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BiografiaModifica

Ricopre principalmente ruoli da tenore, ma occasionalmente interpreta anche parti da baritono. In Argentina ha debuttato a 15 anni come direttore di coro e ha studiato composizione e pianoforte. Nel 1991 si è trasferito in Europa con la moglie e il figlio di due anni per andare alla ricerca di parenti a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, paese d'origine della nonna materna. Non avendo trovato nessun parente, ha raggiunto Verona, città dove abitava una coppia di italiani che aveva conosciuto durante il viaggio in aereo dall'Argentina all'Italia. Dopo una settimana, con moglie e figlio, è andato ad abitare a Cerro Veronese, dove ha vissuto per quattro anni e mezzo.

Nel febbraio 1992 ha esordito come cantante lirico a Verona, interpretando il ruolo del Padre nel Pollicino di Hans Werner Henze.

Ha raggiunto popolarità internazionale nel 1995, sostituendo José Carreras al Royal Opera House, Covent Garden di Londra in Stiffelio con Catherine Malfitano seguito da Gabriele Adorno in Simon Boccanegra con l'Orchestra of the Age of Enlightenment e dal Conte Loris Ipanov in Fedora con Maria Guleghina e nel 1996 Samson in Samson et Dalila, Mario Cavaradossi in Tosca, Ismaele in Nabucco e Corrado ne Il corsaro con Victoria Loukianetz e Maria Dragoni.

A gennaio 2011 ha calcato nuovamente il palcoscenico del Teatro alla Scala nelle vesti di Canio nei Pagliacci di Ruggero Leoncavallo diretto da Daniel Harding trasmessa in diretta da Rai 5.

Nel 2012 ha interpreto Tosca allo Staatsoper di Vienna e all'Opéra Royal de Wallonie Pagliacci e Cavalleria rusticana, di cui ha curato anche la regia.

RepertorioModifica

DiscografiaModifica

PremiModifica

FontiModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Le Produzioni Cuibar, su cuibar.com. URL consultato l'11 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2005).
  • José Cura Connexion, su jcura-connexion.com. URL consultato il 7 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2019).
  • Bravo Cura, su kira.romeoandjuliet.net. URL consultato il 28 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2007).
Controllo di autoritàVIAF (EN116544792 · ISNI (EN0000 0001 2148 5965 · LCCN (ENno98068642 · GND (DE12206206X · BNF (FRcb136068279 (data) · WorldCat Identities (ENno98-068642