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L'anno 3000 - Sogno
L'anno 3000 Sogno.jpg
Copertina del romanzo (1897)
AutorePaolo Mantegazza
1ª ed. originale1897
Genereromanzo
Sottogenerefantapolitica, satira, utopia, fantascienza
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneAnno 3000
ProtagonistiPaolo e Maria

L'anno 3000 - Sogno è un romanzo satirico fantapolitico del 1897 di Paolo Mantegazza. È considerato uno dei precursori ottocenteschi della fantascienza italiana.[1]

Fu scritto come reazione al best seller statunitense del 1888 Guardando indietro, 2000-1887 di Edward Bellamy (che era stato tradotto in italiano dal 1890), e analogamente a tale romanzo è un immaginario viaggio in cui è descritta una società ideale del remoto futuro, una utopia tecnologica in cui i maggiori problemi del mondo sono stati risolti dalla scienza e le vecchie ideologie superate.[1] In opposizione all'utopia socialista di Bellamy, il Sogno di Mantegazza ha un carattere satirico e antisocialista.[1] Espone idee in seguito stigmatizzate come pacifismo, internazionalismo, controllo demografico, libertà sessuale per entrambi i sessi, sperimentazione farmacologica.[2]

Indice

TramaModifica

Trama generaleModifica

Una giovane coppia, Paolo e Maria,[3] essendo già uniti da cinque anni con "matrimonio d'amore" (senza prole), desiderano celebrare il loro "matrimonio fecondo".[4] Pertanto secondo le leggi "essi devono presentarsi al Senato biologico di Andropoli, perché sia giudicato da quel supremo Consesso delle scienze, se abbiano o no il diritto di trasmettere la vita ad altri uomini". Partono così da Roma, capitale degli Stati Uniti d'Europa, in un viaggio attraverso Europa e Asia per giungere ad Andropoli, sterminata città (10 milioni di abitanti) ai piedi dell'Himalaya nonché ultramoderna capitale del mondo. I due visitano le sue istituzioni politiche e le centrali energetiche, biblioteche e teatri, laboratori e scuole, dove Paolo, in qualità di guida, mostra ogni cosa a Maria (che in precedenza aveva viaggiato assai poco), descrivendole e spiegandole ciò che incontrano. Essi assistono alle meraviglie tecnologiche che hanno trasformato il pianeta, come trasporti avanzatissimi - incluso il volo a motore -, una innovativa fonte energetica (una forma di energia cosmica) che ha eliminato la povertà, intelligenze artificiali biologiche.[2]

Capitolo I. Paolo e Maria partono per l’Andropoli. - Una sera nel golfo di Spezia.Modifica

Nell’anno 3000, quando ormai da oltre 5 secoli l’unica lingua parlata è la lingua cosmica, Paolo e la ventenne Maria, uniti in matrimonio d’amore da 5 anni, partono da Roma con il loro aerotaco, una navicella volante mossa dall’elettricità, e che può raggiungere i 150 km/h. Nel veicolo ci sono provviste per 10 giorni: “Succhi condensati di albuminoidi e di idruri di carbonio, che rappresentano chilogrammi di carne e di verdura”, oltre ad eteri che riproducono ogni profumo e a tre ‘elisiri’ che eccitano pensiero, movimento e amore. Portano con sé anche un bizzarro libro, “L’anno 3000”, di un medico del passato (cioè di Mantegazza), che leggeranno per divertimento. La loro meta è Andropoli, la capitale degli Stati Uniti Planetari, dove devono presentarsi al Senato Biologico per avere l’autorizzazione a generare dei figli. La città è ai piedi dell’Himalaia, dove in passato era Darjeeling, ma prima desiderano visitare altri luoghi, poiché Maria conosce solamente Roma e Napoli. Giunti in poche ore a La Spezia, a sera inoltrata, estraggono dall’aerotaco una sorta di mantello di caucciù che, gonfiato, diventa un idrotaco, una piccola barca spinta da un motore elettrico con cui navigano nel golfo della città. Dopo aver accennato all’isola di Palmaria, ora trasformata in museo archeologico perché vi furono insediamenti preistorici, al castello di Lerici, e alle fortificazioni del secolo XIX del golfo, Paolo ricorda la tremenda battaglia che si svolse in quelle acque all’inizio del XX secolo, in concomitanza con un’altrettanto enorme scontro che avvenne a Parigi; battaglie che causarono un milione di morti alle due parti dell’Europa che si fronteggiavano. Dopo quel giorno, inorriditi per l’esito sanguinoso, gli uomini ripudiarono la guerra, e si pose la prima pietra degli Stati Uniti d’Europa. Rimangono galleggianti nel golfo di La Spezia numerose corazzate, a ricordo dell’evento. L’abolizione della guerra non risolse però tutti i problemi, e l’Europa tentò irragionevolmente il socialismo per risolvere dolori e problemi dell’umanità. Sotto l’ultimo papa, Leone XX, il re d’Italia abdicò spontaneamente, provocando la caduta delle altre monarchie. La ‘guerra di parole’, tra repubblicani, conservatori e socialisti fu vinta da questi ultimi, e per quattro generazioni si seguì questo tentativo folle, con il quale “un collettivismo anonimo soffocava e spegneva i germi delle iniziative individuali e la santa lotta del primato”. Un grande consesso di sociologi e biologi abolì dunque il socialismo, e fondò gli Stati Uniti del Mondo, governati da rappresentanti scelti con doppia elezione, e così, finalmente, “L’aristocrazia della natura fu copiata dagli uomini”, peraltro non avendo ancora trovato la perfetta arte di scegliere “gli ottimi”. Grazie alle scoperte scientifiche la vita media è giunta a 60 anni, “ma esiste ancora la malattia, nascono ancora dei gobbi, dei pazzi e dei delinquenti, e il sogno di veder morire tutti gli uomini di vecchiaia e senza dolore è ancora lontano”. La tristezza per questi risultati così parziali sulla via del progresso intristisce Paolo, che interrompe il suo discorso. Maria passa ad altro argomento e chiede a Paolo perché abbia scelto di studiare, tra le lingue antiche, proprio l’italiano. Paolo spiega che in italiano furono scritti due grandi capolavori del sublime e del comico, vale a dire la Divina Commedia di Dante e Giovanin Bongè (in dialetto milanese) di Carlo Porta. Anche senza queste opere, Paolo sostiene che avrebbe studiato l’italiano in quanto lingua “figlia prediletta e primogenita” del greco e del latino, ricordando inoltre che Roma fu scelta come capitale degli Stati Uniti d’Europa grazie al primato culturale realizzato da uomini come Michelangelo, Galileo, Leonardo, Raffaello.

Avvicinatisi all’Arsenale di La Spezia, Paolo e Maria sentono un suono monotono e lugubre: è il cigolio di un’antica boa per l’attracco delle corazzate, ma a loro sembra “Un lamento, che sorge dalle viscere dei bambini appena nati, dei giovani straziati dall’amore, dei vecchi che hanno paura della morte; di tutti i malcontenti, di tutti gli affamati di pane o di gloria, di ricchezza o di amore. Un lamento, che si innalza da tutto il pianeta, che piange e domanda al cielo il perché della vita, il perché del dolore”. Inquieti e tristi, Paolo e Maria tornano a terra. Il giorno seguente, dopo aver visitato alcune carcasse delle corazzate, con il loro aerotaco volano verso oriente.

Capitolo II. Da Spezia alle antiche Piramidi d’Egitto. - Dalle Piramidi all’Isola degli Esperimenti. - Paese dell’Eguaglianza. - Tirannopoli. -Turazia o la Repubblica socialista. - Logopoli. - Altri governi e altri organismi sociali.Modifica

Partiti da La Spezia, in poche ore Paolo e Maria salutano l’Etna dall’alto e arrivano in Egitto dove, al posto del deserto, si staglia il mare. Infatti il genio umano del 3000 arriva a modificare le condizioni climatiche a proprio piacimento, potendo sciogliere i ghiacci dei poli, diminuire la temperatura dell’Europa o sostituire le dune di sabbia con l’acqua marittima. Su richiesta di Maria, visitano le piramidi. Mangiano in spiaggia prima di fare una partita di pesca, poi trascorrono la giornata discorrendo dei popoli che hanno abitato quelle terre.

Il giorno seguente si imbarcano sul Cosmos, una navicella postale alimentata a idrogeno, con destinazione l’Isola degli Esperimenti, un piccolo fazzoletto di terra in cui sopravvivono le ultime utopie politiche. Subito visitano il Paese dell’Euguaglianza, un luogo stranissimo dove tutto è uguale: tutti hanno i medesimi vestiti, aspetto, taglio di capelli, possedimenti e diritti; tutti simultaneamente mangiano gli stessi cibi, dormono e si svegliano, passeggiano, e addirittura le coppie sposate fanno l’amore alla stessa ora. Ogni giorno una persona tirata a sorte governa le faccende politiche. Nessuno ha un nome, ma tutti sono contraddistinti da numeri. I due protagonisti sostano per il resto della giornata da una famigliola di 5 membri.

Il giorno dopo si dirigono verso Tirannopoli, è una cittadina governata da un partito dispotico dinastico con a capo Niccolò III, figlio del precedente sovrano Niccolò II, figlio del precedente sovrano Niccolò I. Tutte le leggi sono rivolte a beneficio del tiranno. Chi osa contraddirlo è istantaneamente giustiziato.

Visitano anche Turazia, detta anche Repubblica socialista, molto simile al Paese dell’Eguaglianza, in quanto qui tutto è dello Stato, che distribuisce equamente i beni tra le persone. I capi dello stato sono persone buone ma deboli, così come la gente che li segue. Sopprimendo tutti i valori, tutte le sfaccettature della realtà impongono lo Stato al di sopra di tutto. Ognuno lavora, ha la propria libertà e diritti, e vive così, passivamente, senza speranze di miglioramento o di cambiamento.

Arrivano poi a Logopoli, una ricostruzione di uno stato parlamentare, dove il Re è eletto dal Senato e dalla Camera dei deputati, che si riuniscono ogni 5 anni per scegliere il nuovo capo dello stato. A loro volta, i senatori e i deputati sono eletti dal popolo. Il Re non ha un vero potere, ma serve più come figura di riferimento e appoggio.

Paolo e Maria fanno visita solo a questi paesi, ma ce ne sono altri: Poligama, stato a governo semidispotico, in cui gli uomini hanno diverse mogli; Poliandra, dove invece le donne hanno molti mariti; Cenobia, immensa città in cui le donne sono escluse da qualunque attività e gli uomini dominano; Monachia, cittadina di monache dedite al culto di Saffo; Peruvia, paese di ispirazione comunista, che riprende il governo degli antichi Incas, dove il governo dà a ciascuno secondo i propri bisogni, e più una famiglia è numerosa più le viene concesso terreno.

Capitolo III. Viaggio all’isola di Dinamo, uno dei quattro grandi laboratorii della forza planetaria. - Il Museo storico dell’evoluzione meccanica del nostro pianeta. - Le tre grandi epoche storiche. - La scoperta di Macstrong e il pandinamo. - L’uffizio centrale della distribuzione delle forze cosmiche.Modifica

I nostri viaggiatori partono per l'Isola di Dinamo. Il piroscafo li porta in poche ore dal porto dell'Eguaglianza a Dinamo. Paolo vuole che Maria veda uno di questi grandi laboratori, dove si raccolgono le energie planetarie. Dinamo è una città abitata da tantissimi ingegneri. Inoltre a Dinamo gli operai sono pulitamente vestiti, vigorosi d'aspetto, e quasi non si distinguono dai loro capi. I nostri due viaggiatori entrano nel salotto del Direttore. Hanno per lui una lettera di presentazione ed egli, appena l'ebbe scorsa, li fa sedere, pregandoli di aspettare un momento, perché avrebbe incaricato un ingegnere di accompagnarli nei diversi laboratori.

Poi si presenta un giovane amabilissimo, che si mette a loro disposizione. Dalla palazzina  scendono per andare nei diversi laboratori. Per primo vanno a visitare il  Museo storico, dove è rappresentata l'evoluzione della meccanica attraverso i secoli. Si vedono i primi aratri guidati dai buoi, i primi carri senza ruote, poi carri trascinati da cavalli, da asini, da muli.

In un altro salotto si vedono le prime applicazioni degli elementi della natura (fuoco, acqua, vento, terra); il mulino a vento e il mulino ad acqua, la nave mossa dalle vele; le applicazioni del fuoco. Dopo vi erano la scoperta del vapore e dell'elettricità. L'ingegnere era giovane e innamorato della sua scienza e il calore delle sue parole entusiasmava i due viaggiatori, che pendevano dal suo labbro. Tutto ciò che vedevano era per essi cosa nuova. Passata l'era della scoperta dell'elettricità, vanno alla più grande delle scoperte e che si deve al grande inglese Macstrong. L'ingegnere dice che ad ispirare Macstrong è stata una lucciola, infatti questo piccolo insetto è stato ciò che è stata la mela caduta dall'albero per Newton. Egli racconta che il grande inglese, in una sera d'estate, passeggiava tranquillo osservando le mille lucciole, che scintillavano per l'aria, quando a un tratto si alzò in un impeto di gioia e di entusiasmo esclamando: Eureka! La grande scoperta era fatta! L'ingegnere li conduce nel laboratorio centrale dove vedono come si ottiene il Pandinamo, che distribuisce le diverse forze ed energie alle più lontane regioni del nostro pianeta. I fili che portano e guidano queste correnti non sono più di metallo, ma sono tubetti di una sostanza elastica e molto tenace. Un tubo può portare correnti di diversa natura che daranno luce, calore o movimento. Maria è sbalordita e commossa  dalle parole del bravo ingegnere. Dopodiché, entrano nell'ufficio postale: è una gran sala ottagonale, dove siedono gli impiegati, che ricevono i dispacci e trasmettono le forze richieste dai diversi punti del globo. Dopo essersi fermato a diversi uffizi distributori, l'ingegnere conduce i nostri due viaggiatori nel centro della sala, dove sopra un tavolo rotondo si vede una gigantesca carta geografica, dove sono segnate in rosso tutte le regioni, colle quali corrisponde l'isola di Dinamo. I nostri viaggiatori, passando di meraviglia in meraviglia, visitano l'un dopo l'altro tutti i laboratori di Dinamo, e dopo aver ringraziato il gentile ingegnere, che li ha accompagnati, lasciano l'isola più superbi di prima di essere uomini.

Capitolo IV. Partenza da Dinamo e arrivo ad Andropoli. - Aspetto generale della città. - Le case, la loro costruzione e la loro architettura. - Le piazze di Andropoli. - L’officina dinamica. - Il mercato. L’arresto di un ladruncolo e la giustizia.Modifica

Paolo e Maria lasciano l’isola di Dinamo e si dirigono con il loro aerotaco in India per raggiungere in poche ore la grande capitale del mondo Andropoli, fondata nel 2500 dall’inglese Cosmete (un dei più grandi legislatori del mondo) dopo che, in una grande assemblea tenutasi a Londra nel 2490, i partecipanti di tutti i paesi del mondo stabilirono che la capitale planetaria si fondasse a Darjeeling. Dopo cinque secoli, Andropoli presenta l’aspetto disordinato di un agglomerato di cento città, collegate da strade terrestri e aeree.

Quando i viaggiatori giungono a destinazione prendono alloggio in un albergo del centro, nell’unica zona della città che si presenta perfettamente simmetrica. Da una piazza circolare si diramano a raggiera sette strade dove sono posti gli edifici pubblici necessari alla vita del popolo (magazzini, alberghi, biblioteche, archivi) mentre nella stessa piazza si alzava il Palazzo del Governo, l’Accademia delle scienze e delle lettere, l’Accademia delle belle arti e il Tempio della speranza. Andropoli sembra divisa in due parti: questa parte, la Città del pubblico, l’altra parte, l’agglomerato di case, accoglie tutti gli abitanti. Le leggi impongono pochi vincoli alle attività edili, di obbligatorio vi è solo la larghezza delle strade (almeno venti metri) e l’obbligo di lasciare aperta la via fra la schiera delle case. Le case sono ad uno o a due piani e tutte con il giardino. Le case ad un piano sono di proprietà dei poveri e dei celibi, quelle a due piani dei ricchi e degli ammogliati. La fornitura di luce, acqua e calore viene distribuita in ogni abitazione dal gran centro dinamico della città. Gli stili di architettura sono i più vari, da quelli antichi ai più moderni, ognuno può farsi la casa a proprio piacimento; ma ciò che colpisce il visitatore del nostro tempo è il materiale e la tecnica di costruzione. Nell’anno 3000 l’uomo costruisce la sua casa con pochi soldi e in un giorno. Per costruire la casa si utilizza un calco fatto di una lega metallica: si pianta il calco nel luogo stabilito per la costruzione e si procede, tramite un foro, a colare il materiale liquido nello stampo, il quale solidificandosi forma i muri dell’edificio. I muri possono presentare l’aspetto della pietra oppure di materiali più preziosi come marmo, lapislazzulo, giada, oro e argento in base alla natura della sostanza liquida utilizzata. Esistono vari modelli di case con prezzi diversi a seconda del materiale impiegato.

La città è divisa in tante regioni distinte secondo la loro posizione astronomica. Il centro della città non è privo di rumori, anche se minori rispetto alle città del passato, poiché il pavimento, essendo fatto di una materia simile al sughero e al caucciù, ammortizza in gran porte i rumori.

Paolo e Maria in questo viaggio non si stancano di ammirare le molte e grandi piazze. Ve ne sono di tutte le forme e sono circondate da alberi, aiuole e da fontane pittoresche. Sotto gli alberi vi sono comodi sedili dove chiunque può riposare e ammirare le statue, i fiori e le fontane di ogni stile. Alcune fontane sono di stile classico antico, altre barocche e persino il Geiser dell’Islanda è raffigurato in una di queste. Le fontane non sono l’unico ornamento nelle piazze: in ogni piazza sono innalzate le statue di grandi uomini, che illustrano le glorie di un’epoca storica o di un paese. Si dà maggiore importanza all’elemento storico rispetto a quello geografico, si ritiene che l’appartenenza alla stessa epoca storica accomuni i grandi uomini più che l’appartenenza allo stesso paese.

Paolo e Maria visitano l’officina dinamica, ma dopo aver visto l’isola di Dinamo hanno poco da ammirare e da scoprire. Infatti quest'officina riceve da quell'isola direttamente tutta quanta l’energia motrice necessaria all'immensa metropoli e si limita a distribuirla. Da ammirare c'è solo un quadrante posto nel centro dell'edificio dove sono segnate tutte le forze diverse, che ogni giorno devono essere distribuite ai privati e agli edifici pubblici. Vi è un solo operaio responsabile della distribuzione regolare e quotidiana; mentre in una camera vicina parecchi operai stanno rispondendo alle richieste straordinarie di calore e di acqua. Le richieste delle fonti energetiche giungono tramite telegrammi che si scrivono da sè in caratteri luminosi in una cassetta nera tenuta nell'oscurità. Il Direttore mostra a Paolo e Maria parecchie di queste richieste. Ad un certo punto sul quadrante appare la scritta: “Accidenti”. La camera oscura segnala un incendio nella sala stampa del Palazzo dell'Accademia di belle arti. Allora il Direttore si appressa al banco e dà l'ordine di aprire il rubinetto dell'acido carbonico e di dirigere il tubo conduttore del gas sul luogo dell'incendio. Il fuoco si spegne in pochi istanti, e successivamente il Direttore riceve i ringraziamenti da parte dell'Accademia di belle arti. Il Direttore poi confida ai due protagonisti che gli artisti dell'Accademia di belle arti rifiutano costantemente la scienza, ma quando serve loro aiuto essi le si rivolgono istantaneamente.

Uno dei giorni seguenti i due pellegrini vogliono visitare il mercato che si trova su una collinetta di Andropoli. Il mercato si sviluppava attraverso vie montuose ricche di salite e discese. Attraverso queste strade passano incessantemente carri e vagoni di treni carichi di selvaggina, pesci, carni, fiori e frutta. Infatti la gente non porta le proprie merci da sé, perché apposite società si occupano della spedizione di codeste merci alle singole case dei compratori. Paolo e Maria si fermano più a lungo nel mercato dei fiori e della frutta. Paolo quindi esalta la bellezza e il soave profumo dei fiori di questo mercato. Egli dice che già nel XIX secolo i giardini avevano serre riscaldate dove si potessero coltivare piante abituate a climi freddi, ma nel 3000 egli dice che i giardinieri possono inoltre creare fiori con nuovi artifizi di fecondazione artificiale. I frutti e i fiori che si ottenevano nei mesi dell'anno non adatti per il frutto in considerazione nel XIX secolo erano insipidi e inodori, contrariamente a quelli dell'anno 3000 che sono succosi e profumati. Nel mercato dei fiori si vendevano inoltre piante vive e fiori imbalsamati. Nei fiori la bellezza è il fascino primo e perciò Paolo li contempla, anche per la loro varietà di colori, la loro eleganza e la loro purezza. Paolo equipara i colori e le forme dei fiori a miscugli di diversi stili artistici dell'antichità. Paragona inoltre gli odori dei fiori alle note musicali di una dolce sinfonia, e la loro delicatezza la ricongiunge a sogni ad occhi aperti. Il protagonista però dice che i frutti non hanno questa profumata poesia come i fiori. Le forme dei frutti dice inoltre sono molto più semplici e poche. Paragona quindi i frutti alle amicizie generate dall'amore e i fiori agli amori delle piante. Poi si sofferma sul frutto argentino della pata importato in Europa, e che già nel XIX secolo un certo Mantegazza aveva additato come un frutto silvestre del tutto sconosciuto in Europa.

Paolo e Maria passando dinanzi a un banco di arance vedono un monello che prende un'arancia dal banco e che poi si mette a scappare. Quindi ad un certo punto la venditrice si mette ad urlare, e appena fu udito questo grido uomini, donne e fanciulli reclamano a gran voce giustizia. Così un uomo afferra il malfattore, infatti nel 3000 non ci sono carabinieri e poliziotti, e in pochi minuti sei cittadini si raccolgono con il signore che l'aveva afferrato per improvvisare un tribunale in un processo istantaneo, questa metodologia di far giustizia prende il nome di “Giustizia dei sette”. Così dopo aver interrogato il colpevole essi decidono di portare il ragazzo alla Casa di giustizia, una specie di scuola dove il colpevole poteva essere rieducato studiando le cause che lo hanno potuto aver indotto a delinquere. I delinquenti di questa Casa di rieducazione non sono delinquenti dalla nascita perché essi sarebbero stati soppressi già dai primi istanti di vita, dopo un'accurata esaminazione delle caratteristiche cerebrali dell'individuo. Questo metodo di rieducare il delinquente facendogli capire che ciò che ha fatto è immorale è un ottimo metodo poiché ha ridotto i furti e gli omicidi nel mondo. Nella Casa di giustizia i delinquenti vi rimangono da qualche giorno, a settimane o, in casi estremi a qualche mese. Ma la punizione non finisce qui, quando i malfattori escono da questo stabilimento sono marchiati per qualche giorno da un nastrino all'occhiello dell'abito. I ladri portano nastri di colore giallo, gli assassini o tutti quelli che hanno commesso atti di violenza sono contraddistinti da nastri rossi. Quando il delinquente è recidivo la pena di prigionia viene raddoppiata o triplicata e il delinquente uscendo dalla Casa di giustizia porta due nastri invece di uno. Ciò avviene rarissime volte però, e per lo più in delinquenti nati, che per errore alla nascita sono sfuggiti alla soppressione. Pochi momenti dopo Paolo e Maria si incamminano per la via del ritorno all'albergo, dopo aver comprato molti fiori e frutta.

Capitolo V. Gita al Palazzo di Governo. - Forme di governo e organismo politico del mondo nell’anno 3000. - Le quattro sezioni del Palazzo. - La Terra. - La Salute. - La Scuola. - L’Industria e il commercio. - L’ufficio di finanza.Modifica

Paolo e Maria, dopo aver visto l’officina dinamica e il mercato, vanno a visitare il palazzo di Governo, posto nel centro di Andropoli. Maria vorrebbe risparmiarsi quella gita, ritenendosi una femminetta ignorante che non capisce nulla di politica, ma Paolo la convince, spiegandole che il governo in questa città non è così complicato come quello del XIX secolo: il potere era allora distribuito fra centinaia di persone che ne maneggiavano una parte ed il conflitto tra autorità diverse creava sempre degli intoppi. Un po’ per volta si semplificò, ma ci vollero secoli di guerre sanguinosissime. Ad Andropoli si afferma solamente la grande unità degli Stati Uniti del mondo e si provvede soltanto alle questioni cosmiche di interesse comune. Qui i delegati si riuniscono una volta all’anno per un mese e quindi rimangono qui esclusivamente pochi impiegati. Essi sono eletti per maggioranza da ogni singola regione del globo e per suffragio universale. Appena giungono qua, eleggono fra loro un capo, chiamato Pancrate, che ha carica annuale è che tiene nelle sue mani tutte le fila del mondo. Ogni anno, per un mese, siede in permanenza il consiglio supremo di Andropoli, presieduto dal Pancrate, formato dai direttori degli uffici centrali. Essi corrispondono ai ministri degli antichi governi. Mentre risiede il consiglio, i capi dei governi possono venire qua per sottoporgli problemi speciali.

Nell’anno 3000 ogni comune vive da se e comunica con Andropoli attraverso dei telegrafi. Tra di essi e il centro vivono poi tanti centri minori che sono le regioni, le quali rappresentano i gangli. Ogni comune si amministra da se con un sindaco ed un consiglio di pochi membri. Ogni regione ha un capo che si chiama podestà che detta le leggi regionali. Ad Andropoli si trattano solo le questioni universali ma non si può intervenire sulle leggi emanate da ogni regione o comune, le quali sono dettate dai cittadini che sono nati e cresciuti in quei paesi. Quando Paolo finisce il suo discorso, i due salgono su una grande scala, che li porta in un vestibolo immenso, dalla quale partono quattro grandi edifici, rappresentanti le attività della civiltà cosmica, ovvero l'agricoltura, la salute, l’educazione e l’industria, che è fusa col commercio. Paolo e Maria entrano nell’edificio destinato all'agricoltura, dove un impiegato li conduce nelle diverse sezioni della Terra, parlando dei grandi problemi che gli scienziati stavano studiando. Poi si fermano ad ammirare un’immensa carta topografica, sulla quale sono rappresentate le zone coltivate e quelle non. Gli scienziati dell'anno 3000 stanno studiando se coltivare le immense foreste dell’Africa e dell’America, chiedendo consiglio anche alle popolazioni locali. Il Governo di Andropoli ha mandato in questi luoghi alcuni scienziati affinché studino la causa dei cambiamenti di clima in caso queste foreste vengano abbattute. Un altro grande problema affligge i dotti dell’anno 3000: il risanamento delle regioni miasmatiche. Di questo problema si occupano gli intellettuali della terra e della salute. In Europa non ci sono più paludi ma ce ne sono ancora molte nei paesi più arretrati. Nel dipartimento legato alla terra c’è inoltre un’intera sezione che si occupa di tutte le strade del mondo. Una volta si viaggiava solo per terra e acqua, nell’anno 3000 anche per vie aeree. Il problema stradale è una delle questioni più importanti e perciò ha sede ad Andropoli. Dal dipartimento della terra passano a quello della salute dove si studiano due grandi problemi: abolire le malattie e prolungare la vita umana, togliendo alla morte ogni dolore e terrore. Anche in questo secolo nascono figli deboli che vengono distrutti appena si riscontra la patologia. Tuttavia ci sono ancora dei casi di uomini imperfetti che, quando giungono ad età feconda, possono trasmettere le malattie ad altre persone. Anche se gli sposi, per fare un figlio, devono avere l’autorizzazione, esistono dei medici che fanno errori durante l’analisi. Nel XIX secolo la medicina fece un grande passo grazie alla scoperta dei microbi, ma le epidemie continuarono ad esistere fino al XXV secolo, quando un medico francese scoprì una sostanza antisettica molto potente. In molti paesi però nascono nuove malattie e quindi si cercano i nuovi microbi per trovare l’agente che li uccida. Riflettono sul fatto che la vita media sulla terra si è allungata, anzi è addirittura raddoppiata grazie al notevole incremento di conoscenze che ha avuto la medicina negli ultimi anni. Parlano anche del reparto scolastico nel regno e qui imparano che non ci sono più metodi universali usati in tutte le scuole ma che ad Andropoli esiste una scuola modello che è possibile visitare, ma ogni scuola utilizza un proprio metodo in quanto essi affermano che la felicità umana dipende da “Buona salute. Equilibrio armonico di tutte le facoltà del pensiero e di tutte le energie del sentimento, in modo che tutte siano attive e nessuna si esaurisca per troppa fatica”. In questo ministero esiste un uomo che viene considerato come il più saggio della terra e ora si sta occupando di una domanda che da secoli affligge l'umanità: la condizione della donna nella vita sociale, in particolare il lavoro di questa ultima; istruisce inoltre i due ospiti sulla situazione scolastica spiegando loro che ad Andropoli non esiste un'unica scuola o un unico credo, ma esistono scuole sia gratis che a pagamento create da privati che possono così ottenere qualche discepolo. Spiega anche che le scuole di Andropoli sono le migliori del mondo e che gli esami rilasciati qui sono molto importanti e ognuno viene valutato senza influssi esterni.

Dopo ciò vengono condotti davanti a un quadro che rappresenta uno schiavo con le catene rotte ai suoi piedi e gli descrivono la situazione degli schiavi fino al XX secolo.

Dicono loro che fino a quegli anni le guardie controllavano le valigie dei viaggiatori, ma ciò durò fino alla creazione degli Stati Uniti del mondo e da allora tutti i paesi del mondo si scambiano liberamente le loro merci.

Dopo queste spiegazioni ringraziano il loro cicerone e escono dal palazzo, vedendo un grande passaggio di fili e vedono un grande uffizio e vogliono informarsi riguardo a cosa sia.

Capiscono allora che è la ragioneria cosmica che invia dati al governo centrale di Andropoli.

Capitolo VI. Il Ginnasio di Andropoli.Modifica

In una piazza di Andropoli si possono notare due edifici posizionati l’uno di fronte all'altro. Uno è il Ginnasio (dedicato alla ginnastica) e l’altro è la Scuola (dedicata all'istruzione).

Il Ginnasio è diviso in due sezioni: una per gli uomini e l’altra per le donne; e soltanto in ricorrenza a determinate occasioni le due parti si possono incontrare (gare, feste atletiche…); tuttavia i due reparti seguono lo stesso percorso.

Entrando nel reparto maschile dell’istituto si può notare come primo ente l’Alere flammam; lì entrano gli ingenui e i deboli che vogliono migliorare la propria forma fisica, affrontando lunghi viaggi faticosi. La prima prova che deve passare un fanciullo è la prova del Pantomasso; una bagnatura fredda di tutto il corpo tramite grosse spugne utilizzando un apposito strumento chiamato Pantomasso. Delle spugne di vario materiale avvolgono il ragazzo assumendo perfettamente la forma del suo corpo nudo. Questa macchina fa passare inoltre della corrente per tutto il corpo e cambia l’intensità a seconda di chi è sottoposto alla macchina. Può essere utilizzato per tutte le età, dai bambini agli anziani (per far sì che possano vivere per qualche anno di più); il tempo della sessione varia da qualche minuto all'ora. Esistono altri tipi di massaggi, ad esempio il massaggio a speciali organi, sempre con apparecchi meccanici.

Esistono altri tipi di esercizi per i più deboli (altalene, cavalcatura meccanica …) per cui la circolazione capillare e l’attività vasomotrice vengono tenute vivaci ed armoniche; alcuni esercizi invece sono altrettanto noiosi e per questo viene ascoltata la musica che è alleata a tutte le forme dello sport al Ginnasio.

Nel Ginnasio in singoli reparti si studia l’equitazione, il nuoto, la lotta, il salto, la corsa, il velocipedismo, praticamente ciascun tipo di sport; ma il Ginnasio è allo stesso tempo una scuola e una palestra.

Nella scuola si accettano i fanciulli che dopo aver fatto una visita medica vengono indirizzati a seguire un certo metodo di ginnastica mentre dopo un determinato tempo possono sottoporsi ad un test per salire di categoria, da fanciulli ad egregi.

In questi tempi un ragazzo arrivato a vent'anni sarebbe amareggiato se non sapesse ancora fare qualche sport, perché la forza muscolare ha fatto quasi scomparire il nervosismo che tormentò le persone nel XIX e nel XXI sec.

Ogni anno si danno due o tre feste atletiche nelle quali il Ginnasio si mostra importante; sono feste ufficiali, alle quali assiste tutta la popolazione e il Pancrate coi suoi quattro grandi ministri.

Capitolo VII. Il Palazzo della Scuola. - La prima scuola. - La scuola media. - La scuola degli alti studi. - Lezione sull’influenza della passione sulla logica del pensiero.Modifica

Di fronte al Ginnasio si innalza un altro gigantesco edificio: la Scuola. Sul vestibolo di architettura Paolo e Maria leggono queste parole:

Volere è potere, ma a patto di sapere; si domandano chi avesse scritto quella magnifica frase, fu Ubaldino Peruzzi a scriverla, un uomo attivo, deputato, sindaco della sua città e anche ministro.

Nella scuola si può notare una statua smisurata rappresentante la scienza; è fusa in elettro quindi quando il sole la illumina brilla facendola diventare ancora più maestosa.

Paolo e Maria, entrati nella Scuola videro tre edifici i quali dedicati ad un certo livello di scuola: La prima scuola, La scuola media, e Gli alti studi.

Vollero visitare la prima scuola accompagnati da un maestro, percorsero velocemente le sale dove si siedono gli scolaretti, i maestri girano tra banco e banco, sorvegliando la verifica assegnata. La scrittura non è la solita antica, è una stenografia, dove le vocali sono tutte tralasciate, quindi la scrittura era molto più veloce dell’antica.

I maestri spiegarono a Paolo e Maria che loro insegnavano le materie che potevano servire di più e le più indispensabili nella vita; nessun insegnamento religioso perché ciascuna famiglia ha la propria religione.

In questa prima scuola i genitori possono scegliere un maestro a loro piacimento; l’istruzione elementare dura tre anni, i maestri sono pagati, le lezioni durano tre ore al giorno, con due giorni di vacanza per settimana.

Paolo e Maria, allora, passano alla Scuola media, dove si insegna la cultura generale che si divide in due gruppi: gli studi scientifici e gli studi letterari. Negli studi letterari si studiano gli scrittori della lingua cosmica, storia e geografia (che sono le basi di quell'insegnamento), la psicologia e l’antropologia che hanno preso il posto della filosofia.

Negli studi scientifici si studiano le scienze naturali, la meccanica, la fisica, la chimica ed esistono anche laboratori. La scuola media termina dopo quattro anni dopodiché si deve affrontare un esame che conferisce la patente di cultura generale.

La Scuola degli alti studi ha corsi identificati per professionisti che desiderano un diploma; uomini e donne siedono sugli stessi banchi. Per insegnare alla prima scuola o alla scuola media basta la patente di cultura mentre se si vuole insegnare alti studi non esiste alcun tipo di esame ma si devono presentare opere stampate. Paolo e Maria ebbero desiderio di prendere parte ad una lezione, durò circa un’ora e rimasero compiaciuti anche perché il professore usava termini semplici. La lezione, spesso interrotta da risate di approvazione, fu fragorosamente applaudita al suo fine e i nostri viaggiatori lasciarono il Palazzo della Scuola, molto contenti della loro visita.

Capitolo VIII. Gita ad Igeia. - La statua innalzata ai medici più illustri dell’antichità. - L’anticamera dei malati. - Le sezioni dell’Igeia. - La visita ad un tubercoloso fatta da un pneumologo. - La moneta di cartoncino dell’anno 3000. - Dipartimento degli Igei. - La visita ai bambini neonati. - Soppressione di un bambino. - Una madre, pietosa e crudele in una volta sola.Modifica

Il giorno seguente, dopo essersi svegliati e preparati, Paolo e Maria si avviano verso l’Igeia, che si trova su un colle di Andropoli.

Entrati dalla porta principale dell’Igeia, si trovano in un ampio cortile nel quale ci sono tantissime statue di marmo e bronzo tra cui Paolo ne fa notare alcune a Maria: Ippocrate, Avicenna, Galeno, Jenner, Pasteur, Lister, il dott. Micali e il dott. Yang-Feu. Paolo spiega a Maria che grazie alle innovazioni di questi medici, che furono perfezionate nei secoli, non si muore più di malattia se non in rari casi ma sempre di morte naturale. In quel momento arriva il direttore dell’Igeia che li accompagna attraverso i corridoi e i reparti.

Mentre camminano, il direttore spiega loro come funziona l’Igeia, sottolineando che adesso esistono tantissimi specialisti, ognuno per ogni viscere del corpo, a differenza del passato dove un medico curava tutto.

Il direttore li accompagna dagli pneumopati, i quali si occupano degli organi respiratori. Osservano come un uomo è visitato: utilizzando un fascio di luce Röntgen il medico lo rende trasparente e con un doppio cannocchiale lo osserva nei visceri. Gli viene diagnosticata una tubercolosi, ma non prescrive medicine: infatti non si curano più le malattie con farmaci, ma con cambiamenti nello stile di vita, nella dieta, con applicazioni di calore o corrente elettrica, rendendo i farmaci e le farmacie superflue. Finita la visita, il paziente dà un cartoncino bianco al medico con scritto 50Lire.

Infatti, nell’anno 3000, non circola più il denaro con monete e banconote, ma tanti piccoli cartoncini della stessa grandezza, sui quali ognuno deve scrivere il proprio nome e la somma che vuole. Il cartoncino varia solamente per il colore che indica il valore che si può scrivere su di esso, passando dal bianco per una lira al dorato per i dieci milioni di lire.

Successivamente Paolo e Maria, assieme al direttore, si recano nella sezione degli Igei, una vasta sala piena di bambini che piangono e di mamme che aspettano la sentenza di vita o di morte del dottore per il loro bambino.

In quel momento viene chiamato il numero diciassette e una mamma con in braccio un bambino si alza e lo consegna all’Igeo. Questi lo mette su una specie di trespolo. Immediatamente un fascio di luce Röntgen lo colpisce e il dottore, dopo averlo esaminato, contempla che il bambino è sano, robusto e adatto alla vita. Poi il bambino viene colpito da un'altra luce diretta sul suo cranio e, dopo averlo accuratamente osservato tramite un cannocchiale, il dottore sentenzia che il cervello è normale e che il bambino non avrà nessuna tendenza a compiere atti criminali in futuro.

Poco dopo viene chiamato il numero diciotto. Il bambino viene dichiarato sano ma non robusto, cervello normale ma carattere timido e pauroso e viene detto alla madre di educarlo spartanamente.

Il numero diciannove è sano e robusto ma disposto alla lussuria quindi al genitore viene detto di impartirgli un’educazione per indebolire questa tendenza.

Quando sembra che tutte le visite avrebbero dato lo stesso risultato, il numero venti viene diagnosticato come un bambino gracilissimo, tubercoloso e non adatto alla vita. All’udire questo la madre si mette a piangere. L’Igeo fa una domanda alla madre, chiedendole se permette la morte del figlio inadatto alla vita. La madre, raddoppiando i singhiozzi e restituendo il figlio, risponde di Sì.

La giovane coppia, profondamente commossa, lascia l'Igeia col bisogno urgente di stare all'aperto, di guardare il cielo azzurro, le piante verdi e di non pensare agli Igei che sopprimono ogni giorno migliaia e migliaia di creature.

Capitolo IX. La città dei morti ad Andropoli. - Dissoluzione dei cadaveri. - Cremazione. - I siderofili e le imbalsamazioni. - Le sepolture. - Il Panteon.Modifica

Durante il loro soggiorno ad Andropoli Paolo e Maria decidono di visitare la città dei morti. I due, dopo aver percorso un lunghissimo viale di cipressi, arrivano ad un tempio, copiato dall’antico Partenone; lì il silenzio regna e la luce è fioca.

Nell’anno 3000 è permesso ogni metodo di distruzione e di conservazione dei cadaveri umani, purché non sia nocivo alla salute; ognuno può esprimere il desiderio di cosa sarà fatto del cadavere nel proprio testamento. Il metodo che è più usato è la dissoluzione del cadavere nell’acido nitrico per poi essere conservato in bocce di cristallo. Altri decidono di ridurre il loro cadavere a concime, e altri ancora essere cremati.

I nostri viaggiatori passano al Laboratorio necroforo dei Siderofili, così sono chiamati quegli uomini che vogliono che sia estratto tutto il ferro dal loro cadavere, e con esso si conii poi una medaglietta. Il lavoro è difficile e dispendioso, e perciò questo metodo di distruzione dei cadaveri è adottato solo dalle persone molto ricche. Però, in questo momento la siderofilia è poco usata, perché si scoprì che un chimico per coniare la medaglietta usava ferro proveniente da oggetti di basso costo dicendo di aver utilizzato il ferro del cadavere, facendosi così pagare il dovuto senza eseguire il lungo e dispendioso processo.

Paolo e Maria passano nella Sezione degli Imbalsamatori, dove si preparano i cadaveri di coloro, che vogliono resistere al tempo anche dopo la morte, conservando integri il loro corpo. I metodi di imbalsamazione sono molti: alcuni sono imbalsamati come gli antichi egiziani, chiusi nelle loro bende; altri sono disseccati in un forno dopo essere stati imbevuti di sublimato corrosivo. Altri ancora sono cadaveri pietrificati, rigidi e duri come la pietra. Maria, disgustata, dice il modo in cui vuole che il suo cadavere deve essere trattato: sepolto nella terra, a nutrire i fiori e le piante.

I due vanno al cimitero, un vasto giardino popolato da arbusti e numerosi sentieri ai quali sono poste ai loro lati le tombe. Le tombe sono di marmo nero, in cui non si legge che il nome del morto e la data di nascita, per far capire che non vi è nessuna distinzione tra ricchi e poveri; l'unica distinzione è che le apoteosi dei grandi uomini sono conservate in un Panteon. Qui si trovano il busto o la statua della persona che si vuole ricordare, e tutte le maggiori opere dell’artista. Paolo e Maria finiscono così la loro visita alla città dei morti.

Capitolo X. I Teatri di Andropoli e il Panopticon. - Un programma degli spettacoli della capitale nel 26 aprile dell’anno 3000. - Una serata di gala al Panopticon.Modifica

Paolo e Maria decidono di passare la serata a teatro, e ad Andropoli la scelta è davvero vasta. Nella capitale cosmica vi sono oltre 50 teatri, per tutti i gusti; Ad esempio il Panopticon e il Panglosso, teatri riservati solo agli spettatori più colti. Altri teatri sono invece dedicati alla storia, altri alla botanica o alla zoologia, altri ancora alla commedia.

Gli spettacoli si svolgono sia di notte che di giorno, ma principalmente di giorno, poiché gli scienziati del 3000 hanno provato che l'attività notturna può dare problemi di salute.

I teatri sono a pagamento, ma chi non può permettersi l'entrata ha libero accesso, l'unico vincolo è che i posti loro riservati sono molto in alto e la vista è limitata.

Paolo decide di portare Maria al Panopticon, dove quella sera la programmazione è “ Il ciclo cosico da Omero all' anno 3000”, inoltre durante la serata vi saranno molte personalità di spicco, tra cui Pancrate.

Entrati nella sala, Paolo e Maria si siedono ai loro posti, in prima fila. Appena seduti Maria nota una specie di cuffia di seta da cui pendono dei fili; Paolo quindi le spiega la funzione dello strano aggeggio, esso in poche parole è un regolatore di piacere, che può sia ampliare che diminuire i sensi. In tal modo se uno spettacolo o un odore non sono graditi basta girare una levetta.

Lo spettacolo comincia, la scena raffigurata è il pasto di una famiglia preistorica. Maria è subito colpita dallo spettacolo e grazie alla cuffia regolatrice dei sensi riesce a percepirne pure gli odori.

Gli spettacoli proseguono, tra uno spettacolo e l'altro i due passeggiano nelle apposite zone del teatro, seguiti da scie invisibili di profumi e concerti melodici.

Capitolo XI. Il museo di Andropoli. - La Galleria e i peripatetici. - La sezione delle scienze naturali. - Gliuomini possibili. - L’analisi e la sintesi messe vicine. - Parte del Museo riservata al lavoro umano. - I circoli concentrici e i raggi centrifughi. - La macchia sulla carta topografica della storia dell’arte.Modifica

Paolo e Maria volevano visitare il Museo di Andropoli, che si trovava lontano dalla capitale, posto sopra un altopiano di una collina. Questo museo era molto grande, a forma circolare ed era circondato da un porticato di colonne dove gli studiosi e i cittadini di Andropoli potevano passeggiare tranquillamente. La galleria del museo era decorata di piante peregrine che erano sempre fiorite, che facevano esaltare delle statue erette ai più grandi uomini del tempo che avevano contribuito a dare un importante spicco all’arte, alla scienza e alla letteratura.

Da questa galleria è nata l’idea di creare un nuovo giornale del museo che si chiama “La Galleria del Museo” che pubblica sotto forma di conversazioni le controversie della letteratura e della scienza che accadevano o che si suppone siano accadute in quel museo. Anche le persone meno colte, con una sola lettura di quel giornale, potevano tenersi informati su tutte le nuove invenzioni e scoperte.

Dalla galleria del museo si entra per alcune porte nel vero museo, dove vengono racchiuse in un solo centro tutti i prodotti della natura e dell’uomo. Il museo di storia naturale è circolare e gira intorno all’interno della galleria, quindi partendo da un capo si incomincia a percorrere il mondo dei minerali e delle rocce tutti quanti rappresentati da grossi e splendidi esemplari, che portano il nome del minerale e la sua provenienza. In quel Museo l’analisi, si alterna sempre colla sintesi; per cui nel dipartimento consacrato ai minerali, dopo averli veduti raccolti insieme secondo la loro natura, si vedono poi riuniti invece secondo il paese che li ha prodotti. Dai minerali si passa al regno delle piante e anche qui analisi e sintesi si intrecciano. I funghi, le alghe, i licheni, gli organismi più semplici del mondo vegetale aprono la schiera e gli esseri microscopici sonori prodotti in grandi proporzioni. Le erbe, le piante, gli alberi più colossali sono riprodotti al vero coi loro fiori, coi loro frutti e queste copie formate di materie molto diverse e incorruttibili danno la perfetta illusione del vero. In ogni scaffale si conservavano le piante vere, disseccate, e alcune erano contenute in liquidi antisettici affinché possano servire alle ricerche degli studiosi. Ogni pianta è esposta nella storia della sua evoluzione. Si vede cioè la pianta fossile, che era o si supponeva l’antenato lontano delle specie viventi e poi l’una accanto all’altra le forme, che hanno con esse vincolo di parentela e di discendenza; era come vedere l’albero genealogico di una famiglia umana. Ogni pianta, inoltre, aveva tutti i suoi licheni, funghi di cui si caratterizzava. Nel museo, se non c’erano esemplari di piante vere o essiccate, si ricorreva all’uso della pittura per rappresentare la fauna di cui non era possibile mostrarla al pubblico, sempre per distinzione di fauna tra Paese e Paese. Anche le scene vegetali dell’antico mondo geologico sono riprodotte nel Museo, sia colla plastica, sia con disegni e il visitatore, così come prima poteva fare un facile viaggio nello spazio, qui lo fa nel tempo per accorgersi di come è cambiato il mondo a distanza di milioni di anni.

Finita la parte relativa alle piante, si passano agli animali, che sono sempre rappresentati secondo il loro genere e specie e varietà, e poi raggruppati insieme nella fauna di tutte le regioni del globo. Ogni animale ha un suo antenato geologico, che può essere vero o presupposto, dato che la Paleontologia non è riuscita a scoprire totalmente tutti gli antenati degli animali e piante. Inoltre gli animali hanno anche l’evoluzione rispetto alla loro vita, partendo dalla loro nascita fino alla loro morte. Ogni animale ha accanto a sé i propri parassiti, che sono riprodotti con la plastica con un forte ingrandimento. Gli animali come le piante si seguono secondo la loro gerarchia morfologica, per cui dai vermi, dai molluschi tu passi agli insetti, dagli invertebrati passi ai vertebrati secondo la loro scala ascendente, finché tu ti trovi davanti il personaggio principale: l’uomo, in tutte le sue forme preistoriche, protostoriche e moderne, trovandoti in un vero Museo d’antropologia; quindi puoi vedere l’uomo dalla sua forma più arcaica a quella moderna dei suoi giorni. Di molte razze preistoriche il Museo non conserva che pochi crani e poche ossa, ma con l’aiuto della scienza si sono indovinate le forme esteriori, mirabilmente riprodotte con la plastica in modo da far apparire come viventi uomini estinti da centinaia di anni fa.

La parte più curiosa però della sezione antropologica del grande museo zoologico di Andropoli è quella destinata a rappresentare gli uomini possibili dei pianeti:gli abitanti di Venere, di Marte, di Mercurio e degli altri pianeti più vicini alla Terra. Alcuni naturalisti, essendo riusciti a vedere con i telescopi mari, fiumi e laghi dei pianeti vicini alla Terra, cercarono con la loro fantasia di immaginarsi come sarebbero gli abitanti di quei pianeti con modellini di plastica oppure dipinti. Paolo e Maria, vedendo questi esseri immaginari, si fecero due risate. Inoltre questi esseri avevano rappresentati anche degli organi che la maggior parte delle volte assomigliavano a quelli umani e che avevano in aggiunta altri organi inventati, come l’organo dell’elettricità.

Paolo e Maria, dopo aver visto quelle creature inventate, si spostarono verso una sezione del museo che non era più riservata agli animali e alle piante, ma agli uomini, più specificamente sul lavoro umano: La disposizione di questo dipartimento è davvero molto ingegnosa ed è fatta in modo da poter studiare ora una sola industria o forma di lavoro attraverso i tempi e i luoghi; ora invece tutta quanta l’industria di un solo popolo. Chi percorre le sale, che si aprono l’una nell’altra circolarmente, studia una sola industria; chi invece le percorre dalla periferia al centro può ammirare tutte quante le forme di lavoro d’uno stesso popolo. La passeggiata circolare è lo studio di una sola industria attraverso il tempo, quella centrifuga è invece l’esame psichico di tutto un popolo. Paolo e Maria, entrando in quel mondo del lavoro, andarono solamente al lavoro dell’Italia, che comprende quasi completamente l’arte del bello (cioè le statue e i dipinti). Maria, notando un quadro dove c’era disegnato una macchia nera al centro chiese a Paolo perché un pittore aveva fatto questo dipinto; Paolo, appena vide quel quadro, disse a Maria che quel quadro era frutto di un'epoca morbosa dell’arte che comprendeva l’impressionismo e il decadentismo che per Paolo erano una vergogna. Paolo spiegò anche che pure gli scrittori furono contagiati da questa malattia e che quindi Paolo li considerò volgari, per esempio Gabriele D'Annunzio.

Capitolo XII. La città di Dio in Andropoli. - Il tempio della Speranza. - La chiesa degli Evangelisti. - Il tempio del Dio Ignoto.Modifica

Paolo e Maria, giunti alla Città di Dio in Andropoli, visitano il tempio della Speranza. Le grandi religioni di un tempo sono tutte estinte, anche se la maggior parte della popolazione crede in un Dio e nell’immortalità dell’anima. Il bisogno dell’ideale, invece, è andato crescendo, rendendo meno penosa la lotta per l’esistenza. Nell’anno 3000 ognuno è libero di avere una propria credenza, e tutti coloro che hanno una fede comune sperano, pregano, adorano sotto una stessa chiesa inventando così un culto. A pochi chilometri da Andropoli si trova un’ampia valle verdeggiante detta Città di Dio, destinata alle religioni più seguite. Il tempio della Speranza è il più bello e vasto, innalzato a un Dio-simbolo. Magnifico di marmi, ori e bronzi, di architettura ispirata a quella gotica antica, ma meno complicata. La frase più ricorrente all’interno del tempio è "Sperate", e nel centro della chiesa si trova una statua d’oro, che rappresenta la Speranza; intorno sono eretti gli altari minori, come quello alla Salute o alla Grazia. Questo nuovo culto non ha sacerdoti, ma alcuni predicatori, come Angelo Feneloni o Roberto Fedi, che tengono orazioni nelle varie ore della giornata. Le tre grandi feste di questi credenti, alle quali prende parte una gran folla, sono il 1º gennaio, aprile e ottobre. Poco distante dal Tempio della Speranza si erge la Chiesa cristiana, luogo silenzioso, ai due capi del quale s’innalzano due altari, uno del dolore e del sacrifizio e l’altro dell’amore e della carità. La religione cattolica è ormai scomparsa, ma da essa sono derivati dogmi metafisici e riti. Gli Evangelici, seguaci della Chiesa cristiana, hanno quattro sacramenti: la confermazione, il battesimo, il matrimonio e l’estrema unzione (ritenuta ora come un saluto). Essi pregano o ascoltano la parola del sacerdote abitualmente di domenica e durante altri giorni solenni. Questa religione è diffusa principalmente nel nord Europa, e in centri minori dell’America settentrionale, nel Tibet e in Siberia. Durante la visita della Chiesa cristiana Paolo ammette che, se non fosse ateo, si farebbe evangelico, perché i due altari all’interno della Chiesa lo fanno sentire portato in alto, dove può respirare un’aria più pura e bearsi di una luce fantastica, inesistente nel mondo. La terza tappa è la Chiesa dei Deisti, al Dio ignoto, ispirata al Pantheon, dove vi era solamente un gran cippo di bronzo. Paolo e Maria si chiedono come si può adorare un Dio ignoto, il che è come seguire un grande punto interrogativo, una proclamazione della propria ignoranza; se la religione è fatta di sentimento, di certo questo culto non può essere definito come una vera e propria religione. Entrambi affermano che non potrebbero mai essere deisti, e rabbrividiti dal gran freddo e dalle pareti senza vita escono dal tempio e tornano a casa.

Capitolo XIII. Il malumore di Maria e il segreto di Paolo. - Una seduta dell’Accademia di Andropoli e la distribuzione del premio cosmico. - Il matrimonio fecondo.Modifica

Durante la permanenza ad Andropoli di Paolo e Maria, la donna si sente pervadere dalle emozioni contrastanti che la fanno sentire triste e felice allo stesso momento. Infatti il suo sogno di visitare la capitale planetaria si stava avverando, tuttavia la promessa non mantenuta da Paolo il quale avrebbe dovuto rivelarle un importante segreto che lo riguarda fa sentire Maria triste e impaziente nei confronti dell’uomo. Alla fine però la promessa fatta da Paolo viene mantenuta; l‘uomo informa Maria che le avrebbe rivelato il suo segreto all'indomani quando si sarebbe svolta l’assegnazione del premio cosmico. Quando la donna apprese la notizia abbraccia Paolo per la felicità.

Il giorno seguente Maria e Paolo si recano all'Accademia di Andropoli ovvero il più importante istituto scientifico del mondo al quale partecipano cento fra i più importanti scienziati, letterati e medici del pianeta, i quali compongono una sorta di senato della scienza. Essi devono recarsi il giorno 31 dicembre ad Andropoli. Durante il resto dell’anno essi si occupano della risoluzione dei problemi dei rispettivi stati.

Ogni 10 anni inoltre essi si riuniscono per conferire il premio cosmico alla persona che ha fatto la più importante scoperta del decennio, vi sono 150 pretendenti fra cui Paolo.

Il giorno della premiazione Paolo e Maria si recano all’Accademia. Ci sono centinaia di persone che poco a poco prendono posto nella sala. Ad un tratto la musica si interrompe. I membri del senato prendono posto, e in mezzo ad essi si trova il presidente. Che dopo aver sfoltito il numero degli aspiranti vincitori da 150 a 50 e poi solo 3 descrisse gli ultimi aspiranti alla vittoria. Vi è un ingegnere tale John Newton che ha inventato una trivella in grado di raggiungere il nucleo della terra per studiarne la struttura interna. Egli ha vinto il premio come terzo classificato. Al secondo posto si classifica Carlo Copernic il quale ha perfezionato il telescopio. Dopo gli applausi cala il silenzio poiché è arrivato il momento di proclamare il vincitore del primo premio. Il vincitore del premio cosmico è l’inventore dello psicoscopio ovvero Paolo. il segreto di Paolo è finalmente svelato a Maria. Dopo essere salito sul palco e aver ricevuto il premio molte persone presenti lasciano la sala perché temono che i loro pensieri possano essere letti. Paolo allora scoppia a ridere. In seguito egli dirige lo strumento come se volesse leggere i pensieri delle persone che non hanno vinto il premio. La gente in sala si rivolta contro l’uso dello psicoscopio affermando che si tratta di una a profanazione.

Intanto il presidente cerca di richiamare l’ordine nella sala e nel contempo spiega il perché del conferimento del primo premio a Paolo. Afferma inoltre che lo psicoscopio può portare reali vantaggi come l’eliminazione delle menzogne o la diagnosi di malattie mentali, miglioramento dell'educazione e nella psicologia. A questo punto parte una ovazione dalle persone che sono rimaste in sala.

L’unica che non ha preso parte all'applauso collettivo è Maria che pare visibilmente commossa. Paolo Vedendola con le lacrime agli occhi scende dal palco e corre ad abbracciarla.

Nei giorni successivi dopo aver ricevuto l’idoneità al matrimonio fecondo, Paolo e Maria diventano finalmente marito e moglie acquisendo il diritto più importante, quello di poter trasmettere la vita alle generazioni future.

Contesto storico e culturaleModifica

L'anno 3000, oltre a collocarsi sulla scia della tradizione della letteratura utopica occidentale, si può considerare in particolare una reazione a un libro statunitense di notevole successo apparso nella traduzione italiana tre anni prima, il romanzo Guardando indietro, 2000-1887 di Edward Bellamy (1888).[1] Mantegazza critica però il socialismo utopico di Bellamy e descrive una società ideale in cui le vecchie ideologie sono state superate.[1]

Fondatore della scuola di antropologia italiana,[5] Paolo Mantegazza era un noto neurofisiologo e quando scrisse il libro erano state compiute in rapida successione scoperte notevoli nei laboratori europei sull'organizzazione e sulle funzioni del sistema nervoso, da parte di scienziati come Santiago Ramón y Cajal, Charles Scott Sherrington, Emil du Bois-Reymond, in cui venivano chiarito il ruolo di assoni e sinapsi nella trasmissione di informazioni e delle reti neurali. Egli riconobbe inoltre i progressi della psicofarmacologia nella scoperta di nuovi farmaci che interessavano le emozioni, la coscienza, la cognizione, ecc. (Mantegazza fu il primo a isolare la cocaina dalle foglie di coca e a lodare il suo potente effetto sulla mente umana, sperimentando su se stesso).

Ambientazione futuraModifica

Nel primo capitolo, Mantegazza predice il compiersi della prima guerra mondiale (con combattimenti sanguinosi su entrambi i fronti, immense battaglie navali e terrestri, con "un milione di morti in un solo giorno" vicino a Parigi). Dopo la fine di tale conflitto globale tutte le nazioni unite hanno deciso di abolire la guerra ("una guerra che ha ucciso tutte le guerre") e vengono fondati gli "Stati Uniti d'Europa", con un'unica lingua e una moneta unica, generando pace per i successivi due millenni. Dopo quasi un secolo di dominazione dittatoriale, i regimi socialisti sono stati sostituiti da quelli democratici.

Mantegazza descrive il ruolo avveniristico dell'energia elettrica nella produzione di calore, movimento e illuminazione e delle telecomunicazioni istantanee che collegano il globo. Catturò pertanto i principali fattori che avrebbero poi effettivamente contribuito allo sviluppo della società postindustriale del XX secolo.

Nel suo romanzo previde numerosi sviluppi tecnologici che in seguito si sono avverati (o lo sarebbero stati presumibilmente nel futuro). Nei primi tre capitoli egli descrive infatti:

  • Un aeroplano privato biposto controllato da tastiera, con motori elettrici (l'"acrotaco", cioè qualcosa di veloce in un luogo elevato), con un quadro elettrico completo di strumenti di volo, tra cui bussola, temperatura, direzione del vento, velocità di volo e indicatori di distanza, in grado di volare a 150 km/h;
  • Questo aereo può essere trasformato rapidamente in una barca a propulsione elettrica ("idrotaco"), adattandogli intorno un anello in gomma gonfiabile;
  • Aria condizionata in tutti i veicoli e nei luoghi pubblici;
  • Alimenti sintetici composti di proteine e carboidrati;
  • Farmaci per aumentare la felicità, la forza fisica e l'amore;
  • Una rete di energia pulita "cosmica", prodotta in impianti silenziosi compatti ("pandinamo") gestiti da un unico operatore e distribuita attraverso una rete di cavi che si estendono in tutto il mondo. L'energia è distribuita a domanda, in base alle richieste trasmesse da una rete di terminali "camere oscure" che presentano lettere bianche su sfondo nero;
  • Cervelli artificiali con intelligenza artificiale, in dispositivi che imitano il cervello biologico, costituiti di reti neurali artificiali realizzate in protoplasma sintetico;
  • Cinema ("panopticon") in grado di distribuire ogni tipo di intrattenimento e di programma didattico, con realtà virtuale trasmessa direttamente ai recettori sensoriali degli spettatori, tra cui gli odori, sensazioni di movimento, ecc.;
  • Esami medici che utilizzano raggi che rendono tutto il corpo trasparente alla visione, in tempo reale, in tre dimensioni (solo due anni prima Wilhelm Röntgen aveva scoperto i raggi X);
  • Case prefabbricate utilizzando plastica liquida colata su una struttura portante in acciaio;
  • Orario lavorativo di 5 giorni a settimana e sei ore al giorno, con un sacco di tempo libero per l'intrattenimento e l'educazione;
  • Carte di credito e denaro in carta moneta che utilizzano una moneta mondiale;
  • Una lingua globale "cosmica", che sostituisce tutte le lingue europee morte.

Oltre a prevedere cose che sarebbero diventate realtà meno di 50 anni dopo, Mantegazza commise alcuni "errori" di valutazione: uno dei più singolari - visto che era un medico - è il suo giudizio che la longevità media avrebbe raggiunto solo i 60 anni; inoltre immaginava che la medicina avrebbe abbandonato i farmaci, la chirurgia e le altre forme di terapia convenzionale, concentrandosi invece sulle correzioni della dieta e dello stile di vita.

L'anno 3000 presenta anche idee controverse, rigettate o superate nel pensiero della società occidentale contemporanea, ma relativamente diffuse all'epoca, quali l'eliminazione degli inadatti (eugenetica), il giudizio negativo della pittura di fine secolo (gli esordi dell'arte moderna) e altri risvolti malthusiani.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Luigi Petruzzelli, Appunti per la lezione introduttiva sulla fantascienza, Università dell'Insubria (PDF), Edizioni della Vigna, 2 ottobre 2013, p. 13. URL consultato il 30 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
  2. ^ a b (EN) John Clute, David Langford e Peter Nicholls (a cura di), Paolo Mantegazza, in The Encyclopedia of Science Fiction, III edizione online, 2011-2015. URL consultato il 12 giugno 2014.
  3. ^ Paolo e Maria sono gli stessi nomi di quelli dell'autore e di sua moglie, a cui il romanzo è dedicato.
  4. ^ Mantegazza era un libertario sessuale e aveva scritto un saggio molto popolare per spiegare la sessualità ai giovani, dal titolo La fisiologia dell'amore (1873).
  5. ^ a b Massimo Mongai, Introduzione a L'Anno 3000, su Nigralatebra. URL consultato il 31 ottobre 2014.

EdizioniModifica

BibliografiaModifica

Fonti
Approfondimenti

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