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Geografia fisicaModifica

Sorge tra i corsi dei torrenti Chiecina ad est e del Roglio, principale affluente del Fiume Era, ad ovest: il suo territorio comunale è attraversato da una strada che in epoca etrusca conduceva a Volterra.

Scrive il Repetti:

«Risiede sopra una collina tufaceo marnosa da più lati dirupata, cui sovrasta un risalto, sopra il quale esisteva la rocca o torrione con sottostante borgo ben popolato, fra il torrente Chiecinella che nasce alle sue falde orientali, e il Roglio tributario del fiume Era che gli scorre sotto verso ponente. - Trovasi fra il grado 28° 26' di longitudine e 43° 36' 4 di latitudine circa 9 miglia toscane a libeccio di Sanminiato, 6 miglia toscane a grecale di Peccioli, 10 miglia toscane a scirocco di Pontedera, 12 a maestrale di Montajone, e 5 miglia toscane a ostro di Montopoli

(Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana Emanuele Repetti)

ClimaModifica

IdrografiaModifica

TerritorioModifica

StoriaModifica

 
Torre dell'orologio

La storia di Palaia è conosciuta a partire dall'anno 1000 quando il suo castello era posseduto per metà dai vescovi di Lucca, sotto la cui giurisdizione ecclesiastica già da gran pezzo si trovava la popolazione di San Martino a Palaia.

Una pergamena datata 24 luglio 1077 fa riferimento ai due fratelli Ugo e Tegrimo figli di Azzo, i quali ricevevano ad enfiteusi da Anselmo vescovo di Lucca il Castello e pieve di San Gervasio (MEMOR. LUCCH. T. IV. P.II.).

Palaia fu al centro della guerra tra Lucchesi e Pisani già a partire dal 1172.

Al tempo però dell'assedio di Pisa (25 ottobre 1406) tutti i castelli della Val d'Era e delle Colline pisane furono annessi alla Repubblica Fiorentina “che poco dopo promise Palaja, Capannoli, Peccioli, Lajatico, ed altri luoghi compresi in quella comunità, a Giovanni Gambacorti signor di Pisa”. Nel 1431 si riaccese la guerra fra il Comune di Firenze e il duca Visconti di Milano, e Niccolò Piccinino, generale del duca si spinse in Toscana e conquistò anche il castello di Palaia, imprigionandovi il potesta che faceva capo ai Fiorentini.

Il castello di Palaia passò nuovamente sotto la giurisdizione del Comune di Firenze grazie alla pace di Ferrara del 26 aprile 1433. Nell'anno 1495 Palaia passò sotto il dominio dei Pisani.

Palaia fino al novembre dell'anno 1838 fu residenza di un potestà sottoposto al vicariato Regio di Pontedera.

Analogamente a quanto accaduto nella vicina Peccioli, al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i favorevoli ai Savoia raggiunsero la maggioranza dei votanti, ma con una percentuale di favorevoli al regno separato tra le più alte della Toscana (20% per Palaia sul totale dei votanti, 31% per Peccioli)[4].

SimboliModifica

Lo stemma comunale è costituito da uno scudo azzurro in campo bianco ed azzurro raffigurante un castello con tre torri, il tutto sotto una corona a nove punte, in basso un ramoscello di mirto e un ramoscello di quercia. La blasonatura del gonfalone è costituita da uno stendardo di colore azzurro e bianco a forma rettangolare con tre punte alla base, bordate di frangia argentata con in alto la scritta in lettere dorate "COMUNE DI PALAIA" ed al centro lo stemma del Comune.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Facciata della Chiesa di Santa Maria

Chiese parrocchialiModifica

Chiese minoriModifica

 
tabella confronto sistemi di misura

OratoriModifica

  • Oratorio di San Sebastiano a Montefoscoli
  • Oratorio della Madonna della Rocca a Villa Saletta

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

CulturaModifica

MuseiModifica

MusicaModifica

L'Associazione Filarmonica Giacomo Puccini di Palaia ha festeggiato nel 2009 i 140 anni dalla sua nascita.

CinemaModifica

Nelle strade, nei campi e nelle ville di Palaia (Villa Saletta) sono stati girati alcuni film. Tra i più noti si citano La notte di San Lorenzo e Fiorile dei fratelli Taviani, e N (Io e Napoleone) di Paolo Virzì. In un altro film di Virzì, Ovosodo, Palaia viene citato come altra parola pronunciabile con un rutto da Silvano Ciriallo detto "Wyoming" oltre a ovviamente "Wyoming".

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Il comune di Palaia comprende tredici frazioni:[1]

Altre località del territorioModifica

Altre località di particolare interesse e rilevanza sono quelle di Agliati, Chiecinella, Sant'Andrea e Usigliano.[1]

EconomiaModifica

Palaia è caratterizzata da un territorio adatto alla coltivazione della vite, dell'olivo e degli alberi da frutto. Lo sfruttamento delle risorse agricole è infatti ancora oggi fonte di sostegno per gli abitanti del territorio in quanto fornisce uva, frutta, ortaggi, legumi, patate e soprattutto olive. Da segnalare come attività economica significativa l'avicoltura.

Palaia è inoltre legata al turismo grazie al notevole numero di agriturismi che ospita il suo territorio.

AmministrazioneModifica

 
La Filarmonica "G. Puccini" in parata

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 giugno 1985 8 giugno 1990 Maria Pia Gennai Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
8 giugno 1990 19 marzo 1993 Giuliano Calloni Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
27 aprile 1993 9 gennaio 1995 Maria Pia Gennai Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
6 febbraio 1995 24 aprile 1995 Michele Iginetti Sindaco [6]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Antonella Romagnoli Galardi Progressisti Sindaco [6]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Antonella Romagnoli centro-sinistra Sindaco [6]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Alberto Falchi lista civica Sindaco [6]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Alberto Falchi centro-sinistra Sindaco [6]
26 maggio 2014 in carica Marco Gherardini centro-sinistra: Palaia in grande Sindaco [6]

GemellaggiModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Statuto comunale di Palaia, Art. 3.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 386.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  4. ^ Nidia Danelon Vasoli, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, Olschki, 1968. in cui si fa riferimento anche al casi di Castiglion Fibocchi e Radda in Chianti
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 2, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 683–738.

Altri progettiModifica

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