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Politica del buon vicinato

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La Politica del Buon Vicinato (Good Neighbour Policy) fu una linea programmatica e direttiva di politica estera ideata con l'amministrazione di governo, e presentata dal Presidente Franklin Delano Roosevelt, appena eletto nel 1932, alla Conferenza Panamericana di Montevideo nel Dicembre 1933, con riferimento alle iniziative militari e diplomatiche con l'America Latina negli anni compresi dal 1943 al 1945, quando andava diradandosi l'interventismo statunitense nelle questioni di politica interna dei Paesi latinoamericani.

Il Presidente del Brasile Getúlio Vargas e il Presidente Franklin D. Roosevelt nel 1936

In questo luogo, gli Stati Uniti firmarono l'impegno per la loro formale rinuncia a ingerenze interne unilaterali nelle questioni interne dei Paesi sudamericani.[1].

Roosevelt ricercò un'alleanza solidale col sudamerica contro le comuni minacce esterne, quale rappresentavano le potenze dell'asse Roma-Berlino durante la Seconda Guerra Mondiale, così influenzando quasi tutte le nazioni latino-americane con questa politica.

Carmen Miranda fu considerata la musa della politica dei Paesi confinanti

Roosevelt dichiarò che gli Stati Uniti intendevano diventare un Paese amico con tutti gli Stati confinanti, secondo la linea politica storica del Panamericanismo. Questo principio proposto per prevalenti motivazioni interne di carattere economico, riconducibili al tempo della Grande Depressione, comportava un non differibile ritiro delle forze armate statunitensi dai territori dell'America Latina.

A completamento di questo accordo diplomatico, il Governo statunitense diede avvio ad una serie di iniziative culturali, intrise di promozione ideologica. Ed inviò Walt Disney, con Mary Blair e altri artisti, a realizzare film riguardanti la Seconda Guerra Mondiale, non solamente per una propaganda antinazista e antigiapponese, ma anche per mostrare la cultura sudamericana, come fu in Saludos amigos e Los tres caballeros. In questi film emersero le attrici Carmen Miranda e Aurora Miranda, influenti nei Paesi latinoamericani durante la guerra.[2]

Indice

Origini storiche e sviluppoModifica

Si deve in proposito ricordare che ai primi del novecento gli Stati Uniti avevano invaso militarmente vari Paesi: Messico, Cuba, Haiti, Panama, Repubblica Dominicana e Nicaragua.

Con il nuovo corso di F. D. Roosevelt, veniva ad interrompersi quella linea politica interventista durata dal primo novecento fino agli anni '30, che affondava le radici nella Dottrina Monroe del 1823, favorevole al dominio americano nel sud del continente. La nuova linea politica si poneva in contrasto col principio wilsoniano che legittimava l'uso della forza militare per esportare la democrazia statunitense nei regimi totalitari.[3].

Gli Stati Uniti, dalla fine della prima guerra mondiale (1914-1918) in poi, affrontarono un intenso dibattito interno in merito alla "neutralità" bellica. In questo dibattito, la maggioranza della popolazione e dei suoi rappresentanti eletti al Congresso si schierarono per mantenere la nazione nordamericana fuori dal conflitto che già aveva dato inizio ad una guerra sorta in Europa. Tuttavia, la guerra iniziata nel 1939 aveva impattato direttamente gli interessi economici, politici e militari degli americani nel mondo. L'America Latina era una delle aree di interesse strategico. In relazione ai Paesi del sud, c'era la consapevolezza che il crescente "espansionismo tedesco minacciava l'emisfero, l'equilibrio planetario e continentale, faticosamente costruito dagli Stati Uniti".

Per ostacolare la strategia degli Stati Uniti, negli anni prima del 1940, alcuni governanti sudamericani simpatizzarono e adottarono politiche simil-fasciste.[4]

La politica di F. D. Roosevelt era costituita ufficialmente dagli investimenti in capitale fisso, e dal passaggio di tecnologia americana verso i Paesi dell'America Latina, i quali dovevano condividere e favorire la politica americana nel resto del globo. I motivi non erano soltanto di ordini economico, ma si era in presenza di uno sforzo teso al riavvicinamento culturale tra gli USA e l'America Latina, le cui relazioni si stavano deteriorando a causa del forte interventismo politico-militare americano, negli anni della cosiddetta "Politica del grosso bastone" (Big Stick), lanciata da Theodore Roosevelt nel 1901.

Politica economicaModifica

Dal punto di vista economico, la Politica del Buon Vicinato era parte degli sforzi degli Stati Uniti per risollevarsi dall'impatto della Crisi del 1929 sulla economia interna.

La "sovrastante" retorica della solidarietà e dei metodi cooperativi nel rapporto con i Paesi latinoamericani, favorirono la formazione di mercati esteri per i prodotti e per gli investimenti nordamericani, oltre a garantire la fornitura di materie prime alle loro industrie. L'attuazione di questa nuova strategia di relazione con l'America Latina rappresentò la vittoria di quella corrente politica del governo americano che sosteneva il libero scambio quale soluzione ideale per la ripresa economica degli Stati Uniti nello scacchiere internazionale.[5]

Ad una occupazione politico-militare nordamericana in loco, si sostituiva una direzione economico-culturale a distanza.

Dal punto di vista dei flussi economici, esistono somiglianze con il Piano Marshall che regolò le relazioni fra gli Stati Uniti e l'Europa del dopoguerra: afflusso di materia prima (come riserva aurea e petrolio), sbocco estero ai prodotti finiti americani e agli investimenti in capitale fisso, regolato e controllato flusso emigratorio vs sviluppo industriale locale, pace economica e militare, scambio culturale reciproco.

Diffusione culturaleModifica

Era il momento in cui lo stile di vita americano stava gradualmente guadagnando spazio nella società brasiliana, grazie ad un attento piano di conquista. Questo piano faceva parte della strategia degli Stati Uniti di promuovere la cooperazione Interamericana e la solidarietà emisferica, affrontando la sfida dell'asse e consolidandosi come una grande potenza. La campagna era iniziata con la propaganda intorno ai comuni "valori Panamericani", durante le conferenze delle due americhe.

 
Il personaggio di José Carioca fin dall'inizio fu creato con lo scopo di promuovere la Politica del Buon Vicinato

Il passo successivo di questo piano politico-culturale è stato la creazione, nell'agosto del 1940, di un’Agenzia Interamericana di coordinamento delle imprese, sotto la guida di Nelson Rockefeller, chiamato Office for Inter-American Affairs (OCIAA). Questa iniziativa differiva dai programmi di collaborazione già in funzione perché riportava direttamente al Consiglio nazionale di difesa degli Stati Uniti. Nell'area cinematografica, sia i film che i documentari hanno svolto il ruolo di diffusori culturali ed ideologici.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, il Governo degli Stati Uniti chiuderà l'Agenzia, lasciando l'ambasciata americana in Brasile per condurre alcune delle sue attività. Tuttavia, il rapporto culturale USA-sud non fu mai simmetrico: in America Latina le qualità della cultura americana, come i valori democratici e l'industrialismo, continuarono sempre ad essere caratterizzati dalla cultura latina delle bellezze naturali e dell'esotismo.[6]

È stato in questo momento che Carmen Miranda è diventata un simbolo della cultura brasiliana negli Stati Uniti, ma mentre Carmen raggiungeva la popolarità negli USA, il programma di "latinizzazione" andava coinvolgendo altri musicisti che rappresentano il vasto mondo della musica latina, come Bolero, attraverso il catalano travestito da cubano Xavier Cugat e la sua orchestra, al cinema brillò Dolores del Río e Lupe Vélez, mentre Fred Astaire e Ginger Rodgers, ballavano la Rumba in film presumibilmente girati a Rio. I ritmi latini erano di moda, gli Stati Uniti avevano bisogno dell'America Latina e di rapporti di buon vicinato, per sostenere e aiutare nel grande conflitto giunto a scuotere la loro neutralità ed isolamento internazionale.[7]

Depennando dalle produzioni di Hollywood temi di rilevanza sociale come la discriminazione razziale, o il banditismo messicano, una accurata censura preventiva riuscì ad evitare la distribuzione in America Latina di prodotti cinematografici che avrebbero potuto urtare la sensibilità indigena, oppure ledere l'immagine collettiva delle istituzioni e delle usanze statunitensi.

Un'altra importante iniziativa fu la creazione di personaggi artistici atti a promuovere la solidarietà continentale. Risale a tale contesto la nascita del famoso personaggio di Disney Studios, il pappagallo José Carioca,[8], così come il film Saludos amigos, che lanciò per la prima volta il personaggio di Zio Paperino.

Nel corso della sua pluriennale attività dietro le quinte, OCIAA fu attivo collaboratore del Departamento de Imprensa e Propaganda brasiliano, sia nella conduzione di progetti comuni, sia come organismo di supporto alla sua azione in Brasile, per conto del governo locale.

È radicata in questi anni la grande quantità di parole brasiliane e di origine inglese, principalmente negli ambiti della pubblicità e della moda, introdotta mediante l'influsso della pop-music, della MTV e del cinema hollywoodiano. Sono tutte sfaccettature storiche della penetrazione statunitense in Brasile.

Attuazione della Convenzione di MontevideoModifica

Nel 1934 F. D. Roosevelt fece abrogare l'Emendamento Platt, che permetteva al Governo americano l'intervento negli affari interni di Cuba[9], che poi abbandonarono durante la guerra contro la Spagna. Nello stesso anno i Marines si ritirarono da Haiti.

Nel 1936 fu abolito il diritto d'intervento statunitense su Panama, ponendo definitivamente termine al loro protettorato sull'America Latina.

Nel 1938 si registrò la prima importante attuazione di questa nuova linea politica di non-ingerenza, allorché gli USA restarono neutrali davanti alla decisione antiliberale del presidente messicano Lázaro Cárdenas di nazionalizzare il settore petrolifero.

NoteModifica

  1. ^ William E. Leuchtenberg, Franklin D. Roosevelt and the New Deal, 1932–1940, Harper Perennial, New York, 1963, pp.203–210
  2. ^ Anos de Incerteza (1930 - 1937) > Política de boa vizinhança - En Portugués
  3. ^ Olivier Dabène, L'Amérique latine contemporaine, Paris, Armand Colin, Template:5e, 2003, ISBN 2200265530, p.54
  4. ^ Aline Vanessa Locastre, BRASIL, ESTADOS UNIDOS E A POLÍTICA DA BOA VIZINHANÇA, ATRAVÉS DA REVISTA "EM GUARDA" (1940-1945) (PDF), Universidade Estadual de Londrina. URL consultato il 27 giugno 2014.
  5. ^ Anos de Incerteza (1930 - 1937) a Política de boa vizinhança, Fondazione Getúlio Vargas. URL consultato il 27 giugno 2014.
  6. ^ Tio Sam chega ao Brasil, Fondazione Getúlio Vargas. URL consultato il 27 giugno 2014.
  7. ^ informazioni sul viaggio americano di Carmen Miranda, Journal GGN.
  8. ^ Francisco César Alves Ferraz, Os brasileiros e a Segunda Guerra Mundial, su books.google.com.br.
  9. ^ André Kaspi, Franklin Roosevelt, Paris, Fayard, 1988, ISBN 2213022038, p.360-361

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Voci correlateModifica