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La sorgente

dipinto ad olio su tela di canapa del pittore francese neoclassico Jean Auguste Dominique Ingres
La sorgente
Jean Auguste Dominique Ingres - The Spring - Google Art Project 2.jpg
AutoriJean Auguste Dominique Ingres e Paul Baize con Alexandre Desgoffe
Data(1820 - 1856)
Tecnicaolio su tela di canapa
Dimensioni163×80 cm
UbicazioneMusée d'Orsay, Parigi

La sorgente (La Source) è un dipinto ad olio su tela di canapa del pittore francese neoclassico Jean Auguste Dominique Ingres. L'opera fu iniziata a Firenze attorno al 1820, ma completata non prima del 1856 a Parigi[1][2]. Quando Ingres la mostrò per la prima volta aveva già 76 anni[3], era diventato molto celebre[4] e manteneva la carica di presidente all'École des beaux-arts[5].

StoriaModifica

La posa del nudo femminile rappresentato in questo quadro può essere paragonata a quella di un altro dipinto dello stesso autore, la Venere Anadiomene[6] del 1848, ed è una rivisitazione dell'Afrodite cnidia o "Venere pudica"[5] (in quanto si tiene la mano davanti al pube con l'intento di coprirlo alla vista) rappresentata anche nella Nascita di Venere di Sandro Botticelli.

Due allievi di Ingres, Paul Baize e Alexandre Desgoffe, hanno contribuito a creare lo sfondo ed il vaso con l'acqua[1]. Già nei primissimi tempi era un'immagine estremamente popolare, tanto che molti ne cantarono le lodi a lui, in particolare lo scrittore Théophile Gautier e il poeta Théodore de Banville. La posa di questa immagine ha anche attirato in seguito pittori come William-Adolphe Bouguereau (nella sua Nascita di Venere del 1879) e Pablo Picasso e ispirò numerosi artisti tra cui Georges Seurat, Pierre-Auguste Renoir, Aristide Maillol e René Magritte[7][8].

Dee, Veneri e odalische sono state più volte dipinte da Ingres, mettendo di volta in volta l'accento sui modelli, le pose originali e le linee arabescate, lasciando una presentazione fedele dell'anatomia. Questa regola viene seguita ad esempio anche ne La grande odalisca. La pelle liscia delle donne dà quasi l'illusione di una statua; questo stile di pittura ha trovato molti seguaci e si vede soprattutto nelle opere degli studenti di Ingres, dove le scene mitologiche e gli atti sono idealizzati, e i dettagli fedelmente riprodotti.

DescrizioneModifica

Eseguito con un'attenta applicazione del colore, com'era nello stile di Jean-Léon Gérôme, il dipinto raffigura un sinuoso (caratteristico dei nudi di Ingres) nudo artistico femminile in piedi, in posizione perfettamente verticale e dall'esagerato contrapposto; inserito in un'apertura rocciosa, tiene tra le mani (appoggiata sulla spalla sinistra) una brocca da cui sgorga dell'acqua cristallina. Rappresenta quindi una delle Naiadi o ninfa della fonte o sorgente. Questa, in letteratura classica, è sacra alle Muse e pertanto "fonte" d'ispirazione poetica[9].

 
Il quadro in mostra nel 2009.

Ai suoi piedi, alla destra e alla sinistra, si alzano due fiori, dei narcisi, con la loro "vulnerabilità di fronte ai maschi che desiderano coglierli"[9]; è inoltre incorniciata da un'edera, pianta sacra a Dioniso, il dio del disordine interiore, della rigenerazione e della condizione estatica[9]. L'acqua che riversa la separa dall'osservatore, come i fiumi che segnano i confini di cui lo stretto passaggio tra le rocce rappresenta un simbolo importante[9].

Gli storici dell'arte Frances Fowle e Richard Thomson suggeriscono che vi è qui un'unità simbolica tra la Donna e la Natura, dove le piante da fiore e l'acqua fanno da sfondo rappresentando così gli attributi secondari dell'essere femminile[10].

RicezioneModifica

La prima mostra pubblica dedicata alla "sorgente" è stata nel 1856, l'anno stesso in cui è stato completato il dipinto[11]; accolto con entusiasmo[4], il politico Tanneguy Duchâtel lo acquistò nel 1857 per un importo di 25.000 franchi. Lo Stato francese ha in seguito acquisito l'opera nel 1878 e passandola immediatamente al Museo del Louvre. Nel 1986 è stato infine trasferito al Musée d'Orsay[1] . Il dipinto è stato spesso esposto ed ampiamente pubblicato[1][12].

Haldane Macfall in "A History of Painting: The French Genius" descrive "La sorgente" di Ingres come un "superbo nudo con cui è principalmente conosciuto"[13]. Kenneth Clark nel suo libro "Feminine Beauty" ha osservato come "La sorgente" sia stata più volte descritta come "la più bella figura dell'intera pittura francese"[14]. Walter Friedländer in "David to Delacroix" (1952) lo indica semplicemente come il più famoso tra i quadri di Ingres[15].

La modella è stata la giovane figlia della portinaia di Ingres[13]. Nelle sue "Confessions of a Young Man" lo scrittore irlandese George Moore ha scritto, in relazione alla moralità della produzione artistica: "Cosa mi può mai importare che la virtù della sedicenne sia stato il prezzo da pagare ad Ingres. Anche se fosse morta avvelenata o di malattia in ospedale, ciò è nulla se confrontato con l'essenziale, quello squisito sogno di innocenza rappresentato da La sorgente"[16].

NoteModifica

  1. ^ a b c d La Source, Musée d'Orsay. URL consultato il 2 marzo 2012.
  2. ^ Houghton Mifflin Company, The Houghton Mifflin dictionary of biography, Houghton Mifflin Harcourt, 2003, pp. 782-, ISBN 978-0-618-25210-7.
  3. ^ Arnheim, Rudolf, Art and visual perception: a psychology of the creative eye, University of California Press, 2004, p. 152, ISBN 978-0-520-24383-5.
  4. ^ a b Magi, Giovanna, Grand Louvre and the Musee D'Orsay, Casa Editrice Bonechi, 1999, p. 91, ISBN 978-88-7009-780-1.
  5. ^ a b Baguley, David, Napoleon III and his regime: an extravaganza, LSU Press, 2000, pp. 317–, ISBN 978-0-8071-2624-0.
  6. ^ Geist, Sidney, Interpreting Cézanne, Harvard University Press, 1988, p. 93, ISBN 978-0-674-45955-7.
  7. ^ Caroline Mathieu: Musée d’Orsay, S. 39
  8. ^ vgl. Muthmann, Friedrich: Mutter und Quelle : Studien zur Quellenverehrung im Altertum und im Mittelalter. Basel : Archäologischer Verl., 1975. (S. 441)
  9. ^ a b c d Ferber, Michael, A dictionary of literary symbols, Cambridge University Press, 2007, pp. 75ff, 80f, 104f, 170ff, ISBN 978-0-521-87042-9.
  10. ^ Fowle, Francis e Thomson, Richard, Soil and stone: impressionism, urbanism, environment, Ashgate Publishing, 2003, p. 23, ISBN 978-0-7546-3685-4.
  11. ^ Stoddart, David Michael, The scented ape: the biology and culture of human odour, Cambridge University Press, 1990, p. 131, ISBN 978-0-521-39561-8.
  12. ^ Fried, Michael, Manet's modernism, or, The face of painting in the 1860s, University of Chicago Press, 1998, p. 518, ISBN 978-0-226-26217-8.
  13. ^ a b Macfall, Haldane, A History of Painting: The French Genius (vol. 6), Kessinger Publishing, agosto 2004, p. 275, ISBN 978-1-4179-4511-5.
  14. ^ Henry A. Strobel, Reflections: personal essays, Henry Strobel Publisher, 1999, p. 62, ISBN 978-1-892210-01-2.
  15. ^ Friedländer, Walter F., David to Delacroix, Harvard University Press, 1952, p. 87, ISBN 978-0-674-19401-4.
  16. ^ Barrett, Cyril, The Morality of Artistic Production, in The Journal of Aesthetics and Art Criticism (Wiley-Blackwell), vol. 41, nº 2, 1982, pp. 137–144.

BibliografiaModifica

  • Rudolf Zeitler: Das unbekannte Jahrhundert. In: Propyläen Kunstgeschichte, Band 11: Rudolf Zeitler (Hrsg.): Die Kunst des 19. Jahrhunderts. Propyläen-Verlag, Berlin 1979; S. 15–128; zu Ingres: S. 58–63.
  • Caroline Mathieu: Musée d'Orsay. Édition de la Réunion des Musées Nationaux, Paris 1987, ISBN 2-7118-2124-2; S. 38f.

Voci correlateModifica

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