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Raffaello Riccardi

politico italiano, ministro del governo Mussolini
Raffaello Riccardi
Raffaello Riccardi.jpg

Ministro per gli Scambi e le Valute
Durata mandato 31 ottobre 1939 –
5 febbraio 1943
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Felice Guarneri
Successore Oreste Bonomi

Sottosegretario del Ministero dell'Aeronautica
Durata mandato 12 settembre 1929 –
6 novembre 1933
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Italo Balbo
Successore nessuno

Sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni
Durata mandato 9 luglio 1929 –
11 settembre 1929
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Alessandro Martelli
Successore Ferdinando Pierazzi

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII, XXIX

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione della orto-floro-frutticoltura

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Dirigente sportivo

Raffaello Riccardi (Mosca, 4 febbraio 1899Roma, 1977) è stato un politico e dirigente sportivo italiano, fu Ministro per gli Scambi e Valute nel governo Mussolini.

BiografiaModifica

Nato da madre russa, prese parte al primo conflitto mondiale in qualità di ufficiale di cavalleria. Nel dopoguerra aderisce al fascismo, segnalandosi tra i fondatori del Fascio di Combattimento di Senigallia nel luglio del 1920 e di Pesaro qualche mese dopo (nel capoluogo marchigiano inoltre fonda e dirige il settimanale L'Ora). Laureatosi in giurisprudenza, diveniene nei primi anni Venti fiduciario provinciale del Partito Nazionale Fascista. Segretario particolare del deputato Silvio Gai, Riccardi viene eletto parlamentare alle elezioni politiche del 1924 nel listone fascista.

Confermato nelle consultazioni plebiscitarie di cinque anni dopo, entrerà nel governo Mussolini dapprima come sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni (9 luglio 1928 - 11 settembre 1929), poi come sottosegretario al Ministero dell'Aeronautica (12 settembre 1929 - 6 novembre 1933). Nel 1934 venne confermato deputato alla Camera [1]. Fu nominato nella metà degli anni Trenta Presidente dell'Istituto Nazionale delle Esportazioni.

Divenne Ministro per gli Scambi e Valute (31 ottobre 1939 - 6 febbraio 1943): in quest'ultima veste, dimostrò al Duce che nel 1942 Marcello Petacci si rese protagonista di vari scandali finanziari. Da segnalare inoltre che fu, dal 1938 al 1939, Presidente Generale della Polisportiva S.S. Lazio e che ricoprì anche l'incarico di Presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Nel 1939 divenne consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, fino all'agosto 1943 [2] nonché console generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

Nel 1942 gli fu assegnata la laurea in giurisprudenza honoris causa dall'università di Urbino. Sostituito al dicastero da Oreste Bonomi, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno Grandi venne arrestato per ordine di Pietro Badoglio e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli: liberato dai tedeschi nel settembre del 1943 e condotto a Monaco di Baviera, aderì alla Repubblica Sociale Italiana senza tuttavia ricoprire incarichi istituzionali all'interno di essa.

Nel luglio del 1947 viene processato per alcuni fatti delittuosi avvenuti nel 1922 a Fossombrone, da cui ne uscirà assolto per insufficienza di prove. Riccardi, che già nel 1939 aveva dato alle stampe le sue Pagine Squadriste, pubblicò nel 1946 un libro di memorie; in seguito si ritirò a vita privata. Visse in Svizzera a Lugano. Viene citato da alcune fonti col nome di "Raffaele".

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN31603843 · ISNI (EN0000 0000 8217 2172 · LCCN (ENno97054890 · WorldCat Identities (ENno97-054890