Cassano d'Adda

comune italiano
Cassano d'Adda
comune
Città di Cassano d'Adda
Cassano d'Adda – Stemma Cassano d'Adda – Bandiera
Cassano d'Adda – Veduta
Il Castello di Cassano d'Adda
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
Amministrazione
SindacoRoberto Maviglia (centrosinistra) dal 6-6-2016 (secondo mandato)
Territorio
Coordinate45°32′N 9°31′E / 45.533333°N 9.516667°E45.533333; 9.516667 (Cassano d'Adda)Coordinate: 45°32′N 9°31′E / 45.533333°N 9.516667°E45.533333; 9.516667 (Cassano d'Adda)
Altitudine133 m s.l.m.
Superficie18,6 km²
Abitanti19 079[1] (31-12-2018)
Densità1 025,75 ab./km²
FrazioniCascine San Pietro, Groppello d'Adda, Taranta, Cascate, Cascina Romilli, Cascina Moneta, Cascina Casotta, Cascina Rossa
Comuni confinantiCasirate d'Adda (BG), Fara Gera d'Adda (BG), Inzago, Pozzo d'Adda, Pozzuolo Martesana, Rivolta d'Adda (CR), Treviglio (BG), Truccazzano, Vaprio d'Adda
Altre informazioni
Cod. postale20062
Prefisso0363
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015059
Cod. catastaleC003
TargaMI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 536 GG[2]
Nome abitanticassanesi
Patronosanta Maria Immacolata e san Zeno
Giorno festivo1ª domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassano d'Adda
Cassano d'Adda
Cassano d'Adda – Mappa
Posizione del comune di Cassano d'Adda nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Cassano d'Adda (Cassan su l'Adda in milanese, Cassà in bergamasco) è un comune italiano di 19 079 abitanti[1] che fa parte della città metropolitana di Milano, in Lombardia. Fa parte del territorio della Martesana-Adda e, in parte, della Gera d'Adda, nonché del Parco dell'Adda Nord.

Geografia fisicaModifica

 
Visuale aerea (da est) di Cassano d'Adda in inverno
 
Veduta autunnale di Cassano d'Adda

TerritorioModifica

Il territorio cassanese è diviso in due parti dal solco del fiume Adda, caratterizzate da un dislivello di 20-25 metri. Il fiume che a Vaprio scorre ancora incassato in un solco profondo, nella valle di Cassano si allarga in un ampio letto nel quale le acque si dividono in numerosi rami, separati da isolotti ghiaiosi e boscosi.

Qui, mentre la sponda destra rimane alta ancora 15-20 metri, la sinistra si fa pianeggiante. L'altitudine del terreno cassanese varia da metri 144 (Groppello) a metri 115. La suddivisione geofisica del territorio comunale, che assomma a 18,51 km², può riassumersi secondo la seguente ripartizione. La parte orientale è formata da:

  1. zona idrica: l'Adda si ramifica in più tronchi davanti al borgo.
  2. zona isole:
    •  
      castello di Cassano D'adda
      Isola Ponti fra l'Adda e la Muzza
    • Isola del Linificio
    • Isola del bosco Bertolino
    • e molte altre isole tra l'Adda e la Muzza.
  3. Zona agricola coi cascinali Taranta, Bruciata, la frazione di Cascine San Pietro ecc.

La parte occidentale si può dividere in:

  1. piana del Linificio e piana su cui scorre la Muzza.
  2. Zona più elevata e digradante da nord a sud. A sud i terreni vedono lo scorrere del Naviglio della Martesana.

La zona a sinistra dell'Adda ricadeva, un tempo, nel lago Gerundo. Questa zona ha uno spessore coltivabile assai limitato e per la sua origine recente e per il perdurare su di essa di acque stagnanti. Lo scheletro del sottosuolo è più grossolano di quello di destra, essendo costituito quasi esclusivamente da grossi ciottoli calcarei misti a sabbia e ghiaia. La zona a destra dell'Adda ha il terreno sensibile più imbrunito della presenza, in quantità più rilevante, di sostanze organiche, e ha particelle terrose miste a parti grossolane. Questo terreno è formato da argilla, sabbia, calcare e humus. Cassano è posta quasi al centro della Lombardia, nell'alta pianura padana. Nei giorni sereni da Cassano si possono vedere il Monte Rosa, i Corni di Canzo, le Grigne, il Resegone, la Presolana, la grande cerchia delle montagne comasche, lecchesi e bergamasche. Questo comune è attraversato sia dal canale Muzza che dal naviglio Martesana.

Origini del nomeModifica

Nel tempo fiorirono anche altre versioni etimologiche del nome:

  1. Casa sana: da cui il nome Cas-sano;
  2. Cassanum da cui il nome cassano;
  3. Cassianum, nome che deriva dall'antica gens Cassia;
  4. Cassium, nome latino del probabile sovrintendente di una “mansio” composita, da cui trae origine lo stemma comunale con “tre case” (è però interessante notare come la vicina Treviglio presenti molte similitudini evolutive);
  5. Chazan, dal cartaginese “magazzino”: si ipotizza che durante le guerre Puniche i Cartaginesi avrebbero custodito in questo luogo un deposito di vettovaglie (non vi è alcuna evidenza archeologica di ciò).

StoriaModifica

OriginiModifica

Anticamente il territorio di Cassano era coperto dalle acque del Mediterraneo, poi con il progressivo ritiro del mare e dei ghiacciai durante i secoli, la grande pianura fertile del fiume Po ha visto il progressivo insediamento di popoli di diversa origine (soprattutto Liguri, Galli Insubri, Etruschi, Romani). Da Cassianum, nome romano di Cassano d'Adda[senza fonte], passava la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum (Milano) con Brixia (Brescia)[3].

Dopodiché, con la caduta dell'Impero Romano (476 d.C.) transitarono da una sponda all'altra dell'Adda diverse tribù di barbari e infine vi si stabilirono prima i duchi Longobardi e poi i Franchi di Carlo Magno con i suoi discendenti. Il borgo (sempre molto legato a quasi tutte le vicende storiche di Milano) si pensa abbia avuto origini da un antico oppidum gallico: Cassanum, nome derivato dalla radice kas che nella lingua celto-ligure indicava un tipo di quercia assimilabile al cerro (quercus cerris) e di cui erano ricoperte quasi tutte le foreste della pianura Padana.

A tal proposito va ricordato che l'oggetto più antico ritrovato nel territorio di Cassano è una "cattabrega", una rituale spada celtica di bronzo (datata XIII sec. a.C.) scoperta lungo le sponde di un canale dell'Adda a 6,5 metri di profondità. Successivamente al villaggio gallico si sovrappose la costruzione di un castrum romano (Polibio, 210 d.C.) messo a controllo e difesa di uno dei pochi valichi sul fiume Abduam. Con le prime casupole di sassi, legno e fango costruite intorno al castello, il borgo iniziò ad assumere sempre più le caratteristiche di un centro fortificato con tanto di porto fluviale e dal XIII sec. d.C. anche del primo ponte a un solo arco sul fiume.

MedioevoModifica

Tutto questo accadde prima che questo borgo avesse avuto la sua prima testimonianza scritta, tramite il Diploma del Re Carlomanno di Baviera (figlio di Ludovico il Germanico e pronipote di Carlo Magno) che, venuto a Pavia nell'877 d.C. a prendere anche la Corona di Re d'Italia, divenne in seguito Imperatore. L'Imperatore Carlomanno soggiornò con la sua corte nel castello e il suo esercito a Cassanum e firmò questo Atto nel monastero che esisteva presso la chiesa di S.Ambrogio, concedendo alla cognata Angilberga, vedova di suo cugino Ludovico II, un altro monastero da lei fondato a Piacenza e una residenza con chiesa e terreni nel luogo chiamato Capo Trebbia. Per la sua particolare posizione geografica e grazie al valico che lo rendeva un importante luogo di passaggio per l'attraversamento del fiume Adda, Cassano cominciava pure a maturare la sua vocazione altamente strategica: il castello, roccaforte già presente come riferimento urbano, andava acquisendo sempre maggiore importanza. Difatti tra l'XI e il XII secolo Cassano d'Adda, si presentava ormai come un borgo che aveva già preso una certa confidenza con la Storia e gli abitanti si erano dovuti abituare all'andirivieni di genti ed eserciti dalla più svariata provenienza, perché vi furono un susseguirsi di lotte e conquiste di questo importante punto di transito e del suo territorio.

Tra l'altro, in questi anni Cassano iniziava a essere ancora più legata a Milano, con la quale condivideva sempre più ordini e disordini. Nel 1158 a Cassanum giunse l'Imperatore Federico Barbarossa il quale, alla testa di un potente esercito (nella sua seconda discesa in Italia), si recava ad assediare il capoluogo lombardo. I Milanesi tentarono di fermarlo al ponte sull'Adda, ma dovettero ritirarsi. Le truppe imperiali transitarono sul ponte ma questo, dato l'eccessivo peso, crollò e il passaggio del fiume fu trovato in un guado più a valle di Albignano. Tra il XIII e il XIV secolo, Cassano d'Adda spicca nelle cronache di quell'epoca come luogo di scontri sanguinosi in un periodo in cui le lotte per il potere si erano fatte particolarmente violente anche a livello locale. Re Enzo, figlio dell'Imperatore tedesco Federico II, nell'estate 1245 venne mandato dal padre a riassoggettare la sempre ribelle Milano. Enzo transitò col suo esercito sulla 'tagliata' dell'Adda (il Traversino), per poi passare il ponte di Cassanum e dirigersi a Gorgonzola dove, dopo un cruento scontro, venne catturato.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Cassano d'Adda (1259).

Ezzelino III da Romano, condottiero Ghibellino nominato Vicario dell'Imperatore Federico II, che il 16 settembre 1259 venne ferito gravemente dai suoi oppositori Guelfi mentre, alla testa dei suoi cavalieri, tentava di forzare il passaggio del ponte di Cassano d'Adda. Nella seconda metà del XIII secolo iniziarono anche gli scontri per il controllo del territorio di Milano tra i Della Torre (o Torriani) e i Visconti i quali, disputandosi ripetutamente il castello, portarono la guerra fin nel borgo di “Cassàan” (come viene chiamata in dialetto dai suoi abitanti). Nel XIV secolo i Visconti, vinte le dispute e creata una Signoria, risistemarono e ampliarono l'antico Castello di “Casano” (come si legge in una mappa di quel periodo nel Museo Civico di Crema), che raggiunse il suo massimo splendore. In questo periodo Cassano era pure uno dei luoghi più fortificati dell'Adda.

Età modernaModifica

Tra il XV e il XVI secolo i Visconti furono sconfitti e andarono al potere gli Sforza, il castello di Cassano ricevette rimaneggiamenti di carattere militare. In questo periodo c'è anche un importantissimo personaggio: Leonardo da Vinci, impegnato nell'opera di progettazione dei navigli lombardi. Nel cinquecento a Cassano il castello aveva perduta la sua importanza militare mentre si impostava una nuova disciplina amministrativa giuridica e politica con l'avvento del marchesato. Il borgo in sostanza era costituito da un ponte sul fiume, dal castello con il ricetto, protetto dalle poderose mura, la chiesa di S. Zeno, S. Dionigi, S. Ambrogio, S. Pietro in Bergias. Grande importanza ebbero i navigli per l'irrigazione della campagna già ricca di cascinali. Anche in questo periodo i furono diverse guerriglie in questo piccolo borgo sul fiume Adda.

Diventato marchesato, iniziarono a crearsi padroni, che imponevano tasse e dazi a loro piacimento, i marchesi più importanti che ebbe Cassano furono: Giovan Battista Castaldo, i D'Adda e i Bonelli. Tra il XVII e il XVIII secolo iniziò il declino di Cassano. Le battaglie iniziarono a essere fatte più lontano dalle rive dell'Adda, quindi lontane da Cassano. Con il nuovo assetto politico, Milano venne assoggettata agli spagnoli e l'introduzione delle armi da fuoco, portarono l'abbandono del castello perché sostituito dalle cittadelle che potevano fornire ai soldati cannoni e mura. L'unica cosa che teneva viva l'importanza di questo borgo era il valico dell'Adda che serviva come salvaguardia milanese.

Nel Seicento le tasse continuarono ad aumentare, per le spese dei soldati spagnoli ormai governatori di quelle terre. Il Settecento fu per questo borgo un secolo denso di eventi, ci furono delle battaglie, iniziarono a essere costruite sulle sponde dei suoi corsi ville sfarzose e iniziarono a esserci personaggi sempre più illustri a partire da Napoleone nel 1796. Un episodio macabro successe nel 1703 quando i soldati francesi lasciarono morire 4500 soldati piemontesi nel castello di Cassano.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Cassano d'Adda (1705).

Una delle battaglie più famose di questo borgo fu nell'anno 1705 in cui Eugenio principe di Savoia subì a Cassano una brutta sconfitta da parte del duca di Vendome, dove si contarono all'incirca 8000 morti e 6000 feriti. Un'altra battaglia importante fu nel 1799 in cui i francesi comandati dal generale Moreau, subirono una sconfitta da parte dell'esercito austro-russo comandati da Suvorov.

Età contemporaneaModifica

Tra il XIX e il XX secolo ci furono grandi cambiamenti politici, economici, sociali, culturali e religiosi. Il territorio diventò austriaco. La seconda metà dell'Ottocento ci fu la rivoluzione industriale, Cassano, per le sue caratteristiche fluviali, per la vicinanza a Milano, viene individuata come stabilimento per un Linificio Canapificio Nazionale, che tuttora esiste seppur abbandonato. In questo secolo personaggi rilevanti passarono per Cassano; uno di questi fu Napoleone III che soggiornò in Villa Brambilla per due giorni, si pensa, con Vittorio Emanuele II per fare un consiglio di guerra. Con l'arrivo del novecento iniziarono a sorgere le prime Unioni rurali; il castello diventò sede del carcere.

L'economia del paese si sviluppò con la costruzione del Caminone della centrale, che insieme al Linificio diedero lavoro ai cassanesi. Sul piano religioso a Cassano vennero costruite in questo periodo diverse chiese oltre a quelle preesistenti: Annunciazione e Cristo Risorto. Con l'arrivo della prima guerra mondiale ci fu la costruzione a Cassano di una polveriera e la Villa Borromeo diventò comando militare e fu spogliata dei suoi beni di valore; con la fine della guerra si iniziò ancora l'incremento economico costruendo degli alberghi e dei luoghi di ritrovo. La seconda guerra mondiale, portò tasse per le spese di guerra, e bombardamenti nel paese di Cassano d'Adda. Con la fine di questa guerra e l'arrivo degli anni sessanta, ci fu il boom economico e con l'arrivo di immigrati dal meridione italiano in cerca di lavoro, Cassano iniziava a ingrandirsi; nasce il giornale parrocchiale: “il portavoce”. Con lo sviluppo economico degli anni ottanta, nacque la centrale termoelettrica vicino alla stazione di Cassano e al fiume Adda. Con l'avvento degli anni novanta ci fu una crisi comunale, soprattutto per quanto riguarda l'ospedale, che alla fine portò a una convivenza tra conservatori e innovatori. Con l'arrivo del terzo millennio ci fu uno sviluppo demografico, economico e sociale che portò il paese di Cassano, l'8 aprile 2009, a diventare città.

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Campanile e chiesa di Santa Maria Immacolata e San ZenoModifica

Il campanile di Cassano fu commissionato da Beatrice Regina della Scala nel 1381. Siamo nel momento di passaggio tra lo stile romanico lombardo e il gotico. Il campanile misura 42 metri di altezza ed è un monumento nazionale. Originariamente serviva anche da vedetta sulla Gera d'Adda; per questo motivo era aperto in alto. Nel 1861 il prevosto don Milani dotò il campanile dell'attuale concerto di otto campane.

Chiesa di Sant'AntonioModifica

Ospita tele del Legnanino e l'altare ligneo di fra Francesco da Cedrate.

Chiesa di San DionigiModifica

Affrescata dal Fiamminghini e dal Cinisello.

Architetture civiliModifica

Cascina BinagaModifica

La Cascina Binaga era un'antica tenuta di campagna facente capo a un complesso, oggi rudere, edificato a fine Cinquecento e fu per lungo tempo posseduta dai Binaghi, una famiglia aristocratica milanese: il complesso appare caratterizzato da una costruzione in mattoni rossi, inusuale rispetto all'uso locale dei ciottoli di fiume, da grandi finestre sormontate da un architrave e ad arco ribassato, sempre in mattoni, e da un rosone decorativo sulla facciata, nobilitante l'ingresso. Da un punto di vista storico risulta che la cascina ai primi del Settecento era ancora di proprietà dei Binaghi, i quali, pur risiedendo per lo più a Milano in parrocchia di S. Nazaro, avevano consolidato la loro presenza nella Gera d'Adda, risultando proprietari di beni anche a Brignano in persona dei fratelli Diego e Livia Binaghi figli del fu Giovanni; in particolare Livia Binaghi andò in sposa nel 1699 al nobile Giuseppe Maria Sessa, i cui figli Carlo e Giacomo Sessa nel 1734 acquistarono dai marchesi Visconti Ajmi la Cascina Ravajola ad Arzago d'Adda.[4]

Palazzo Cornaggia-MediciModifica

Sede del Municipio.

Palazzo BervaModifica

Costruzione di architettura ottocentesca con facciata che guarda verso il Belvedere. Dagli stati d'anime risulta che nel 1833 non era ancora stato edificato, anche se la famiglia Berva aveva già acquistato i terreni. È tra le edificazioni più imponenti della città. Dalla parte opposta del Belvedere il palazzo confina con i caseggiati costruiti nella piazza Lega Lombarda; tramite un cortile, si può accedere anche alla piazza San Zeno e quindi in via Veneto. È attualmente sede della Banda cittadina, dell'ASL, dell'ANA e ospita numerose iniziative culturali e artistiche. Il primo piano è ornato da graziosi affreschi.

Villa BrambillaModifica

Si tratta di uno dei più antichi palazzi cassanesi, fatto edificare da don Matteo Rosales, marchese di Castelleone, nella seconda metà del XVII secolo. Venne trasformata nel secolo successivo dal nobile milanese Giuseppe Pezzoli in dimora nobiliare per residenza di vacanza. A pianta semplice, è un blocco unico con sviluppo lineare allungato di quasi 50 metri. Il retro su via Verdi è piatto e privo di ornamenti mentre la facciata rivolta verso la Muzza presenta decorazioni e motivi ornamentali in stile Rococò. Il corpo centrale della villa, a giochi chiaroscurali. I valori della leggerezza e della luminosità trovano riscontro nell'ampio spazio riservato alle aperture che, svuotando e alleggerendo le pareti con ampie sequenze di finestre, accentuano l'ariosità degli interni. La pianta della villa è elegantemente articolata e aperta e si integra nel paesaggio rispettando i criteri di simmetria, proporzione, armonia, funzionalità. Splendide le opere pittoriche realizzate al suo interno dai fratelli Galliari che crearono notevoli effetti di spazialità con inquadrature architettoniche di finte colonne e anche con il largo utilizzo del motivo con la conchiglia, assecondando la moda della decorazione a 'rocaille' adoperata per gli interni delle dimore patrizie così come delle chiese. Il salone posto al primo piano, ancora perfettamente conservato, è un capolavoro d'arte: decorato da tele con motivi floreali, conchiglie, nastri e foglie; i due lati della sala sono inoltre impreziositi da due grandi paesaggi marini incorniciati; il restauro ha loro restituito luminosità.

Villa d'Adda - BorromeoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Villa d'Adda - Borromeo.
 
Villa d'Adda Borromeo

Tra le più suggestive ville del panorama architettonico locale, Villa d'Adda - Borromeo si staglia nell'abitato di Cassano d'Adda con estrema imponenza. Dotata di 142 stanze per un totale di 5000 metri quadrati e di un parco di 7 ettari, la residenza venne eretta dai marchesi d'Adda a metà Settecento su progetto probabilmente di Francesco Croce e rimaneggiata nella seconda metà dello stesso secolo da Giuseppe Piermarini.

Architetture militariModifica

Castello di Cassano d'AddaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Cassano d'Adda.

Il castello di Cassano d'Adda sorge in un luogo di importanza strategica per il controllo del valico dell'Adda, naturale baluardo che garantiva la difesa e il controllo del transito delle merci. Posto nel punto più alto della bastionata, dove il fiume descrive un'ampia curva verso levante, lambito dalle acque del canale Muzza, derivato dal fiume nel 1220.

AltroModifica

Fontana del DelfinoModifica

Creata al tempo del fascismo, ora in piazza Garibaldi. È stata al centro di accurati restauri nel 1996, anno nel quale sono state collocate, a fianco del delfino, due statue rappresentanti il fiume Adda e il canale Muzza, al posto delle due anfore in terracotta.

Portone del RicettoModifica

Nel 1764 il procuratore generale del feudo di Cassano fece demolire il vecchio portone che immetteva in Ricetto, antico avanzo del ponte che permetteva l'ingresso al circondario del castello e fece erigere, a ornamento della piazza, la grandiosa porta con lo stemma della famiglia Bonelli. Un progetto che asseconda la mentalità secondo la quale si doveva aprire i chiusi delle mura medioevali, per aprire i borghi e accogliere nuove costruzioni. Cassano spostò così l'asse del piano regolatore dal castello alla strada statale che porta a Milano. Nel 2002 è stato al centro di un accurato restauro.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.236 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 719 - 3,83% Romania 582 - 3,10%

Geografia antropicaModifica

Frazioni e localitàModifica

Fanno parte di Cassano d'Adda, oltre al centro principale:

Altre 3 situate oltre l'Adda, ovvero a est del centro principale:

Groppello d'Adda e Cascine San Pietro sono frazioni, mentre Cascate e Taranta località.

Infrastrutture e trasportiModifica

La stazione di Cassano d'Adda posta sulla ferrovia Milano-Venezia, è servita dai treni delle linee S5 e S6 del servizio ferroviario suburbano di Milano operato da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1880 e il 1931 la località ospitò altresì una fermata dalla tranvia Fornaci-Treviglio-Caravaggio[6].

AmministrazioneModifica

Tra i precedenti sindaci del comune abbiamo:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 2001 Sergio Bestetti Lega Nord Sindaco
2001 2006 Rosa Casati lista civica di centrosinistra Cassano cambia Sindaco
2006 2011 Edoardo Sala Centrodestra Sindaco [7]
2011 2016 Roberto Maviglia Centrosinistra Sindaco [8]
2016 In carica Roberto Maviglia Centrosinistra Sindaco

SportModifica

Le seguenti società sportive hanno sede e operano sul territorio:

  • ASD New Volley Adda, società di pallavolo con la prima squadra in Serie C
  • A.S.D. Taekwondo Cassano D'Adda Gymnasium Semper Fidelis
  • ASD Skating Club Cassano d'Adda [1]: società di pattinaggio corsa che ha conseguito importanti risultati anche agli ultimi campionati italiani di Adria
  • Atletica Cassano d'Adda [2]
  • CAI Cassano d'Adda [3]
  • Canoa e Kayak Club Cassano [4]
  • A.S. PALLACANESTRO DELL'ADDA [5]
  • SPORTING VALENTINO MAZZOLA (Centro sportivo comunale), società calcistica militante nel campionato di prima categoria.
  • U.S. PIERINO GHEZZI (Oratorio Don Bosco), società calcistica militante nel campionato di terza categoria.

EventiModifica

Il 25 maggio 2016 Cassano d'Adda ha ospitato l'arrivo della 17ª tappa del Giro d'Italia 2016, vinta dal tedesco Roger Kluge.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Roberto Knobloch, Il sistema stradale di età romana: genesi ed evoluzione (PDF), in Insula Fulcheria, vol. B, n. 40, Crema, Museo civico di Crema e del Cremasco, 2010, p. 15.
  4. ^ Archivio di Stato di Milano, Fondo Notarile, Notaio Giovanni Francesco Lambertenghi del fu Carlo, Atti della famiglia Sessa
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  6. ^ Giovanni Cornolò, Fuori porta in tram. Le Tranvie extraurbane milanesi 1876-1980, Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1980.
  7. ^ Coalizione formata da PdL, Lega Nord, UdC e liste civiche; dimessosi prima della scadenza del mandato il 20 gennaio 2011
  8. ^ Coalizione formata da PD, IdV, SEL, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e lista civica Etica ecologista

BibliografiaModifica

  • Carlo Valli, Un borgo e la sua gente, vol. 1.
  • Carlo Valli, Un borgo e la sua gente, vol. 2.
  • Carlo Valli, Un borgo e la sua gente, vol. 3.
  • Carlo Valli, Un borgo e la sua gente, vol. 4.
  • Carlo Valli, Il Dizionario cassanese. Roba da ca' nosta, Marna editore, 2010.
  • Autori Vari, Ricordi dal Linificio, Marna editore, 2007.
  • Giuseppe Ferri, Sul filo dei ricordi.
  • E. Sala, M. Mandelli e F. Testa, La battaglia del 1705.
  • Marco Galbusera, Luigi Rota: un patriota silenzioso, Cattaneo, 2011.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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