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Luciano Scarabelli

scrittore, storico e politico italiano
Luciano Scarabelli

Luciano Scarabelli (Piacenza, 22 marzo 1806Piacenza, 1878) è stato uno scrittore, storico e politico italiano. Luciano Scarabelli fu letterato ed uomo politico, è stato professore di estetica all'Accademia di belle arti di Bologna.

BiografiaModifica

Fu amico e allievo prediletto di Pietro Giordani[1] e dopo un periodo di 13 anni svolto come insegnante elementare, fino la 1838, entrò in relazione con eminenti studiosi quali Gino Capponi e Giovan Pietro Vieusseux. Dopo una collaborazione con l'Archivio storico italiano fu nominato insegnante di storia e geografia a Genova presso il Collegio nazionale nel 1848.

Segretario dell'Accademia di Belle arti a Milano, fu eletto deputato nel 1859, per riprendere l'insegnamento a Milano alla fine del suo mandato. Quindi si trasferì a Bologna insegnando nella cattedra di estetica all'Accademia di belle arti. Fondamentale il suo contributo per l'Archivio di stato della città.

Esperto filologo e studioso di studi danteschi mirabili sono le sue edizioni a commento della Divina Commedia di Iacopo della Lana e dell'esemplare del poema dantesco donato da papa Benedetto XIV alla città di Bologna; ripubblicandolo in 200 preziosi esemplasi nel 1864. Egli fu il primo studioso che intraprese rigorosi e sistematici lavori sulla più importante opera dantesca, la Divina Commedia, collezionandone i codici danteschi, tra i quali il codice Lambertino.[1]

Nel 1865 fondò a Dresda la prima Società Dantesca: quella tedesca; mentre solo nel 1888 fu fondata quella italiana a Firenze. Egli fu in contatto con i maggiori studiosi danteschi dell'epoca tra i quali i tedeschi Carlo Witte, Giovanni Carlo Bähr, Emile Ruth, gli inglesi V. Vernon e H. C. Barlow e lo svizzero Andrea Scartazzini.[1]

Donazioni di volumi alla biblioteca di CaltanissettaModifica

 
Nota di spedizione di libri per la biblioteca di Caltanissetta

In risposta all'appello pubblico mosso alla nazione nell'anno 1862 dall'avv. Domenico Marco d'Ivrea, primo illuminato prefetto postunitario di Caltanissetta; iniziativa fatta a tutti gli ordini religiosi, enti pubblici, famiglie patrizie e professionisti, affinché donassero volumi per la costruenda Biblioteca comunale di Caltanissetta.

Luciano Scarabelli seguendo gli insegnamenti del suo maestro Pietro Giordani, che lo salvò dall'ignoranza e lo plasmò come studioso grazie al dono che questi gli fece dei propri libri, a patto che egli una volta letti e studiati li avesse a sua volta donati; scrisse:

«chi conosciate abbisognane. ...
E io mantenuta la parola seminando a pubblico e a privato dovunque me trovavo quello che avevo e di mio, e di altrui venutomi da altri.
... lessi che Caltanissetta votato aveva di comporre ed aprire al pubblico una biblioteca, rivolgeva agli amorosi degli studi perché volessero, donando libri, aiutare l'attuazione di quello concetto. Io feci una coltè di quello che avevo innanzi e spedii.»

(A. Vitellaro, Breve storia della biblioteca comunale "Luciano Scarabelli" di Caltanissetta[2])

Egli, infatti, nel periodo compreso tra il 1862 e il 1875 donò oltre 2.500 volumi alla biblioteca, con vari invii. Il 24 ottobre 1862 riceve, in ringraziamento, la cittadinanza onoraria da parte della città di Caltanissetta.[3]

La biblioteca nissena prese da lui il nome per decisione del Consiglio Comunale del 12 maggio 1882, in segno di riconoscenza postuma per le ripetute e pregevoli donazioni fatte, e per lo spirito democratico e di grande mecenate mostrato verso la comunità della città di Caltanissetta. Tra i libri donati da Luciano Scarabelli a Caltanissetta vanno segnalati i libri, circa 300, avuti a sua volta in dono, della biblioteca personale del suo maestro.[4] Tutte le sue opere furono minuziosamente e scientificamente catalogate da Calogero Manasia primo vero bibliotecario nisseno.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Luciano Scarabelli (1806-1878) studioso di Dante - Storia Patria Caltanissetta, storiapatriacaltanissetta., 14 novembre 2015.
  2. ^ A. Vitellaro, Breve storia della biblioteca comunale "Luciano Scarabelli" di Caltanissetta, 11 maggio 2009, p. 45.
  3. ^ L. Scarabelli, Dei Piacentini illustri e di varie cose nella patria loro. Ragione critica di Luciano Scarabelli, Stabilimento Giuseppe Civelli, Milano, 1863. op. cit. in: A. Vitellaro, Luciano Scarabelli allievo di Pietro Giordani, Società Nissena di Storia Patria, Caltanissetta, Anno I, n° 1, 126.
  4. ^ Santo Rizzo, Alla riscoperta di Luciano Scarabelli - Gli echi della stampa, Società Nissena di Storia Patria - Caltanissetta, Anno I, N°1, 133.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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