Apri il menu principale

Marco Tarchi (Roma, 11 ottobre 1952[1]) è un politologo e docente italiano, professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze dove attualmente insegna Scienza Politica, Comunicazione politica e Analisi e Teoria politica. È considerato l'ideologo della cosiddetta Nuova Destra italiana, esperienza metapolitica che termina nel 1994 quando Tarchi dichiara di non ritenere più valida la dicotomia destra/sinistra[2].

BiografiaModifica

Laureato in scienze politiche all'università di Firenze. Nipote di Angelo Tarchi, che fu Ministro dell'Economia Corporativa della Rsi, dal 1968 ha militato nelle organizzazioni giovanili del Msi. Nel dicembre 1974 ha fondato le riviste La voce della fogna e, nel 1975, "Diorama letterario", che continua ancor oggi a dirigere.

Negli anni settanta è stato un esponente di primo piano del Fronte della Gioventù, all'interno del quale fu candidato alla segreteria nazionale nel 1977[3] , divenendo vicesegretario nazionale fino al marzo 1979[4].

Nel 1977 nascose in casa sua un estremista neofascista ricercato per l'omicidio della guardia giurata Remo Pietroni, Umberto Sinatti, che venne poi arrestato a casa del Tarchi.

È stato in Italia dal 1978 l'ideologo della corrente di pensiero, denominata Nuova Destra, (che riconduce all'analoga esperienza francese del GREECE di Alain de Benoist) e che puntava a 'svecchiare' il dibattito politico e culturale nella destra italiana. Tarchi dichiarerà anni dopo che «l'egemonia di stampo gramsciano ha fatto emergere l'impressione che dopo il tracollo dei fascismi la destra non avesse espresso niente di rilevante culturalmente. E il mondo neofascista italiano ha fatto poco per produrre una cultura autonoma»[5].

Il tentativo della 'nuova destra' di "sottoporre la destra a un bagno di innovazione", venne ostacolato in primis dalla destra politica. Tarchi venne espulso dal Msi nel gennaio del 1981 dopo un articolo di satira su La voce della fogna nei confronti della classe dirigente del partito ritenuto troppo pesante. Era ancora l'epoca, inoltre, degli anni di piombo e il Msi raccoglieva firme per l'introduzione della pena di morte, iniziativa alla quale Tarchi e gli altri militanti della Nuova Destra erano sostanzialmente contrari. Dopo l'espulsione dal partito Tarchi abbandonò progressivamente la militanza politica in senso stretto, dedicandosi agli studi e all'insegnamento, nonché alla direzione del mensile Diorama letterario e del quadrimestrale di cultura politica Trasgressioni. Tarchi ha coniato (ed è anche il titolo di un suo saggio), l'espressione di esuli in patria per definire quella che è stata l'esperienza umana e politica dei neofascisti negli anni del dopoguerra.

Dottore di ricerca in Scienza della Politica presso l'Università di Firenze nel 1987, ricercatore nel 1993, associato dal 1998 e ordinario dal 2001[6]. È stato visiting professor presso l'Università di Turku in Finlandia, ha collaborato al progetto di ricerca dell'ECPR sul tema Crisis, Compromise, Collapse: Conditions for Democracy in Inter-War Europe ed è docente del programma di insegnamento superiore interuniversitario europeo "Eurolarg".

A livello di studi politologici, è un profondo studioso del fenomeno del "populismo", sia quello di matrice storica che quello attuale, più mediatico. Attualmente Marco Tarchi si occupa dei processi di crisi nei regimi democratici, della trasformazione organizzativa dei partiti italiani, della cultura e delle scelte strategiche delle formazioni che hanno occupato lo spazio politico della destra nell'Italia repubblicana. È stato impegnato in una ricerca sull'evoluzione politica e organizzativa del fenomeno leghista e di Italia dei valori, che dovrebbe costituire il primo momento di uno studio comparato dello sviluppo dei movimenti populisti in Europa.

È stato presidente del Corso di laurea triennale in Scienze Politiche dell'università di Firenze.

OpereModifica

  • Partito unico e dinamica autoritaria. Napoli: Akropolis, 1981
  • La "rivoluzione legale". Bologna: Il Mulino, 1993
  • "Destra e sinistra: due essenze introvabili" in Democrazia e diritto, 1, 1994, pp. 381–396
  • Cinquant'anni di nostalgia. La destra italiana dopo il fascismo. Milano: Rizzoli, 1995 intervista di Antonio Carioti[7]
  • Esuli in patria. I fascisti nell'Italia repubblicana. Parma: Guanda, 1995
  • The Dissatisfied Society. The Roots of Political Change in Italy, in European Journal of Political Research, 1, 1996, pp. 41–63
  • Dal MSI ad AN: organizzazione e strategie, Bologna: Il Mulino, 1997
  • Italy: the Northern League, in L. de Winter e H. Türsan (a cura di), Regional Parties in Western Europe. Londra: Routledge, 1998
  • Estrema destra e neopopulismo in Europa, in Rivista Italiana di Scienza Politica, 2, 1998
  • Italy: Early Crisis and Collapse, in D. Berg-Schlosser e J. Mitchell (a cura di), Conditions of Democracy in Europe, 1918-1938. Londra: Macmillan, 2000.
  • L' Italia populista. Dal qualunquismo ai girotondi, il Mulino, 2003, ISBN 9788815094421
  • Il fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli, Bari: Laterza, 2003
  • Contro l'americanismo, Laterza Bari: Laterza, 2004
  • La rivoluzione impossibile. Dai Campi Hobbit alla nuova Destra, Firenze: Vallecchi, 2010
  • Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo, Bologna: Il Mulino, 2014

NoteModifica

  1. ^ TARCHI Marco - biografia
  2. ^ http://old.diorama.it/rast-destra.html[collegamento interrotto]
  3. ^ Secondo Giano Accame «Marco Tarchi divenne anarchico per offesa ricevuta. Vinse il congresso giovanile e Almirante fece segretario nazionale Fini che era arrivato quarto». Intervista su Sette del 26 febbraio 2004
  4. ^ INTERVISTA a MARCO TARCHI: «Ecco 30 anni di “democrazia” di Fini» | Il fronte.it
  5. ^ La cultura della destra, Il Foglio del 12 marzo 1997
  6. ^ http://www.unifi.it/p-doc2-2015-0-A-2b333930352d-1.html
  7. ^ Il tema è stato poi ripreso da Antonio Carioti in I Ragazzi della fiamma Ed Mursia

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN114627275 · ISNI (EN0000 0000 8182 8969 · SBN IT\ICCU\RAVV\030443 · LCCN (ENn79007124 · BNF (FRcb12487214q (data) · WorldCat Identities (ENn79-007124