Malaspina (film)

film del 1947 diretto da Armando Fizzarotti

Malaspina è un film del 1947, diretto da Armando Fizzarotti.

Malaspina
Rol Bufi Landi Malaspina.jpg
Aldo Bufi Landi e Vera Rol in una sequenza del film
Titolo originaleMalaspina
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1947
Durata85 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, sentimentale
RegiaArmando Fizzarotti
SoggettoRoberto Amoroso, Armando Fizzarotti
SceneggiaturaRoberto Amoroso, Armando Fizzarotti
ProduttoreRoberto Amoroso
Produttore esecutivoRoberto Amoroso
Casa di produzioneSud Film
Distribuzione in italianoVariety Distribution
FotografiaRoberto Amoroso, Berganzini
MusicheGiuseppe Cioffi
Interpreti e personaggi

Il film segnò l'esordio cinematografico dell'attore Aldo Bufi Landi.

TramaModifica

Andrea ama Maria che lo ricambia, ma si lascia corteggiare anche da Gaetano. I due rivali si incontrano un giorno e Andrea, provocato da Gaetano, lo sfregia con una coltellata. Arrestato e sottoposto a processo è condannato ad una pena di detenzione. Rilasciato dal carcere per amnistia, apprende che Maria, la quale gli aveva giurato eterno amore e che egli continua ad amare appassionatamente, s'è data alla vita galante ed è divenuta la favola del quartiere dove la gente la chiama "Malaspina". Disgustato Andrea si tiene lontano dall'infida e cerca di annegare nel vino la sua pena, mentre Gaetano, che intanto si è arricchito nei più loschi traffici, si avvicina di nuovo a Maria, le fa splendidi regali e si offre di sposarla. Maria acconsente benché l'immagine di Andrea, l'unico uomo che ella abbia amato, non sia cancellata dal suo cuore. Quando tutto è pronto per la cerimonia, ella si sottrae a quelle nozze, che in fondo aborre, e si rifugia in un convento dove chiede di essere accolta come novizia. Gaetano, credendo Andrea complice della fuga, lo affronta, nell'androne del palazzo di Maria, dove Andrea si era recato a trovare la madre di Maria, col revolver in pugno ma viene disarmato ed ucciso da Andrea, che poi scappa, visto dalla finestra dalla madre di Maria. Quindi Andrea passa sotto il Convento di Maria, la quale lo vede da un terrazzo, dove si trova con la Madre Superiora, scende di corsa e felice gli va incontro. Andrea al contrario freddo le dice di pregare non solo per lui ma anche per Gaetano e se ne va senza voltarsi indietro. Maria gli corre dietro chiamandolo, poi scoppia a piangere a dirotto, rientra in Convento chiudendo dietro di sé il cancello, che sa non riaprirsi mai più.

ProduzioneModifica

Il film è ascrivibile al filone dei melodrammi sentimentali (comunemente detti strappalacrime) molto in voga tra il pubblico in Italia in quel periodo, poi ribattezzato dalla critica con il termine neorealismo d'appendice.

DistribuzioneModifica

Il film venne distribuito nel circuito cinematografico italiano il 1º maggio del 1947.

AccoglienzaModifica

Il successo del film sia a Napoli, sia in due locali di New York per italoamericani, fruttò circa 45 milioni di lire dell'epoca. Ma Roberto Amoroso aveva venduto i diritti del film a due facoltosi esercenti puteolani, Antonio Ferrigno (della "A.F. Film") e Caserta[1]. Il film era costato appena 2 milioni di lire di allora, quando finì il periodo di sfruttamento, compreso il successo americano, aveva incassato in totale 380 milioni di lire dell'epoca, di cui 170 milioni di lire in Italia.[2][3].

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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