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Newag
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StatoPolonia Polonia
ISINPLNEWAG00012
Fondazione1876 a Nowy Sącz
Sede principaleNowy Sącz
Settoremeccanico
ProdottiRotabili ferroviari e tranviari
Sito web

Newag è una società per azioni polacca, con sede a Nowy Sącz, che si occupa di produzione, manutenzione e ammodernamento di rotabili ferroviari e tranviari[1].

Indice

StoriaModifica

 
Newag 14WE
 
Locomotiva Diesel 6Dg
 
Newag 19WE
 
PKP class ST40. Ammodernamento delle vecchie locomotive M62 polacche
 
Autotreno serie Vulcano a scartamento ridotto per la Ferrovia Circumetnea
 
Moderno tram Nevelo 126N in sperimentazione a Cracovia
 
Elettrotreno Newag 31WE

Nel 1876, durante la dominazione austroungarica, venne fondata come officina ferroviaria a servizio della nuova ferrovia Tarnowsko-Leluchowska. Negli anni tra il 1880 e il 1912 gli impianti vennero gradualmente estesi e, allo scoppio della prima guerra mondiale, in parte adibiti alla riparazione e alla produzione di treni blindati per le esigenze belliche dell'impero austro-ungarico. Dopo la Prima guerra mondiale venne rifondata come officina di primo livello a servizio delle PKP, le ferrovie statali della Polonia giungendo ad impiegare 1800 unità lavorative nel 1922 suddivise nei tre comparti produttivi di materiale ferroviario, motoristico e di auto. L'occupazione tedesca, dal 1939, portò ad un ampliamento di impianti e forza lavoro ma con la ritirata, nel 1945, vennero trafugati o distrutti la maggior parte delle attrezzature e degli edifici.

Dopo il secondo conflitto mondiale e la nascita della repubblica fu prima nazionalizzata e successivamente resa indipendente dalle ferrovie statali assumendo il nome di Zakłady Naprawcze Taboru Kolejowego "Nowy Sącz" w Nowym Sączu, Przedsiębiorstwo Państwowe Wyodrębnione. La sua forza lavoro raggiunse le 3.500 unità nel 1952. La produzione e la riparazione di locomotive a vapore ebbe termine nel 1972; nello stesso anno venne approntata una linea di riparazione e produzione di locomotive Diesel. In seguito al crollo del comunismo, nel 1989, la fabbrica venne "privatizzata" rimanendo tuttavia sotto il controllo dello stato. Alla fine del 1994 il Ministero ne dispose la conversione in società con socio unico la Tesoreria dello Stato. Intorno al 2001 le condizioni finanziarie della società erano tuttavia entrate in grosse difficoltà a causa del basso numero di ordinativi per cui venne acquisita da investitori privati nel 2003. L'attuale denominazione venne acquisita a partire dal 2005. Nel 2012 la fabbrica ha prodotto il primo rotabile ad azionamento elettronico a piano ribassato (serie 35WE) e il primo tram 126N Nevelo. Nel corso del 2013, l'elettrotreno 31WE ha raggiunta la velocità di 211,6 km/h stabilendo un record per veicoli progettati e prodotti esclusivamente in Polonia.

Il 5 dicembre 2013 Newag ha debuttato sulla Borsa di Varsavia collocando azioni rappresentanti il 43,47% del proprio capitale sociale[2].

Newag in ItaliaModifica

Il 2013 fu l'anno in cui la società intraprese un piano di esportazione dei suoi prodotti in Italia. Venne posta attenzione alla procedura di liquidazione della ex-Costamasnaga allo scopo di acquisirne alcuni ordini inevasi (nel mese di settembre 2013 vennero acquisiti i progetti delle DMU previste per la FCE) con l'intento di costituire un polo di manutenzione e post-vendita nel territorio italiano. Il 3 dicembre 2013, la società polacca siglava presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano il suo primo contratto di esportazione[3] per la fornitura di quattro complessi automotori diesel alla Ferrovia Circumetnea di Catania. La produzione dei nuovi convogli del valore complessivo di 14,8 milioni venne avviata in Polonia presso lo stabilimento di Nowy Sącz con un'opzione per la fornitura di altri sei complessi entro i quattro anni successivi per un costo complessivo di 40 milioni di euro. Il contratto esecutivo venne firmato da Zbigniew Konieczek, presidente della Newag SA, e dall'ingegnere Virginio Di Giambattista, Direttore Generale del TPR-Ministero dei Trasporti[4]. Il 10 dicembre del 2015 la Newag ha concluso un accordo quadro per la fornitura di 15 EMU serie Impuls II alle Ferrovie del Sud Est. Tale contratto è il secondo acquisito in Italia[5][6]. È nelle intenzioni dell'azienda partecipare a commesse per altre linee italiane come quelle della Circumvesuviana[7]

Il 19 dicembre 2015, la presentazione ufficiale a Catania, nella stazione Borgo della ferrovia Circumetnea, degli autotreni serie "Vulcano", alla quale oltre alle autorità locali ha partecipato il presidente Zbigniew Koniecsek ha rappresentato una data importante per la Newag in quanto ha celebrato l'ingresso di fatto dell'azienda nel mercato italiano[8].

La produzione di NewagModifica

ElettromotriciModifica

Basandosi sull'esperienza acquisita durante la ristrutturazione dei vetusti convogli EN57 ed EN71, l'azienda decise di incominciare la produzione in proprio di convogli dedicati al trasporto suburbano e regionale, iniziando con il 14WE, acquistato in 8 esemplari dalla SKM Varsavia, prodotto dal riciclaggio di alcuni elementi degli EN57. Il primo convoglio del tutto nuovo è il 19WE, simile al precedente, acquistato in 4 esemplari sempre dalla SKM Varsavia. Nel 2011 è iniziata la produzione del primo treno a pavimento semi-ribassato, il 35WE "Impuls",composto da 6 carrozze e destinato a SKM Varsavia. Nel 2013 sono stati ordinati in tutto oltre 23 esemplari della famiglia "Impuls", tra cui 10 35WE, 10 31WE, 2 37WE e un 36WE. Nello stesso anno, a dicembre, un 31 WE destinato alla Bassa Slesia ha battuto il record di velocità mai raggiunta da un convoglio prodotto interamente in Polonia, ossia 211,6 km/h sulla linea CMK.

Il 10 dicembre 2015 FSE (Ferrovie del Sud Est) ha siglato un contratto per una prima fornitura di 5 complessi EMU della serie "Impuls II" a tre casse entro il 2016; la fornitura fa parte di un accordo per la costruzione di 15 unità[5][6]

AutomotriciModifica

Sono state prodotte in totale 10 unità, destinate alle Ferrovie della Masovia (KM), alle Ferrovie della Pomerania e alle Ferrovie Regionali PKP.

Quattro unità binate della serie denominata "Vulcano" sono state consegnate alla FCE[9]; la prima unità ha raggiunto il deposito locomotive di Catania Borgo il 2 dicembre del 2015[10], la seconda DMU è giunta al porto di Catania il 12 dicembre. Le ulteriori due unità sono state consegnate a gennaio e a giugno 2016.

LocomotoriModifica

La ditta offre due tipi di locomotiva: la Griffin a 4 assi e la Dragon a 6 assi, in versione sia elettrica che diesel.

Treni per la metropolitanaModifica

25 (su 35 totali) Inspiro destinati alla metropolitana di Varsavia sono montati in uno stabilimento dedicato.

TramModifica

Nel marzo 2012 Newag presentò il prototipo del suo primo tram denominato Nevelo. Il tram fu testato dalla società di trasporti urbani di Cracovia dal 22 giugno 2013. [11].

NoteModifica

  1. ^ Newag tram rolls onto the streets of Kraków, in Railway Gazette International. URL consultato il 1º luglio 2013.
  2. ^ Newag po debiucie giełdowym
  3. ^ Railway Gazette. Ferrovia Circumetnea places newags first dmu export order
  4. ^ Siglato accordo tra Mit e Newag per i nuovi treni della Circumetnea
  5. ^ a b Newag group, Company News:First Polish IMPULS trains in Italy, su newag.pl. URL consultato il 12 dicembre 2015.
  6. ^ a b Tuttotreno, FSE: 5 nuovi treni da Newag, su blog.tuttotreno.it. URL consultato il 12 dicembre 2015.
  7. ^ (PL) Konrad Majszyk, Pociągi Jakubasa wjeżdżają na Etnę. Rusza pierwszy kontrakt eksportowy Newagu (p. 6), in Forsal.pl, 12 marzo 2015. URL consultato il 12 dicembre 2015.
  8. ^ (PL) jm, Pociągi Vulcano Newagu oficjalnie przekazane na Sycylii, in rynek-kolejowy.pl, 19 dicembre. URL consultato il 20 dicembre 2015.
  9. ^ Alessandro Di Graziano: "Metro, entro il 2015 tratta Nesima-Stesicoro" (figurino livrea allegato), in Quotidiano di Sicilia, 23 settembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2014.
  10. ^ Francesco Virgillito, Circumetenea: arrivato l’autotreno Newag, in Tuttotreno Blog, 2 dicembre 2015. URL consultato il 3 dicembre 2015.
  11. ^ (PL) Nevelo zostaje w Krakowie do końca 2013 roku, in Newag group, Archivio, 4 settembre 2013. URL consultato il 20 dicembre 2015.

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