Sarca

fiume dell'Italia

PercorsoModifica

Il Sarca nasce a Pinzolo, in val Rendena (770 m s.l.m.), dalla confluenza, quasi a squadro, del Sarca di Campiglio (proveniente dalle Dolomiti di Brenta-Madonna di Campiglio), del Sarca di Nambrone (che nasce a 2.612 m s.l.m. dal Lago Vedretta sotto il Gruppo della Presanella) e del Sarca di Genova (proveniente dal Lago Scuro a 2.668 m s.l.m. sotto la Punta di Lago Scuro facente parte del gruppo della Presanella). Da notare che l'ultimo ramo viene alimentato anche, dopo appena 2 km, da un altro ramo minore proveniente dal Lago Nuovo, situato sotto al ghiacciaio del Mandrone (gruppo dell'Adamello) e che, secondo la maggior parte della letteratura geografica, è considerata la vera sorgente dell'asta fluviale Sarca/Mincio.

Percorre la Val Rendena fino a Tione di Trento con andamento circa N-S, poi, con andamento E-O, attraversa le Giudicarie esteriori entrando, dopo un corso assai tortuoso ed incassato (a volte in vere e proprie anguste gole, come quella della Scaletta e quella del Limarò), nel Lago di Garda presso Torbole sul Garda. Il suo percorso di più bassa quota definisce la cosiddetta valle del Basso Sarca.

La lunghezza reale è di 60 km da Pinzolo, ma aumenta a 78 km se si calcola sul ramo della Sarca di Genova, in quanto la sua sorgente è quella più distante dalla foce. La superficie di bacino imbrifero preso la foce nel Lago di Garda è di 1.291 km².

Importante per l'afflusso idrografico il fiume Magnone sulle cui sponde sorge Riva del Garda e che presso la località di Varone forma un imponente cascata alta ben 108 metri. Importante è anche il torrente Albola, noto anche come Gamella, che confluisce nel Magnone a pochi metri dalla foce nel Garda.

Merita menzione anche un torrente che nasce presso Ledro (detto nell'alto corso torrente Massangla e nel basso corso Ponale) che forma il Lago di Ledro (2,1 km² di superficie, 48 m di profondità) e che, un tempo, prima dello sfruttamento idroelettrico, formava la Cascata del Ponale, alta oltre 30 metri.

Regime idricoModifica

Il Sarca è opera di uno dei più grandi sistemi di derivazione delle acque dell'intero arco alpino; un sistema di oltre 40 km di gallerie e condotte forzate, devia la quasi totalità delle acque del fiume per alimentare le varie centrali idroelettriche lungo il suo percorso (ricordiamo le principali: Santa Massenza e Torbole).

La Sarca presenta un modulo medio annuo a Torbole (in corrispondenza dell'immissione nel Lago di Garda) che varia da circa 30 a 60 m³/s su base annua ma con uno scarto fra portate minime e massime che può variare anche di 20 volte a causa del suo carattere torrentizio.

InondazioniModifica

Degna di nota risultò l'inondazione del Sarca del 1882: «Terribile fu l'inondazione su quel di Tione, e la Sarca ingrossata dall'Arnò fece gravissimi guasti presso Preore, abbattendo una casa e mettendo in pericolo grave la canonica ed altre case; così gravi danni lamentansi a Saone, Ragoli, Tre Arche e giù giù fino al Garda. [..] Il povero stradone della Scaletta [la strada che da Ponte Arche portava all'abitato di Sarche, n.d.r.] fu abbattuto dal Sarca e confluenti in varii punti».[2]

NoteModifica

  1. ^ a b Sarca, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 15 dicembre 2014.
  2. ^ Articolo di Don Lorenzo Guetti, padre della cooperazione trentina pubblicato sul giornale La Voce Cattolica in data 23 settembre 1882 e pubblicato qui

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