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Il corso dell'AvisioModifica

Il corso d'acqua nasce dalla Marmolada, per poi attraversare la val di Fassa, la val di Fiemme e la val di Cembra.

Val di FassaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Val di Fassa.
 
L'Avisio a Canazei

L'Avisio nasce presso il passo Fedaia (2.054 m s.l.m.) come emissario dell'omonimo lago naturale, che riceve le acque di fusione del ghiacciaio della Marmolada; tuttavia si immette subito nel lago artificiale di Fedaia, che a scopi idroelettrici ne devia parte delle acque nel bacino del Cordevole.

Il torrente scorre velocemente con una pendenza elevata fino al paesino di Penia, dove riceve il suo primo affluente, il ruf de Contrin dalla valle omonima. Dopo Penia la Val di Fassa si allarga improvvisamente, descrivendo un'ampia curva verso sud. La pendenza minima fa sì che il torrente si allarghi notevolmente.

A Canazei l'Avisio riceve il ruf d'Antermont dal gruppo montuoso di Sella (Grop del Sela in ladino). Passando per Campitello di Fassa il torrente aumenta notevolmente la sua portata grazie al ruf de Duron, e successivamente al ruf de Dona, al ruf de Udai e al ruf de Soal (nomi in ladino), tutti provenienti dal Catinaccio. Presso Pozza di Fassa si unisce al corso d'acqua anche il ruf de Sèn Nicolò dall'omonima valle. Dopo Soraga di Fassa il torrente è sbarrato dalla diga di Pezzé a formare il lago di Soraga (dal quale una conduttura alimenta la centrale idroelettrica di Predazzo) . In corrispondenza dell'abitato di Moena confluiscono dell'Avisio il rif de Sèn Pelegrin e il rif de Costalongia dal Latemar.

A valle di quest'ultimo paese l'Avisio lascia la val di Fassa per entrare in val di Fiemme.

Val di FiemmeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Val di Fiemme.

In val di Fiemme il corso del torrente segue un andamento est-ovest ed il suo bacino idrografico si estende nella sua massima ampiezza ricevendo l'apporto copioso di numerosi ruscelli e torrenti soprattutto dal versante sinistro provenienti dalla catena del Lagorai. Tra i principali affluenti in sinistra orografica, si ricordano nell'ordine:

Gli affluenti di destra sono generalmente più brevi e a carattere più irregolare; fra essi, il rio Valsorda a Forno, rio Gardoné a Predazzo, il rio di Valaverta a Ziano, il rio Bianco a Panchià, il rio Stava a Tesero (famoso per la tragedia del 19 luglio 1985), il rio Gambis presso Cavalese e il rio Predaia a Molina di Fiemme. A valle dell'abitato di Molina il torrente viene sbarrato creando il lago di Stramentizzo, le acque vengono convogliate alla centrale idroelettrica di San Floriano di Egna (BZ) e quindi immesse nell'Adige.

In val di Fiemme l'Avisio abbandona progressivamente la regione dolomitica (con rocce calcaree permeabili) per entrare nella piattaforma porfirica atesina (con rocce silicee impermeabili) e ciò ne cambia l'idrologia.

Val di CembraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Val di Cembra.
 
L'Avisio presso il ponte di Cantilaga (Segonzano)
 
L'Avisio sotto la centrale idroelettrica di Pozzolago (Lona-Lases)

Subito dopo il lago artificiale di Stramentizzo, il torrente (con portata sensibilmente ridotta per via dei prelievi a scopo idroelettrico) sprofonda in un caratteristico e tortuoso canyon scavato nella roccia porfirica e piegando nuovamente in direzione sud-ovest scorre in un ambiente rimasto ancor oggi pressoché inalterato e solo a brevi tratti è visibile dagli alti paesi della valle. Gli affluenti maggiori in questo tratto di corso sono quelli di sinistra provenienti dalla catena del Lagorai, tra i quali ricordiamo

Tra quelli di destra più brevi e a carattere torrentizio:

Confluisce quindi nell'Adige presso Lavis con delta assai ampio (larghezza di circa 1 km), formando una zona paludosa che è diventata area protetta, il biotopo Foci dell'Avisio, istituito nel 1994.

Data la conformazione geologica del territorio (rocce impermeabili) e i ripidi versanti questo tratto di territorio conferisce all'Avisio un carattere spiccatamente torrentizio, con portate minime di 5 m3/s e piene di oltre 1000 m3/s. Presso Lavis si ricordano in passato episodi di secca totale del torrente, dovuti a prelievi idrici eccessivi in periodi siccitosi. Ed episodi di rovinose piene, come l'alluvione del 1882 con portata di 1220 m3/s. e quella del 1966 durante la quale si misurò una portata di 1100 m3/s (dato particolarmente significativo se confrontato con la portata di 2500 m3/s dello stesso Adige misurata a Trento, quindi a valle della confluenza con l'Avisio).

Il bacino dell'Avisio si estende per una superficie di 940 km² e alimenta 4 centrali idroelettriche con una potenza nominale complessiva di 106,18 megawatt.

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