ToponimoModifica

Vi sono due etimologie ipotizzabili riguardo al nome Stivo:

  • una ne prevede la derivazione dal tedesco Stief (derivante a sua volta dal latino obstipus), che significa ripido;
  • un'altra ipotizza la derivazione da aestivus, ovvero "monte per il pascolo estivo"[1].

DescrizioneModifica

 
La cima del monte Stivo vista da est.

Il versante est presenta una parete rocciosa che termina in una ripida sequenza di massi e sassi, chiamata dagli abitanti del posto gerom.

A quota 2012 metri si trova il Rifugio Stivo Prospero Marchetti, dedicato al primo presidente della SAT.

Sulla sommità, appena al di sotto della vetta, è installato un punto panoramico a 360 gradi dal quale si possono ammirare, oltre alle maggiori montagne delle Alpi Orientali (Marmolada, Adamello, Presanella, ecc.) anche scorci sul bacino benacense e, nei giorni più tersi, sulla pianura veneta verso Venezia.

La cima è raggiungibile grazie a un buon numero di sentieri che partono da ogni versante della montagna.

FaunaModifica

Sui versanti orientali ed occidentali dello Stivo, così come di tutta la catena, è possibile osservare la tipica fauna alpina: camosci, caprioli, lepri, marmotte e galli cedroni. Da alcuni anni sembra diventata costante la presenza di una popolazione di orsi.

Da qualche anno è possibile scorgere regolarmente nei cieli della catena (che arriva fino al Monte Bondone) una coppia di aquile con uno/due piccoli.

SportModifica

Il Monte Stivo appare particolarmente adatto per coloro che praticano volo libero (parapendio).[2]

NoteModifica

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