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Roccagloriosa
comune
Roccagloriosa – Stemma
Roccagloriosa – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoGiuseppe Balbi (lista civica Libertà e partecipazione) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate40°07′N 15°26′E / 40.116667°N 15.433333°E40.116667; 15.433333 (Roccagloriosa)Coordinate: 40°07′N 15°26′E / 40.116667°N 15.433333°E40.116667; 15.433333 (Roccagloriosa)
Altitudine430 m s.l.m.
Superficie40,56 km²
Abitanti1 689[1] (31-10-2018)
Densità41,64 ab./km²
FrazioniAcquavena
Comuni confinantiAlfano, Camerota, Celle di Bulgheria, Laurito, Rofrano, San Giovanni a Piro, Torre Orsaia
Altre informazioni
Cod. postale84060
Prefisso0974
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065107
Cod. catastaleH412
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantirocchetani, rocchesani o roccaglorensi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccagloriosa
Roccagloriosa
Roccagloriosa – Mappa
Posizione del comune di Roccagloriosa all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Roccagloriosa ('A Rocca in dialetto cilentano meridionale) è un comune italiano di 1 689 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisicaModifica

Piccolo paese del Cilento, si trova incastonata in una valle formata dai fiumi Mingardo e Bussento, a ridosso del monte Bulgheria, a poca distanza dal comuni di Celle Bulgheria. Con la sua piccola frazione di Acquavena, è inserita nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità nel 1998.

Origini del nomeModifica

La tradizione popolare vuole che il nome di Roccagloriosa sia il composto del latino Rocca,-ae e Gloriosa. Il primo termine sta ad indicare la collocazione strategica del paese, per secoli una roccaforte, il secondo sottolinea la venerazione per la gloriosa Maria di Nazareth, madre di Dio.

StoriaModifica

Sulla collina denominata 'Le Chiaie" sono stati ritrovati reperti databili all'età del Bronzo.

Testimonianze più importanti risalgono all'età del ferro (VIII-VI secolo a.C.), in cui nella zona si sviluppò un insediamento stagionale. A partire dal V secolo a.C. si sviluppò un abitato, formato da case a pianta rettangolare allungata, posate su uno zoccolo di pietra.

Dal IV al III secolo a.C. si costituisce un perimetro difensivo dell'abitato, cioè una cinta muraria costruita con blocchi di calcare, che lascia all'esterno la necropoli. All'interno della cittadina così fortificata le abitazioni si dispongono in isolati rettangolari.

Su un frammento di tavola bronzea rinvenuto durante gli scavi archeologici, databile al IV-III secolo a.C., è stato ritrovato uno statuto riguardante l'ordinamento istituzionali civile dell'antica cittadina, testimoniando quindi una notevole complessità della vita civile e amministrativa del popolo dei Lucani.

Nel I secolo a.C., i superstiti alla distruzione di Orbitania, eressero un nuovo insediamento, non lontano dal primo, su uno costone di roccia chiamato Armo. L'insediamento si chiamò Patrìzia, l'odierna Rocchetta, cittadina che visse fino al IV secolo d.C.

Alla fine del IV secolo, il generale Stilicone sbarcò con i suoi soldati nel Golfo di Policastro, trovò la zona adatta per l'accampamento delle sue truppe. Queste si diedero al saccheggio e alla distruzione degli abitati vicini, e gli abitanti di Patrizia furono costretti a fondersi col nucleo originario: da questa unione nacque un nuovo insediamento, intorno ad una chiesetta del 412 dedicata alla Madonna, zona ancora oggi chiamata Rocca.

Nel VI secolo, in seguito alle invasioni bulgare, presso la Rocca venne costruito un castello, e si costituirono gli abitati di Aquavena, Celle Bulgheria e Rocchetta.

Nel 590 fu conquistata dai Longobardi, che ingrandirono il castello. Nel XIII secolo questo era uno dei castra exempia di Federico II di Svevia, e se ne riservava l'affidamento direttamente alla casta regnante.

In epoca moderna, il castello dovette subire il saccheggio delle truppe napoleoniche, il 3 agosto 1806. Questo fu incendiato e devastato, per poi essere demolito negli anni '50 del XX secolo.

Nello stesso periodo Celle ottenne l'autonomia amministrativa.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Torreorsaja, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Torre Orsaja, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Giovanni: costruita nell'XI secolo, fu restaurata nel 1763 per la terza volta. All'interno otto altari con stemma delle famiglie gentilizie che ne avevano il patronato. La cripta ospitò i defunti fino al 1831.
  • Chiesa della Gloriosa: costruita nel 412, è la chiesa più antica del comune, dedicata alla Gloriosa Madre di Dio. Fu distrutta dai francesi nel 1806 e nel 1848 da un terremoto.
  • Chiesa di San Nicola: del XVII-XVI secolo, ampliata nel XVII e XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria dei Martiri.
  • Chiesa del Rosario.
  • Cappella di Sant'Angelo.
  • Cenobio di San Mercurio.
  • Chiesa del Carmine (fraz. Acquavena) XVI-XVII secolo
  • Chiesa della Potentissima (fraz. Acquavena) XV-XVI secolo

Architetture civiliModifica

  • Palazzo De Caro.
  • Palazzo Cavalieri.
  • Palazzo Balbi.
  • Palazzo De Curtis.
  • Palazzo Marotta.
  • Palazzo Bortone.
  • Palazzo Pappafico.
  • Palazzo la Quercia.

Architetture militariModifica

  • Castello.

Aree archeologicheModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

CulturaModifica

MuseiModifica

  • Antiquarium


Un "viaggiatore" ....

"Questa meravigliosa terra merita più visitatori e turisti, questi semplici paesini di campagna offrono un senso di libertà e un panorama fuori dal comune.

Infrastrutture e trasportiModifica

Principali arterie stradaliModifica

  •   Strada statale 18 Tirrena Inferiore
  •   Strada Provinciale 17/a Bosco-Acquavena-S.Cataldo.
  •   Strada Provinciale 17/b Bivio S.Cataldo-Celle di Bulgheria-Poderia-Ponte Mingardo.
  •   Strada Provinciale 19 Torre Orsaia-Roccagloriosa (loc. S.Cataldo).
  •   Strada Provinciale 62 Innesto SP 19-Abitato di Roccagloriosa.
  •   Strada Provinciale 430/d Roccagloriosa-Svincolo di Policastro Bussentino.

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Roccagloriosa.

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune fa parte della Comunità montana Bussento - Lambro e Mingardo

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Dati IstatModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2018.
  2. ^ [1] Archiviato il 17 aprile 2012 in Internet Archive., [2], [3] Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN239635993 · LCCN (ENn91104358 · GND (DE4500526-6 · BNF (FRcb12302728r (data) · WorldCat Identities (ENn91-104358