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SAML S.2

aereo da ricognizione SAML
SAML S.2
SAML S-2 Cropped from US National Archive Image 165-WW-23A-18.jpg
Descrizione
Tipoaereo da ricognizione
Equipaggio2
CostruttoreItalia SAML
Data entrata in servizio1916
Utilizzatore principaleItalia Corpo Aeronautico
Esemplari215
Sviluppato dalSAML/Aviatik B.I
Dimensioni e pesi
Lunghezza8,50 m
Apertura alare12,10 m
Altezza2,95 m
Superficie alare39,0
Peso a vuoto1 020 kg
Peso max al decollo1 395 kg
Capacità40 kg
Propulsione
Motoreun Fiat A.12bis
Potenza300 CV (220 kW)
Prestazioni
Velocità max162 km/h
Autonomia500 km
Tangenza4 000 m
Armamento
Mitragliatrici1-2 Lewis calibro 7,7 mm oppure Fiat Mod. 14 tipo Aviazione[1] 6,5 mm

Dati tratti da "S.a.m.l. S.2" in "www.aerei-italiani.net"[2]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il SAML S.2 era un biplano monomotore da ricognizione e addestramento prodotto dall'azienda italiana Società Anonima Meccanica Lombarda (SAML) negli anni dieci del XX secolo; derivava dal precedente SAML S.1.

SviluppoModifica

Immediatamente successivo al progetto S.1, anche il SAML S.2 nacque sulla base delle esperienze inizialmente maturate dalla Società Anonima Meccanica Lombarda costruendo su licenza l'Aviatik B.I. Le modifiche apportate erano intese a migliorarne le prestazioni ed a renderlo più adatto alle condizioni d'impiego sul fronte italiano, con particolare considerazione per i campi di volo presenti nelle strette valli alpine[3]. Fra i produttori coinvolti, un ruolo di rilievo fu assunto dalle Officine Moncenisio di Condove[4].

Rispetto al diretto predecessore le modifiche strutturali interessarono prevalentemente le ali: l'apertura venne ridotta, complessivamente oltre il 10% della misura iniziale, portando ad una sensibile riduzione della superficie; tale riduzione consentì di ridurre a due per ciascun lato le coppie di montanti[5] che collegavano fra loro i due piani alari.

Di notevole rilievo fu l'impiego della più recente versione del motore Fiat A.12 che garantì l'incremento della potenza erogata, per raggiungere un valore quasi doppio rispetto a quello precedente.

Descrizione tecnicaModifica

Il SAML S.2 manteneva integre le caratteristiche dei suoi diretti predecessori e si connotava come velivolo dall'aspetto e dalla costruzione, per l'epoca, convenzionale: biplano, monomotore con carrello fisso realizzato in legno e tela.

La fusoliera riproponeva i due abitacoli distinti, aperti e disposti in tandem, caratterizzati dalla disposizione del pilota nel pozzetto posteriore. A differenza di quanto avvenuto con l'S.1, le ali erano collegate tra loro da due sole coppie di montanti e da tiranti in cavetto d'acciaio. Gli impennaggi erano di tipo classico monoderiva e mantenevano la caratteristica forma a cuore.

Il carrello d'atterraggio era di tipo fisso, con grandi ruote collegate tramite un assale rigido ed integrato posteriormente da un pattino d'appoggio posizionato sotto la fusoliera in prossimità della coda.

La propulsione era affidata ad un motore Fiat A.12bis: si trattava di un motore a 6 cilindri disposti in linea, raffreddato a liquido in grado di erogare una potenza pari a 300 CV (220,6 kW) ed abbinato ad un'elica bipala in legno[2].

Anche l'armamento riproponeva quello del modello precedente, costituito da una o due mitragliatrici Lewis o Fiat Mod. 14 tipo Aviazione[1] di cui una disposta al di sopra dell'ala superiore (a disposizione del pilota) e sparante esternamente al disco dell'elica.

Impiego operativoModifica

In Italia il velivolo venne utilizzato dal Servizio Aeronautico del Regio Esercito nel corso della prima guerra mondiale, contemporaneamente al modello S.1; allo stesso modo, nell'immediato dopoguerra, entrambi i biplani della SAML vennero impiegati nelle scuole di volo della Regia Aeronautica[5] ma nelle fonti reperite non è specificato sempre per modelli distinti il numero effettivo di esemplari impiegati. La 120ª Squadriglia ha un incidente di volo con un S.2 il 27 febbraio 1918.[6] La 114ª Squadriglia nasce sugli S.2 il 1º luglio 1917.[7] La 115ª Squadriglia SAML riceve gli S.2 nelle prime due settimane di luglio della 114ª Squadriglia.[8] La 112ª Squadriglia transita sugli S.2 dal 20 luglio 1917.[9] La 21ª Squadriglia transita su 12 S.2 dal 15 settembre 1918.[10]

Nei primi anni venti una decina di esemplari risultano impiegati dalla Aviation Militaire Belge, anche in questo caso con compiti di addestramento[11].

UtilizzatoriModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Cappellano, art. cit. pag. 78.
  2. ^ a b Aerei Italiani - Brevi pagine di storia dell'Aviazione Italiana, http://www.aerei-italiani.net, http://www.aerei-italiani.net/SchedeT/aereosamls2.htm. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  3. ^ Giorgio Apostolo, S.A.M.L. S.1/S.2, in Guida agli Aeroplani d'Italia dalle origini ad oggi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1981, p. 91.
  4. ^ Sergio Chiambaretta, Ito De Rolandis, Vecchia e cara Torino. Immagini di un tempo, 1884-1945, Musumeci, 1979, p. 201. Parzialmente consultabile su Vecchia e cara Torino... Google books.
  5. ^ a b Apostolo.
  6. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 329-330
  7. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pag. 317
  8. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 320-323
  9. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 310-313
  10. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 140-142
  11. ^ (EN) Daniel Brackx, S.A.M.L. Two-seat trainer aircraft, su Belgian Wings, www.belgian-wings.be, 28 agosto 2011. URL consultato il 7 febbraio 2012.

BibliografiaModifica

  • (EN) Gregory Alegi, The SAML S.2 - Windsock Datafile No. 113, Berkhamsted, Hertfordshire - UK, Albatros Productions Limited, 2005, ISBN 1-902207-75-0.
  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, SAML S.2, in Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo, vol. 1, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p. 225.
  • Giorgio Apostolo, S.A.M.L. S.1/S.2, in Guida agli Aeroplani d'Italia dalle origini ad oggi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1981, p. 91.
  • Gastone Camurati, S.A.M.L. S.2, in Aerei Italiani 1914 - 1918, Roma, Aeronautica Militare, 1974, p. 118, ISBN non esistente.
  • Filippo Cappellano, La mitragliatrice Fiat mod. 1914 da aviazione[1].
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999

Collegamenti esterniModifica