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Round Midnight - A mezzanotte circa

film del 1986 diretto da Bertrand Tavernier
'Round Midnight - A mezzanotte circa
RoundMidnightAMezzanotteCirca.png
La prima, caratteristica, scena del film
Titolo originaleAutour de Minuit
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneFrancia, Stati Uniti d'America
Anno1986
Durata130 min
Generemusicale, drammatico
RegiaBertrand Tavernier
SoggettoBertrand Tavernier, David Rayfiel
SceneggiaturaBertrand Tavernier, David Rayfiel
ProduttoreIrwin Winkler
Produttore esecutivoPhilippe Saint-Blancat
Casa di produzioneWarner Brothers, PECF
FotografiaBruno de Keyzer
MontaggioArmand Psenny
MusicheHerbie Hancock
ScenografiaAlexandre Trauner
CostumiJacqueline Moreau
TruccoPaul Le Marinel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Round Midnight - A mezzanotte circa è un film del 1986 diretto da Bertrand Tavernier.

Il film ha vinto un discreto numero di premi, tra cui l'Oscar alla migliore colonna sonora nell'edizione del 1987, grazie al lavoro di Herbie Hancock.

Ispirata alla vita dei jazzisti Lester Young e Bud Powell, l'opera ha come vero protagonista la musica jazz.

Indice

TramaModifica

Parigi, 1959. Dale Turner, sassofonista statunitense ex-alcolizzato, si esibisce nuovamente nella capitale francese dopo molti anni. Francis Borier, pubblicitario squattrinato e ammiratore di Turner, possiede tutti i dischi incisi da lui; tutte le sere va ad ascoltare la sua musica stando sul marciapiede fuori dal Blue Note, il locale dove Turner suona.

Una sera Francis trova il coraggio di presentarsi a Turner e di offrirgli da bere: questo gesto segna l'inizio di una straordinaria amicizia, e Francis diventa suo assistente e protettore, lo tiene per quanto possibile lontano dall'alcool, lo raccoglie in giro fra bettole e commissariati e riesce anche a farlo lavorare con impegno e dedizione e a fargli incidere dei dischi.

Presto Turner sente il bisogno di tornare negli Stati Uniti e Francis decide di accompagnarlo, facendosi promettere che tornerà insieme a lui. Il sassofonista decide di rimanere e Francis, una volta a casa, riceve dopo breve tempo un telegramma che annuncia la morte del grande amico.

ProduzioneModifica

TitoloModifica

Round midnight significa intorno alla mezzanotte e fa riferimento ad una celebre composizione di Thelonious Monk. Secondo alcuni[1] indica l'ora magica, in cui in un jazz club notturno si celebra il rito di una musica particolare.

SoggettoModifica

Francis Paudras (Francis Borler nel film) era realmente l'amico di Bud Powell durante il suo soggiorno a Parigi durante gli anni '50. Bertrand Tavernier ha scelto il sassofonista Dexter Gordon (che ha davvero suonato con Bud Powell) per il ruolo principale.

MusicaModifica

Numerosi altri musicisti hanno collaborato al film: Herbie Hancock, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, John McLaughlin, Wayne Shorter, Pierre Michelot e Eric Le Lann. La musica del film è firmata da Herbie Hancock, è stata filmata e registrata in diretta su un magnetofono multipista (24 piste).

SceneggiaturaModifica

Le sceneggiatura è stata redatta in inglese prima di essere tradotta in francese da Bertrand e Colo Tavernier: da qui il titolo originale Round Midnight.

RipreseModifica

Il film è stato girato negli studi Laboratoires Éclair a Épinay. La lavorazione è durata 10 settimane.

CriticaModifica

Tullio Kezich:

«Scandito sapientemente su una serie di esecuzioni musicali, il film racconta una resurrezione artistica che culmina in un'apoteosi, una specie di morte e trasfigurazione nel Pantheon della musica. Tradito da qualche lentezza e da un pizzico di commozione non trattenuta, il regista ha trovato quasi sempre la semplicità, la concretezza e la grazia connaturale al tema. E Dexter Gordon, sia quando suona che quando recita (ma il termine recitare è improprio, siamo ai limiti del cinema-verità), si rivela paziente, sapiente e inafferrabile come ogni artista autentico.»

(Tullio Kezich, Il filmnovanta: cinque anni al cinema: 1986-1990, Mondadori, Milano, 1990.)

Giovanni Grazzini:

«Bertrand Tavernier rende omaggio al jazz, alla Parigi così ospitale nei confronti di musicisti emarginati dalla società americana,' e dunque alla cultura europea, tanto più sensibile ai valori di libertà e di poesia allora custoditi dal bebop e oggi dalla tradizione civile. Round midnight può pertanto peccare d'un eccesso di mitologia, oltreché d'un ossequio troppo sentimentale a quel tipo di jazz che qualche temerario può anche apparentare con la lagna, ma non per questo ci si sottrae alla fascinazione del protagonista, uno spilungone di voce roca e andatura barcollante, un gigante buono nel quale Tavernier ha simbolizzato la solitudine dello sconfitto, il suo totale identificarsi con la musica, la memoria dei torti subiti in patria, la vanità fanciullesca, e la sorpresa di sentirsi amato.»

(Giovanni Grazzini, Il Corriere della sera, 11 ottobre 1986.)

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316751690 · GND (DE4467782-0 · BNF (FRcb167278026 (data) · WorldCat Identities (EN316751690
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