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Marco Visconti (film 1941)

film del 1941 diretto da Mario Bonnard
Marco Visconti
Titolo originaleMarco Visconti
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata108 min
Dati tecniciB/N
Genereepico, drammatico, storico, biografico
RegiaMario Bonnard
SoggettoTommaso Grossi
SceneggiaturaMario Bonnard, Oreste Gasperini, Cesare Vico Lodovici, Vittorio Nino Novarese
Casa di produzioneC.I.F.
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaMario Albertelli
MontaggioRenzo Lucidi
MusicheGiulio Bonnard
ScenografiaPiero Filippone
CostumiVittorio Nino Novarese
Interpreti e personaggi

Marco Visconti è un film del 1941, diretto dal regista Mario Bonnard, ispirato all'omonimo romanzo storico dello scrittore Tommaso Grossi del 1834.

Prodotto dal Consorzio Italiano Film ottiene il visto censura n. 31261 del 22 marzo 1941 anche se ufficialmente esce nelle sale il giorno 19[1].

Nel cast figurano anche Mario Monicelli come aiuto regista e Romolo Garroni come operatore di macchina.

Nel 1975 il romanzo ebbe anche una trasposizione televisiva diretta da Anton Giulio Majano.

TramaModifica

Nella Milano del XIV secolo, il nobile e condottiero Marco Visconti conosce la contessa Bice del Balzo, figlia di una donna, Ermelinda, da lui amata in gioventù, che gli fu impedito di prendere in moglie, perché la famiglia di lei impose ad Ermelinda di sposarsi con il conte Oldrado del Balzo. La straordinaria somiglianza della ragazza con sua madre fa in modo che Marco s'innamori follemente di Bice. ma Bice è innamorata e promessa in sposa al giovane cugino di Marco, Ottorino Visconti; Marco, tenta dunque di impedire le nozze, rapendo sia Bice che Ottorino, con l'aiuto del suo altro cugino, Lodrisio, e di Pelagrua. Su pressione di Ermelinda, Marco fa liberare i due ostaggi, ma è troppo tardi, perché Bice muore durante la prigionia per la paura.

CriticaModifica

Sandro De Feo da Il Messaggero del 28 marzo 1941:«[...] La concitazione del film è tutta esterna, come sempre accade quando le parrucche, le gualdrappe e le sedicenti grinte storiche dei personaggi hanno il sopravvento sulle loro vere emozioni. Bonnard ha diretto e raccontato con speditezza. [...] Carlo Ninchi è un virilissimo, aquilino Marco. Gli fa quasi da contrasto l'adolescente tenerezza di Roberto Villa [...]».

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • T. Grossi - Marco Visconti - Milano, 1834.

Collegamenti esterniModifica