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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il color olivina, vedi Verde oliva.
Olivina
Olivine-gem7-10a.jpg
Classificazione Strunz9.AC.05
Formula chimica(Mg,Fe)2SiO4
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinorombico
Parametri di cellaa 4,78, b 10,25, c 6,3
Gruppo puntuale2/m 2/m 2/m
Gruppo spazialePbnm
Proprietà fisiche
Densità3,27 - 4,37 g/cm³
Durezza (Mohs)6,5 - 7
Sfaldaturadistinta in due direzioni a 90° tra di loro
Fratturaconcoide
Coloreda giallo a verde (oliva), bruno
Lucentezzavitrea
Opacitàda trasparente a traslucida
Strisciopolvere bianca
Diffusionecomune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'olivina, chiamata anche peridoto, è un minerale appartenente ai nesosilicati.

È una miscela isomorfa di forsterite (estremo magnesifero) Mg2SiO4 e fayalite (estremo ferrifero) Fe2SiO4. Questi ultimi sono rari in natura. Poiché è un termine intermedio di una serie, non è considerato una specie valida dall'IMA, ma va considerata come nome della serie.

Le olivine possono contenere manganese in sostituzione di ferro e magnesio. La sostituzione totale tra Mn e il Fe nella fayalite genera la tefroite (Mn2SiO4) e i termini intermedi della serie sono chiamati knebelite (Mn,Fe)2SiO4 (non riconosciuto dall'IMA); piccole quantità di zinco possono sostituirsi a (Fe,Mn) formando roepperite (non riconosciuto dall'IMA) mentre se si sostituisce il calcio si forma glauchocroite (CaMnSiO4). Un'altra serie relativamente rara delle olivine è quella tra monticellite (CaMgSiO4) e kirschteinite (CaFeSiO4).[1]

Campioni trasparenti di olivina vengono tagliati e lavorati con ottimi risultati.

Indice

SinonimiModifica

Il nome deriva dal colore verde oliva tipico di questo minerale. Viene usato come sinonimo il termine crisolito (quando la pietra appare trasparente), mentre peridoto è un termine datato che indica la varietà gemma del minerale.[2]

Struttura cristallinaModifica

 
Struttura dell'olivina

La struttura dell'olivina è caratterizzata da tetraedri isolati di SiO4 collegati da cationi interstiziali in coordinazione ottaedrica. Esistono due siti di coordinazione, uno regolare (M2) e uno irregolare (M1). Per quanto riguarda la serie dell'olivina gli ioni occupano i due siti senza mostrare preferenze. Nella monticellite, al contrario, il calcio va ad occupare il sito M2 e il magnesio il sito M1.[1][2]

Nella serie forsterite-fayalite con l'aumentare della proporzione di ferro il peso specifico aumenta mentre la durezza diminuisce;[3] questo spiega l'intervallo di valori della durezza e della densità riportati in tabella.

Abito cristallinoModifica

Si presenta soprattutto in forma granulare e massiva e, molto raramente, sotto forma di cristalli euedrali ad abito prismatico.

La sfaldatura è difficile e ciò riflette la struttura cristallina del minerale, in cui i tetraedri di SiO4 non formano né piani né catene, essendo indipendenti l'uno dall'altro.[2]

Proprietà otticheModifica

 
Particolare di granulo di olivina in un gabbro (roccia ignea). Fotomicrografia con polarizzatori incrociati.

In sezione sottile (30 µm) usando un microscopio da petrografia con solo polarizzatore inserito il minerale è incolore o verde pallido e quando è ricco in ferro può essere giallastro; si può inoltre osservare pleocroismo, nella fattispecie dicroismo, con una variazione di tonalità da giallo-verdastro a giallo-aranciato a incolore.[4] Presenta un alto rilievo e il segno ottico è di tipo biassico negativo (fayalite) o positivo (forsterite). Nell'olivina si osserva estinzione parallela.[3]

Quando si passa ad una osservazione a nicol incrociati (con sia polarizzatore che analizzatore inseriti) si osservano colori di interferenza di secondo ordine.[5]

Origine e giacituraModifica

Le olivine sono costituenti fondamentali di molte rocce, soprattutto di quelle magmatiche ultramafiche e mafiche (povere di silice), sia intrusive (p.es. peridotiti, gabbri) che effusive (p.es. komatiiti, basalti). Le olivine rappresentano il primo minerale a cristallizzare da un fuso originato dalla fusione parziale del mantello terrestre (fuso primario).

L'olivina può essere anche un prodotto del metamorfismo di rocce metamorfiche ultrabasiche (p.es. serpentiniti) e di rocce sedimentarie come calcari impuri e dolomie. Alcune delle reazioni metamorfiche che possono produrre olivina sono:

- nei calcari:  

- nelle serpentiniti:  

Si possono ottenere pirosseni dalle olivine secondo la reazione:

  (enstatite)

L'olivina, in presenza di acqua, può alterare per meteorizzazione in iddingsite, una miscela di vari minerali dell'argilla ed ossidi di ferro, o in serpentino (a temperature inferiori a 400 °C).

Luoghi di ritrovamentoModifica

La varietà gemma dell'olivina può essere trovata in Birmania, mentre in Arizona e New Mexico si ritrova in forma di granuli arrotondati in associazione con pirosseni nelle ghiaie superficiali. Gli esemplari migliori si possono ritrovare nell'isola di Zebirget nel Mar Rosso.[2] In Europa, la principale fonte di olivina è la Norvegia e circa il 50% di essa in circolo per uso industriale nel mondo proviene da questo Paese.

L'olivina è rinvenibile anche nelle areoliti (meteoriti costituite in prevalenza di silicati) e sideroliti sotto forma di granuli vetrosi.[2]

Alcuni impieghiModifica

Le olivine fondono a temperature molto elevate e vengono quindi usate come costituenti di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta frequenza, per la costruzione di pellicole sottili, ceramiche, leghe e collanti per alte temperature. Il peridoto, invece, viene classificato come pietra semi-preziosa e impiegato in gioielleria. La sabbia di olivina, opportunamente miscelata con silicati e catalizzatori, è ottima in fonderia proprio per la sua refrattarietà e stabilità alle alte temperature.

In Finlandia, l'olivina viene anche commercializzata per essere utilizzata nelle stufe sauna; essa, infatti, si presta bene a questo utilizzo per via di alcune sue caratteristiche, prima fra tutte la sua buona resistenza alla meteorizzazione, cui sarebbe altrimenti soggetta per via dei ripetuti cicli di riscaldamento (e quindi, poi, raffreddamento) della sauna.

NoteModifica

  1. ^ a b Deer, W. A. (William Alexander) e Zussman, J.,, An introduction to the rock-forming minerals, Longmans, [1966], ISBN 0-582-44210-9, OCLC 2468668. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  2. ^ a b c d e Klein, Cornelis., Mineralogia, 1. ed. italiana condotta sulla 22. ed. americana, Zanichelli, 2004, ISBN 88-08-07689-X, OCLC 849452792. URL consultato il 4 dicembre 2018.
  3. ^ a b (EN) Mahmut MAT, Olivine Mineral Physical and Optical Properties, su Geology ,Study of Earth Science ,Rocks and Minerals, 16 aprile 2018. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  4. ^ Olivina - Scheda Scientifica - Minerali - Silicati - Minerali.it, su www.minerali.it. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  5. ^ Olivine, su www.science.smith.edu. URL consultato il 18 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2014).

BibliografiaModifica

  • W.A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman, Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, Zanichelli Bologna 1994 - ISBN 88-08-09882-6.
  • Walter Schumann. Guida alle gemme del mondo, Zanichelli.
  • John Sinkankas. Gemstone & Mineral Data Book, Winchester Press.
  • Cornelis Klein, Mineralogia, prima edizione italiana condotta sulla ventiduesima edizione americana, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-88-08-07689-2.
  • Deer,Howie,Zussman, An Introduction to the Rock Forming Minerals, Longman Scientific & Techinical.

Voci correlateModifica

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