L'avventura impossibile

film del 1942 diretto da Raoul Walsh
L'avventura impossibile
Titolo originale Desperate Journey
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1942
Durata 107 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1.37 : 1
Genere guerra
Regia Raoul Walsh
Soggetto Arthur Horman
Produttore Hal B. Wallis
Jack Saper (associato, non accreditato)
Casa di produzione Warner Bros. Pictures Inc.
Distribuzione (Italia) WB (1950)
Fotografia Bert Glennon
Montaggio Rudi Fehr
Effetti speciali Edwin A. DuPar, Byron Haskin e Nathan Levinson
Musiche Max Steiner
Scenografia Carl Jules Weyl
Costumi Milo Anderson
Trucco Perc Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'avventura impossibile (Desperate Journey) è un film del 1942 diretto da Raoul Walsh che ha come protagonisti Errol Flynn e Ronald Reagan.

Il film ottenne la candidatura all'Oscar 1943 per i migliori effetti speciali, firmati da Edwin A. DuPar, Byron Haskin e Nathan Levinson.

Indice

TramaModifica

Dopo un atterraggio di fortuna di un bombardiere alleato nelle foreste della Polonia occupata dai Nazisti, solo in cinque sopravvivono: il tenente Forbes, Johnny Hammond, Kirk Edwards, Jed Forrest e Lloyd Hollis. I cinque si intrufolano in territorio nemico, inseguiti dal maggiore tedesco Otto Baumeister, fermamente intenzionato a catturarli.

Nel corso della fuga, i protagonisti della vicenda, guidati con ferma risolutezza da Forbes, riescono a distruggere una fabbrica chimica, a far fuori svariate decine di soldati tedeschi, a rubare loro le uniformi e, mascherati da ufficiali, ad introdursi in un'area militare ormai prossima a Berlino, dove riescono anche ad impossessarsi di piani segreti per un attacco aereo all'Inghilterra.

La loro eroica e sfrontata avventura esige tuttavia che venga pagato un caro tributo. Dapprima il giovane aviere Hollis, alla sua prima missione e ansioso di far valere il suo coraggio per rendere fieri i genitori, viene gravemente ferito da una fucilata. Vano è il tentativo di strapparlo alla morte da parte di un medico antinazista e della figlia, presso il cui ambulatorio i fuggitivi si sono nascosti e rifugiati.

L'inattesa collaborazione ricevuta in territorio nemico permette ai quattro rimasti di progettare un piano di fuga. Prima di salire sull'aereo con cui volare verso Londra, anche l'anziano e simpatico sergente Edwards viene colpito a morte, mentre il soldato Forrest resta ferito. Ma l'aereo che porterà in salvo i superstiti e il loro prezioso bottino infine decolla verso il territorio alleato.

ProduzioneModifica

Le riprese del film, prodotto dalla Warner Bros. Pictures Inc., durarono da fine gennaio a inizio aprile 1942[1].

DistribuzioneModifica

Il copyright del film, richiesto dalla Warner Bros. Pictures, Inc., fu registrato il 26 settembre 1942 con il numero LP11658[1].

Il film venne presentato in prima a New York il 25 settembre 1942, uscendo il giorno dopo nelle sale degli Stati Uniti[2].

Commenti criticiModifica

Il film, realizzato mentre la guerra era in corso, tradisce il suo intento di sostegno alle forze alleate, e viene quindi visto oggi come opera con chiare finalità propagandistiche. I commenti non esitano infatti ad evidenziare il fatto che se i Nazisti fossero stati realmente stupidi e superficiali come vengono rappresentati nella pellicola, la guerra si sarebbe conclusa in qualche settimana. L'opera inoltre si mantiene in difficile equilibrio tra l'avventura disimpegnata e quasi comica (con dialoghi spesso scherzosi e frequenti scene ai limiti della parodia) e il film bellico drammatico (la morte del capitano dell'aereo, all'inizio, e poi il ferimento ed il decesso del più giovane e del più anziano dei cinque eroi della vicenda sono sequenze realistiche e molto intense), e non sempre il regista pare dominare al meglio i forti contrasti tra questi opposti registri della sceneggiatura. Nonostante molte recensioni si limitino a liquidarlo come film di propaganda bellica filo-statunitense, gli vengono comunque quasi sempre riconosciute la buona gestione del ritmo narrativo e la qualità delle interpretazioni.

  • L'imponente e briosa colonna sonora sinfonica di Max Steiner non ha mai ottenuto, ad oggi, un'edizione discografica che la rappresenti.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica