A Saruppo, CT: -
Campeonato Sudamericano 1924
Tesoriere, D Bearzotti, D Bidoglio, D Cochrane, D Fortunato, C Médici, C Solari, C Vaccaro, A Garasini, A Loyarte, A Onzari, A Seoane, A Sosa, A Tarasconi, CT: Vázquez
Campeonato Sudamericano 1925
Tesoriere, D Bidoglio, D Mutis, C Fortunato, C Médici, C Vaccaro, A Bianchi, A Cerotti, A de los Santos, A Garasini, A Irurieta, A Sánchez, A Seoane, A Tarasconi, CT: Tesoriere
Campeonato Sudamericano 1926
Díaz, D Bidoglio, D Cochrane, D Fortunato, D Mutis, C Conti, C Médici, C Perducca, C Vaccaro, A Cherro, A De Miguel, A Delgado, A Sosa, A Tarasconi, CT: -
Campeonato Sudamericano 1927
Bossio, P Díaz, D Bidoglio, D Monti, D Recanatini, C Evaristo, C Fossa, C Zumelzú, A Carricaberry, A Ferreira, A Luna, A Maglio, A Ochoa, A Orsi, A Seoane, CT: Lago Millán
Campeonato Sudamericano 1929
Bossio, P Botasso, D Chividini, D Cuello, D Paternoster, D Piaggio, D Tarrío, C Bartolucci, C Chalú, C J. Evaristo, C Orlandini, C Zumelzú, A Cherro, A M. Evaristo, A Fassora, A Ferreira, A Perinetti, A Peucelle, A Rivarola, A Seoane, A Tarasconi, CT: Olazar e Tramutola
Campeonato Sudamericano 1935
Bello, P Gualco, D Alberti, D Gilli, D Scarcella, D Wilson, C De Jonge, C de Mare, C Minella, C Pajoni, C Sastre, C Sbarra, A Arrieta, A Barraza, A Campilongo, A Cosso, A García, A Lauri, A Masantonio, A Zito, CT: Seoane
Campeonato Sudamericano 1937
Bello, P Estrada, D Blotto, D Colombo, D Cuello, D Fazio, D Iribarren, D Martínez, D Tarrío, C de la Mata, C García, C Lazzatti, C Minella, C Sastre, A Cherro, A Emeal, A Ferreyra, A Guaita, A Peucelle, A Scopelli, A Varallo, A Zozaya, CT: Seoane
Campeonato Sudamericano 1941
Estrada, P Gualco, D Alberti, D Batagliero, D Coletta, D Colombo, D Gilli, D Salomón, C Belén, C Esperón, C García, C Minella, C Sastre, C Sbarra, C Videla, A Alarcón, A Arregui, A Arrieta, A Gayol, A Marvezzi, A Moreno, A Pedernera, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1942
Gualco, D Alberti, D Montañés, D Salomón, D Valussi, C Blotto, C Esperón, C García, C Perucca, C Ramos, C Sandoval, C Videla, A Ferreyra, A Heredia, A Laferrara, A Masantonio, A Moreno, A Pedernera, A Tossoni, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1945
Bello, P Ricardo, D Colombo, D de Zorzi, D Fogel, D Palma, D Salomón, D Sastre, D Yebra, C de la Mata, C Espinoza, C Perucca, C Pescia, C Sosa, A Boyé, A Farro, A Ferraro, A Loustau, A Martino, A Méndez, A Muñoz, A Pelegrina, A Pontoni, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1946
Ogando, P Vacca, D Fonda, D Marante, D Ongaro, D Ramos, D Rodríguez, D Salomón, D Sobrero, C de la Mata, C Pescia, C Sosa, C Strembel, A Boyé, A Labruna, A Loustau, A Martino, A Méndez, A Pedernera, A Pontoni, A Salvini, A Sued, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1947
Cozzi, P Diano, D Colman, D Gutiérrez, D Marante, D Palma, D Sastre, D Sobrero, D Yácono, C Perucca, C Pescia, C Rossi, A Boyé, A Campana, A Cerviño, A Di Stéfano, A Fernández, A Loustau, A Méndez, A Moreno, A Pontoni, A Sued, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1955
Marrapodi, P Musimessi, D Bagnatto, D Balay, D Colman, D Cecconato, D Dellacha, D Gutiérrez, D Lombardo, D Mouriño, D Vairo, C Conde, C Grillo, C Leguía, C Sola, A Bonelli, A Borrello, A Cruz, A Cucchiaroni, A Labruna, A Micheli, A Vernazza, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1956
Musimessi, D Cecconato, D Colman, D Dellacha, D García Pérez, D Gutiérrez, D Lombardo, D Mouriño, D Vairo, C Grillo, C Varacka, A Bonelli, A Cucchiaroni, A Labruna, A Lojacono, A Micheli, A Pentrelli, A Sívori, A Zárate, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1957
Domínguez, P Roma, D de Bourgoing, D Dellacha, D Giménez, D Mantegari, D Schandlein, D Vairo, C Benegas, C Guidi, C Iñigo, C Maschio, C Pizarro, C Rossi, A Angelillo, A Brookes, A Castro, A Corbatta, A Cruz, A Juárez, A Sanfilippo, A Sívori, CT: Stábile
Campeonato Sudamericano 1959 (Argentina)
Bertoldi, P Negri, D Cap, D Griffa, D Lombardo, D Mouriño, D Murúa, D Simeone, C Cardoso, C Griguol, C Nardiello, C Nuín, C Varacka, A Belén, A Brookes, A Callá, A Corbatta, A Güenzatti, A Manfredini, A Pizzuti, A Rodríguez, A Sosa, CT: Spinetto, Della Torre, Barreiro
Campeonato Sudamericano 1959 (Ecuador)
Errea, P Negri, D Arredondo, D Betinotti, D Lombardo, D Mouriño, D Murúa, C Carbone, C Griguol, C Guidi, C Rattín, C Ruiz, A Belén, A Boggio, A Facundo, A García, A Pizzuti, A Rodríguez, A Sanfilippo, A Sosa, CT: Moreno
Campeonato Sudamericano 1963
Andrada, P Oleinicki, D Bautista, D Albrecht, D Cardoso, D Ditro, D Ferreiro, D Martín, D Navarro, C Bernao, C E. Fernández, C J. Fernández, C Griguol, C Juárez, C Mesiano, C Rossi, C Vázquez, A González, A Lallana, A Menotti, A Rodríguez, A Savoy, A Zárate, CT: Torres
Campeonato Sudamericano 1967
Roma, D Acevedo, D Albrecht, D Calics, D Marzolini, D Ovejero, C Bernao, C Rattín, C Rosl, C Viberti, A Artime, A Carone, A González, A Más, A Raffo, A Rojas, A Sarnari, A Veira, CT: Lopes
Copa América 1975
Gatti, D D. Killer, D M. Killer, D Pavoni, D Pavón, D Rebottaro, C Ardiles, C Asad, C Gallego, C Valencia, C Zanabria, A Bóveda, A Kempes, A Luque, A Valdano, CT: Menotti
Copa América 1979
Ferrero, 2 Falcioni, 3 Vidallé, 4 Saporiti, 5 Ocaño, 6 Maradona, 7 Valencia, 8 Passarella, 9 Van Tuyne, 10 Bujedo, 11 Bordón, 12 Gáspari, 13 Gaitán, 14 Larraquy, 15 Barbas, 16 López, 17 Castro, 18 Coscia, 19 Gallego, 20 Díaz, 21 Fortunato, 22 Bochini, 23 Torres, 24 Hernández, 25 Bacas, CT: Menotti
Copa América 1983
Fillol, P Pumpido, D Brown, D Camino, D Clausen, D Garré, D Jorge, D Mouzo, D Olarticoechea, D Trossero, C Bujedo, C Burruchaga, C Giusti, C Insúa, C Marangoni, C Ponce, C Russo, C Sabella, A Gareca, A Márcico, A Ramos, A Rinaldi, CT: Bilardo
Copa América 1987
Alfaro, 2 Batista, 3 Caniggia, 4 Dertycia, 5 Brown, 6 Díaz, 7 Funes, 8 Acosta, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Percudani, 12 Siviski, 13 Garré, 14 Giusti, 15 Islas, 16 Olarticoechea, 17 Pasculli, 18 Goycochea, 19 Ruggeri, 20 Tapia, 21 Theiler, 22 Bartero, CT: Bilardo
Copa América 1989
Pumpido, 2 Batista, 3 Alfaro Moreno, 4 Balbo, 5 Brown, 6 Basualdo, 7 Burruchaga, 8 Caniggia, 9 Cuciuffo, 10 Maradona, 11 Calderón, 12 Clausen, 13 Díaz, 14 Enrique, 15 Giusti, 16 Monzón, 17 Ruggeri, 18 Islas, 19 Sensini, 20 Troglio, 21 Gorosito, 22 Falcioni, CT: Bilardo
Copa América 1991
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Enrique, 4 Basualdo, 5 Astrada, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Franco, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Latorre, 12 Lanari, 13 Gamboa, 14 Craviotto, 15 Altamirano, 16 García, 17 Zapata, 18 Medina Bello, 19 Mohamed, 20 Rodríguez, 21 Giunta, 22 Cancelarich, CT: Basile
Copa América 1993
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Altamirano, 4 F. Basualdo, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Medina Bello, 8 Franco, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Gorosito, 12 Islas, 13 Cáceres, 14 Craviotto, 15 Borelli, 16 García, 17 Zapata, 18 Acosta, 19 Zamora, 20 Rodríguez, 21 Scoponi, 22 Mancuso, 23 J. Basualdo, CT: Basile
Copa América 1995
Cristante, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Zanetti, 5 Pérez, 6 Cáceres, 7 Balbo, 8 Simeone, 9 Batistuta, 10 Gallardo, 11 Berti, 12 Bossio, 13 Altamirano, 14 Schürrer, 15 Fabbri, 16 Astrada, 17 Escudero, 18 Espina, 19 Ortega, 20 Acosta, 21 Borrelli, 22 Burgos, CT: Passarella
Copa América 1997
Bassedas, 2 Berizzo, 3 Berti, 4 Calderón, 5 Cardoso, 6 Cardozo, 7 Cruz, 8 Delgado, 9 Gallardo, 10 González, 11 Husaín, 12 López, 13 Martínez, 14 Monserrat, 15 Ojeda, 16 Pellegrino, 17 Pineda, 18 Posse, 19 Roa, 20 Rotchen, 21 Vivas, 22 Zapata, CT: Passarella
Copa América 1999
Burgos, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Ibarra, 5 Simeone, 6 Samuel, 7 Barros Schelotto, 8 Zanetti, 9 Palermo, 10 Ortega, 11 López, 12 Bizzarri, 13 Vivas, 14 Pochettino, 15 Berizzo, 16 Guglielminpietro, 17 Husaín, 18 Cagna, 19 Calderón, 20 Aimar, 21 González, 22 Riquelme, CT: Bielsa
Copa América 2004
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Sorín, 4 Quiroga, 5 Mascherano, 6 Heinze, 7 Saviola, 8 Zanetti, 9 Figueroa, 10 D'Alessandro, 11 Tévez, 12 Cavallero, 13 Placente, 14 Rodríguez, 15 Fernández, 16 L. González, 17 M. González, 18 K. González, 19 Delgado, 20 Medina, 21 Rosales, 22 Coloccini, CT: Bielsa
Copa América 2007
Abbondanzieri, 2 Ayala, 3 Díaz, 4 Ibarra, 5 Gago, 6 Heinze, 7 Palacio, 8 Zanetti, 9 Crespo, 10 Riquelme, 11 Tévez, 12 Carrizo, 13 González, 14 Mascherano, 15 G. Milito, 16 Aimar, 17 Burdisso, 18 Messi, 19 Cambiasso, 20 Verón, 21 D. Milito, 22 Orión, CT: Basile
Copa América 2011
Carrizo, 2 Garay, 3 Zabaleta, 4 Burdisso, 5 Cambiasso, 6 G. Milito, 7 Di María, 8 Zanetti, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Tévez, 12 Andújar, 13 Pareja, 14 Mascherano, 15 Biglia, 16 Agüero, 17 Rojo, 18 Pastore, 19 Banega, 20 Gago, 21 Lavezzi, 22 D. Milito, 23 Romero, CT: Batista
Copa América 2015
Romero, 2 Garay, 3 Roncaglia, 4 Zabaleta, 5 Gago, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Pereyra, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Agüero, 12 Guzmán, 13 Casco, 14 Mascherano, 15 Demichelis, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Tévez, 19 Banega, 20 Lamela, 21 Pastore, 22 Lavezzi, 23 Andújar (Marchesín), CT: Martino
Copa América Centenario
Romero, 2 Maidana, 3 Roncaglia, 4 Mercado, 5 Kranevitter, 6 Biglia, 7 Di María, 8 Fernández, 9 Higuaín, 10 Messi, 11 Agüero, 12 Guzmán, 13 Funes Mori, 14 Mascherano, 15 Cuesta, 16 Rojo, 17 Otamendi, 18 Lamela, 19 Banega, 20 Gaitán, 21 Pastore, 22 Lavezzi, 23 Andújar, CT: Martino
Copa América 2019
Armani, 2 Foyth, 3 Tagliafico, 4 Saravia, 5 Paredes, 6 Pezzella, 7 Pereyra, 8 Acuña, 9 Agüero, 10 Messi, 11 Di María, 12 Marchesín, 13 Funes Mori, 14 Casco, 15 Pizarro, 16 de Paul, 17 Otamendi, 18 Rodríguez, 19 Suárez, 20 Lo Celso, 21 Dybala, 22 Martínez, 23 Musso, CT: Scaloni
Copa América 2021
Armani, 2 Martínez Quarta, 3 Tagliafico, 4 Montiel, 5 Paredes, 6 Pezzella, 7 de Paul, 8 Acuña, 9 Agüero, 10 Messi, 11 Di María, 12 Marchesín, 13 Romero, 14 Palacios, 15 González, 16 J. Correa, 17 Domínguez, 18 Rodríguez, 19 Otamendi, 20 Lo Celso, 21 Á. Correa, 22 La. Martínez, 23 E. Martínez, 24 Gómez, 25 Li. Martínez, 26 Molina, 27 Álvarez, 28 Musso, CT: Scaloni

Confederations CupModifica

Coppa re Fahd 1992
Goycochea, 2 Vázquez, 3 Altamirano, 4 Basualdo, 5 Redondo, 6 Ruggeri, 7 Caniggia, 8 Villarreal, 9 Batistuta, 10 Simeone, 11 Cagna, 12 Islas, 14 Acosta, 15 Borelli, 16 García, 18 Craviotto, 20 Rodríguez, 21 Cancelarich, CT: Basile
Coppa re Fahd 1995
Bossio, 2 Ayala, 3 Chamot, 4 Zanetti, 5 Pérez, 6 Fabbri, 7 Ortega, 8 Escudero, 9 Batistuta, 10 Espina, 11 Rambert, 12 Burgos, 13 Rotchen, 14 Arruabarrena, 15 Vivas, 16 Jiménez, 17 Gallardo, 18 López, 19 Crespo, 20 Bassedas, CT: Passarella
FIFA Confederations Cup 2005
Franco, 2 Samuel, 3 Sorín, 4 Zanetti, 5 Cambiasso, 6 Heinze, 7 Tévez, 8 Riquelme, 9 Saviola, 10 Aimar, 11 Delgado, 12 Lux, 13 G. Rodríguez, 14 Milito, 15 Placente, 16 Coloccini, 17 Bernardi, 18 Santana, 19 M. Rodríguez, 20 Demichelis, 21 Figueroa, 22 Galletti, 23 Caballero, CT: Pekerman

Giochi olimpiciModifica

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1928
Bossio, P Díaz, D Bidoglio, D Helman, D Orlandini, D Paternoster, D Weissmuller, D Zumelzú, C Calandra, C Evaristo, C Luna, C Médici, C Monti, C Ochoa, C Perinetti, A Carricaberry, A Cherro, A Ferreira, A Gainzarain, A Orsi, A Perducca, A Tarasconi, CT: Lago Millán

NOTA: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

MundialitoModifica

Mundialito 1980
Fillol, 2 Galván, 3 Tarantini, 4 Olguín, 5 Gallego, 6 Passarella, 7 Bertoni, 8 Ardiles, 9 Díaz, 10 Maradona, 11 Kempes, 12 Baley, 13 Fren, 14 Luque, 15 Barbas, 16 Valencia, 17 Van Tuyne, 18 Ocaño, CT: Menotti

Taça das NaçõesModifica

Taça das Nações 1964
Carrizo, P Righi, D Magdalena, D Ramos Delgado, D Simeone, D Vázquez, D Vidal, D Vieytez, C Fernández, C Mesiano, C Onega, C Rattín, C Rendo, C Telch, C Varacka, A Artime, A Bielli, A Casa, A Chaldú, A Prospitti, A Rojas, A Willington, CT: Minella

Rosa attualeModifica

Lista dei 28 giocatori convocati da Lionel Scaloni per le partite di qualificazioni ai mondiali 2022 contro Venezuela, Brasile e Bolivia.

Presenze e reti aggiornate al 10 settembre 2021.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Franco Armani 16 ottobre 1986 (34 anni) 16 0   River Plate
P Emiliano Martínez 2 settembre 1992 (29 anni) 9 0   Aston Villa
P Gerónimo Rulli 20 maggio 1992 (29 anni) 2 0   Villarreal
P Juan Musso 6 maggio 1994 (27 anni) 2 0   Atalanta
D Nicolás Otamendi 12 febbraio 1988 (33 anni) 82 4   Benfica
D Marcos Acuña 28 ottobre 1991 (29 anni) 35 0   Siviglia
D Nicolás Tagliafico 31 agosto 1992 (29 anni) 34 0   Ajax
D Germán Pezzella 27 giugno 1991 (30 anni) 25 2   Betis
D Gonzalo Montiel 1º gennaio 1997 (24 anni) 13 0   Siviglia
D Lucas Martínez Quarta 10 maggio 1996 (25 anni) 9 0   Fiorentina
D Nahuel Molina 6 aprile 1998 (23 anni) 8 0   Udinese
D Cristian Romero 27 aprile 1998 (23 anni) 5 1   Tottenham
D Lisandro Martínez 18 gennaio 1998 (23 anni) 3 0   Ajax
C Leandro Paredes 29 giugno 1994 (27 anni) 37 4   Paris Saint-Germain
C Giovani Lo Celso 9 aprile 1996 (25 anni) 31 2   Tottenham Hotspur
C Rodrigo de Paul 24 maggio 1994 (27 anni) 31 1   Atletico Madrid
C Guido Rodríguez 12 aprile 1994 (27 anni) 17 1   Betis
C Exequiel Palacios 5 ottobre 1998 (22 anni) 43 0   Bayer Leverkusen
C Nicolás Domínguez 28 giugno 1998 (23 anni) 10 1   Bologna
A Lionel Messi 24 giugno 1987 (34 anni) 153 79   Paris Saint-Germain (Capitano)
A Ángel Di María 14 febbraio 1988 (33 anni) 113 21   Paris Saint-Germain
A Lautaro Martínez 22 agosto 1997 (24 anni) 31 15   Inter
A Paulo Dybala 15 novembre 1993 (27 anni) 30 2   Juventus
A Ángel Correa 9 marzo 1995 (26 anni) 18 3   Atletico Madrid
A Nicolás González 6 aprile 1998 (23 anni) 12 2   Fiorentina
A Joaquín Correa 13 agosto 1994 (27 anni) 10 3   Inter
A Alejandro Gómez 15 febbraio 1988 (33 anni) 9 3   Siviglia
A Julián Álvarez 31 gennaio 2000 (21 anni) 2 0   River Plate
A Emiliano Buendía 25 dicembre 1996 (24 anni) 0 0   Aston Villa

Record individualiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale argentina.
 
Lionel Messi, detentore dei record di presenze e di reti con la maglia della nazionale argentina

Statistiche aggiornate al 10 settembre 2021.[45]

In grassetto i giocatori ancora in attività in nazionale.

Record presenzeModifica

Pos. Giocatore Presenze Reti Periodo
1 Lionel Messi 153 79 2005-
2 Javier Mascherano 147 3 2003-2018
3 Javier Zanetti 145 5 1994-2011
4 Roberto Ayala 115 7 1994-2007
5 Ángel Di María 113 21 2008-
6 Diego Simeone 106 11 1988-2002
7 Sergio Agüero 101 42 2006-
8 Oscar Ruggeri 97 7 1983-1994
9 Sergio Romero 96 0 2008-2018
10 Diego Maradona 91 34 1977-1994

Record retiModifica

Pos. Giocatore Reti Presenze Periodo Reti/pr.
1 Lionel Messi 79 153 2005- 0,5
2 Gabriel Batistuta 54 77 1991-2002 0,70
3 Sergio Agüero 42 101 2006- 0,41
4 Hernán Crespo 35 64 1995-2007 0,56
5 Diego Maradona 34 91 1977-1994 0,37
6 Gonzalo Higuaín 31 75 2009-2018 0,41
7 Luis Artime 24 25 1961-1967 0,96
8 Daniel Passarella 23 71 1976-1986 0,33
9 Leopoldo Luque 22 45 1975-1981 0,48
José Sanfilippo 29 1956-1962 0,76

Partecipazioni ai tornei internazionaliModifica

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Secondo posto  
1934 Ottavi di finale
1938 Ritirata prima delle qualificazioni
1950 Ritirata prima delle qualificazioni
1954 Non partecipante
1958 Primo turno
1962 Primo turno
1966 Quarti di finale
1970 Non qualificata
1974 Secondo turno
1978 Campione  
1982 Secondo turno
1986 Campione  
1990 Secondo posto  
1994 Ottavi di finale
1998 Quarti di finale
2002 Primo turno
2006 Quarti di finale
2010 Quarti di finale
2014 Secondo posto  
2018 Ottavi di finale
Copa América
Edizione Risultato
1916 Secondo posto  
1917 Secondo posto  
1919 Terzo posto  
1920 Secondo posto  
1921 Campione
1922 Quarto posto
1923 Secondo posto  
1924 Secondo posto  
1925 Campione
1926 Secondo posto  
1927 Campione
1929 Campione
1935 Secondo posto  
1937 Campione
1939 Rinuncia
1941 Campione
1942 Secondo posto  
1945 Campione
1946 Campione
1947 Campione
1949 Rinuncia
1953 Rinuncia
1955 Campione
1956 Terzo posto  
1957 Campione
1959 Campione
1959 (II) Secondo posto  
1963 Terzo posto  
1967 Secondo posto  
1975 Primo turno
1979 Primo turno
1983 Primo turno
1987 Quarto posto
1989 Terzo posto  
1991 Campione
1993 Campione
1995 Quarti di finale
1997 Quarti di finale
1999 Quarti di finale
2001 Rinuncia
2004 Secondo posto  
2007 Secondo posto  
2011 Quarti di finale
2015 Secondo posto  
2016 Secondo posto  
2019 Terzo posto  
2021 Campione
Giochi olimpici[46]
Edizione Risultato
1908 Non partecipante
1912 Non partecipante
1920 Non partecipante
1924 Non partecipante
1928 Argento  
1936 Non partecipante
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Campione  
1995 Secondo posto  
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Secondo posto  
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni

Taça das NaçõesModifica

La Selección ha vinto l'unica Taça das Nações, organizzata dalla CBD nel 1964.[47]

Campionato PanamericanoModifica

La Albiceleste ha partecipato a due dei tre Campionati Panamericani, ottenendo un primo ed un secondo posto.[48]

Coppa Artemio FranchiModifica

L'Argentina ha vinto una Coppa Artemio Franchi nel 1993, l'unica che ha disputato.[49]

Giochi panamericaniModifica

La nazionale argentina ha partecipato ai Giochi panamericani in 15 occasioni. Tuttavia, data la natura dilettantistica della manifestazione, era impedita per regolamento la convocazione dei professionisti. Dunque fino al 2003 le selezioni erano costituite da giovani o calciatori di seconda fascia, mentre da tale data, vi è l'obbligo di schierare le Under-20. Pertanto dalla prima edizione del 1951 a quella del 1999 la Albiceleste in undici partecipazioni ha collezionato cinque medaglie d'oro, una d'argento e tre di bronzo.[50]

Statistiche dettagliate sui tornei internazionaliModifica

MondialiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Secondo posto   4 0 1 18:9
1934   Italia Ottavi di finale 0 0 1 2:3
1938   Francia Ritirata prima delle qualificazioni - - - -
1950   Brasile Ritirata prima delle qualificazioni - - - -
1954   Svizzera Non partecipante - - - -
1958   Svezia Primo turno 1 0 2 5:10
1962   Cile Primo turno 1 1 1 2:3
1966   Inghilterra Quarti di finale 2 1 1 4:2
1970   Messico Non qualificata - - - -
1974   Germania Ovest Secondo turno 1 2 3 9:12
1978   Argentina Campione   5 1 1 15:4
1982   Spagna Secondo turno 2 0 3 8:7
1986   Messico Campione   6 1 0 14:5
1990   Italia Secondo posto   2 3 2 5:4
1994   Stati Uniti Ottavi di finale 2 0 2 8:6
1998   Francia Quarti di finale 3 1 1 10:4
2002   Giappone /   Corea del Sud Primo turno 1 1 1 2:2
2006   Germania Quarti di finale 3 2 0 11:3
2010   Sudafrica Quarti di finale 4 0 1 10:6
2014   Brasile Secondo posto   5 1 1 8:4
2018   Russia Ottavi di finale 1 1 2 6:9
  • Partecipazioni ai mondiali: 17 (1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018)
  • Non partecipante: 3 volte (1938, 1950, 1954)
  • Non qualificata: 1 volta (1970)
  • Primo turno: 3 volte (1958, 1962, 2002)
  • Secondo turno: 2 volte (1974, 1982)
  • Ottavi di finale: 3 volte (1934, 1994, 2018)
  • Quarti di finale: 4 volte (1966, 1998, 2006, 2010)
  • Semifinali: nessuna
  • Finali: 5 volte (1930, 1978, 1986, 1990, 2014)
  • Secondo posto: 3 volte (1930, 1990, 2014)
  • Primo posto: 2 volte (1978, 1986)

Copa AméricaModifica

 
La Selección festeggia la conquista della Copa América nel 1991
Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1916   Argentina Secondo posto   1 2 0 7:2
1917   Uruguay Secondo posto   2 0 1 5:3
1919   Brasile Terzo posto   1 0 2 7:7
1920   Cile Secondo posto   1 2 0 4:2
1921   Argentina Campione 3 0 0 5:0
1922   Brasile Quarto posto 2 0 2 6:3
1923   Uruguay Secondo posto   2 0 1 6:6
1924   Uruguay Secondo posto   1 2 0 2:0
1925   Argentina Campione 3 1 0 11:4
1926   Cile Secondo posto   2 1 1 14:3
1927   Perù Campione 3 0 0 15:4
1929   Argentina Campione 3 0 0 9:1
1935   Perù Secondo posto   2 0 1 8:5
1937   Argentina Campione 5 0 1 14:5
1939   Perù Rinuncia - - - -
1941   Cile Campione 4 0 0 10:2
1942   Uruguay Secondo posto   5 0 1 21:6
1945   Cile Campione 5 1 0 22:5
1946   Argentina Campione 5 0 0 17:3
1947   Ecuador Campione 6 1 0 28:4
1949   Brasile Rinuncia - - - -
1953   Perù Rinuncia - - - -
1955   Cile Campione 4 1 0 18:6
1956   Uruguay Terzo posto   3 0 2 5:3
1957   Perù Campione 5 0 1 25:6
1959 I   Argentina Campione 5 1 0 19:5
1959 II   Ecuador Secondo posto   2 1 1 9:9
1963   Bolivia Terzo posto   3 1 2 15:10
1967   Uruguay Secondo posto   4 0 1 12:3
1975 Itinerante Primo turno 2 0 2 17:4
1979 Itinerante Primo turno 1 1 2 7:6
1983 Itinerante Primo turno 1 3 0 5:4
1987   Argentina Quarto posto 1 1 2 5:4
1989   Brasile Terzo posto   2 3 2 2:4
1991   Cile Campione 6 1 0 16:6
1993   Ecuador Campione 2 4 0 6:4
1995   Uruguay Quarti di finale 2 1 1 8:6
1997   Bolivia Quarti di finale 1 2 1 4:3
1999   Paraguay Quarti di finale 2 0 2 6:6
2001   Colombia Rinuncia - - - -
2004   Perù Secondo posto   4 1 1 17:6
2007   Venezuela Secondo posto   5 0 1 16:6
2011   Argentina Quarti di finale 1 3 0 5:2
2015   Cile Secondo posto   3 3 0 10:3
2016   Stati Uniti Secondo posto   5 1 0 19:2
2019   Brasile Terzo posto   3 1 2 7:6
2021   Brasile[51] Campione 5 2 0 12:3

OlimpiadiModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Non partecipante - - - -
1912 Stoccolma Non partecipante - - - -
1920 Anversa Non partecipante - - - -
1924 Parigi Non partecipante - - - -
1928 Amsterdam Argento   3 1 1 25:8
1936 Berlino Non partecipante - - - -
1948 Londra Non partecipante - - - -
  • Nota bene: per le informazioni sui risultati ai Giochi olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della nazionale olimpica.

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992   Arabia Saudita Campione   2 0 0 7:1
1995   Arabia Saudita Secondo posto   1 1 1 5:3
1997   Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999   Messico Non qualificata - - - -
2001   Corea del Sud /   Giappone Non qualificata - - - -
2003   Francia Non qualificata - - - -
2005   Germania Secondo posto   2 2 1 10:10
2009   Sudafrica Non qualificata - - - -
2013   Brasile Non qualificata - - - -
2017   Russia Non qualificata - - - -

Taça das NaçõesModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1964   Brasile Campione   3 0 0 6:0

Campionati PanamericaniModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1956   Città del Messico Secondo posto   2 3 0 9:5
1960   San José Campione   4 1 1 9:4

Confronti con altre nazionaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della nazionale di calcio dell'Argentina.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Confronti tra nazionale di calcio dell'Argentina e altre nazionali.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ (EN) The FIFA/Coca-eeeeCola World Ranking, su fifa.com.
  3. ^ (DEENESFR) Uruguay - Argentina 0:6, su iffhs.de, IFFHS. URL consultato il 18 gennaio 2012.
  4. ^ La FIFA considera i Giochi olimpici come ufficiali fino al 1948 e per tanto in quelle edizioni hanno partecipato le Nazionali maggiori. A partire dal 1952, la FIFA considera il torneo olimpico come disputato dalle Nazionali olimpiche. Settore nel quale l'Argentina ha vinto 2 titoli consecutivi nel 2004 e 2008. (DEENESFR) FIFA Century Club (PDF), su fifa.com, FIFA. URL consultato il 27 aprile 2011.
  5. ^ a b c d (EN) K. Sokkermans; M. Jönsson, Games of the IX. Olympiad - Football Tournament, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 27 aprile 2011.
  6. ^ BLOG - Storia dei Mondiali di calcio: Italia '90, di Maurizio Fierro, su studiodostuni.it, 22 maggio 2014.
  7. ^ a b "La era post Maradona y un comienzo auspicioso", MuyFutbol Archiviato il 18 giugno 2013 in Internet Archive.
  8. ^ "Doping de Maradona da positivo", 17 marzo 2011
  9. ^ "Historias negras del fútbol: Doping positivo de Maradona", Espacio Deportes, 6 aprile 2010
  10. ^ Artemio Franchi Cup sul sito ufficiale dell'AFA
  11. ^ "Final Copa América 1993", GeoFutbol
  12. ^ "Colombia 93", El Gráfico
  13. ^ El Gráfico #3857, 7 September 1993
  14. ^ Pablo Lisotto, "A 15 años de Argentina 0-Colombia 5", damepelota, 5 settembre 2008.
  15. ^ "Basile le pedía al '10' volver a la Selección", playfutbol, 23 settembre 2012.
  16. ^ "Un café veloz y a la Justicia", Página/12, 24 May 2011
  17. ^ (ES) Verón vuelve a encender la polémica con Sorín, infobae.com, 26 maggio 2006.
  18. ^ La nuova vita del Pibe de Oro Maradona ct dell'Argentina, su repubblica.it, 28 ottobre 2008.
  19. ^ Adriano Seu, Argentina, tremendo k.o. La Bolivia passeggia 6-1, su gazzetta.it, 1º aprile 2009.
  20. ^ Argentina, la lista di Maradona: esclusi Cambiasso e Zanetti, su tuttusport.com, 12 maggio 2010 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2017).
  21. ^ Emanuela Audisio, Quelli di Diego, in Sport - la Repubblica, 18 giugno 2010, p. 50.
  22. ^ Massimo Brizzi, Spettacolo Germania Argentina umiliata, su gazzetta.it, 3 luglio 2010.
  23. ^ Adriano Seu, Argentina: ciao Maradona Batista c.t. a interim, su gazzetta.it, 27 luglio 2010.
  24. ^ L'Argentina sotto shock Uruguay avanti ai rigori, su repubblica.it, 17 luglio 2011.
  25. ^ Sabella volta pagina Fuori Zanetti, Milito e Lavezzi, su repubblica.it, 23 settembre 2011.
  26. ^ Marco Gaetani, Italia-Argentina 1-2: Higuain e Banega firmano la vittoria, agli azzurri non basta Insigne, su repubblica.it, 14 agosto 2013.
  27. ^ Fabio Bianchi, Mondiali, Argentina-Iran 1-0: Messi gol al 91'. Sabella è già agli ottavi, su gazzetta.it, 21 giugno 2014.
  28. ^ Marco Gaetani, Olanda-Argentina 2-4 ai rigori, Romero porta i suoi in finale, su repubblica.it, 10 luglio 2014.
  29. ^ Ivan Palumbo, Mondiali, Germania, Löw a Götze: "Fai vedere al mondo che sei meglio di Messi...", su gazzetta.it, 14 luglio 2014.
  30. ^ Argentina, ufficiale: Martino è il nuovo c.t., su gazzetta.it, 12 agosto 2014.
  31. ^ Adriano Seu, Copa America al Cile: Argentina battuta 4-1 ai rigori, Messi piange ancora, su gazzetta.it, 4 luglio 2015.
  32. ^ Nicola Sellitti, Coppa America: Argentina ko ai rigori, trofeo ancora al Cile, su repubblica.it, 27 luglio 2016.
  33. ^ La maledizione dell'Argentina, 3ª finale di fila persa, su calciofanpage.it, 27 giugno 2016.
  34. ^ Angelo Carotenuto, Messi lascia l'Argentina: "Basta, io finisco qui con la Nazionale", su repubblica.it, 27 giugno 2016.
  35. ^ Argentina, niente calciatori ai Giochi: Martino si dimette, su repubblica.it, 5 luglio 2016.
  36. ^ Adriano Seu e Umberto Mangiardi, Argentina, Edgardo Bauza è il nuovo c.t. "Parlerò con Messi, magari lo convinco", su gazzetta.it, 1º agosto 2016.
  37. ^ Filippo Maria Ricci, Messi torna in nazionale: "Amo troppo l'Argentina". C'è Dybala, out Higuain, su gazzetta.it, 12 agosto 2016.
  38. ^ Adriano Seu, Messi trascina l'Argentina: 1-0 all'Uruguay. Colombia ok, cade il Cile, su gazzetta.it, 2 settembre 2016.
  39. ^ Argentina, esonerato ct Edgardo Bauza, La Repubblica, 11 aprile 2017.
  40. ^ Argentina: il ct Sampaoli sfiduciato, pressioni dai calciatori per formazione e scelte tattiche, La Stampa, 24 giugno 2018.
  41. ^ Argentina agli ottavi ma allenano Messi e Mascherano, Sampaoli alla Pulce: "Metto Aguero?", Eurosport, 27 giugno 2018.
  42. ^ Argentina, esonerato Sampaoli. Al tecnico 2 milioni di buonuscita, La Gazzetta dello Sport, 15 luglio 2018.
  43. ^ (EN) Argentina ask coach Scaloni to stay for 2019 Copa America, 29 novembre 2018.
  44. ^ (EN) ARGENTINA NATIONAL TEAM ARCHIVE, su rsssf.com, 2008. URL consultato il 17 luglio 2014.
  45. ^ (EN) Appearances for Argentina National Team, su rsssf.com.
  46. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  47. ^ (EN) www.rsssf.com, http://www.rsssf.com/tablesn/naciones64det.html. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  48. ^ (EN) www.rsssf.com, http://www.rsssf.com/tablesp/panamch.html. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  49. ^ (EN) www.rsssf.com, http://www.rsssf.com/tablesi/intconcup.html. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  50. ^ (EN) www.rsssf.com, http://www.rsssf.com/tablesp/panam.html. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  51. ^ CONMEBOL, ¡Brasil recibirá a la CONMEBOL @CopaAmerica 2021! El mejor fútbol del mundo llevará alegría y pasión a millones de sudamericanos. La CONMEBOL agradece al Presidente @jairbolsonaro y su equipo, así como a la Confederación Brasileña de Fútbol @CBF_Futebol, (Tweet), su Twitter, 31 maggio 2021.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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