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Luca Volontè
EPP Political Assembly, Marseille 2011 - Luca Volontè.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XV, XV, XVI
Circoscrizione Lombardia 2
Collegio XIV:
6 (Busto Arsizio)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Unione di Centro (Dal 2002)
In precedenza:
DC (Fino al 1994)
PPI (1994-1995)
CDU (1995-2002)
Titolo di studio Laurea Scienze Politiche
Professione Libero Professionista

Luca Volontè (Saronno, 17 marzo 1966) è un politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Saronno (Varese), vive a Rovello Porro (Como). Ha conseguito la laurea in scienze politiche,

Attività politicaModifica

Già esponente del Movimento di Comunione e Liberazione. Comincia la sua attività politica con il Partito Popolare Italiano, del quale, nel 1994, viene nominato responsabile per gli enti locali. Segue Rocco Buttiglione nella scissione dal PPI, che porta alla nascita del CDU di cui diventa dirigente organizzativo.

Elezione a deputatoModifica

Alle elezioni politiche del 1996 viene eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati, con il proporzionale, come capolista di CCD-CDU nella circoscrizione Lombardia 2.

Alle politiche del 2001 viene riconfermato deputato nel collegio uninominale di Busto Arsizio, in rappresentanza della Casa delle Libertà.

Nella XIV legislatura è stato Capogruppo del gruppo unitario CCD-CDU (poi divenuto UDC) alla Camera.

Nel 2002 partecipa alla nascita dell'UDC.

È rieletto deputato per la terza volta nel 2006, per le liste dell'UDC nella circoscrizione Lombardia-2. È il capogruppo dell'UDC alla Camera. È stato eletto ininterrottamente alla Camera dei Deputati nella XIII, XIV, XV e XVI legislatura. Nella XV Legislatura è membro della Commissione Affari Sociali e della Giunta per il Regolamento.

Nel 2008 è rieletto deputato ed entra alla Camera come Membro del consiglio direttivo dell'UdC.

Dal 25 gennaio 2010 al giugno 2013 è stato Presidente del Gruppo Popolari-Cristiano Democratici (EPP-CC) alla Assemblea del Consiglio d'Europa. È membro del Presidential Commettee, del Monitoring Committee, del Political Committee, del Social Affairs and Family Commettee dell'Assemblea di Strasburgo.

Posizioni politicheModifica

È promotore e primo firmatario della Proposta di legge sulla funzione sociale degli 'oratori'. La proposta diventa legge nel 2003 (Legge n.206/2003), il testo si proponeva di valorizzare e promuovere gli 'oratori' come luoghi di crescita sociale e morale dei giovani[1].

Nel 2008 si mette in cattiva luce attaccando i genitori di un bambino nato senza entrambi i reni e destinato a morte certa nel giro di pochi giorni. Questi avevano chiesto di terminare l'accanimento terapeutico nei confronti del figlio, morto ad 80 giorni dalla nascita (prima della triste dipartita, il termine massimo di sopravvivenza registrato era stato di 38 giorni). Secondo il deputato la coppia voleva sacrificare il figlio perché nato imperfetto.[2]

Si è reso famoso tra gli internauti per aver fatto una interrogazione parlamentare riguardo al gioco Operazione: Pretofilia[3] realizzato dal collettivo Molleindustria, in cui chiedeva al Governo di intervenire per contrastare le offese al sentimento religioso riscontrate nello stesso.[4] Il gioco fu temporaneamente rimosso dagli autori stessi.

Procedimenti giudiziariModifica

È stato indagato per corruzione per una tangente da due milioni dall’Azerbaijan,[5][6] ricevuta dal lobbista azero Suleymanov a partire dal gennaio 2013, quando avrebbe indirizzato il voto del Gruppo PPE (in qualità di Presidente) nel Consiglio d'Europa a favore del governo azero in una questione di prigionieri politici.[7][8] Nel dicembre 2018 è iniziato il processo a suo carico presso il Tribunale di Milano, dove «è stato rinviato a giudizio per l'ipotesi di reato di corruzione. L'udienza preliminare si terrà il 5 dicembre. Per i pm Scudieri e Ramondini, l'ex parlamentare avrebbe accettato la promessa di 10 milioni di euro per assicurare il proprio sostegno alle posizioni politiche dell'Azerbaijan e per orientare le votazioni dell'assemblea del Consiglio d'Europa contro un rapporto (il rapporto Straesser) che puntava il dito sulle condizioni dei prigionieri politici nell'ex repubblica sovietica[9]». Sono quattro le udienze tenutesi fra la fine del 2018 e l'inizio del 2019[10].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN80747190 · ISNI (EN0000 0001 0887 6400 · SBN IT\ICCU\CFIV\119427 · LCCN (ENnr96014861 · GND (DE136396275