Joanna Pacuła

attrice polacca

Joanna Pacuła (IPA: [jɔˈanːa paˈt͡suwa]; Tomaszów Lubelski, 30 dicembre 1957) è un'attrice statunitense d'origine polacca, il cui nome è noto anche nella forma anglicizzata di Johanna Pàcula.

Pacuła in The Bomber Boys (1996)

BiografiaModifica

Nata a Tomaszów Lubelski, in Polonia, da madre farmacista e padre ingegnere, si diplomò nel 1979 presso l'Accademia teatrale Aleksander Zelwerowicz di Varsavia.

Mentre era in vacanza a Parigi nel 1981, nel suo Paese fu proclamata legge marziale e decise di non farvi ritorno[1]; dopo qualche mese in cui viaggiò attraverso l'Europa decise di tentare la fortuna artistica negli Stati Uniti[1]. A New York fu derubata di soldi e documenti e, impossibilitata a ottenere in tempi brevi un passaporto nuovo alla propria ambasciata, fu costretta a farsi ospitare da un'amica e a imparare l'inglese da giornali e televisione (all'epoca parlava polacco e russo[1]). Iniziò a guadagnare i primi compensi come modella per servizi fotografici di cosmetici, poi iniziò una carriera come interprete di ruoli di tipica ragazza est-europea: fu proprio per uno di essi che nel 1983 fu segnalata dal connazionale Roman Polański a Michael Apted che necessitava di una giovane donna per un film ambientato in Unione Sovietica, Gorky Park, uscito nel 1983 e che costituì il debutto cinematografico oltreoceano di Joanna Pacuła[1]; sulla scia della notorietà ottenuta con tale film, il regista Lewis Gilbert la volle per il suo Not Quite Jerusalem che uscì nel 1986.

Recitò inoltre in Programmato per uccidere (1990); nel thriller erotico italiano La villa del venerdì (1991); nel film Tombstone (1993); nella commedia Il silenzio dei prosciutti diretta da Ezio Greggio (1994), poi nel film Virus (1999), in Warriors Angels (2002) e anche in The Cutter - Il trafficante di diamanti (2005).

Joanna Pacuła risiede in California meridionale.

FilmografiaModifica

Doppiatrici italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Pearl Sheffy Gefen, Joanna Pacula: Born Under Lucky Star, in The Gazette, Montréal, 4 dicembre 1984. URL consultato il 26 settembre 2021. Ospitato su Google News.

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