TG1

notiziario e testata giornalistica della Rai
TG1
TG1.svg
Altri titoliTelegiornale (1954-1976)
Telegiornale Uno (1992-1993)
PaeseItalia
Anno1954 – in produzione
Generetelegiornale
Puntate10 al giorno
Durata30 min (edizione consueta)
5 min (edizione flash)
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
Conduttorevari
IdeatoreEmilio Rossi
MusicheEgidio Storaci (sigla originale)
Nicola Piovani (sottofondo attuale)
ProduttoreRai
Rete televisivaRai 1

Il TG1 è il telegiornale di Rai 1. Viene trasmesso dal Centro di produzione Rai di Saxa Rubra a Roma. L'attuale direttrice della testata è Monica Maggioni.

Essendo il telegiornale più seguito della televisione pubblica e della televisione italiana in generale, ha sempre mantenuto un orientamento politico tendenzialmente vicino ai partiti di maggioranza, in particolar modo Democrazia Cristiana, il centro-destra (nel caso di Clemente Mimun), Forza Italia (nel caso di Augusto Minzolini) o il centro-sinistra (nel caso di Giulio Borrelli).

StoriaModifica

 
Fotogramma della storica sigla del Telegiornale datata 1954

AntefattiModifica

Il telegiornale in Italia venne avviato in forma sperimentale dalla sede Rai di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia, trasmessa circa sei mesi dopo, della morte e il funerale del leader sovietico Josif Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all'evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore.

La sigla con orchestra con ottoni e archi è memoria alla figura medievale dell'araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Il telegiornale in forma regolare, diretto da Vittorio Veltroni, venne invece avviato alle 20:45 del 3 gennaio 1954, letto da Riccardo Paladini con una durata di 15 minuti. Dal 3 febbraio 1957, con la nascita di Carosello, l'orario di messa in onda venne anticipato alle 20:30, e dal 2 dicembre 1973 alle ore 20, per effetto della politica di austerity. Quest'ultimo orario è tutt'oggi in vigore per il TG1.

Dal 1961 il telegiornale andò in onda per la prima volta anche sul neonato Secondo Programma (l'attuale Rai 2) in forma ridotta, in un primo momento intorno alle 22, poi intorno alle 21.

Fra i vari giornalisti che subentrarono agli speaker, cioè gli annunciatori (non giornalisti), alternandosi nella conduzione perciò non più anonima, vi furono Andrea Barbato, Piero Angela, Sergio Telmon, Tito Stagno (anche giornalista sportivo, commentatore del primo allunaggio Apollo), Gustavo Selva (discusso commentatore politico), Paolo Cavallina, Vittorio Orefice (portavoce dal Parlamentare), Gianni Pasquarelli, Vittorio Citterich, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Vannucchi, Lello Bersani, Maurizio Barendson (giornalista sportivo), Mario Pastore, Ettore Masina, Tito Cortese (anche corrispondente dalla Germania), Bianca Maria Piccinino, Brunella Tocci, Angela Buttiglione. Gli inviati storici: Sandro Paternostro dal Regno Unito, Ilario Fiore dalla Spagna (poi dalla Cina), Demetrio Volcic dall'allora Unione Sovietica, Ruggero Orlando dagli Stati Uniti d'America e Carlo Bonetti da Parigi. Dalle redazioni locali: Beppe Barletti, Luciano Lombardi, Elio Sparano, Cesare Viazzi.

 
Il Centro radiotelevisivo Biagio Agnes, situato a Saxa Rubra, con in primo piano la sede del TG1.
 
Fotogramma della sigla in uso dal 9 giugno 2014

EsordiModifica

La prima edizione come TG1 risale al 15 marzo 1976.

In origine vi erano tre edizioni: alle 13:30, alle 20 e quella notturna. In precedenza vi era anche un'edizione denominata Del pomeriggio, che andava in onda intorno alle 18:30. La domenica, dal 24 ottobre 1976, alle ore 13:00 andava in onda per 50 minuti TG l'una, rotocalco d'attualità e approfondimento con ospiti in studio e servizi filmati a cura di Alfredo Ferruzza, condotto prevalentemente da Paolo Cavallina, Enzo Stinchelli, Elio Sparano, Romano Battaglia, Giuseppe Breveglieri e Melo Freni, interrotto alle 13:30 da una breve edizione di 10 minuti del TG, denominata TG1 Notizie. La caratteristica principale di questo nuovo telegiornale era l'approfondimento, specie nell'edizione delle 20:00, che si concludeva sempre con la rubrica Dentro la notizia.

Il primo direttore della testata, nominato il 2 dicembre 1975 all'indomani della riforma del 1975 che rendeva autonome dal governo le linee editoriali dei TG e dei giornali radio, fu il giornalista Emilio Rossi[1], di orientamento democristiano[2]. Diresse la testata durante gli anni di piombo e fu anche vittima di un attentato delle Brigate Rosse il 3 giugno 1977. In quell'anno il TG1 adottò un nuovo logo, ideato e realizzato da Massimo Vignelli, e destinato a rimanere in uso (salvo una breve interruzione nel 1992) per molti decenni, seppur con diverse modifiche.

Il primo conduttore del TG1, che aveva raccolto l'eredità del precedente telegiornale unico, era Emilio Fede in coppia con Bianca Maria Piccinino nell'edizione diurna. Nell'edizione serale il telegiornale era condotto da Massimo Valentini, che poi cominciò ad alternarsi con Emilio Fede (il quale il 28 febbraio 1977 condusse la prima edizione a colori, appunto, del TG). Altri volti noti dei primi anni erano Bruno Modugno, Angela Buttiglione, Marcello Morace, Alberto Masoero, Alberto Michelini, Giuseppe Vannucchi, Liliano Frattini, Claudio Angelini, Ottavio Di Lorenzo.

In redazione vi erano altri giornalisti noti: Arrigo Petacco, Diego Cimara, Fulvio Damiani, Giuseppe Lugato, Adalberto Manzone, Mimmo Sacco, Dante Alimenti, Vittorio Citterich, Nuccio Fava, Paolo Frajese, Massimo Olmi, Mino Damato, Piero Forcella, Romano Battaglia, Elio Sparano e Bruno Vespa.

Le pagine della politica, nelle edizioni serali, erano firmate da Pierantonio Graziani, quelle dello sport da Paolo Valenti, Gian Piero Galeazzi, Beppe Viola e dal telecronista Nando Martellini.

Tra gli speaker vi erano Luigi Carrai e Giuseppe D'Amore; a loro si aggiungono Roberto Di Palma e Adriana Retacchi.

Diana de Feo e Giorgio Ponti curavano l'Almanacco del giorno dopo. Vennero assorbite dal TG1 le rubriche Che tempo fa? e Il tempo in Italia, che diventarono una rubrica unica per tutte le edizioni del meteo.

Anni '80Modifica

All'inizio degli anni ottanta vennero aggiunte l'edizione flash pomeridiana delle 18:00 (dal 1980), quella di mezza sera (dal 1982) e un'altra edizione flash a mezzogiorno circa (dal 1983), condotta inizialmente da Tiziana Ferrario. In quegli anni, in cui si afferma l'emittenza privata e commerciale, la pubblicità entrò per la prima volta anche nei TG della TV pubblica, che separavano le notizie sportive o economiche dalle altre inserite nella prima parte. La redazione cronaca, in pratica un "giornale nel giornale" per le molteplici competenze in quel tempo attribuitele (cronaca bianca e nera, cronaca estera, medicina, moda, ambiente, scienza) era diretta da Andrea Melodia e successivamente da Roberto Morrione. Vice Caporedattore era Massimo Valentini, che conduceva pure l'edizione delle ore 20, capi servizio Angela Buttiglione e Bruno Modugno. Tra i redattori figuravano Giulio Sciorilli Borrelli, Maurizio Beretta e Barbara Scaramucci, che in seguito ricoprirono ruoli di primo piano nell'azienda.

Art director della testata furono Renato Startari (negli anni settanta) e Giuseppe Rogolino dopo[3] dal 1985 al 1999. La progettazione delle scenografie, dalla fondazione fino al 1992, è affidata invece a Nico Calia.

Anni '90Modifica

Nel 1990, Ennio Remondino, su incarico del caporedattore Roberto Morrione, realizzò un'inchiesta riguardante i rapporti tra la CIA e la P2, la quale causò un acceso dibattito politico che portò alle dimissioni del direttore Nuccio Fava[4].

Il 10 marzo 1992, in seguito all'agguerrirsi della concorrenza esterna alla TV di Stato e alla nascita del TG5 di Enrico Mentana, il TG1 subì un restyling chiamandosi Telegiornale Uno su suggerimento dell'art director Giuseppe Rogolino (che intese così sottolineare la natura del notiziario quale primo telegiornale nazionale italiano, superiore alle nascenti testate giornalistiche private). Artefice del nuovo look fu il direttore Bruno Vespa, che commissionò a Gianni Boncompagni anche la progettazione di un nuovo studio, composto da uno sfondo video wall che mostrava una redazione in attività, improntata allo stile dei telegiornali statunitensi[5]. Il 18 ottobre dello stesso anno, il TG1 trasferì la propria sede nel neonato centro radiotelevisivo di Saxa Rubra, così come avvenuto per TG2 e TG3; fino a quella data le tre testate trasmettevano dalla sede Rai di via Teulada in Roma, ove ciascuna di esse aveva a disposizione un piano completo dello stabile con annessi studi, regia, sala montaggio e redazione.

Il 25 luglio 1993, il Telegiornale Uno torna a chiamarsi semplicemente TG1, con una nuova sigla ideata da Giuseppe Rogolino il cui jingle viene realizzato da Tommaso Vittorini[6], che verrà utilizzata fino a ottobre 1998.

Tra il 1993 e il 1994 esplode inoltre lo scandalo delle false "note spese" degli inviati Rai, sfociato in indagini giudiziarie per truffa da parte della Procura della Repubblica di Roma, che coinvolge molti nomi noti del video e si conclude con una serie di provvedimenti disciplinari e il licenziamento dei due giornalisti maggiormente coinvolti negli illeciti: l'inviato Enrico Massidda e il corrispondente da Londra Giancarlo Infante[7]. Quest'ultimo, il cui caso è stato oggetto di interrogazioni parlamentari, è stato destinatario di due licenziamenti per truffa ai danni della Rai in primo luogo riguardo alla fittizia locazione della residenza londinese e alla falsificazione di 600 ricevute per i pasti[8].

Anni 2000Modifica

Direzioni Lerner e LonghiModifica

Nel 2000, dopo una polemica con la commissione di vigilanza Rai presieduta da Mario Landolfi (AN), il direttore del TG1 Gad Lerner si dimette. La polemica scoppia in seguito alla messa in onda di alcune immagini all'interno di un servizio di David Sassoli sul tema della pedofilia, trasmesse sia dal TG1 che dal TG3 diretto da Nino Rizzo Nervo. Gli succede Albino Longhi, che dirige il TG fino al 5 maggio 2002.

Direzione MimunModifica

Il 6 maggio 2002 a Longhi succede Clemente J. Mimun.

Nel 2003 alcune vecchie scene dello studio vengono utilizzate nella realizzazione dei film Io non ho paura di Gabriele Salvatores e Buongiorno, notte di Marco Bellocchio.

Nel 2006 Mimun conduce un piccolo rotocalco chiamato Dopo TG1, in onda al termine del notiziario delle 20:00. Nel corso di una puntata della rubrica l'allora ministro Roberto Calderoli indossò una t-shirt che riproduceva una vignetta satirica su Maometto di Lars Vilks, sollevando violente reazioni nel mondo islamico e causando un incidente diplomatico con la Libia, ove una violenta protesta davanti al Consolato italiano di Bengasi venne repressa con la forza dalla polizia libica, che sparò sulla folla uccidendo 11 manifestanti[9][10]. Il ministro in seguito si scusò per aver indossato la maglietta[11].

Direzione RiottaModifica

Nel settembre 2006 il consiglio d'amministrazione della Rai nomina direttore il giornalista Gianni Riotta, mentre Mimun passa alle Tribune e Servizi Parlamentari in sostituzione di Anna La Rosa.

Il 12 ottobre 2006 Riotta inaugura la via dell'editoriale da studio con la conduttrice Maria Luisa Busi.[12]

Dal gennaio 2008 fino a giugno 2009 le informazioni di politica interna vengono date, in entrambe le principali edizioni (13:30 e 20:00), con il nuovo formato della nota politica affidata a Marco Frittella per l'edizione delle ore 20 e a Bruno Luverà per le 13:30.

Il 18 gennaio 2009 l'allora sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, in un articolo su Il Tempo, dichiarò: "... il TG1 che sembra orientato con il centrosinistra"[13].

Il 25 marzo 2009 vengono introdotte le didascalie all'interno dei servizi del TG, che riportano la lista dei fatti principali (una pratica già in corso al TG2 e al TG5). Tale pratica viene utilizzata solo per le edizioni principali delle 13:30 e delle 20:00.

Il 30 marzo 2009 il direttore Gianni Riotta rassegna le dimissioni e passa a dirigere la testata giornalistica Il Sole 24 Ore al posto di Ferruccio De Bortoli, passato nella stessa giornata al Corriere della Sera. Il vicedirettore Andrea Giubilo (già direttore del TG3) subentra come direttore ad interim.

A seguito del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 il TG1 venne fortemente contestato e accusato di sciacallaggio mediatico per avere esaltato, nell'edizione delle 13:30 del giorno successivo, i dati di ascolto delle edizioni dedicate al terremoto stesso[14][15].

Anni 2010Modifica

Direzione MinzoliniModifica

Il 20 maggio 2009 il CdA Rai nomina direttore del TG1 Augusto Minzolini, senza i voti di tre esponenti del centrosinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ottenendo il voto favorevole dell'allora presidente della Rai Paolo Garimberti. Minzolini era noto come giornalista vicino all'allora premier Silvio Berlusconi.[16] Minzolini ottiene la fiducia della maggioranza dei redattori del TG1, che vota il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.

Secondo una rielaborazione dei dati Auditel, fatta ad aprile 2010 dal consigliere di minoranza del CdA Rai Nino Rizzo Nervo, in cinque anni, dal 2005 quando il direttore del TG1 era Clemente J. Mimun, passando per la direzione di Gianni Riotta dal 2006 al 2009, al marzo 2010, dopo meno di un anno di direzione di Minzolini, la quota di share sarebbe scesa, facendo perdere al TG1 un milione di telespettatori.[17]

La direzione di Minzolini è stata oggetto di contestazione in ambito politico e giornalistico[18] per le scelte inerenti agli argomenti trattati, con particolare riferimento alle presunte omissioni sulle vicende riguardanti le frequentazioni dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ha generato polemiche anche l'utilizzo abbastanza frequente degli editoriali da parte di Minzolini. La scelta del direttore di schierarsi pubblicamente è stata contestata dallo stesso comitato di redazione, che in alcune occasioni ha richiesto delle verifiche ai vertici dell'azienda Rai[19].

Nell'ottobre 2010, il TG1 di Minzolini viene diffidato dall'AgCom per «forte squilibrio» a favore della maggioranza e del governo[20]. Rilevazioni hanno sottolineato il calo di fiducia dei telespettatori verso il TG1 di Minzolini, sceso quasi a giudizio di insufficienza.[21] Altra critica mossa a Minzolini, oltre a quella di censurare le notizie sgradite all'allora maggioranza di governo, è quella di riservare invece molto spazio a notizie di dubbia importanza e rilevanza.

Il 21 maggio 2010 la giornalista Maria Luisa Busi, in contrasto con la linea editoriale imposta da Minzolini, rassegna le dimissioni dalla conduzione del TG[22][23]. Lo stesso gesto verrà ripetuto l'11 maggio 2011 dalla collega Elisa Anzaldo, conduttrice dell'edizione della notte.[24]

Il 10 giugno 2010, per il TG1 vi è il restyling dello studio, della sigla e della grafica. La scenografia del nuovo studio ha una scrivania a forma di ponte verso le telecamere e con numerosi ledwall sulle pareti. Come sempre, il colore dominante è il blu e azzurro. Nuovi anche il logo e il sottofondo dei titoli. Per l'occasione, inoltre, debutta anche il nuovo sito web. Nella stessa data, però, vengono sollevati dal loro incarico tre storici conduttori del telegiornale: Tiziana Ferrario, conduttrice dell'edizione delle 20:00, Paolo Di Giannantonio, conduttore di quella delle 13:30, e Piero Damosso, conduttore dell'edizione mattutina. Il 29 dicembre dello stesso anno Tiziana Ferrario è stata reintegrata come conduttrice dell'edizione principale delle ore 20:00 in seguito alla sentenza emessa dal tribunale civile di Roma[25] ma Il TG1 ne ha presentato ricorso, poi respinto: ciononostante, la Ferrario non è stata reintegrata alla conduzione ma è divenuta in seguito corrispondente da New York, per poi lasciare definitivamente la Rai a fine 2018.

A luglio 2011 l'allora presidente della Rai Paolo Garimberti ha dichiarato: «Il calo di ascolti del TG1 è un problema serio. Bisogna fare qualcosa affinché il TG1 torni ad essere il TG1. Il calo di ascolti dimostra che lo spettatore ha capito che qualcosa non va, che l'informazione non va bene.».

Le fonti registrano un netto calo di ascolti nel periodo della direzione di Minzolini[26][27][28], tanto che a settembre 2011 il suo incarico viene messo in discussione. Sempre nel corso dello stesso anno Minzolini viene rinviato a giudizio con l'accusa di peculato per aver speso diverse migliaia di euro pagando i conti con la carta di credito intestata all'azienda (che si è costituita parte civile), accusa per cui è stato condannato con sentenza passata in giudicato il 12 novembre del 2015 a 2 anni e 6 mesi di reclusione.[29]

Direzione MaccariModifica

Nei primi giorni di dicembre del 2011 Minzolini viene sollevato dall'incarico. La direzione del TG1 viene affidata ad interim ad Alberto Maccari a partire dal 13 dicembre dello stesso anno, ma l'ex direttore ha fatto ricorso al giudice del lavoro per essere reintegrato alla direzione del TG1. Al riguardo occorre dire che l'11 marzo 2012 il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto la richiesta di Minzolini di tornare alla guida del TG[30].

Il 31 gennaio 2012 il CdA Rai ha confermato Maccari alla direzione del TG1 fino al 31 dicembre dello stesso anno[31].

Maccari lascerà l'incarico il 10 dicembre 2012, giorno in cui si insedierà Mario Orfeo, il nuovo direttore nominato dallo stesso CdA e già direttore del TG2.

Direzione OrfeoModifica

Il 29 novembre 2012 arriva la nomina alla direzione del telegiornale di Mario Orfeo, direttore de Il Messaggero ed ex direttore del TG2 e del quotidiano Il Mattino. La nomina diviene esecutiva il 10 dicembre 2012. Dopo appena tre giorni, il 13 dicembre 2012 Orfeo ne fa cambiare la veste grafica, ma lasciando invariato lo studio.

Il 9 giugno 2014 il TG1 inizia a produrre servizi e contenuti in tecnica digitale, abbandonando i vecchi metodi di produzione audiovisiva analogici (videocassette). Nell'occasione, la trasmissione viene convertita al formato d'immagine 16:9 (abbandonando il 4:3 come già effettuato tra 2012 e 2014 rispettivamente per TG2 e TG3) e il telegiornale viene per la prima volta trasmesso anche in alta definizione nativa (HD) sul canale Rai HD. Viene altresì inaugurato un nuovo studio, più spazioso, moderno e tecnologicamente avanzato rispetto al precedente. La musica che accompagna la sigla rimane ancora una volta quella delle sigle precedenti. L'identità del telegiornale viene contestualmente rinnovata sia dal punto di vista grafico che da quello musicale (ove per le edizioni delle 8:00, 13:30, 20:00 e Notte viene introdotto un nuovo sottofondo per i titoli, composto allo scopo dal musicista premio Oscar Nicola Piovani). Per le anticipazioni dell'edizione delle 20:00 e per l'edizione 60 secondi il sottofondo è rimasto quello del 2010. Viene inoltre rivisto il logo, realizzato da Bruno Bucci ricalcando il disegno di quello progettato da Massimo Vignelli e utilizzato dal 1977 al 1986.

Direzione MontanariModifica

Il 9 giugno 2017 Mario Orfeo lascia la direzione del TG1 per la sua nomina come direttore generale della Rai e gli succede Andrea Montanari, già quirinalista e vicedirettore dell'ammiraglia, proveniente dal Giornale Radio Rai.

Direzione CarboniModifica

Il 31 ottobre 2018 il Cda della Rai, su proposta dell'amministratore delegato Fabrizio Salini, delibera la nomina di Giuseppe Carboni, già caporedattore del TG2, come nuovo direttore del TG1, succedendo ad Andrea Montanari, passato ad altre attività.

Il 24 novembre 2019, Manuela Lucchini, storico volto della testata e, soprattutto, curatrice della redazione Salute e della rubrica Medicina, lascia anche il notiziario dopo 39 anni per il suo pensionamento.

Anni 2020Modifica

Il 29 febbraio 2020 Vincenzo Mollica, dopo quarant'anni esatti dal suo ingresso, lascia la redazione giornalistica e l'azienda per sopraggiunto pensionamento, peraltro già annunciato durante la finale del Festival di Sanremo 2020; di conseguenza, chiude dopo 22 anni anche la storica rubrica del sabato DoReCiakGulp!, da lui curata.

Dal 16 marzo al 24 maggio 2020, a causa di un ridimensionamento del palinsesto per via dell'emergenza COVID-19, alcune edizioni del telegiornale sono state temporaneamente sospese per lasciare spazio a brevi finestre informative di Rai News 24.

Dal 22 marzo 2021, il TG1 ha reintrodotto l'edizione di seconda serata, la quale va a sostituire al contempo 60 Secondi e l'edizione notturna, quest'ultima prima temporaneamente sospesa e poi definitivamente cancellata.

Il 24 aprile dello stesso anno, Angelo Angelastro, conduttore e curatore della rubrica Persone, lascia dopo 35 anni la collaborazione con quest'ultima e con la testata, comportando la chiusura anticipata della rubrica; questa, tuttavia, torna in onda dal 30 ottobre seguente, stavolta curata e condotta da Maddalena Labricciosa.

Direzione MaggioniModifica

Il 18 novembre 2021 il CdA della Rai, su proposta dell'amministratore delegato Carlo Fuortes, ha approvato la nomina di Monica Maggioni, già direttrice di Rai News 24 e presidente Rai, a direttrice del TG1; la Maggioni è la prima donna in assoluto nella testata a ricoprire quest'incarico, svolgendo anche il ruolo di anchorwoman negli speciali e nelle edizioni straordinarie. A partire dal 16 giugno 2022 lo studio viene parzialmente rinnovato, mentre restano invariate sigla e grafica. [32]

EdizioniModifica

AttualiModifica

Il TG1 è il telegiornale italiano con il maggior numero di edizioni giornaliere, confermando la leadership negli ascolti per quanto riguarda gli spazi informativi televisivi italiani. Le edizioni principali sono quelle delle 8:00, delle 13:30, delle 16:45 e delle 20:00.

Le edizioni mattutine flash, andavano in onda fino all'11 maggio 2018 da uno studio differente rispetto a quello consueto usato per le altre edizioni, situato a poca distanza dagli studi di Unomattina; dal 14 maggio 2018 tali edizioni vanno in onda dallo studio principale, così come accade anche per tutte le altre edizioni. Il sabato e la domenica l'edizione delle 6:30 non è prevista mentre si aggiunge un’edizione alle 9:00 mentre l’edizione in lingua dei segni italiana va in onda alle 9:30.

  • TG1 ore 6:30: edizione mattutina del TG, in onda dal lunedì al venerdì alle 6:30, con una durata di 5 minuti. Dal 6 giugno 2022 è seguita dalla rassegna stampa della rubrica TGunomattina.
  • TGunomattina: in onda dal lunedì al venerdì dalle 6:35 alle 9:00. In onda dal 6 giugno 2022, è condotto da Senio Bonini e Isabella Romano, è realizzato in collaborazione con la direzione Day Time della Rai e prende il posto dello Speciale TG1 sulla guerra in Ucraina. Al suo interno vanno in onda la rassegna stampa, condotta a rotazione da Elisa Anzaldo, Alessio Zucchini e Paola Cervelli, e il meteo.
  • TG1 ore 7:00: edizione mattutina del TG, in onda tutti i giorni alle 7:00 con una durata di 12 minuti (il sabato e la domenica 5 minuti). È seguita dal meteo e, dal 6 giugno 2022, dalla rubrica TGunomattina.
  • TG1 Mattina: è l'edizione principale del mattino, in onda tutti i giorni alle 8:00 con una durata di 30 minuti (il sabato e la domenica 20 minuti). È l'unica edizione del mattino ad avere il sommario. Fino al 2013 al suo interno era prevista la rubrica Un minuto di storia con Gianni Bisiach, mentre attualmente vanno in onda le rubriche Turbo (lunedì), Musica (martedì), Cinema (mercoledì), Mostre ed eventi (giovedì) e Teatro (venerdì). Il sabato va in onda al suo interno la rubrica Persone, mentre il sabato alle 8:20 è presente la rubrica Dialogo. La domenica va in onda all'interno dell'edizione la rubrica Medicina. Dal lunedì al venerdì, vengono letti anche gli aggiornamenti sull'andamento delle borse e dei mercati finanziari. Subito dopo, va in onda il meteo.
  • TG1 L.I.S.: edizione storicamente in onda alle 7:30 è stata posticipata, da Giugno 2022, alle 9:05 dal lunedì al venerdì e alle 9:35 il sabato e la domenica, con una durata di 5 minuti. Quest'edizione prevede la traduzione in lingua dei segni italiana a beneficio di sordi, ipoudenti e audiolesi. Subito dopo, va in onda il meteo.
  • TG1 ore 9:00: edizione mattutina del TG in onda il sabato e la domenica alle 9:00 con una durata di 5 minuti.
  • Telegiornale: in onda tutti i giorni alle 13:30 con una durata di 25 minuti. Fino al 2 settembre 2016 dopo la sigla di coda alle 14:00 andava in onda il TG1 Economia, ora integrato nell'edizione delle 16:45. A partire dal 2016 il venerdì va in onda al suo interno la rubrica Motori curata da Francesca Grimaldi (prima andava in onda il mercoledì all'interno del TG1 Economia). Fino al 29 febbraio 2020 andava in onda il sabato alle 13:50 la rubrica DoReCiakGulp! a cura di Vincenzo Mollica, terminata contemporaneamente al suo pensionamento. La domenica va in onda all'interno di questa edizione la rubrica Billy.
  • TG1 Economia: in onda tutti i giorni alle 16:45 con una durata di 15 minuti (il sabato con una durata di 10 minuti e la domenica alle 17:15 con una durata di 5 minuti). Originariamente programmata alle 17:00 (tranne la domenica), dal 2014 è stata progressivamente anticipata per agevolare l'inizio del programma La vita in diretta (dal 2020 posticipata alle 16:45 e, dal 6 giugno al 26 agosto 2022, ricollocata temporaneamente alle 17:00 per lasciare spazio alla telenovela Sei sorelle). Dal 5 settembre 2016 dal lunedì al venerdì, al suo interno, va in onda anche il TG1 Economia (precedentemente collocato alle 14:00 come edizione autonoma).
  • Telegiornale: è l'edizione principale del TG, in onda tutti i giorni poco prima delle 20:00 con una durata di 35 minuti. Il 31 dicembre di ogni anno la durata dell'edizione viene ridotta a 25 minuti per permettere la successiva trasmissione del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Nelle serate in cui è prevista la diretta delle partite della Nazionale (o in passato della Coppa Italia) la durata si riduce a 20/30 minuti. Da agosto 2011 a maggio 2012, andava in onda, di solito a metà TG, uno spazio meteo condotto da Valentina Bisti. Quest'edizione è preceduta dalle anticipazioni, in onda intorno alle 19:30.
  • TG1 Sera: in onda tutti i giorni in seconda serata con una durata di 5 minuti. Già presente in passato, è stata reintrodotta il 22 marzo 2021 in sostituzione delle edizioni 60 secondi (la quale aveva sostituito nel 2010 la suddetta edizione) e notturna (in onda fino al 16 marzo 2020). Quest'edizione, fino a maggio 2022, aveva la particolarità di essere l'unica condotta in piedi.

PassateModifica

Durante gli anni novanta, il TG1 aveva un'edizione flash, in onda alle 11:30, che veniva trasmessa dal centro di produzione Rai di Napoli anziché da Saxa Rubra a Roma. Tale edizione affiancava quella flash delle 12:30 (poi spostata alle 11:00 e in seguito alle 9:55 fino al 2021), che andava in onda regolarmente da Roma.

Vi erano anche delle edizioni flash alle ore 7:30 e 9:30, cancellate nel 2021.

Pertanto, il TG1 in tale periodo utilizzava tre studi (oltre a quello principale, ne possedeva uno per le edizioni all'interno di Unomattina e quello di Napoli, per l'appunto) mentre oggi ne utilizza due, il principale e quello secondario (usato per rubriche, speciali e videochat).

ConduttoriModifica

AttualiModifica

Rassegna stampa ore 6:35Modifica

TG1 MattinaModifica

  • Gabriella Capparelli
  • Perla Dipoppa
  • Andrea Gerli
  • Giuseppe Rizzo

TG1 ore 13:30Modifica

TG1 ore 17:00Modifica

TG1 ore 20:00Modifica

TG1 SeraModifica

  • Barbara Carfagna
  • Virginia Lozito
  • Dania Mondini
  • Micaela Palmieri
  • Angelo Polimeno Bottai

PassatiModifica

TG1 MattinaModifica

TG1 Flash ore 12:00 (1983-1992)Modifica

TG1 ore 13:30Modifica


NOTA: Dal 1987 al 1991 l'edizione delle 13:30 ebbe una formula di conduzione a coppie, composte da Claudio Angelini e Danila Bonito, Giulio Sciorilli Borrelli e Angela Buttiglione e infine Liliano Frattini e Tiziana Di Simone.

Oggi al ParlamentoModifica

TG1 ore 16:45Modifica

Nota: Dalla prima metà degli anni '80 sino al 2000 questa edizione andava in onda alle ore 18. Dal 2001 fino al 2014 è stata invece anticipata dal lunedì al sabato alle ore 17 e la domenica alle 16:30. Dal settembre 2014 al 2020 è andata in onda dalla domenica al venerdì alle 16:30 e il sabato alle 17:00; dal 2016 al 2020 l'edizione domenicale viene posticipata alle 17:30. Dal 2020 va in onda dal lunedì al sabato alle 16:45 (precedentemente andava in onda alle 16:10 e 16:30) e la domenica alle 17:15.

TG1 ore 20:00Modifica

TG1 SportModifica

TG1 Mezzasera/60 SecondiModifica

TG1 Sera/NotteModifica

RubricheModifica

In ondaModifica

  • Billy - Il vizio di leggere: in onda la domenica alle 13:50 letto con una voce fuori campo. La rubrica, il cui primo conduttore e curatore è stato Marco Frittella, attualmente è curata da Bruno Luverà e condotta da lui stesso, a volte sostituito dai conduttori del TG1.
  • Dialogo: in onda il sabato in coda all'edizione delle 8:00 ed è condotto da Piero Damosso con il commento di Padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco.
  • Fa' la cosa giusta: in onda il martedì in coda all'edizione delle 9:00 ed è condotta da Giovanna Rossiello.
  • L'intervista: in onda il lunedì e il venerdì all'interno dell'edizione delle 9:00.
  • Medicina: in onda la domenica all'interno dell'edizione delle 8:00, era curata da Manuela Lucchini, che l'ha condotto fino al pensionamento, e della redazione Società. Dal 24 aprile 2022 è condotta da Alessandra Barone.
  • Motori: in onda il venerdì alle 13:50 curata da Francesca Grimaldi.
  • Rai Meteo: rubrica meteorologica a cura di Rai Pubblica Utilità e dell'Aeronautica Militare. Nata nel 2018, sostituisce Meteo 1 assieme alle altre rubriche meteorologiche della Rai, pur essendo ugualmente curata dalle rispettive testate di rete fino al 2020.
  • Persone: rubrica interna all'edizione delle 8:00 del sabato, curata e condotta fino al 24 aprile 2021 da Angelo Angelastro e dal 30 ottobre successivo da Maddalena Labricciosa.
  • Unomattina: in onda dal 1986, è un contenitore di informazione mattutino realizzato da Rai 1 in collaborazione con la testata.

CessateModifica

Tema musicaleModifica

Già dall'epoca delle trasmissioni sperimentali (prima del 1954, anno di nascita della televisione pubblica italiana), il Telegiornale, antenato del TG1, adottava come sigla il tema musicale appositamente composto dal musicista napoletano Egidio Storaci. A partire dal 1976 il tema è rimasto invariato nel corso degli anni, pur subendo vari riarrangiamenti. Per le edizioni straordinarie, a partire dal 2004 l'arrangiamento ha una tonalità leggermente differente da quello usato per la sigla di tutte le edizioni, che a partire dal 2014 è più breve mentre la sigla finale presenta solo le ultime note dell'arrangiamento principale.

In due occasioni, la melodia utilizzata per accompagnare i titoli di testa del notiziario venne commissionata a musicisti di fama internazionale. Nello specifico, dal 17 settembre 2007 al 10 giugno 2010 venne usata una composizione di Ludovico Einaudi, mentre dal 9 giugno 2014 è in uso un pezzo scritto appositamente da Nicola Piovani, usato solo nel sommario delle principali edizioni.

DirettoriModifica

Nome Periodo
Emilio Rossi 15 marzo 1976 - 9 ottobre 1980
Franco Colombo 10 ottobre 1980 - 28 maggio 1981
Emilio Fede 29 maggio 1981 - 8 agosto 1982 (ad interim)
Albino Longhi 9 agosto 1982 - 10 marzo 1987
12 aprile - 16 settembre 1993 (ad interim)
2 ottobre 2000 - 5 maggio 2002
Nuccio Fava 11 marzo 1987 - 9 agosto 1990
29 aprile - 14 agosto 1996
Bruno Vespa 10 agosto 1990 - 11 aprile 1993
Demetrio Volcic 17 settembre 1993 - 13 marzo 1994
Carlo Rossella 14 marzo 1994 - 28 aprile 1996
Rodolfo Brancoli 15 agosto - 23 ottobre 1996
Marcello Sorgi 24 ottobre 1996 - 7 giugno 1998
Giulio Borrelli 8 giugno 1998 - 16 giugno 2000
Gad Lerner 17 giugno - 1º ottobre 2000
Clemente J. Mimun 6 maggio 2002 - 12 settembre 2006
Gianni Riotta 13 settembre 2006 - 12 maggio 2009
Andrea Giubilo 13 maggio - 8 giugno 2009 (ad interim)
Augusto Minzolini 9 giugno 2009 - 13 dicembre 2011
Alberto Maccari 14 dicembre 2011 - 28 novembre 2012 (ad interim)
Mario Orfeo 29 novembre 2012 - 14 giugno 2017
Andrea Montanari 15 giugno 2017 - 30 ottobre 2018
Giuseppe Carboni 31 ottobre 2018 - 18 novembre 2021
Monica Maggioni dal 18 novembre 2021

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Fedi, Finalmente le nomine dei dirigenti della Rai-tv, in La Stampa, 3 dicembre 1975, pp. 1-2.
  2. ^ Giuseppe Fedi, "Occorrono nuove assunzioni per avviare la riforma Rai", in La Stampa, 6 marzo 1976, pp. 21-23.
  3. ^ Sito ufficiale di Giuseppe Rogolino, su rogolino.it. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 12 aprile 2022).
  4. ^ MA PER QUELLE STESSE ACCUSE FAVA PERSE LA DIREZIONE DEL TG1, in la Repubblica, 5 maggio 1991. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 22 maggio 2022).
  5. ^ Silvia Fumarola, UNA SQUADRA DI DONNE AL NUOVO TG DI VESPA, in la Repubblica, 7 marzo 1992. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 30 gennaio 2022).
  6. ^ Davide Frattini, La sigla del Tg1 ritorna al futuro, in Corriere della Sera, 26 luglio 1993, p. 17 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2015).
  7. ^ Concita De Gregorio, NOTE SPESE GONFIATE ' AVVISO' A LASORELLA, in la Repubblica, 27 febbraio 1994. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 30 giugno 2022).
  8. ^ Senato della Repubblica, Interrogazione parlamentare n. 4/12092 del 29 luglio 1998, su aic.camera.it. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 3 luglio 2022).
  9. ^ Assalto al consolato italiano in Libia, su Corriere della Sera, 19 febbraio 2006. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 25 maggio 2012).
  10. ^ Calderoli, il vescovo di Bergamo: "Fa male all'Italia e alla sua città", su La Repubblica, 18 febbraio 2006. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 26 dicembre 2019).
  11. ^ Calderoli si pente, Tripoli chiude il caso, Quotidiano Net, 9 maggio 2008
  12. ^ Alessandra Arachi, Busi: l'editoriale sugli stupri? Sfida culturale. Per la prima volta un telegiornale Rai "interrotto" da un intervento della conduttrice sul tema degli stupri, su Corriere della Sera.it, 14 ottobre 2006. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 30 marzo 2017).
  13. ^ Romani: "In Rai non solo Santoro. Anche il Tg1 è a sinistra", su iltempo.ilsole24ore.com, 18 gennaio 2009. URL consultato il 18 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2009).
  14. ^ Il Tg1 “ringrazia” il terremoto in Abruzzo per il record di ascolti, su tvblog.it, 7 aprile 2009. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 23 aprile 2021).
  15. ^ Servizio di Corriere.it
  16. ^ Nomine Rai, Minzolini direttore del TG1, su corriere.it, Corriere della Sera, 20 maggio 2009. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 24 luglio 2012).
  17. ^ Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, su repubblica.it, La Repubblica, 15-4-10. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 7 settembre 2012).
  18. ^ Carmelo Lopapa, Reportage di Repubblica.it sulle omissioni nel Tg1, su la Repubblica, 1º ottobre 2009. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 4 febbraio 2020).
  19. ^ Comunicato del CdR, su repubblica.it. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 7 aprile 2022).
  20. ^ Dall'Agcom arriva la diffida al Tg1 «Forte squilibrio a favore del governo», su Corriere della Sera, 21 ottobre 2010. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 22 luglio 2012).
  21. ^ La Repubblica, 29 dicembre 2010.
  22. ^ La Busi: «Rinuncio a condurre il Tg1», su corriere.it, Corriere della Sera.it, 10 maggio 2010. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 30 giugno 2018).
  23. ^ La lettera della Busi a Minzolini, su ilmessaggero.it, Il Messaggero.it. URL consultato il 7 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2015).
  24. ^ Tg1 di parte, non ci metto la mia faccia, su Corriere della Sera, 25 maggio 2011. URL consultato il 4 luglio 2022 (archiviato il 27 gennaio 2022).
  25. ^ Redazione online, Tiziana Ferrario reintegrata alla conduzione del Tg1, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2010. URL consultato il 4 luglio 2022 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2020).
  26. ^ Matteo Rossi, Crollo del Tg1, superato anche dal Tg3. Minzolini vicino all’addio, in Corriere Web, 29 novembre 2011.
  27. ^ Alberto D'Argenio e Aldo Fontanarosa, Ascolti, sprofonda il Tg1 di Minzolini. Alle 20 perso un milione di spettatori, in la Repubblica, 15 aprile 2010.
  28. ^ Ilvo Diamanti, L'Italia sfiducia i Tg Rai-Set e cerca libertà su internet, in la Repubblica, 12 dicembre 2011.
  29. ^ La Cassazione conferma la condanna per peculato all’ex direttore del Tg1 Minzolini, in La Stampa, 12 novembre 2015. URL consultato il 12 novembre 2015 (archiviato il 13 novembre 2015).
  30. ^ Reteurs Italia - Rai, respinto ricorso Minzolini su reintegro a direzione Tg1, su it.reuters.com.
  31. ^ TM news - Maccari direttore Tg1, su tmnews.it. URL consultato il 28 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2012).
  32. ^ Rai, nominati i direttori delle testate giornalistiche, su RAI Ufficio Stampa. URL consultato il 18 novembre 2021.
  33. ^ Stefano Campagna è morto a 51 anni per una malattia - Tgcom24, su Tgcom24. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 30 giugno 2018).
  34. ^ Cbneas1968, Il Focolare Radio - TV: Mercoledì 9 dicembre 1981 (Prima parte), su Il Focolare Radio - TV, mercoledì 12 dicembre 2012. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 18 luglio 2020).
  35. ^ TG1 STREAMING, su freetvonline.it. URL consultato il 3 luglio 2022 (archiviato il 21 ottobre 2020).

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