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Lago Gerundo
Cartagerundo.JPG
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Bergamo Bergamo
Milano Milano
Lodi Lodi
Cremona Cremona
Coordinate 45°24′39.54″N 9°35′47.61″E / 45.410984°N 9.596558°E45.410984; 9.596558Coordinate: 45°24′39.54″N 9°35′47.61″E / 45.410984°N 9.596558°E45.410984; 9.596558
Altitudine ca. 100 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie ca. 200 km²
Profondità massima ca. 10 m
Idrografia
Immissari principali Adda, Serio, Brembo, Molgora, Tormo
Emissari principali Adda
Mappa di localizzazione: Italia
Lago Gerundo
Lago Gerundo

Il lago o mare Gerundo (o Gerondo, Girondo, Gerundio) si suppone fosse un vasto specchio d'acqua stagnante, a regime instabile, situato in Lombardia a cavallo dei letti dei fiumi Adda e Serio e dei territori delle attuali province di Milano, Bergamo, Cremona e Lodi e che ebbe la sua massima espansione tra 8 e 5 mila anni fa e le cui tracce, sotto forma di enormi paludi inospitali, arrivarono fino al Medioevo, quando i monaci Benedettini e Cistercensi, con sede all'Abbazia di Abbadia Cerreto, ne bonificarono i residui, di fatto rendendo fertile la zona centrale della Lombardia .

Il lago è conosciuto più per la tradizione orale, anche se diversi autori ne hanno fatto riferimento nel corso degli ultimi due millenni: tra questi Plinio il Vecchio, Strabone, il monaco Paolo Diacono, il monaco Vincenzo Sabbio, Pier Ambrogio Curti e Francesco Sforza Benvenuti,

Al lago Gerundo è strettamente legato il promontorio dell'Insula Fulcheria (dal condottiero Fulcherio), l'unica zona fertile nel centro dell'arida distesa ghiaiosa e sulla quale venne fondata la città di Crema (Cremona).

Indice

EtimologiaModifica

È probabile che il toponimo "Gerundo" derivi dalla géra o "ghiaia" (oppure gérola, "sasso"), e infatti i gerali la fanno da padroni (vedi la toponomastica locale, come in Gera d'Adda): la ghiaia infatti, portata dai fiumi che alimentavano l'inospitale bacino lacustre, ha contribuito al suo prosciugamento.

Il drago TarantasioModifica

La fantasia popolare narra che un tempo nelle acque del Lago Gerundo vivesse un drago di nome Tarantasio che, avvicinandosi alle rive, faceva strage di uomini e soprattutto di bambini e che ammorbava l'aria circostante con il suo alito asfissiante. Le esalazioni, in effetti, erano dovute alla presenza nel sottosuolo di metano e di acido solfidrico, un fenomeno misterioso per la popolazione che, pertanto, incolpava esseri sconosciuti e fantasiosi.

Il fantomatico mostro, secondo la leggenda, fu ammazzato da uno sconosciuto eroe che prosciugò anche il lago: altri non era che il capostipite dei Visconti di Milano che, dopo tale prodezza, adottò come suo stemma l'immagine del biscione. Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa. Nel Lodigiano la tradizione vuole invece che a uccidere Tarantasio sia stato il vescovo Bernardo de' Talenti.

La bonifica del territorio fu in realtà fatta dai monaci delle abbazie vicine. Si ritiene comunemente che in verità le acque scomparvero in seguito a progressive opere di bonifica in atto già da tempo, in particolare il potenziamento del canale della Muzza da parte dei lodigiani, oltre a fattori di drenaggio e assestamenti geologici, come il livellamento di depositi morenici nei pressi dell'immissione dell'Adda nel Po.

UbicazioneModifica

Il lago occupava un ampio tratto di territorio tra Adda e Serio, ma anche, secondo alcuni, Brembo e Oglio. Tale localizzazione comprende quindi le provincie di Bergamo, Lodi e Cremona e Milano.

Una probabile concausa alla formazione del lago deve essere stata la presenza delle risorgive del Fiume Tormo nella piana alluvionale dell'Adda, situate oggi nel comune di Arzago d'Adda. Nel passato le acque del fiume non erano canalizzate, ciò dava origine ad ampie zona paludose.[1]

La costa est del lago, secondo alcuni autori, raggiungeva Fara Olivana e proseguiva, passando a est di Crema, sino a Grumello Cremonese; continuando poi a occupare parte delle valli del Chiese e dell'Oglio sin quasi alla sua immissione nel Po. In particolare, si può osservare una vasta zona delimitata da una scarpata che indica l'antico alveo del lago, o meglio la zona più profonda; tale demarcazione è oggi fortemente visibile nei pressi della sponda occidentale dell'Adda, da Cassano a Castiglione. L'ampiezza massima del lago, comprendente le zone paludose, è andata comunque oltre, a causa dell'abbandono delle opere di bonifica durante il Medioevo. Al centro del lago si ergeva una lunga e stretta striscia di terra che iniziava presso Caravaggio, raggiungeva Crema e proseguiva sin oltre Castelleone.

Il suolo declina verso il letto attuale dei fiumi alle volte con suggestive concrezioni e/o pendenze, come nel territorio di Truccazzano, sulla strada provinciale 14 "Rivoltana", a Formigara, e a Chieve.

Numerosi sono i comuni che dedicano una via al lago scomparso, mentre nella parte bergamasca del comune di Cassano d'Adda, esiste la località Taranta, probabilmente derivata dalla leggenda del drago.

La presenza del termine "gerundo" e della "géra" torna spesso nella toponomastica locale dell'antico territorio del lago: una vasta area nella parte settentrionale del lago si chiama tutt'oggi Geradadda, mentre a Pizzighettone, nell'estremità più a sud dell'antico lago, una località si chiama "Géra". In una quindicina di paesi esiste la via Gerundo (o Gerundio, Gerondo, Geroso), in una decina la via o la piazza Isola Fulcheria. Il termine Rivolta che dà il nome a Rivolta d'Adda, ma anche alle località Ripalta, nel Cremasco, farebbe inoltre riferimento alle rive più alte dell'antico lago rispetto al resto del territorio un tempo sottacqua. Proprio la presenza delle rive o coste è ancora oggi molto evidente in alcune zone del territorio.

Dal 1° gennaio 2018 è stato costituito il Comune di Castelgerundo, dalla fusione dei centri lodigiani di Cavacurta e Camairago.

NoteModifica

  1. ^ Il Fiume Tormo - Bassa Bergamasca Occidentale, in Bassa Bergamasca Occidentale. URL consultato il 16 agosto 2018.

BibliografiaModifica

  • Defendente Lodi, Discorsi historici in materie diverse appartenenti alla città di Lodi, Lodi, Bertoetti, 1629, ISBN non disponibile.
  • Livia Feroldi Cadeo, Il Gerundo. Antico lago di Lombardia dall'Adda all'Oglio, Soncino, Museo della Stampa, 1980, ISBN non disponibile.
  • Italo Sordi, Leggende sulle acque in Lombardia, Brescia, Grafo, 1997, ISBN non disponibile.
  • Carlo Fayer e Mario Signorelli, Racconti del Gerundo. Aspetti di un territorio, Milano, SIED, 2001, ISBN non disponibile.
  • Autori vari, L'araldica della regione Lombardia, Istituto regionale di ricerca della Lombardia, Milano, 2007, ISBN non disponibile.
  • Fabio Conti, Lago Gerundo tra storia e leggenda, Meravigli Edizioni, Milano 2016, ISBN 9788879553780
  • Fabio Conti, Gerundo, il grande lago scomparso, Meravigli Edizioni, Milano 2018, ISBN 9788879554138