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Seqenenra Ta'o
Linceul iahmes turin 6.jpg
La titolatura reale del faraone (nel cartiglio in alto: Seqenenra -Colui Che Ra rende valoroso; in basso:Ta'o - Thot è Grande)[1] sul sudario di sua figlia, la regina Ahmose Nefertari. Museo egizio di Torino.
Colui che regna sul giunco e sull'ape
In carica 1558 a.C. - 1555/4 a.C.
Incoronazione 1558 a.C.
Predecessore Senekhtenra Ahmose
Successore Kamose
Nascita ca. 1595/1585 a.C.[2]
Morte 1555/4 a.C.[3]
Luogo di sepoltura Dra Abu el-Naga
Dinastia XVII dinastia egizia
Padre Senekhtenra Ahmose
Madre Tetisheri
Consorte Ahhotep I
Coniugi Ahmose-Inhapi
Sitdjehuti
Figli Ahmose I, Ahmose Nefertari, Ahmose-Meritamon, Ahmose-Henutemipet, Ahmose-Nebetta, Ahmose-Sipair, Ahmose-Tumerisi, Binpu, Ahmose-Henuttamehu
Incerto: Kamose
Religione Religione egizia

Seqenenra Ta'o (anche Seqenenra Ta'a, Seqenenra Djehuty-aa o Tao II) (ca. 1595/1585 a.C.[2] – 1555/4 a.C.[3]) è stato un sovrano egizio della XVII dinastia. Soprannominato il Coraggioso o il Valoroso, regnò sull'Alto Egitto, precisamente sulla regione tebana, alla fine del Secondo periodo intermedio dell'Egitto.

Era probabilmente figlio del re Senekhtenra Ahmose[4] e della Grande sposa reale Tetisheri. La datazione del suo regno è incerta; una cronologia vuole che sia asceso al trono tra il 1560 a.C. e il 1558 a.C. e regnando solo per pochi anni[3]. Con la sua Grande sposa reale (e sorella) Ahhotep I, Seqenenra Ta'o generò due sovrani Kamose (1555/4 a.C. - 1550 a.C.[5][6]), ultimo faraone della XVII dinastia, e Ahmose I (1551/0 a.C. - 1527 a.C.[7]) che, previa una reggenza da parte della madre, divenne il primo faraone della XVIII dinastia e liberò definitivamente l'Egitto dalla dominazione hyksos.

Indice

RegnoModifica

Una tradizione letteraria del Nuovo Regno vuole che re Seqenenra Ta'o avrebbe avuto contatti con il suo omologo del Basso Egitto, il sovrano hyksos Ipepi (o Apopi): secondo un racconto[8] intitolato Disputa tra Apopi e Seqenenra e tratto dal Papiro Sallier I, di cui si è conservato solo l'inizio, re Ipepi mandò un messaggero a Tebe per chiedere a Seqenenra Ta'o di eliminare la piscina degli ippopotami di Tebe i quali, così si lamentava con un ridicolo pretesto, sarebbero stati così rumorosi da impedirgli di dormire, nella lontanissima città di Avaris[9]. Così si apre la narrazione:

«Ora avvenne che la terra d'Egitto fosse in dura afflizione, e non c'era alcun sovrano che fosse re di quel tempo. E accadde che il re Seqenenra governasse la Città Meridionale [Tebe] [...] mentre il capo Apophis [Ipepi] era ad Avari e tutto il paese gli pagava i tributi per intero insieme a tutte le cose buone di Timuris [un termine con cui si designava l'Egitto]. Poi il re Apophis elesse a suo dio Sutekh [Seth], e non servì altre divinità sulla terra se non Sutekh. Costruì un tempio di bella e durevole fattura di fianco al palazzo, e si alzava ogni giorno per fare il sacrificio quotidiano a Sutekh, e i ministri di Sua Maestà portavano ghirlande di fiori precisamente come si fa nel tempio di Ra-Horakhty

(Disputa tra Apopi e Seqenenra, Papiro Sallier I[10][11])
 
Ascia cerimoniale in bronzo recante il cartiglio di Seqenenra Ta'o. Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles.

L'unica informazione storica che è possibile arguire da tale racconto è che l'Egitto era una terra divisa, controllata a nord dagli invasori stranieri hyksos (XV dinastia), cui tutti gli altri governanti locali dovevano pagare un tributo. Sembra che Seqenenra Ta'o sia stato il primo principe egizio ad avere un atteggiamento diplomatico attivo contro gli occupanti asiatici e andando oltre il semplice scambio di insulti: vi è traccia di azioni belliche contro gli hyksos e, a giudicare dalle gravi ferite sulla testa della sua mummia, Seqenenra Ta'o sarebbe caduto durante una di queste.

Uadjkheperra Kamose, suo figlio e successore, ultimo sovrano della XVII dinastia, cioè della stirpe dei principi tebani prima della riunificazione del Paese, raccolse l'eredità di Seqenenra Tao intraprendendo la grande guerra di liberazione del Paese dagli hyksos. Forse anche Kamose morì in battaglia, dopo un breve regno[12]. Si ritiene che sua madre, la regina Ahhotep I, abbia governato come reggente dopo la morte di Kamose, portando avanti la campagna contro gli asiatici[13] finché il figlio minore, Ahmose I, non ebbe l'età adatta per regnare autonomamente e concludere con successo la guerra. Ahmose è considerato il primo faraone della XVIII dinastia e il fondatore del Nuovo Regno[14], l'epoca di massimo splendore della civiltà egizia[15].

 
Coperchio di giara, in calcite, con il cartiglio del nome reale (Ta'o: Thot è grande) di Seqenenra Ta'o. Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles.

Non vi sono reperti che documentino con precisione l'esito della campagna di Seqenenra. Quasi certamente la sua prima mossa fu quella di stabilire un quartier generale oltre il confine, da dove poter pianificare e sferrare attacchi a Menfi e Hutwaret; la località prescelta fu Deir el-Ballas, sulla riva occidentale del Nilo, posizione altamente strategica[16]. A Deir el-Ballas fece edificare un palazzo fortificato, dove alloggiò la famiglia reale[16]. Quando Kamose riprese le ostilità il confine della zona di influenza dei principi di Tebe si era spostato di circa 200 km verso nord, nei pressi di Cusae rispetto al regno di Antef V, quando questo si trovava presso Abido (forse il punto di massima penetrazione dell'influenza hyksos verso sud). È quindi ipotizzabile che lo spostamento sia stato causato dall'azione militare di Seqenenra Ta'o.

La morte di Seqenenra Ta'o e la sua mummiaModifica

 
La testa della mummia di Seqenenra Ta'o. Le frecce indicano le ferite (fotografia dell'anatomista G.Elliot Smith, 1912).

Gli impressionanti segni di violenza che deturpano il viso della mummia di Seqenenra Ta'o - che in vita dovette essere alto, muscoloso, e con folti riccioli neri[16] - hanno sempre destato l'attenzione degli studiosi. Il suo corpo fu rinvenuto nel nascondiglio (DB320) di Deir el-Bahari, nel 1881, e sbendato da Gaston Maspero il 9 giugno 1886, che lasciò una vivida descrizione delle ferite che uccisero il faraone:

«Non si sa se cadde sul campo di battaglia o se fu vittima di qualche complotto; l'aspetto della sua mummia prova che morì di morte violenta intorno ai quarant'anni d'età. Due o tre uomini, assassini oppure soldati, devono averlo accerchiato e ucciso prima che qualcuno potesse soccorrerlo. Un colpo di scure deve aver reciso parte della guancia sinistra, esposto i denti, fratturato la mascella e averlo fatto cadere a terra privo di sensi; un altro colpo deve aver gravemente lesionato il cranio, e un pugnale o giavellotto ha tagliato e aperto la fronte un poco sopra l'occhio. Il suo corpo deve essere rimasto per qualche tempo là dov'era caduto: una volta ritrovato, la decomposizione era già cominciata e la mummificazione dovette essere compiuta in fretta, meglio che si poté.[17]»

 
Dettaglio del sarcofago di Seqenenra Ta'o, rinvenuto nel 1881 nel nascondiglio di Deir el-Bahari.

La ferita sulla fronte fu certamente causata da un'ascia di fattura hyksos[18], mentre quella sul collo gli fu inflitta da un pugnale quando già giaceva al suolo[19]. Non vi sono tracce di ferite sulle mani o sulle braccia, il che suggerisce che il faraone non fu in grado di difendersi. Fino al 2009 si ipotizzava che fosse caduto in battaglia contro gli hiksos oppure che fosse stato assassinato nel proprio letto mentre dormiva[19]. Una ricostruzione della sua morte effettuata dall'egittologo Garry Shaw e da un esperto d'armi portò alla formulazione di una terza ipotesi: che Seqenenra Ta'o abbia subìto un'esecuzione sul campo, per mano dello stesso re hyksos[20]. Garry Shaw analizzò inoltre le argomentazioni delle altre due ipotesi, seguendo indizi d'ordine fisico, contestuale e statistico concludendo che

«... la causa più probabile della morte di Seqenenra fu un'esecuzione da parte di un comandante nemico, in seguito a una sconfitta dei tebani sul campo.»

(Garry Shaw[21])

La sua mummia presenta le tracce di un'imbalsamazione frettolosa. Esami ai raggi-X effettuati alla fine degli anni '60 hanno dimostrato che il cervello del faraone non fu rimosso e che non fu inserito del lino nel cranio o negli occhi: mancanze molto insolite. Secondo James E. Harris e Kent Weeks, che attuarono un'analisi forense, ai tempi degli esami ai raggi-X, la mummia di Seqenenra Ta'o sarebbe la peggio conservata fra tutte le mummie reali del Museo egizio del Cairo; notarono che

«Un odore disgustoso e viscido riempì la stanza nel momento in cui il contenitore in cui la mummia era esibita fu aperto.»

(James E. Harris, Kent Weeks[22])

Ciò fu probabilmente dovuto alla bassa qualità della mummificazione e al mancato uso del sale natron, con il suo notevole effetto assorbente, lasciando i fluidi corporei all'interno della salma al momento della sepoltura[22]. Secondo un recente documentario trasmesso su History Channel e facente parte della serie "Le Mummie Parlanti", egli sarebbe rimasto paralizzato dal collo in giù a seguito delle ferite riportate in battaglia e sarebbe poi stato ucciso nel suo letto dopo mesi di agonia. Quella di Seqenenra Ta'o è la prima della Sala delle Mummie Reali del Museo egizio del Cairo, recentemente modernizzata (2006)[23].

Liste RealiModifica

Nome Horo Sala degli antenati di Karnak Canone Reale Anni di regno
Khaimuaset 25
 
  
 
 
 
 

s q n n r՚ - Seqenenra


 
lacuna
 

TitolaturaModifica

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
 
ḥr Horo
  
 
 
 
ḫ՚j m w3st Khaimuaset
 
nbty (nebti) Le due Signore
 
ḥr nbw Horo d'oro
 
 
 
 
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
 
  
 
 
 
 
s q n n r՚ Seqenenra Colui che colpisce come Ra
  
s3 Rˁ Figlio di Ra
 
 
 
 
 
 
t3 ՚3 Ta'o Thot è grande

CronologiaModifica

Autore Anni di regno
Franke fino al 1545 a.C.
Ryholt 1558 a.C. - 1554 a.C.
predecessore:

Senekhtenra Ahmose

Signore del Basso e dell'Alto Egitto successore:
Kamose
Dinastie contemporanee Capitale
XV Avaris
XVI varie

NoteModifica

  1. ^ Clayton, Peter. Chronicle of the Pharaohs, Thames and Hudson Ltd, paperback 2006. p.94
  2. ^ a b La sua mummia è quella di un uomo tra i 30 e 40 anni.
  3. ^ a b c Kim Ryholt, The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period, c.1800-1550 BC, Copenhagen, Museum Tusculanum Press, 1997. ISBN 87-7289-421-0.
  4. ^ Sébastien Biston-Moulin: Le roi Sénakht-en-Rê Ahmès de la XVIIe dynastie, ENiM 5, 2012, pp.61-71.
  5. ^ Shaw, Ian, ed. (2000). The Oxford History of Ancient Egypt. Oxford University Press. ISBN 0-19-815034-2. p.481.
  6. ^ Ryholt, p.204.
  7. ^ Grimal, Nicolas (1988). A History of Ancient Egypt. Librairie Arthéme Fayard. p.193.
  8. ^ Alan Gardiner, Late-Egyptian Stories, Bruxelles 1932, pp.85-9.
  9. ^ Alan Gardiner, La civiltà egizia, Einaudi, Milano, 1989. p.151.
  10. ^ Gardiner (1989), p.150.
  11. ^ [1]
  12. ^ Redford, Donald B. History and Chronology of the Eighteenth Dynasty of Egypt: Seven Studies. Toronto, 1967.
  13. ^ Gardiner (1989), p.158.
  14. ^ Gardiner (1989), p.154.
  15. ^ Cimmino, Franco, Dizionario delle Dinastie Faraoniche, Bompiani, Milano 2003. ISBN 88-452-5531-X. pp.233-5.
  16. ^ a b c Toby Wilkinson, The Rise and Fall of Ancient Egypt, Bloomsbury, 2011. ISBN 978-1-4088-1002-6. p.197.
  17. ^ Maspero, Gaston. History Of Egypt, Chaldaea, Syria, Babylonia, and Assyria, Volume 4 (di 12), Project Gutenberg EBook, 16 dicembre 2005.
  18. ^ Shaw, Ian. The Oxford History of Ancient Egypt. Oxford University Press, 2000. p.199.
  19. ^ a b G. Elliot Smith, The Royal Mummies, Duckworth Egyptology, 1912 (ristampa 2000), ISBN 0-7156-2959-X. pp.1-6.
  20. ^ Museum Secrets, su www.museumsecrets.tv. URL consultato il 23 novembre 2016.
  21. ^ Shaw, Garry J. (2009). "The Death of King Seqenenre Tao". Journal of the American Research Center in Egypt. 45.
  22. ^ a b Harris, James E., Weeks, Kent R. X-raying the Pharaohs. Charles Scribner's Sons. 1973. ISBN 0-6841-3016-5. p.122-3.
  23. ^ Hawass, Zahi. Dancing with Pharaohs: The New Royal Mummies Halls at the Egyptian Museum, Cairo. KMT, Volume 17, N.1, primavera 2006. p.22.

BibliografiaModifica

  • Cimmino, Franco - Dizionario delle dinastie faraoniche - Bompiani, Milano 2003 - ISBN 88-452-5531-X
  • Gardiner, Alan - La civiltà egizia - Oxford University Press 1961 (Einaudi, Torino 1997) - ISBN 88-06-13913-4
  • Hayes, W.C. - L'Egitto dalla morte di Ammenemes III a Seqenenre II - Il Medio Oriente e l'Area Egea 1800 - 1380 a.C. circa II,1 - Cambridge University 1973 (Il Saggiatore, Milano 1975)
  • Wilson, John A. - Egitto - I Propilei volume I -Monaco di Baviera 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano 1967)

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