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Paweł Adamowicz

politico e avvocato polacco, sindaco di Danzica (1998-2019)
Paweł Adamowicz
Pawel Adamowicz - Prezydent Gdanska.jpg

Sindaco di Danzica
Durata mandato 26 ottobre 1998 –
14 gennaio 2019
Predecessore Tomasz Posadzki
Successore Aleksandra Dulkiewicz[1]

Dati generali
Partito politico Piattaforma Civica
Indipendente
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Danzica
Firma Firma di Paweł Adamowicz

Paweł Bogdan Adamowicz (Danzica, 2 novembre 1965Danzica, 14 gennaio 2019) è stato un politico, avvocato e accademico polacco, sindaco di Danzica dal 1998 fino al suo assassinio nel 2019[2].

Indice

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Adamowicz studiò giurisprudenza all'Università di Danzica, dove era stato anche eminente membro del movimento studentesco. Fu uno degli organizzatori dello sciopero del 1988 e divenne il leader del comitato degli scioperi.[3] Tra il 1990 e il 1993 fu vice-rettore della sua alma mater.

Nel 1990, Adamowicz fu eletto membro del consiglio comunale di Danzica e ricoprì questo incarico fino al 1998, anno in cui venne eletto sindaco di Danzica. Il 10 novembre 2002 fu riconfermato con il 72% dei voti.[4] Era stato rieletto per l'ultima volta come indipendente con il 65% delle preferenze.

Fu insignito della Croce d'oro Pro Ecclesia et Pontifice da papa Giovanni Paolo II e della Croce al Merito dal presidente polacco Aleksander Kwaśniewski. Nel 2014 divenne anche il destinatario della Croce della libertà e solidarietà per onorare il suo contributo all'opposizione democratica in Polonia durante il periodo comunista.

Durante la sua amministrazione si espresse a favore del riconoscimento dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT), nonché di quelli dei migranti, contrapponendosi al governo centrale sostenuto dai parlamentari di Diritto e Giustizia.[5] Nel 2018 fornì il patrocinio onorario per la 4ª sfilata del Gay pride di Danzica, a cui partecipò personalmente.[6]

 
Manifestanti a Varsavia protestano contro la violenza in seguito all'omicidio di Adamowicz

MorteModifica

Il 13 gennaio 2019, a Danzica, durante un evento di beneficenza al quale aveva preso parte, è stato pugnalato al petto da un uomo di 27 anni, Stefan Wilmont. Trasportato in ospedale, è morto il giorno seguente per le gravi lesioni riportate.[7][8][9]

Diversi politici, tra cui il presidente polacco Andrzej Duda, il ministro dell'interno Joachim Brudziński, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il governatore dell'Oblast' di Kaliningrad, Anton Alichanov, hanno espresso cordoglio per la morte del sindaco di Danzica.[10][11]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Ad interim dal 14 gennaio al 3 marzo 2019.
  2. ^ (EN) Liberal mayor of Poland's Gdansk dies after stabbing, in Reuters, 14 gennaio 2019. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  3. ^ Andrzej Friszke, Solidarność podziemna 1981-1989, Instytut Studiów Politycznych Polskiej Akademii Nauk, 2006, p. 261, ISBN 978-83-88490-45-3.
  4. ^ Padły bastiony Sojuszu, in Gazeta Wyborcza, 12 novembre 2002. URL consultato il 5 novembre 2009.
  5. ^ Il sindaco di Danzica è stato ucciso, in Il Post.it, 14 gennaio 2019.}
  6. ^ 26 maja ulicami Gdańska przejdzie Marsz Równości. URL consultato il 17 novembre 2018.
  7. ^ Wyborcza.pl, su trojmiasto.wyborcza.pl. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  8. ^ (EN) Christian Davies, Mayor of Polish city dies after stabbing at charity event, in The Guardian, 14 gennaio 2019.
  9. ^ Polonia: veglie di preghiera per il sindaco ucciso a Danzica, su Repubblica.it, 15 gennaio 2019. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  10. ^ (EN) Stabbed Polish mayor dies in hospital, 14 gennaio 2019. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  11. ^ (RU) Денис Костоглодов, «Наш большой друг»: чем запомнился Павел Адамович жителям Калининградской области, su kgd.ru. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  12. ^ (PL) M.P. 2003 nr 45 poz. 671, su prawo.sejm.gov.pl, 2003.
  13. ^ (PL) M.P. 2010 nr 98 poz. 1144, su prawo.sejm.gov.pl, 2010.
  14. ^ (ET) Paweł Bogdan Adamowicz, su president.ee.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN46363365 · ISNI (EN0000 0000 4660 162X · LCCN (ENno97013862 · GND (DE1175438243 · WorldCat Identities (ENno97-013862