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StoriaModifica

L'origine toponomastica è incerta: potrebbe derivare dall'arbusto di rododendro oppure più probabilmente, secondo altre fonti, dal termine che designava il corso d'acqua che percorre il vallone con un andamento infossato e ripido (Raoudourét significherebbe infatti "ripida e piccola dora"). Il borgo viene spesso indicato anche come Villa di Rodoretto, dal nome di "Villa", la borgata più popolata. Fino al 1870 costituiva un comune autonomo, per essere successivamente incorporato in quello di Prali[2].

Il codice ISTAT del comune soppresso era 001855[3], il codice catastale (valido fino al 1983) era H483[4]

 
Una sala del museo di Villa di Rodoretto dedicato alla cultura contadina

Geografia fisicaModifica

Rodoretto dà il nome all'omonimo vallone di Rodoretto in cui sorge, nel quale scorre il rio Dorato (Algo Groso in occitano). È situato a circa 8 km da Prali, nei pressi del confine comunale con Salza di Pinerolo.

Le borgate che lo costituiscono sono Villa che è la principale (o Villa di Rodoretto[5], la maggiore), Chai (la prima che si incontra arrivando da valle, ospita il cimitero ed è contigua a Villa), Bounous (nella parte superiore di Rodoretto) e Chandermant (1.670 m, un gruppo di baite sopra Bounous). Fra le altre borgate del vallone principale della Valle di Rodoretto vi sono, da valle verso monte, Campo del Clot (1.440 m), Arnaud (1.518 m, dove termina la strada asfaltata), Rimas e infine Balma (1.710 m).

Punti d'interesseModifica

Rodoretto ospita un piccolo Museo[6] di cultura contadina. Coesistono una chiesa cattolica e un tempio valdese.

NoteModifica

  1. ^ (in inverno) 60 (in estate)
  2. ^ Informazioni sul sito ufficiale di Rodoretto
  3. ^ Istat, www3.istat.it Archiviato il 23 ottobre 2013 in Internet Archive. (consultato nel consultato nel marzo 2013)
  4. ^ Codice Catastale del Comune di:RODORETTO , on-line su www.ilcodicefiscale.it (consultato nel marzo 2013)
  5. ^ Da non confondersi con la frazione Villa, detta anche Villa di Prali
  6. ^ Il Museo – Sito di Rodoretto, su rodoretto.org. URL consultato il 31 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

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