Scala (Italia)

comune italiano
Scala
comune
Scala – Stemma
Scala – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoLuigi Mansi (lista civica Scala che cambia) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate40°39′20″N 14°36′30″E / 40.655556°N 14.608333°E40.655556; 14.608333 (Scala)Coordinate: 40°39′20″N 14°36′30″E / 40.655556°N 14.608333°E40.655556; 14.608333 (Scala)
Altitudine360 m s.l.m.
Superficie13,86 km²
Abitanti1 516[1] (31-12-2017)
Densità109,38 ab./km²
FrazioniCampidoglio, Minuta, Pontone, San Pietro, Santa Caterina
Comuni confinantiAgerola (NA), Amalfi, Atrani, Gragnano (NA), Pimonte (NA), Ravello
Altre informazioni
Cod. postale84010
Prefisso089
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065138
Cod. catastaleI486
TargaSA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiscalesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scala
Scala
Scala – Mappa
Posizione del comune di Scala all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
Piazza principale di Scala (con il palazzo comunale a sinistra)
Il Duomo di San Lorenzo

Scala è un comune italiano di 1 516 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Rientra nel territorio della Costiera Amalfitana.

StoriaModifica

Un'altura posta a circa 400 metri sul mare è il roccioso sito su cui fu edificata, con chiaro intento strategico, la cittadina di Scala. Secondo un'antica cronaca essa sarebbe stata fondata nel IV secolo da naufraghi romani diretti verso Costantinopoli. La notizia non è tuttavia storicamente dimostrata.

Certa è invece la funzione che i contrapposti altopiani di Scala e Ravello ebbero nel Medioevo: essi furono infatti i principali baluardi fortificati del territorio amalfitano. Venne distrutta nel IX secolo e fu interamente ricostruita e fortificata dai Pisani, passando così a un periodo di grande prosperità concomitante con lo splendore di Amalfi[2].

Un antico documento di Carlo d'Angiò rende nota l'esistenza di due castelli nel territorio scalese: il primo, del quale restano tracce su una vetta ad oltre 1000 metri di altezza, era denominato castrum Scalae Maioris, e l'altro, i cui resti sono ancora visibili nella frazione chiamata Pontone, era detto castrum Scalellae.

Nel 987 la città divenne sede vescovile. La notizia, però, non ha trovato accoglimento nella storiografia più recente sull'argomento. La comparsa del nome di Scala, tra le sedi suffraganee della Metropolia di Amalfi, istituita nel 987, è da attribuire all'interpolazione del testo della Cronaca dei Vescovi di Amalfi da parte dell'erudito scalese Giovan Battista D'Afflitto, collaboratore dell'Ughelli per la provincia ecclesiastica amalfitana. Nel testo che il D'Afflitto inviò all'Ughelli era addirittura specificato che il vescovo di Scala era immune dal pagamento del cattedratico. Non è da escludere, infine, che tra le cause dell'interpolazione, ci sia stata la volontà di rendere più antica la diocesi di Scala rispetto a quella dirimpettaia di Ravello, eretta nel 1086, e soggetta direttamente alla Santa Sede dall'ottobre 1090. È più probabile che la diocesi di Scala sia nata verso la fine dell'XI secolo, per volere dell'aristocrazia amalfitana o dell'Arcivescovo della città, come risposta all'elevazione di Ravello a sede episcopale, anche se il primo vescovo documentato è un certo Alessandro, nel 1118. Quando però, l'autonomia del ducato amalfitano volse fatalmente al tramonto, l'imponente fortificazione di Scala non poté evitare una serie di devastazioni: il saccheggio e l'incendio da parte del normanno Roberto il Guiscardo nel 1073; la feroce distruzione inflitta dai Pisani circa sessanta anni più tardi; l'irruzione delle armate di Ottone di Brunswick nel 1210 e quella attuata dai ribelli dei Vespri.

Scala però non si distinse soltanto in episodi bellici, ma prendendo parte attiva alle vicende della repubblica marinara si rese protagonista anche nel commercio e nell'artigianato.

Gli scalesi avevano stabilito sin dall'XI secolo a Napoli una vera e propria colonia commerciale con una chiesa ubicata nei pressi di Porta Nolana.

Il 31 luglio 1603 la diocesi di Scala fu unita aeque principaliter alla diocesi di Ravello e il 27 giugno 1818 entrambe le diocesi furono soppresse.

Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia, è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Facciata della Chiesa di San Giovanni Battista.

La struttura del paese, tipicamente medievale, è a borghi decentrati; in senso nord/sud: S.Caterina, Campoleone, Campidoglio, Scala, Minuta e Pontone. Presso Santa Caterina si può osservare la porta urbana e le cappelle di San Paolo e Santa Maria della Porta oltre all'omonima chiesa di Santa Caterina realizzata in materiali di spoglio e avente pianta tipica a tre navate.

A Campoleone si può trovare la chiesa di San Pietro che conserva fattezze di gusto angioino.

Presso Campidoglio è sita la chiesa di San Giovanni Battista dell'Acqua con il caratteristico campanile in stile moresco;

Nel nucleo di Scala si trova il duomo, che, pur trasformato in età barocca, ha conservato la cripta medievale, il sepolcro angioino di Marinella Rufolo, una preziosa mitra vescovile del XIII secolo e una deposizione lignea medioevale policroma, tra le più importanti e integre conservate in Italia dello stesso periodo.

Sul costone sottostante il nucleo vi è l'accesso alla Grotta del Dragone di origine carsica.

A Minuta la chiesa romanica dell'Annunziata ripropone spunti paleocristiani.

Presso Pontone sono situate la Parrocchiale, fondata nel XII, è dedicata a Santa Maria del Carmine[3], la Chiesa di San Giovanni Battista, fondata nel XII secolo[4] e la Chiesa di San Matteo, fondata nel XI secolo, che fu la prima parrocchia di Pontone. Quest'ultima, nel 1600, fu restaurata e cambiò titolo in San Filippo Neri[5]. Sempre a Pontone sul monte Aureo sono situate la torre dello Ziro e la cappella rupestre del SS. Salvatore.

Vari sono anche gli edifici civili che offrono interessanti spunti per la conoscenza dell'architettura medievale in Costiera Amalfitana come la casa della nobile famiglia Sasso (di cui il maggiore esponente fu Fra Gerardo Sasso, fondatore dell'ordine degli Ospedalieri) o quella dei Mansi-D'Amelio, Bonito e Campanile.

  • Piazza principale di Scala: il Duomo intitolato a San Lorenzo, patrono della città, e il palazzo vescovile, con il suo maiolicato
  • Frazione di Minuta: la chiesa di San Maria Annunziata fondata nel IX secolo, nella cui cripta sono presenti affreschi medievali.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

ReligioneModifica

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico. I fedeli appartengono all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

  • Strada Provinciale 20 Bivio Ravello-Scala-Minuta

AmministrazioneModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

CuriositàModifica

NoteModifica

  1. ^ Scalesi Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Scala nell'Enciclopedia Treccani
  3. ^ D'Amato, Cesario, pp. 251-254
  4. ^ D'Amato, Cesario, pp. 237-244
  5. ^ D'Amato, Cesario, pp. 245-249
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

BibliografiaModifica

  • Cisario D'Amato, Scala un centro amalfitano di civiltà, Edito dalla Pro loco di Scala, 1975.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN371145672659405170008 · LCCN (ENno2001075588 · GND (DE4654742-3
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