Pietro Cocolin

arcivescovo cattolico italiano
Pietro Cocolin
arcivescovo della Chiesa cattolica
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In nomine Christi
 
Incarichi ricoperti
 
Nato2 agosto 1920 a Saciletto di Ruda
Ordinato presbitero3 giugno 1944 dall'arcivescovo Carlo Margotti
Nominato arcivescovo26 giugno 1967 da papa Paolo VI
Consacrato arcivescovo3 settembre 1967 dal cardinale Giovanni Urbani
Deceduto11 gennaio 1982 (61 anni) a Gorizia
 

Pietro Cocolin (Ruda, 2 agosto 1920Gorizia, 11 gennaio 1982) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Nasce a Saciletto, frazione di Ruda, allora in provincia e arcidiocesi di Gorizia, il 2 agosto 1920.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Frequenta il seminario minore e quello teologico centrale di Gorizia.

Il 3 giugno 1944 è ordinato presbitero, a Gorizia, dall'arcivescovo Carlo Margotti.

Dopo l'ordinazione è vicario cooperatore a Cormons. Nel 1951 è nominato parroco a Terzo d'Aquileia e nel 1955 decano di Aquileia. Nel 1966 è trasferito alla parrocchia di sant'Ambrogio a Monfalcone in qualità di arciprete.

Ministero episcopaleModifica

Il 26 giugno 1967 papa Paolo VI lo nomina arcivescovo metropolita di Gorizia e Gradisca; succede ad Andrea Pangrazio, precedentemente nominato arcivescovo, titolo personale, di Porto e Santa Rufina. Il 3 settembre successivo riceve l'ordinazione episcopale, nella basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia, dal cardinale Giovanni Urbani, coconsacranti l'arcivescovo Antonio Santin ed il vescovo Emilio Pizzoni. Il 24 settembre prende possesso dell'arcidiocesi, facendo il suo ingresso a Gorizia.

Durante il suo episcopato valorizza la tradizione aquileiese, riorganizza la diocesi, non trascura la componente slovena della comunità, promuove una missione presso l'arcidiocesi di Bouaké, in Costa d'Avorio, e si batte per il riconoscimento del friulano nella liturgia, concedendo, tra l'altro, l'imprimatur al primo Messale Romano, prima mai tradotto in tale lingua.

Il 28 giugno 1975 papa Paolo VI lo nomina amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della diocesi di Trieste e delle parrocchie di Muggia e Caresana nella diocesi di Capodistria[1][2], dopo le dimissioni per raggiunti limiti di età dell'arcivescovo Antonio Santin. Il 17 ottobre 1977 annuncia la nomina di Lorenzo Bellomi a nuovo vescovo di Trieste.

L'11 gennaio 1982 muore a Gorizia[3] per un'emorragia cerebrale. Dopo i funerali, celebrati il 14 gennaio dal cardinale Marco Cé, patriarca di Venezia, nella chiesa del Sacro Cuore a Gorizia, viene sepolto nella cattedrale dei Santi Ilario e Taziano[4].

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Benché le diocesi di Trieste e Capodistria fossero unite aeque principaliter, mons. Cocolin venne nominato amministratore apostolico soltanto della parte italiana delle due diocesi; per il territorio sloveno e croato, erano da tempo amministratori apostolici ad nutum Sanctae Sedis rispettivamente Janez Jenko, vescovo titolare di Acufida, e Dragutin Nežić, vescovo di Parenzo e Pola.
  2. ^ Guido Botteri, Antonio Santin, in Civiltà della memoria, 2ª ed., Pordenone, Studio Tesi, 1º dicembre 1992, p. 67, ISBN 88-7692-356-X.
  3. ^ COCOLIN Pietro, su friul.net – Dizionario biografico friulano.
  4. ^ don Renzo Boscarol, L'ultimo saluto della folla al suo vescovo Cocolin, Trieste, Il Piccolo, 17 gennaio 2012. URL consultato il 21 gennaio 2019.

Collegamenti esterniModifica