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Meteo 1
Che Tempo fa.PNG
PaeseItalia
Anno19542018
Generemeteo
Durata2 min circa
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreAnnunciatrici della Rai (1957-2003)
Edmondo Bernacca (1957-1984)
Mario Pennacchi (1972-1973)
Andrea Baroni (1973-1993)
Guido Caroselli (1980-2011)
Vari speaker della Rai (2003-2011)
Ufficiali dell'Aeronautica militare (2011-2018)
IdeatoreEdmondo Bernacca
Rete televisivaRai 1

«A tutti buonasera.»

(Saluto di apertura utilizzato da Guido Caroselli fino al 2011)

«Situazione.»

(Saluto di apertura utilizzato dal 2004 al 2011 nelle edizioni notturne nel caso in cui il meteo fosse condotto dagli speaker)

Meteo 1 è stata la rubrica meteorologica del TG1 a cura del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Indice

StoriaModifica

Le previsioni del tempo del Programma Nazionale nascono nel 1954 con l'inizio delle trasmissioni regolari della televisione italiana. Inizialmente erano parte integrante del telegiornale, ma a partire dal 1957 diventano una rubrica a sé stante con la conduzione del colonnello Edmondo Bernacca, oppure delle cosiddette signorine buonasera come Nicoletta Orsomando o Mariolina Cannuli e si chiama Il tempo in Italia. Il 15 gennaio 1968 Bernacca inaugura l'edizione delle 13:25, in onda prima del telegiornale delle 13:30, inaugurato a sua volta da Piero Angela.

Sempre nel 1968 il meteo assume una nuova veste, andando in onda tre volte al giorno: alle 13:25 va in onda Il tempo in Italia, con le signorine buonasera che, alternandosi giorno per giorno leggono le temperature in Italia e in Europa (dal 1972 al 1975 le edizioni del sabato e della domenica sono curate prima da Mario Pennacchi, poi da Andrea Baroni); alle 20:20 circa (dal dicembre 1973 il meteo e il telegiornale della sera saranno anticipate rispettivamente alle 19:55 e alle 20:00) e al termine del telegiornale della notte va in onda Che tempo fa con il colonnello Edmondo Bernacca prima, Mario Pennacchi (nell'agosto 1972 e i sabati e le domeniche dal 30 settembre 1972 al 29 luglio 1973), Andrea Baroni e Guido Caroselli poi, che presentano tramite numerose cartine il tempo dei giorni seguenti. Il conduttore-ideatore della rubrica, che le conferisce uno stile classico e professionale, è il colonnello Edmondo Bernacca, che appare in video in borghese, come i suoi immediati successori. A volte, in caso di impegni dei vari esperti, le annunciatrici intervengono anche la sera e la notte.

La rubrica andava in onda prima di quasi tutte le edizioni del TG1. Dagli anni ottanta va in onda dal lunedì al venerdì alle 06:50, 07:55, 08:20, prima del TG delle 16:30 e dopo l'edizione della notte e delle 09:00. Il sabato va in onda alle 11:00, dopo il TG delle 17:00 e della notte. La domenica, invece, va in onda dopo il TG delle 16:30 e della notte. Fino al 2003 poteva esserci anche un'edizione trasmessa dopo il TG delle 20:00.

Fino al 1994 l'edizione serale della rubrica era preceduta, dal lunedì al sabato, dall'Almanacco del giorno dopo: lo scopo di entrambi i programmi era quello di fare da traino al TG1 delle 20:00[1].

Dal 2011 il compito di leggere le previsioni meteo spetta ai capitani e ai tenenti colonnelli dell'Aeronautica Militare. In passato dal lunedì al venerdì le edizioni venivano condotte da Guido Caroselli o dalle signorine buonasera della RAI.

Il sabato, la domenica e nei giorni di festività, il compito di leggere le informazioni meteorologiche era affidato agli speaker della Rai che leggevano il solo bollettino meteorologico.

La rubrica dal 2003 ha assorbito anche il Meteo Verde, le cui informazioni meteorologiche in questo caso sono lette da voci professionali di speaker e non hanno la tradizionale figura del meteorologo conduttore. Questa rubrica è nata da una costola della trasmissione domenicale Linea verde.

Il 3 giugno 2018 la rubrica viene chiusa e sostituita, assieme a Meteo 2 e a Meteo 3, dalla rubrica Rai Meteo, gestita dalla struttura Rai Pubblica Utilità.

GraficaModifica

La prima grafica computerizzata, introdotta l'11 maggio 1987, era molto semplice e minimalista se confrontata con quella del Meteo 2. Agli inizi degli anni novanta (infatti era già presente nel novembre 1990[2]) viene sostituita con la grafica più nota e longeva della rubrica, che verrà utilizzata fino al 30 giugno 2011 con alcune piccole modifiche, come la disposizione del giorno relativo alle previsioni e (nel 1994 [3][4]) il font passato da Times New Roman ad Arial. La struttura è la seguente: si parte con la situazione vista dal satellite Meteosat, che poi lascia il posto al quadro delle temperature minime e massime. In seguito appare la carta del tempo (isobare al suolo o in quota), fino al 2000, e successivamente appare la cartina dell'Italia con i simboli relativi ai fenomeni previsti, segue quella del vento e mare, poi quella della tendenza del giorno successivo o del fine settimana (se di giovedì). La cartina è flessibile, dal momento che spesso si disegnano delle righe per separare una zona di alta pressione e bassa pressione, oppure altri disegni per rendere più comprensibile la previsione, oltre che le quote delle nevicate. I disegni sono realizzati dallo stesso meteorologo che conduce la rubrica, cui applica la sua firma o le sue iniziali.

Dal 1º luglio 2011, dopo il ritiro di Guido Caroselli, viene introdotta una nuova grafica più semplice rispetto a quella precedente.

Nei casi in cui le previsioni fossero condotte dalle annunciatrici della Rai oppure dagli speaker (nel primo caso fino al 2003 e nel secondo dal settembre 2003 al 2011), non c'erano la cartina grafica dell'Italia e il quadro delle temperature rimaneva visibile solo la situazione dal satellite mentre veniva letta la previsione.

NoteModifica

  1. ^ Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ª ed., Garzanti Editore, 2008, p. 18, ISBN 978-88-11-50526-6.
  2. ^ Carlo Migliore, che tempo fa 15 novembre 1990, 14 novembre 2014. URL consultato il 2 luglio 2019.
  3. ^ spotmultimedia, Sequenza RAIUNO 28 Giugno 1994 1di3, 8 gennaio 2016. URL consultato il 2 luglio 2019.
  4. ^ teuccioilgrande, previsioni meteo (che tempo fa) a cura di guido caroselli - raiuno - 16 novembre 1994, 17 novembre 2015. URL consultato il 2 luglio 2019.

Voci correlateModifica