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Sofia Albertina di Svezia
Sofia Albertina, 1753-1829, prinsessa av Sverige (Jakob Björck) - Nationalmuseum - 15321.tif
Principessa-Badessa di Quedlinburg
In carica 1787–1803
Predecessore Anna Amalia di Prussia
Nascita Stoccolma, 8 ottobre 1753
Morte Stoccolma, 17 marzo 1829
Luogo di sepoltura Chiesa di Riddarholmen
Padre Adolfo Federico di Svezia
Madre Luisa Ulrica di Prussia

Sofia Albertina di Svezia (Stoccolma, 8 ottobre 1753Stoccolma, 17 marzo 1829) è stata una religiosa svedese.

Indice

BiografiaModifica

Sofia Albertina era figlia del Re Adolfo Federico di Svezia e di sua moglie, la principessa Luisa Ulrica di Prussia. Suo fratello era Gustavo III di Svezia.

Data la sua posizione venne per lei progettato in un primo tempo un matrimonio con il Duca Guglielmo di Oldenburg, e poi con il re Stanislao II di Polonia, ma nessuno dei due andò a buon fine.

Per assicurarle ad ogni modo una rendita vantaggiosa, nel 1767 venne scelta dal capitolo di Quedlinburg come futuro successore di sua zia Anna Amalia, che morirà nel 1787. Il 15 ottobre 1787 la nuova badessa fece il suo solenne ingresso nell'abbazia anche se a partire dal 1790 trascorse molto più tempo in madrepatria che non al monastero.

Ella si preoccupò innanzitutto di riformare la religione e l'educazione pubblica entro i confini delle terre del monastero, aumentando anche il salario del clero. Ella creò inoltre un piccolo teatro di corte nell'area abbaziale.

Dalla mediatizzazione del Sacro Romano Impero del 1803, Quedlinburg e le sue dipendenze territoriali vennero assegnate alla Prussia, e il monastero venne sciolto anche se le monache ottennero ad ogni modo di poter rimanere sino alla loro morte. Nel settembre di quello stesso anno, però, Sofia Albertina fece il proprio ritorno in Svezia, dove nemmeno trovò più la sua famiglia al potere, spodestata dalla filo-napoleonica casata dei Bernadotte che ancora oggi regna sulla Svezia.

AscendenzaModifica

BibliografiaModifica

  • H. Lorenz: Werdegang von Stift und Stadt Quedlinburg, Quedlinburg, 1922

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN57705292 · ISNI (EN0000 0000 5490 9579 · LCCN (ENn98091516 · GND (DE12992766X · CERL cnp00640650