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Stazione di Torino Porta Milano

ex stazione ferroviaria italiana
Torino Porta Milano
stazione ferroviaria
Stazione porta Milano.JPG
La facciata della stazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàTorino
Coordinate45°04′48″N 7°41′07.26″E / 45.08°N 7.68535°E45.08; 7.68535Coordinate: 45°04′48″N 7°41′07.26″E / 45.08°N 7.68535°E45.08; 7.68535
Lineeferrovia Torino-Ceres
Caratteristiche
Tipostazione in superficie, di testa
Stato attualeDismessa
OperatoreSATTI
Attivazione1868
Soppressione2006
Interscambilinee della rete urbana di bus e tram, linee extraurbane per la provincia
Notechiusa al pubblico nel 1987, nel 2006 è stato interrotto collegamento dei binari con la stazione dora GTT

La stazione di Torino Porta Milano (colloquialmente anche nota come stazione Ponte Mosca, o stazione Cirié-Lanzo) era la stazione di testa per passeggeri della Ferrovia Torino-Ceres e per la sua posizione centrale, è stata il punto di riferimento di tutti i pendolari ed i viaggiatori che utilizzavano la Torino-Ceres, molto apprezzata soprattutto per la sua posizione centrale e comoda ai Trasporti a Torino.

StoriaModifica

Ormai dismessa dal 1987 al pubblico e definitivamente dal 2006 tagliando le rotaie che la collegavano alla stazione Dora GTT, la stazione ponte mosca è situata nel quartiere Aurora, fra la Dora Riparia a nord e Piazza della Repubblica a sud (l'ingresso è in Corso Giulio Cesare).

 
L'elettromotrice FTC 17 accantonata in stazione nel 1988

Realizzata nel 1866 su progetto dell'ing. Gaetano Capuccio, con ingresso di rappresentanza dell'architetto Giuseppe Bollati, la stazione di Porta Milano aprì i battenti il 18 aprile 1868, servendo in un primo momento da stazione terminale nella tratta Torino-Venaria Reale.[1].

Nell'arco di circa un decennio la linea venne allungata fino a Lanzo Torinese (1876) e infine, nel 1916, venne ultimato il prolungamento sino a Ceres.[1] Nel 1914 si avviarono i progetti per l'elettrificazione della linea a seguito dell'importante flusso di passeggeri e merci, legato alle imprese tessili raccordate alla ferrovia.

Nell'ultimo trentennio del Novecento ha avuto inizio il lento declino della storica stazione, che negli anni ottanta è coinciso con la chiusura del primo tratto di linea. Il capolinea della ferrovia Torino-Ceres è stato arretrato alla Stazione di Torino Dora (GTT) mentre la linea in ambito urbano è stata ampiamente rimodernata ed interrata.

Il 15 ottobre 2000, la stazione ed i mezzi in essa ricoverati sono stati gravemente danneggiati dall'alluvione provocata dalla Dora Riparia che colpì pesantemente la zona di Borgo Dora. Occorsero parecchi mesi per ripristinare l'area, tuttavia per qualche anno fino alla chiusura definitiva, avvenuta poco dopo il 2005, ancora veniva fatta la manutenzione intermedia alle elettromotrici della linea, inoltre Porta Milano era sede del deposito, qui venivano ricoverati i mezzi attivi. Qualunque mezzo rotabile presente in stazione, non può circolare su altra rete ferroviaria se non su un breve tratto di poche centinaia di metri lungo la via Saint Bon; i binari, a causa dei lavori del Passante Ferroviario di Torino che ha creato livelli diversi del piano del ferro, sono stati troncati e non ci sono ancora notizie certe su un possibile riallacciamento a lavori ultimati.

L'edificio, attualmente ospita la sede distaccata del Museo Ferroviario Piemontese, visitabile solo su richiesta o in occasioni particolari, e l'officina manutenzione carrelli dei rotabili ferroviari del GTT. [2]

Rimane a testimonianza del periodo in cui il trasporto ferroviario era ancora nella fase pionieristica, in attesa di una decisione sulla eventuale destinazione finale.

Controversie sulla denominazioneModifica

Nonostante l'ufficialità del nome, testimoniato per esteso sin dai primi documenti relativi alla stazione[senza fonte], Porta Milano è nota ai più come stazione Ponte Mosca o stazione Cirié-Lanzo[senza fonte], seguendo un uso ormai inveterato nel linguaggio comune.

Se è chiara la denominazione informale di Cirié-Lanzo,[3] l'allusione al Ponte Mosca nasce invece da un'equivoca lettura della sigla Torino P.M., riportata un tempo sui manifesti-orario affissi nelle bacheche della stazione: P.M. (per esteso Porta Milano) veniva infatti interpretato comunemente come Ponte Mosca, sia per la vicinanza dell'omonimo ponte sulla Dora, sia perché l'attuale corso Giulio Cesare, su cui affaccia la stazione, si chiamava precedentemente corso Ponte Mosca.[4]

La dicitura Porta Milano, tuttavia, non solo è attestata nei documenti ufficiali[senza fonte] e in un disegno intitolato "Torino Porto di Mare" dello stesso ing. Capuccio, il progettista della stazione, che riguarda però tutt'altro argomento, cioè il progetto di una rete di canali navigabili colleganti la Dora Riparia e la Stura con il Po[5], ma trova conferma anche in un vecchio nome di porta Palazzo, la storica borgata che sorge in prossimità dell'impianto ferroviario e che nell'Ottocento era conosciuta con il nome di Porta Milano:

«La Porta Milano, maggiormente conosciuta col nome volgare di Porta Palazzo, è la parte più antica e più moderna di Torino. In fatto, mentre da una parte […]»

(Antonino Bertolotti, Gite nel Canavese ovvero Guida corografico-storica alle tre ferrovie da Chivasso ad Ivrea, da Settimo Torinese a Rivarolo e da Torino a Cirié, Ivrea, Tipografia F. L. Curbis, 1872, ristampa anastatica a cura della Bottega d'Erasmo, Torino, 1974, p. 229)

Per comprendere meglio quest'antica denominazione, va ricordato che in quell'epoca l'odonomastica locale di Porta Palazzo e del suo relativo rione era diversa rispetto a quella dei giorni nostri[non chiaro]. Corso Giulio Cesare, nel tratto compreso fra Porta Palazzo e il ponte Mosca, era ancora noto come via Milano quando la stazione venne inaugurata,[6] mentre il lato sud dell'odierna piazza della Repubblica[7] era conosciuto come piazza Milano in quegli stessi anni.[8] L'intitolazione alla città di Milano risale al 1857 e fu un omaggio che il Comune di Torino volle fare ai milanesi, che in quello stesso anno avevano fatto dono alla città del monumento all'Alfiere dell'Esercito Sardo, esposto in piazza Castello.[8]

«Milano (piazza e via). […] Già via e piazza d'Italia. Nel 1857 il Municipio torinese, in occasione che i milanesi fecero dono alla città di Torino del monumento in onore dell'esercito sardo, esse furono distinte col nome di via e piazza Milano, non tanto per togliere l'impropria denominazione, quanto a segno esterno e perenne del ricambio d'affetti fra i torinesi ed i milanesi. […]»

(Giuseppe Torricella, Torino e le sue vie, Torino, editore G. Borgarelli, 1868, pag. 148)

Da questi dati si evince il motivo del nome Porta Milano, che, assecondando l'odonomastica locale, andò ad affiancarsi al più tradizionale Porta Palazzo, in uso già da diversi secoli. La porta a cui si fa riferimento è una vecchia porta cittadina posta lungo il perimetro settentrionale della mura difensive, all'incrocio fra via Milano e il lato sud di piazza della Repubblica. Non si tratta della Porta Palatina, da cui il varco di via Milano prese impropriamente il nome,[8] bensì di una porta di più recente costruzione nota con diversi appellativi nel corso dei secoli: fra i vari nomi, si ricordano Porta di San Michele (dalla contrada di San Michele, uno dei tanti nomi antichi di via Milano)[9], Porta Vittoria (piazza Vittoria è il nome originario dell'ottocentesca piazza Milano), Porta d'Italia (dalla contrada d'Italia e relativa piazza d'Italia), Porta Milano[senza fonte] e il già citato Porta Palazzo. Per la precisione, però, va detto che i nomi ottocenteschi Porta d'Italia e Porta Milano non alludono alla porta in senso stretto, in quanto questa risulta già abbattuta a inizio secolo (in età napoleonica), ma piuttosto fanno riferimento all'area in cui essa sorgeva, rievocandone il ricordo e riadattandone il nome secondo le successive alterazioni odonomastiche della zona.

Struttura architettonicaModifica

 
Ingresso della stazione in corso Giulio Cesare
 
Ingresso dei binari (2009)

Lo stile della stazione rivela la volontà, tipica dell'epoca, di celebrare l'importanza di quella che allora si chiamava Società Anonima della Strada Ferrata del Canavese. Dovendo costituire un polo di richiamo, sono state riprese dalle tipologie urbane pubbliche e religiose, elementi classicheggianti ed eclettici. L'impianto architettonico è simmetrico, con il corpo centrale che si affaccia verso strada ed è adibito ad atrio mentre le sezioni laterali, a due piani, presentano al pian terreno tre aperture ad archi a tutto sesto che creano l'effetto di una loggia porticata.

La facciata, dominata da due colonne che enfatizzano il pronao, è decorata con timpani in stile neoclassico e liberty. Al pari di altre stazioni cittadine e della cintura torinese i colori rosso scuro e beige sono elementi cromatici comuni dello scalo.

Prospettive futureModifica

Dopo la chiusura del 1987 e la successiva alluvione del 2000, si è discusso a lungo circa l'impiego futuro della stazione. Il concessionario della struttura ferroviaria GTT propende per l'allestimento di un Museo del Trasporto Ferroviario di Torino, ma non esiste alcuna delibera ufficiale in proposito.[10] Un'altra proposta riguarda la riapertura della stazione come capolinea tranviario, in seguito al riutilizzo - anch'esso in fase di proposta - dei binari dismessi a partire da Porta Milano fino alla stazione di Madonna di Campagna sul tratto in parte ancora utilizzato per la ferrovia Torino-Ceres[11] che verrebbe quindi sistemato e adattato al percorso di una linea tranviaria, sul modello della linea 4 tram, che attraversa Torino da nord a sud[12].

MovimentoModifica

La stazione era servita dai convogli della linea Torino-Ceres e da treni merci verso le valli di Lanzo.

ServiziModifica

La stazione disponeva di:

  •   Servizi igienici

InterscambioModifica

Affacciandosi su Corso Giulio Cesare, importante asse viario torinese, l'ex stazione è servita da varie linee tram (4) e bus (19, 50, 51, 11 e 50).

NoteModifica

  1. ^ a b Linea Ferroviaria Torino-Ceres (PDF) (Museo Ferroviario Piemontese - AIAPP Piemonte Valle d'Aosta).
  2. ^ Copia archiviata, su comune.torino.it. URL consultato il 12 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2016).
  3. ^ In quanto stazione terminale della linea Cirié-Lanzo, con la tratta per Cirié aperta ufficialmente nel 1869 e quella per Lanzo Torinese nel 1876.
  4. ^ G. Marzorati, Pianta di Torino aggiornata a tutto il dicembre 1923 in Guida Commerciale ed Amministrativa di Torino 1924-25 (96º anno), Torino, G. B. Paravia & C., giugno 1924, quadro 50.
  5. ^ La Tavola III, priva di data, del progetto "Torino Porto di Mare" è riprodotta a pagina 69 del libro di Luigi Ballatore e Fausto Masi, Torino Porta Nuova, Roma, Abete, 1988.
  6. ^ Corso Giulio Cesare, costituisce il prolungamento verso nord di via Milano, la storica via del centro cittadino che conserva ancora il nome ottocentesco.
  7. ^ Si tratta del punto più antico dell'intera piazza, che sorgeva subito a ridosso delle vecchie mura cittadine e di una delle loro porte di ingresso. Questa piazza, oggi tutt'uno con piazza della Repubblica, ha conosciuto diverse denominazioni nel corso dei secoli, quali ad esempio piazza Vittoria, piazza d'Italia, piazza Milano, ecc.
  8. ^ a b c Giuseppe Torricella, Torino e le sue vie, Torino, editore G. Borgarelli, 1868, pag. 10, 148 e 149.
  9. ^ Via Milano ha cambiato più volte nome nel tempo (es. contrada di San Michele, contrada di Porta Palazzo, contrada d'Italia, ecc.).
  10. ^ Le Officine di Torino Porta Milano (Museo Ferroviario Piemontese).
  11. ^ Il tratto fra la stazione Dora e quella di Madonna di Campagna è ancora in uso come parte della Torino-Ceres, ma verrà dismesso in seguito allo scavo di una nuova galleria ferroviaria.
  12. ^ Metrò, si sdoppia la linea 2 e arriva il supertram "4 bis" (PDF), in La Repubblica, 9 ottobre 2014. URL consultato il 23 dicembre 2014.

BibliografiaModifica

  • Borioli S., Memoria sul riordinamento delle stazioni ferroviarie di Torino e relazione sul progetto n. 3, 1905.
  • Daviso C., Il problema ferroviario di Torino: considerazioni ed appunti, 1905.
  • Musso S., Il trasporto pubblico a Torino nel secolo dell'industria: Atm, Satti, Gtt, Rosenberg & Sellier Editori, Torino, 2007.
  • Vivanti L., Il museo ferroviario nella stazione Ponte Mosca delle Ferrovie Torino-Ceres a Torino. Ipotesi di un progetto, in "Strade ferrate in Piemonte. Cultura ferroviaria fra Otto e Novecento", Politecnico di Torino, 1993.

Voci correlateModifica

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