«Come un topo son grigio / e grande come un edificio, / il mio naso è un serpente / e il mio passo irruente / fa tremare la terra / molto più di una guerra. / Con due corna in bocca / camminare mi tocca, / sventolando l'orecchio / ma non sono mai vecchio / pur marciando parecchio, / pur se supino mai, / neanche per morire mi vedrai. / Io sono Olifante, / il più importante, / il più grosso e il più grande. / Se un giorno t'incontro, / non scorderai lo scontro; / ma se non mi vedi, / so che non ci credi. / Eppur sono Olifante, / il vecchietto ben portante.»

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Le due torri[1])
Una carica di olifanti durante la Battaglia del Pelennor nel film Il ritorno del re

L'olifante o mûmak (plurale mûmakil) è un animale di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. È un enorme pachiderma proveniente dalla terre meridionali di Harad, antenato dell'elefante moderno ma di dimensioni molto maggiori. Nell'originale inglese la parola usata è oliphaunt, che è una dizione inventata da Tolkien dalla deformazione di olifant, variante arcaica di elephant. Nel capitolo III libro IV del Signore degli Anelli, Sam recita una breve poesia sugli olifanti che è anche inclusa ne Le avventure di Tom Bombadil.

Gli olifanti sono animali enormi, simili agli elefanti: pelle color grigia, zanne e stazza gigantesca. Hanno un'altezza variabile tra i 15 e i 25 metri, quindi (considerando che un elefante è alto 3 m) sono 5 o 7 volte superiore a quella degli elefanti più grandi realmente esistenti.

Gli olifanti sono simili nella costituzione fisica ai Deinotherium, hanno le orecchie da elefante indiano, ma sono dotati di ben 6 zanne, due lunghe 3 metri nella parte inferiore, due piuttosto corte che spuntano dalla base della mandibola e due lunghe e ricurve come quelle di un mammuth nella parte superiore. Il tutto fa ricordare un mammuth imperatore, con le quattro zanne dei Gonphotheriidae.

Questi animali sono originari del sud, e vengono utilizzati come mezzi militari; gli olifanti non si fermano davanti a niente e nessuno, schiacciando uomini e abbattendo alberi. Essendo animali enormi possono portare carichi pesanti e costituire robusti mezzi di trasporto. In battaglia, gli olifanti erano generalmente dispiegati al centro della linea dove potevano utilmente prevenire una carica oppure compierne una essi stessi. Le loro cariche possono travolgere più di 2000 soldati alla volta in quanto le loro zanne possono facilmente aprire la strada.

Gli olifanti fanno la loro comparsa per la prima volta nel libro Le due torri (e nel film omonimo) in cui Frodo e Sam li vedono passare sormontati da una torretta piena di uomini.

Nel film Il ritorno del re partecipano invece alla Battaglia dei Campi del Pelennor. Sono guidati dagli Haradrim, o Sudroni, e combattono dunque nelle file di Mordor. Il loro arrivo in battaglia crea lo scompiglio fra le file degli eserciti di Rohan e Gondor, e nei campi del Pelennor gli olifanti spazzano via con le zanne, schiacciano con le zampe e infilzano i combattenti più vicini a loro.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli, Milano, Bompiani, 2000, ISBN 88-452-9005-0.

Voci correlateModifica

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