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BiografiaModifica

Nata nel rione Stella di Napoli da una famiglia composta da otto figli, a diciannove anni Marina Pagano si trasferisce a Roma dove lavorerà con Eduardo De Filippo. Si segnala come interprete nello spettacolo Napoli notte e giorno di Raffaele Viviani, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, e incomincia a guadagnarsi fama nel Socrate immaginario di Ferdinando Galiani, con Gianna Giachetti e Nino Taranto.

Nel 1970 arriva lo spettacolo che le decreterà un grande successo Io, Raffaele Viviani di Antonio Ghirelli e del marito Achille Millo, con lo stesso Millo alla regia e in veste d'attore insieme ad Antonio Casagrande e Franco Acampora. Spettacolo questo ripreso varie volte fino al giugno 1979, anno in cui viene portato a New York ed è acclamato dal pubblico e dalla critica americana.

Nel 1971 la televisione italiana le dedica un programma dal titolo Incontro con Marina Pagano, al suo fianco Vittorio De Sica. L'attrice è poi protagonista dell'originale televisivo Le Farfalle di Dante Guardamagna e, a teatro, dello spettacolo di Alessandro Fersen Le diavolerie.

Nel 1972, nello spettacolo di Achille Millo Amatevi gli uni sugli altri, tratto dall'opera di Jacques Prévert, Marina Pagano si rivela oltre che sensibile attrice, struggente interprete delle canzoni che furono successi di grandi cantanti come Édith Piaf, Juliette Gréco, Gilda Mignonette e la Oswald. Nel 1979 fa parte del cast de I misteri di Napoli di Mastriani con la regia televisiva di Ugo Gregoretti.

Nel giugno del 1980 invece è protagonista, per la televisione, della trasmissione in quattro puntate Una voce... una donna in onda sulla Rete 2, interpretando grandi donne dello spettacolo come Edith Piaf, Judy Garland, Gilda Mignonette e Anna Fougez.

Tra le varie apparizioni cinematografiche, quella del 1981 nel primo film di Massimo Troisi Ricomincio da tre, in cui riveste il ruolo della zia di Gaetano (Troisi). Del 1986 è Le farse cavaiole adattamento di Giuseppe Rocca da Vincenzo Braca.

Le sue ceneri e quelle del marito Achille Millo, morto nel 2006, riposano al cimitero romano di Prima Porta). Il drammaturgo Aniello Nigro le ha dedicato lo spettacolo di prosa Mani nel fuoco.[1][2]

Carriera musicaleModifica

Nel 1973 incide il suo primo disco, Jesce sole, curato da Roberto De Simone e Achille Millo. Nello stesso anno partecipa alla Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli. Nel 1974 partecipa, con la canzone Michelemmà, a Canzonissima.

Il suo secondo LP, dal titolo Io vi racconterò, è composto da dieci canzoni d'amore di autori italiani e stranieri. Con lo stesso titolo, Marina Pagano presenta un recital nei maggiori teatri italiani. Dopo il successo ottenuto da questo, nel 1975 segue il recital A modo mio.... Sono gli anni in cui, per l'interprete, scrivono canzoni autori come Enrico Medail, Fiorenzo Carpi, Giorgio Gaslini e Bruno Nicolai.

Marina Pagano è stata invitata a rappresentare l'Italia nell'ex URSS, a Baku (Azerbaijan), quale interprete del suo paese.

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

SingoliModifica

Teatrografia parzialeModifica

  • Viva l'Italia! (1955)
  • Le Troiane (1958)
  • Napoli notte e giorno, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1969)
  • Socrate immaginario, regia di Galiani
  • Io, Raffaele Viviani, regia Achille Millo (1970)
  • Le diavolerie, regia di Alessandro Fersen (1971)
  • Amatevi gli uni sugli altri, regia di Achille Millo (1972)
  • La gatta Cenerentola, regia di Roberto De Simone
  • Idillio villereccio, regia di Giacomo Colli (1979)
  • Il vicolo, regia di Achille Millo (1981)
  • Le serve, regia di Mario Santella (1982)
  • La Morsa, regia di Maricla Boggio (1983)
  • Le Farse Cavaiole, regia di Giuseppe Rocca (1986)
  • O di uno o di nessuno, regia di Giuseppe Rocca (1987)

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Profilo - Aniello Nigro[collegamento interrotto]
  2. ^ Le mani nel fuoco, su teatro.it. URL consultato il 3 febbraio 2019.

Collegamenti esterniModifica

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