Raytheon Company

Raytheon Company
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StatoStati Uniti Stati Uniti
Fondazione1922
Fondata daVannevar Bush
Chiusura2020 (fusione con United Technologies Corporation, confluita nella nuova Raytheon Technologies)
Sede principaleWaltham
SettoreDifesa
Prodotti
  • missili guidati
  • radar e sensori
Sito webwww.raytheon.com

La Raytheon Company è stata un'azienda statunitense del settore della difesa. Nel 2020 si è fusa con la United Technologies Corporation, dando vita alla Raytheon Technologies.

StoriaModifica

Fondata nel 1922 come American Appliance Company , assunse il nome Raytheon nel 1959. L'ultima sede dell'azienda è stata a Waltham,Massachusetts. In precedenza fu basata a Lexington, sempre in Massachusetts.

La società otteneva, secondo dati 2007, il 90% delle entrate da contratti nel settore della difesa ed era il quarto appaltatore in questo settore per entità dei guadagni. Nel 2007 contava circa 72.000 impiegati[1].

La Raytheon era al 2008 il più importante produttore di missili guidati al mondo[2]. In passato ha avuto una divisione impegnata nella produzione di velivoli civili, dopo aver acquisito nel 1980 la Beech, tra i cui prodotti si annoverano il bimotore King Air e il Bonanza, oltre all'addestratore T-6 Texan II. Nel 1993 al ramo è stata aggiunta la divisione jet commerciali della British Aerospace, ora BAe Systems, denominata Hawker.

Nel 2020 la Raytheon si è fusa con la United Technologies Corporation. La nuova azienda ha preso il nome di Raytheon Technologies.

Struttura aziendaleModifica

BusinessesModifica

Raytheon era composta da cinque principali divisioni di business:

Aree strategiche di businessModifica

  • Homeland Security
  • Missile Defense
  • Precision Engagement
  • Intelligence, Surveillance, Reconnaissance (ISR)
  • Process Improvement (Raytheon Lean6).

LeadershipModifica

Il 31 marzo 2014 Thomas Kennedy fj nominato CEO & Global Head of Quality Assurance[5]. Kennedy ha preso il posto di William H. Swansom, che ha occupato il ruolo di CEO dal 2003. Swanson rimase come Presidente del consiglio di amministrazione. Gli altri membri del board erano: Vernon Clark, James E. Cartwright, John Deutch, Stephen J. Hadley, George R. Oliver, Frederic Poses, Michael Ruettgers, Ronald Skates, William Spivey e Linda Stuntz.

InternazionaleModifica

Oltre alle sue strutture interne degli Stati Uniti, Raytheon aveva uffici in paesi in tutto il mondo, tra cui Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Grecia, India, Italia, Giappone, Kuwait, Malesia, Isole Marshall, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica di Corea, Singapore, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito.

AzionistiModifica

Al dicembre 2014, secondo i rapporti depositati, i primi dieci azionisti istituzionali di Raytheon erano: Wellington Management Company, Vanguard Group, State Street Corporation, Barrow, Hanley, Mewhinney & Strauss, BlackRock Institutional Trust Company, BlackRock Advisors, Bank of America, Bank of New York Mellon, Deutsche Bank e Macquarie Group.[6]

Prodotti e serviziModifica

MissiliModifica

 
Missili della Raytheon in mostra al Paris Air Show, 2005

La Raytheon annoverava tra i suoi missili:

Radar e sensoriModifica

 
Un sistema PAVE PAWS Early Warning Radar System costruito dalla Raytheon, basato alla Clear AFS, Alaska

Raytheon sviluppava e costruiva anche radar (compresi AESAs), sensori elettro-ottici ed altri sistemi elettronici avanzati per applicazioni militari aeree, navali e terrestri. Tra questi:

della Missile Defense Agency

NoteModifica

  1. ^ Defense News Top 100, Defense News Research, 2007. URL consultato il 23 agosto 2006.
  2. ^ Missile maker hopes to diversify, create technology for peacetime Archiviato l'11 febbraio 2012 in Internet Archive.
  3. ^ Raytheon Company, Raytheon Announces Executive Appointments, su prnewswire.com, 10 marzo 2010.
  4. ^ Forcepoint, Raytheon|Websense is now Forcepoint™, su www.prnewswire.com. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  5. ^ [1]
  6. ^ Raytheon Company (RTN), Yahoo! Finanza, 1º maggio 2015.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN140689232 · ISNI (EN0000 0000 9539 8787 · LCCN (ENn50058010 · GND (DE16299073-X · WorldCat Identities (ENlccn-n50058010
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