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Munūza, o Manūsa (in arabo: ﻫﻨﻮﺳـة‎; VIII secoloCovadonga, 722), è stato il governatore del nord della penisola iberica, inclusa la moderna regione delle Asturie.

BiografiaModifica

Musulmano berbero, arrivò nella Penisola iberica assieme al suo compagno Ṭāriq ibn Ziyād, fu nominato governatore dal wali di al-Andalus ʿAbd al-ʿAzīz ibn Mūsā, quando suo padre, Mūsā ibn Nuṣayr, nel 714, fu convocato a Damasco dal califfo Al-Walid I.

Mantenne il suo incarico anche coi wali che succedettero ad ʿAbd al-ʿAzīz, Ayyūb ibn Ḥabīb al-Lakhmī (716), ad interim, al-Ḥurr ibn ʿAbd al-Raḥmān al-Thaqafī (716-719), al-Samḥ ibn Mālik al-Khawlānī (719-721), ʿAbd al-Raḥmān ibn ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī (721) ad interim e ʿAnbasa ibn Suḥaym al-Kalbī (721-726).

Nel 722 le sue truppe furono sconfitte, dai primi ribelli (circa 300), riuniti attorno a Pelagio, nella battaglia di Covadonga (scaramuccia insignificante per i cronisti arabi), che per i cronisti cristiani fu l'inizio della Reconquista.

Fu sconfitto ed ucciso dal principe delle Asturie, Pelagio, all'inizio della Reconquista.

La leggenda di OrmesindaModifica

Secondo la leggenda, Munuza si innamorò di Ormesinda, sorella di Pelagio (che era anche il tutore della sorella). Munuza, nel 717, incaricò Pelagio di portare i tributi della provincia nella capitale di al-Andalus, Siviglia e, approfittando dell'assenza di Pelagio, fece rapire Ormesinda, per poterla sposare; ma il giorno delle nozze Ormesinda si avvelenò e morì e Pelagio uccise Munuza quello stesso giorno.

Una seconda versione della morte di Munuza, lo fece morire nella battaglia di Covadonga.

Una terza versione dice che abbia finito i suoi giorni a Gijón con Ormesinda, dopo essersi riappacificato con Pelagio.

Una quarta versione, infine, dice che si sia ritirato sulle sponde del Guadalquivir, dove visse con Ormesinda.

Voci correlateModifica