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Nicoletta Braschi

attrice italiana

BiografiaModifica

Nata a Cesena il 19 aprile 1960, si trasferisce a Roma nel 1980 dove studia recitazione all'Accademia nazionale d'arte drammatica.

Debutta nel 1980 a teatro con lo spettacolo Tutti al macello di Salvatore Cardone, e prosegue l'anno successivo con Novelle esemplari. Musa ispiratrice e moglie di Roberto Benigni, lavora con lui fin dal film Tu mi turbi (1983) e con lui recita in molti suoi film: Daunbailò (1986), Il piccolo diavolo (1988), Johnny Stecchino (1991), Il mostro (1994), La vita è bella (1997), Pinocchio (2002) e La tigre e la neve (2005). Tutte queste pellicole sono state prodotte dalla Melampo Cinematografica, di cui è fondatrice e presidente dal 1991[1].

Ha poi intrapreso una florida carriera nel cinema, recitando anche senza il marito in film come Segreti segreti (1984) con Giuseppe Bertolucci, con Marco Ferreri in Come sono buoni i bianchi (1987), con Bernardo Bertolucci ne Il tè nel deserto (1990), con Marco Tullio Giordana in Pasolini, un delitto italiano (1994), con Roberto Faenza in Sostiene Pereira (1995), con Francesca Comencini in Mi piace lavorare (Mobbing) (2003), fino a vincere con il film Ovosodo (1997), di Paolo Virzì, un David di Donatello come miglior attrice non protagonista[2].

Nel 2007 torna in teatro e debutta a Massa Carrara con Il metodo Gronholm, spettacolo che ha portato in tournée in tutta Italia fino al marzo 2008. Nel 2009 porta in teatro Tradimenti, uno spettacolo durante il quale tutti tradiscono tutti. Nel 2013 è uno dei componenti della giuria Cinéfondation e cortometraggi al Festival di Cannes[3]. Durante il mese di novembre 2013 ha rilasciato la sua prima intervista televisiva alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio[4]. Nel 2013 è protagonista della tournée teatrale Giorni felici, tratta dalle opere di Samuel Beckett e sotto la regia di Andrea Renzi.

Vita privataModifica

Il 26 dicembre 1991 si è sposata con l'attore e regista Roberto Benigni[5]. Anche suo fratello Gianluigi Braschi è stato attivo nel mondo del cinema come produttore; è morto nel 2008 a 45 anni per una grave malattia[6]. L'11 giugno 2012 è rimasta vittima di un incidente automobilistico, riportando alcune ferite al volto[7].

OmaggiModifica

Il 10 aprile 1999 gli astronomi Andrea Boattini e Maura Tombelli hanno catalogato un asteroide a cui hanno dato il nome 31605 Braschi[8].

PremiModifica

OnorificenzeModifica

  Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 8 marzo 2005. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[10]
  Premio Malatesta Novello – Città di Cesena
— Cesena, 27 novembre 2007. Di iniziativa del Sindaco di Cesena.[11]
  Dottorato (PhD) Honoris Causa in Legge (2015).
— Università di Toronto[12]

FilmografiaModifica

TeatroModifica

NoteModifica

  1. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Nicoletta Braschi | MYmovies, su www.mymovies.it. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  2. ^ Francesco Magagnino, Tuttobenigni.it - Sito non ufficiale su Roberto Benigni - by Francesco Magagnino, su www.tuttobenigni.it. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  3. ^ Festival di Cannes, la carica degli italiani - Spettacoli Repubblica, in Spettacoli - La Repubblica, 14 maggio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  4. ^ [1]
  5. ^ Anno 1991: le nozze segrete di Benigni a Cesena - Regione - il Tirreno, in il Tirreno, 3 gennaio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  6. ^ note, su quotidiano.net.
  7. ^ Nicoletta Braschi coinvolta in un incidente stradale
  8. ^ (EN) Perché Nicoletta Braschi, moglie e musa di Roberto Benigni, incarna ancora gli ideali che interpretava nel film La Vita è Bella?, in Elle.it, 14 settembre 2017. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  9. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Premi e nomination di Nicoletta Braschi | MYmovies, su www.mymovies.it. URL consultato il 7 febbraio 2018.
  10. ^ Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig.ra Nicoletta Braschi, quirinale.it. URL consultato il 19 settembre 2010.
  11. ^ Premio Malatesta Novello, riminibeach.it. URL consultato il 19 settembre 2010.
  12. ^ [2][3]

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN122270506 · ISNI (EN0000 0001 1086 7319 · SBN IT\ICCU\RAVV\097359 · LCCN (ENnr98006746 · GND (DE12137629X · BNF (FRcb14018904q (data) · WorldCat Identities (ENnr98-006746