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Scuola Grande di San Rocco

edificio di Venezia
Scuola Grande di San Rocco
Scuola Grande di San Rocco (Venice).jpg
La facciata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVenezia
IndirizzoCampo San Rocco
Coordinate45°26′11.66″N 12°19′31.11″E / 45.436571°N 12.325309°E45.436571; 12.325309Coordinate: 45°26′11.66″N 12°19′31.11″E / 45.436571°N 12.325309°E45.436571; 12.325309
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVI secolo
Stilerinascimentale
Realizzazione
ArchitettoPietro Bon
Sante Lombardo
Antonio Abbondi

La Scuola Grande di San Rocco è un antico edificio di Venezia, situato nel sestiere di San Polo, in Campo San Rocco.

StoriaModifica

 
La Sala Capitolare

La Scuola Grande di San Rocco nacque come sede di una confraternita di cittadini benestanti, dediti ad opere benefiche. "Istituitasi nel 1478 come una Scuola di devozione di battuti sotto il titolo di S. Rocco, nel 1489 essa era già Scuola Grande in grazia dell'accresciuto numero di confratelli, per le benemerenze acquistare nel lenire pubbliche calamità e per l'insigne reliquia, qui recata nel 1485, del corpo di S. Rocco, la cui protezione veniva invocata nelle epidemie, per essersi questo santo, nativo di Montpellier (1295-1327), dedicato in vita all'assistenza degli ammalati. Ispirandosi anzi ad una tradizione religiosa, il Santo veniva raffigurato in veste di pellegrino in atto di mostrare il bubbone pestilenziale, da cui era stato colpito durante il suo pietoso ufficio a Piacenza e da cui era stato miracolosamente curato da un angelo in un bosco in cui si era ritirato in compagnia del suo cane fedele che quotidianamente gli recava il cibo necessario."[1] Nel 1515 fu posata la prima pietra del grandioso edificio, la cui costruzione si protrasse per circa un cinquantennio.

La Scuola sorge al fianco della chiesa di San Rocco, santo a cui si votò la città di Venezia per chiedere la grazia durante la prima delle tre grandi epidemie di peste, quella del XIV secolo.

Dedicata anch'essa al Santo protettore delle vittime della peste, la Scuola venne eretta dove si trovavano i terreni della chiesa di San Pantalon e della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. L'11 gennaio 1517 il progetto venne affidato a Pietro Bon (in passato era stato attribuito a Bartolomeo Bon il Giovane)[2][3], il quale dovette tuttavia adeguarsi al progetto già formulato dagli organi dirigenti della Scuola. Il 3 giugno 1524 questi venne però sostituito da Sante Lombardo, a sua volta sostituito nel 1527 da Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino, che completò la costruzione sia all'interno - compresi lo scalone e la decorazione plastica - sia all'esterno dove fu aggiunto il piano superiore e inquadrato l'intero prospetto entro una cornice di colonne lesenate. L'ultimo fu Giangiacomo de' Grigi, dal 1558 al 9 settembre 1560.

Il progetto era simile a quello di altre Scuole veneziane ed era caratterizzato da due sale, una al primo e una al secondo piano. La Sala Terrena era composta da tre navate. Qui era ubicato l'ingresso diretto sul campo. Da questa sala si poteva accedere a quella superiore attraverso una scala “a tribunale”, interrotta da un pianerottolo coperto da una cupola. Meta delle processioni e luogo di riunione dei Confratelli, la sala superiore era caratterizzata da un altare in legno. Da qui, poi, si aveva accesso alla Sala dell'Albergo, dove si riunivano la Banca e la Zonta.

Nel 1489 la Scuola avviò la costruzione di una propria chiesa intitolata a San Rocco, che venne consacrata nel 1508.

DescrizioneModifica

 
La Sala Terrena

Nel 1564 Tintoretto ottenne l'incarico di decorare la Scuola. Il meraviglioso ciclo di teleri, realizzato nelle tre Sale tra il 1564 e il 1588, per la sua unitarietà rappresenta per Venezia quello che per Roma è la Cappella Sistina.

Le principali opere sono:

  • Sala Terrena: del Tintoretto l'Annunciazione, l'Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto, la Strage degli innocenti, la Circoncisione, l'Assunzione di Maria. Vicino alle finestre in fondo alla sala, le due Sante: Santa Maria Egiziaca e Santa Maddalena.
  • Sala Capitolare: del Tintoretto Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia; Miracolo del serpente di bronzo; Caduta della manna; Battesimo; Probatica piscina, Resurrezione e Ascensione; Ultima cena; Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Nel soffitto il racconto veterotestamentario si svolge in 21 riquadri con Adamo ed Eva; Mosè salvato dalle acque; I tre fanciulli nella fornace; L'Eterno appare a Mosè; Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia; La colonna di fuoco; Sansone trae acqua dalla mascella di un asino; Giona esce dal ventre della balena; Samuele e Saul; Visione di Ezechiele; Miracolo del serpente di bronzo; Scala di Giacobbe; Visione di Geremia; Sacrificio di Isacco; Elia sul carro di fuoco; Eliseo moltiplica i pani; Caduta della manna; Elia nutrito dall'angelo; Abramo e Melchisedech; La Pasqua degli Ebrei; Daniele salvato dall'angelo. Alle pareti del presbiterio dossali scolpiti in legno da Giovanni Marchiori che narrano 24 episodi della vita di San Rocco (1741-43), mentre nel resto della sala si dispiegano i dossali allegorici eseguiti da Francesco Pianta (1657-76).
  • nella Sala dell'Albergo: del Tintoretto San Rocco in gloria, Allegorie delle Scuole Grandi di San Giovanni Evangelista, San Marco, San Teodoro, Carità e Misericordia; Cristo davanti a Pilato, Ecce homo, Salita al Calvario e Crocifissione.[4]

Inoltre vi si trovano il Cristo portacroce, di dubbia attribuzione tra Tiziano e Giorgione, l'Annunciazione di Tiziano[5], Abramo e gli angeli e Agar e Ismaele di Tiepolo, una Madonna con Bambino del sec. XIV di scuola bizantina, recuperata tramite un restauro eseguito nel 1998[6].

Nel Seicento, sullo scalone che collega il primo al secondo piano della Scuola, vennero collocati degli ampi teleri, che raffigurano la Vergine che appare agli appestati di Antonio Zanchi (1666) e la Madonna salva Venezia dalla peste di Pietro Negri (1673), mentre la cupola fu affrescata con la Carità con la fiaccola della Religione dinanzi ai poveri infermi presentati da san Rocco di Giovanni Antonio Fumiani. L'opera dello Zanchi è uno dei vertici della pittura barocca veneziana.

Le opere maggioriModifica

 
Giorgione o Tiziano, Cristo portacroce, 1508-1509 circa

Giorgione o TizianoModifica

TintorettoModifica

NoteModifica

  1. ^ Giulio Lorenzetti; Venezia e il suo estuario; EDIZIONI LINT TRIESTE; ristampa del 1974 con presentazione di Nereo Vianello.
  2. ^ Scuola Grande di San Rocco - BON PIETRO[collegamento interrotto].
  3. ^ Scuola Grande di San Rocco - BON BARTOLOMEO IL GIOVANE[collegamento interrotto].
  4. ^ Visita le opere pubblicate in Commons Archiviato il 24 marzo 2015 in Internet Archive.
  5. ^ Giovanna Nepi Scirè, Recenti restauri di opere di Tiziano a Venezia, in Tiziano, Marsilio Editori, 1990, p. 109-131.
  6. ^ Rosella Bagarotto, Il restauro di un dipinto su tavola, Madonna col Bambino, della Scuola Grande di San Rocco, in Restauri a Venezia 1987-1998, Electa Editore, 2001, p. 159-162.

BibliografiaModifica

  • Giulio Lorenzetti; Venezia e il suo estuario; EDIZIONI LINT TRIESTE; ristampa del 1974 con presentazione di Nereo Vianello
  • Astrid Zenkert, Tintoretto in der Scuola di San Rocco. Ensemble und Wirkung, Tubinga, Ernst Wasmuth Verlag, 2003. ISBN 3-8030-1918-4
  • Heiner Wittmann, Sartre und die Kunst. Die Porträtstudien von Tintoretto bis Flaubert, Tubinga, Gunter Narr Verlag, 1996. ISBN 3-8233-5167-2.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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