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La fabbrica dei soldi

film del 1965 diretto da Riccardo Pazzaglia
La fabbrica dei soldi
Paese di produzioneItalia, Francia, Spagna
Anno1965
Durata90 min
Generecomico
RegiaRiccardo Pazzaglia
Juan Estelrich
Jean-Claude Roy
SoggettoLuigi Emanuele (La morte in affitto)
Maribel Ruiz Capilla (Si vende un tram)
SceneggiaturaRiccardo Pazzaglia, Luigi Emmanuele (La morte in affitto)
ProduttoreMario Pellegrino
Louis Duchesne
Manual Parey
Produttore esecutivoAngelo Faccenna
Casa di produzioneItalcaribe (Italia)
Francinor P.I.P. (Francia)
Epoca Film (Spagna)
FotografiaFulvio Testi (La morte in affitto)
Roger Duculot (Imbrogli d'amore)
Mariano García Ruiz Capillas (Si vende un tram)
MontaggioRoberto Cinquini (La morte in affitto)
Colette Charbonneau (Imbrogli d'amore)
Petra de Nieva (Si vende un tram)
MusicheBruno Canfora (La morte in affitto)
François de Roubaix (Imbrogli d'amore)
Emmirez Angel y Pagan (Si vende un tram)
Interpreti e personaggi
Si vende un tram

Imbrogli d'amore

La morte in affitto

La fabbrica dei soldi è un film del 1965 diretto da Riccardo Pazzaglia, Juan Estelrich e Jean-Claude Roy, costituito da tre episodi.

Indice

EpisodiModifica

Si vende un tramModifica

In un bar di Madrid, il componente di una banda di truffatori, aggancia un campagnolo giunto nella capitale per acquistare una trebbiatrice, e, spalleggiato nella messinscena dai complici, riesce a vendergli un tram cittadino.

Imbrogli d'amoreModifica

La morte in affittoModifica

Napoli. Raffaele Caccamo, per tirare a campare fa credere a tutti di essere affetto da un brutto male, cominciano ad arrivare soldi da ogni parte, una volta scoperto tenta di farsi passare per miracolato.[2]

ProduzioneModifica

L'episodio Si vende un tram è un cortometraggio distribuito in Spagna nel 1959 dal titolo Se vende un tranvía, inedito in lingua italiana; in questa pellicola ne sono stati eliminati una decina di minuti.

La storia dell'episodio italiano è tratto da una vicenda realmente accaduta a Napoli. Gli esterni sono stati girati in Vico Cimitile, nella stessa Napoli.[3]

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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