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NGC 2547
Ammasso aperto
NGC 2547 in Vela.jpg
NGC 2547
Scoperta
ScopritoreNicolas Louis de Lacaille
Data1752
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneVele
Ascensione retta08h 10m 26s[1]
Declinazione-49° 10′ 03″[1]
Distanza1480[2] a.l.
(455[2] pc)
Magnitudine apparente (V)4,7[1]
Dimensione apparente (V)20'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseI 3 r n
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Età stimata36 milioni di anni[2]
Altre designazioni
Mel 84 ; Cr 177; OCl 753; ESO 209-SC18[1]
Mappa di localizzazione
NGC 2547
Vela IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 08h 10m 26s, -49° 10′ 03″

NGC 2547 è un ammasso aperto posto entro i confini della costellazione delle Vele; nonostante le sue ridotte dimensioni apparenti, può essere scorto anche a occhio nudo.

OsservazioneModifica

 
Mappa per individuare NGC 2547.

È a malapena visibile ad occhio nudo come una sorta di stella molto sfuocata e debole, in parte oscurato dalla vicina stella γ Velorum, che si individua due gradi a nord, e dalla Via Lattea, piuttosto intensa in questo tratto; la presenza di questa brillante stella facilita tuttavia la sua individuazione. Un binocolo 10x50 è già sufficiente per risolverlo in stelle, mentre con un 15x80 è già completamente sciolto; attraverso un telescopio da 80mm ricorda vagamente la forma della costellazione australe della Gru. NGC 2547 appare dominato da una stella azzurra di magnitudine 6,46, mentre le restanti sono quasi tutte di ottava e nona magnitudine.

L'ammasso si trova a una declinazione piuttosto meridionale e pertanto non risulta osservabile da molte delle regioni abitate dell'emisfero boreale; può essere scorto dalle propaggini meridionali dell'Europa e a partire dalle regioni centrali del Nordamerica. Da alcune regioni abitate dell'emisfero australe, al contrario, si presenza circumpolare.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra dicembre e maggio.

Storia delle osservazioniModifica

Fu individuato per la prima volta dall'abate Nicolas Louis de Lacaille durante la sua permanenza in Sudafrica nel 1752, che la definì come un insieme di stelle accompagnate da una nebulosità di fondo. James Dunlop lo riosservò nel 1827, risolvendolo in stelle e affermando che non ci fosse traccia di nebulosità fra le sue componenti. John Herschel lo riosservò in seguito e lo inserì nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 1636.[4][5]

CaratteristicheModifica

NGC 2547 è un ammasso molto ricco e brillante, formato da numerose stelle azzurre e calde; la sua distanza è stimata attorno ai 455 parsec (circa 1480 anni luce)[2] ed è quindi situato sul Braccio di Orione, presso il bordo interno della Nebulosa di Gum. Permangono tuttavia alcune incertezze.

Se questa stima è corretta, le sue stelle componenti sono racchiuse in un diametro di appena 10 anni luce. Una vaga nebulosità, non associata all'ammasso in quanto sovrapposta sulla nostra linea di vista, si osserva a forti ingrandimenti; questo complesso nebuloso, parte della Nebulosa di Gum, pare avvolgere anche tutta la porzione di cielo in cui si estende l'ammasso.[5] La stella più brillante dell'ammasso è la bianco-azzurra HD 68478, di magnitudine 6,44. Sono note 70 componenti con classe spettrale compresa fra B3 e K0; estendendo il conto fino alle stelle di classe M e una massa pari a 0,2 M, si arriva a circa 600 stelle.[6]

Data la sua età, stimata attorno ai 30 milioni di anni, quest'ammasso è oggetto di studi in quanto si trova nel pieno della fase più importante per la formazione dei pianeti terrestri; fra tutte le componenti note tuttavia soltanto quattro sembrano possedere caratteristiche spettrali che riconducono alla presenza di un disco protoplanetario: una di classe G, due di classe K e una di classe M.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 2547. URL consultato il 22 agosto 2013.
  2. ^ a b c d WEBDA page for open cluster NGC 2547, su univie.ac.at. URL consultato il 22 agosto 2013.
  3. ^ Una declinazione di 49°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 41°; il che equivale a dire che a sud del 41°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 41°N l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 2547, su ngcicproject.org. URL consultato il 22 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  5. ^ a b Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-83704-9.
  6. ^ a b Gorlova, N.; Balog, Z.; Rieke, G. H.; Muzerolle, J.; Su, K. Y. L.; Ivanov, V. D.; Young, E. T., Debris Disks in NGC 2547, in The Astrophysical Journal, vol. 670, nº 1, novembre 2007, pp. 516-535, DOI:10.1086/521671. URL consultato il 22 agosto 2013.

BibliografiaModifica

LibriModifica

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-83704-9.

Carte celestiModifica

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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