Monte Niblè

Monte Niblè
Monte Niblè 001.JPG
Il Monte Niblè visto dalla Rocca d'Ambin. Si nota il Glacier de Ferrand.
StatiItalia Italia
Francia Francia
Regione  Piemonte
Rodano-Alpi
Provincia  Torino
Savoia
Altezza3 365 m s.l.m.
Prominenza275 m
Isolamento2,18 km
CatenaAlpi
Coordinate45°08′21.33″N 6°53′44.27″E / 45.139258°N 6.89563°E45.139258; 6.89563
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Niblè
Monte Niblè
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Niblè
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Cozie
SottosezioneAlpi del Moncenisio
SupergruppoCatena Bernauda-Pierre Menue-Ambin
GruppoGruppo d'Ambin
SottogruppoSottogruppo Ambin-Niblè
CodiceI/A-4.III-B.6.c

Il Monte Niblè (3.365 m s.l.m.[1]) è una montagna del Gruppo d'Ambin nelle Alpi Cozie. Si trova lungo la linea di frontiera tra l'Italia e la Francia nei pressi della Punta Ferrand.

CaratteristicheModifica

 
Il Monte Niblè e la Punta Ferrand visti dal Monte Giusalet (il Niblè si trova a sinistra in secondo piano).

Dal versante francese si presenta come un'alta montagna con ai piedi il Glacier de Ferrand; dal versante italiano assume una forma trapezoidale con la più bassa e vicina Punta Ferrand.

GeologiaModifica

Sulla montagna prevalgono rocce scistose risalenti al periodo Triassico, in particolare delle tipologie scisti breccioidi a calcite e scisti calcariferi di colore scuro, alternati a quarzite.[2]

Ascensione alla vettaModifica

Si può salire sulla montagna partendo dal Rifugio Luigi Vaccarone oppure dal Rifugio Levi Molinari. Dal Levi Molinari si percorre l'intero vallone di Galambra seguendo i cartelli e le tacche bianco-rosse fino al bivacco Walter Blais (2.930 m), di proprietà del CAI Susa. Da lì si segue inizialmente la cresta della montagna, per poi abbandonarla temporaneamente in corrispondenza di un grande salto roccioso. Si entra quindi nel ghiacciaio Ferrand, che non è molto ripido ed è coperto da neve però richiede attrezzatura non da escursionista (piccozza e ramponi). Al termine del semicerchio nel ghiacciaio si riguadagna la cresta lasciata in precedenza, dove con l'aiuto dei numerosi ometti di pietra si arriva facilmente in vetta.

Sulla vetta si trovano tre croci (di cui una di legno), un medaglione bianco raffigurante la Madonna e una campana.

Punti di appoggioModifica

NoteModifica

  1. ^ La Valle di Susa, in Piemonte (non compresa Torino), Le guide rosse, Touring Editore, 1976, p. 406. URL consultato il 29 giugno 2020.
  2. ^ AA.VV. (Università di Padova, Istituto di geologia), Memorie degli Istituti di geologia e mineralogia dell'Università di Padova, vol. 25, Società cooperativa tipografica, 1965, p. 49. URL consultato il 30 novembre 2021.

CartografiaModifica

Collegamenti esterniModifica