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Rete tranviaria di Torino
Servizio di trasporto pubblico
017TorinoTram.JPG
Tram GTT serie 6000
Tipotramvia urbana
StatiItalia Italia
CittàTorino
Apertura1871
Ultima estensione2016
Linee impiegate7 ordinarie + 2 speciali
 
GestoreGTT (2003-in corso)
Vecchi gestoriSBT (1871-1922)
STT (1881-1922)
SAEAI (1897-1907)
ATM (1907-2003)
Mezzi utilizzatitram articolato
 
Lunghezza88,5 km (210 km di binari) km
Elettrificazione600 V CC
Scartamento1445 mm
Torino mappa rete tranviaria.svg
Trasporto pubblico

La rete tranviaria di Torino, gestita dal GTT, che la integra nel sistema di trasporto pubblico del capoluogo piemontese, è la più antica in Italia, risalendo le prime linee a trazione equina al 1871[1][2]. La rete attuale si ferma a 88,5 km di percorso[2][3], con 167 km di binari attivi, con un esercizio solamente urbano di 7 linee ordinarie di tram più due linee speciali (9/ e 7).

Indice

StoriaModifica

Dalla nascita al 1948Modifica

 
Alcuni tram storici conservati

Nel periodo risorgimentale già circolavano due linee di omnibus a cavalli (dal 1845), ma la prima concessione per mezzi trainati da quadrupedi circolanti su binari risale al 1871: la concessione venne data all'ing. Zaverio Avenati, a capo della SBT (Societè Belge-Turinoise de Tramways), società con capitale belga. In pochi anni la SBT portò a nove le linee circolanti.

Nel 1881 nacque un'altra società, la STT (Società Torinese di Tramways e ferrovie economiche), che si incaricò della gestione di ulteriori tre nuove linee. A partire dal 1895-96 si discusse della necessità di modernizzare la rete di tram a cavalli con l'elettrificazione dei veicoli. Due erano le correnti di pensiero: la prima vedeva negli accumulatori il sistema migliore per alimentare i tram, mentre la linea aerea era sostenuta da vari studiosi, tra cui Galileo Ferraris, che era al tempo anche consigliere comunale di Torino. Nel frattempo SBT e STT erano diventate una unica società e il Comune di Torino voleva riportare il mercato in regime di concorrenza; colse così l'occasione dell'elettrificazione per assegnare nel 1897 (poche settimane dopo la morte di Galileo Ferraris) la terza concessione alla Società Anonima Elettricità Alta Italia (SAEAI), già distributore italiano della Siemens. La SAEAI si impegnava così a installare le prime linee di tram elettrici, alimentati dalla linea aerea di presa.

Dal 1901 furono introdotte fermate fisse lungo il percorso. Nel 1907 l'Alta italia venne municipalizzata, dando vita all'ATM, Azienda Tranvie Municipali. Nel 1922 si incorporò la STT-STB nell'ATM e si iniziò il processo di unificazione della rete. Occorsero un paio d'anni per riorganizzare la rete e i veicoli ex SBT e STT, le cui linee erano in precedenza contraddistinte da lettere e non numeri. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale bloccò ogni sviluppo e i bombardamenti imposero limitazioni al servizio.

Dal 1949 al 1982Modifica

Il 1949 fu l'anno di massima espansione della rete, che comprendeva ventitré linee. Il declino iniziò negli anni cinquanta, con la soppressione di sei linee nonostante il forte aumento di popolazione cittadina e la messa in servizio delle prime motrici articolate della serie 2700, lunghe oltre 18 metri.

Negli anni sessanta, con l'avvento della motorizzazione di massa, il servizio tranviario segnava il passo ed ulteriori sei linee vennero soppresse a seguito di una "riforma" attuata nel 1966; le tredici linee sopravvissute interessavano ancora quasi tutti i quartieri cittadini ed erano strutturate in quell'anno sulle seguenti relazioni[4][5]:

 
Mappa della rete fino al 1º maggio 1982
  • 1 Via Catania - Corso Settembrini
  • 1/ Corso Regio Parco - Corso Tazzoli
  • 3 Borgata Monterosa - Via Brissogne
  • 4 Via Salbertrand - Piazza Gran Madre
  • 5 Piazza Robilant - Piazza Modena (Sassi)
  • 6 Via Fidia - Via Assietta
  • 8 Via Paroletti - Piazza Galimberti
  • 8/ Via Monza - Piazza Caio Mario
  • 9 Via Massari - Corso Sebastopoli
  • 10 Via Lauro Rossi - Corso Tazzoli
  • 14 Piazza Villari - Via San Quintino
  • 15 Via Lauro Rossi - Corso Maroncelli
  • 16 Piazza della Repubblica (circolare)
  • 19 Via Amati (Venaria Reale) - Via Magellano
  • 22 Piazza Campanella - Piazza Toselli (dal 1967 rinominata 2)

Negli anni settanta la rete tranviaria, per certi versi, tornò timidamente ad espandersi: la linea 5 fu prolungata da una parte a piazza Coriolano e dall'altra a via Fattori, le linee 3, 10 e 15 vennero prolungate a largo Gottardo, la linea 19 raggiunse piazza Galimberti. Nacque anche una nuova linea 7 da piazza della Repubblica a Sassi. D'altro canto la linea 6 venne limitata a piazza Castello, le linee 8 e 8 barrato furono unificate e la linea 14 soppressa.

Dalla riforma del 1982 al 1999Modifica

 
Uno dei tram serie 7000 realizzati per le previste linee di "metropolitana leggera"

Il 2 maggio 1982 fu attuata dal Comune di Torino una profonda riforma della rete tranviaria che mirava a sostituire l'originario impianto a struttura radiale con uno "a griglia" che consentisse altresì di eliminare le sovrapposizioni, allora ritenute antieconomiche. Ne nacque una rete completamente ridisegnata nella quale alcune linee preesistenti erano fuse in un'unica relazione, come nel caso della nuova linea 18 che ricalcava all'incirca il tracciato delle vecchie linee 1 e 8; contestualmente anche alcune linee automobilistiche furono modificate o soppresse.

Tale progetto prevedeva inoltre la costruzione di 5 linee da realizzarsi secondo quella che ai tempi veniva definita "metropolitana leggera", numerate da 1 a 5, che avrebbero dovuto rappresentare le linee di forza con lunghi tratti in sede riservata, supportate da linee tranviarie tradizionali (linee 10, 13, 14, 15, 16 circolare, 17 e 18). All'atto pratico fu costruita la sola linea 3[6], attivata parzialmente nel 1987 fino al provvisorio capolinea di corso Tortona/Corso Belgio, in attesa del completamento degli impianti sul fiume Po e fino a piazza Hermada, questi inaugurati solo nel 1989. Per l'impiego su tale infrastruttura furono realizzate dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano le elettromotrici bidirezionali serie 7000, il cui acquisto iniziale previsto in 100 unità si ridusse a 51 per la mancata realizzazione delle altre linee di metropolitana leggera. Le altre linee di metropolitana leggera da realizzarsi ex novo, numerate 2 e 5, rimasero in esercizio come autolinee.

 
Tram serie 5000 sul 9 al capolinea di piazza Stampalia

Anche le linee tranviarie tradizionali 14 e 17 sono state gestite come autolinee sin dalla loro nascita, in quanto era necessaria la quasi completa costruzione degli impianti fissi. Nei mesi successivi alla riforma fu creata la linea 12 che andava a colmare, utilizzando impianti tranviari preesistenti, i vuoti lasciati dall'eliminazione delle soppresse linee 9 e 19. Nel 1998 anch'essa divenne automobilistica; nel 2002 la linea fu divisa in due linee distinte prolungate alle due estremità: la 11 (da corso Stati Uniti a Venaria Reale) e la 12 (dal centro della città a Mirafiori Nord).

 
Tram serie 5000 sul 9 al capolinea di Corso Massimo D'Azeglio

In occasione dei Mondiali di Calcio di Italia 1990 fu istituita la linea 9, utilizzando parte dei binari costruiti per la linea 3 e parte di impianti tranviari preesistenti, opportunamente adeguati per rendere la linea 9 una seconda linea di "metropolitana leggera". La linea 9 venne inizialmente gestita con le elettromotrici a pianale parzialmente ribassato serie 5000, acquistate in 54 unità, a completamento della commessa di acquisto delle motrici serie 7000; successivamente, fino al 2002, sulla linea 9 furono impiegate le motrici serie 7000, in modo da poter utilizzare le motrici a pianale ribassato serie 5000 sulle linee 4 e 10. La linea 9 divenne dunque il collegamento fra l'ex distretto fieristico di Torino Esposizioni con il quartiere di Barriera di Lanzo. In occasione delle partite di calcio la linea 9, attraverso un nuovo percorso tranviario protetto, comprensivo di un tunnel, giungeva, insieme alla linea 3 deviata, all'ex Stadio delle Alpi. Fra il 2002 e il 2007 la linea 9 è stata gestita con autobus, a causa della sovrapposizione con i cantieri della linea metropolitana.

Anni recentiModifica

 
Tram serie 6000 sul 6 al capolinea di piazza Hermada

Nei primi anni 2000 la linea 4 è stata oggetto di profonda trasformazione: oltre al rifacimento di tratti già esistenti, il percorso è stato allungato alle due estremità. La prima estensione è stata realizzata a sud da piazza Caio Mario fino a strada del Drosso. Successivamente è stata realizzata l'estensione a nord, attivata in un primo momento da piazza Donatori di Sangue (Ospedale Giovanni Bosco) a piazza Derna, poi fino a strada Cascinette, per attestarsi nell'attuale configurazione fino al quartiere Falchera, che si raggiunge attraverso il tunnel tranviario realizzato ex novo e che permette il superamento della ferrovia e dell'autostrada Torino-Milano. La linea 4 è passata dagli originari 10 km agli attuali 18 km, molti dei quali in sede protetta.

Nel 2002, con l'avvio dei cantieri della metropolitana, la linea 1 tranviaria è stata gestita provvisoriamente con autobus e il percorso è stato limitato di volta in volta in seguito all'apertura delle diverse tratte della metropolitana, fino ad essere sostituita dalla linea 1 di metropolitana. Dal 2007 i lavori hanno coinvolto anche via Nizza e la linea 18 è provvisoriamente esercitata con autobus: nel 2011 è stata limitata a piazzale Caio Mario, introducendo però il transito in entrambe le direzioni presso la stazione ferroviaria Lingotto e unificando il percorso feriale e festivo. Il percorso di corso Settembrini, lasciato scoperto dalla linea 18, è attualmente utilizzato dalla linea 10.

A causa dei lavori per il Passante Ferroviario, da agosto 2006 la linea 10 nei giorni feriali viene limitata al Rondò della Forca; il tratto Porta Susa-via Massari viene servito con la linea di autobus 10 Navetta. Nei giorni festivi l'intero percorso (limitato però alla tratta via Massari-piazzale Caio Mario) è servito da autobus. L'attestamento nord è stato prima spostato al Rondò della Forca e poi in piazza Statuto dove attualmente effettua inversione di marcia, mentre nell'ottobre 2011 la linea è stata prolungata a sud lungo corso Settembrini sul percorso lasciato scoperto dal 18.

Per alcuni anni, a partire dal 2002, durante il periodo pre-natalizio e nelle "domeniche ecologiche", veniva gestita con motrici storiche la linea 13/, che ricalcava il percorso del 13 sulla tratta piazza Statuto-piazza Gran Madre. La linea è stata gestita anche per l'intera durata dei Giochi Olimpici di Torino 2006. La linea 13/ è stata attivata anche nel 2014 con un periodo in cui ha fatto capolinea al Rondò della Forca. Nel 2015 venne però soppressa in favore della nuova linea 6 Piazza Statuto-Piazza Hermada esercitata con motrici bidirezionali serie 6000 riutilizzando il percorso abbandonato della linea 3 oltre il Po.

In concomitanza con i festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011 fu istituita la linea 7, servita con vetture storiche (in anteprima esercitata anche nel 2007 in occasione del centenario del GTT), il cui percorso e i cui orari variarono nel tempo; da settembre 2012 la stessa è gestita al sabato e nei giorni festivi.

Il 4 dicembre 2013 la linea 13 tranviaria venne soppressa e gestita con autobus, prolungando inoltre il suo percorso da piazza Campanella a via Servais. Dal 9 dicembre 2013, a causa della dismissione delle motrici bidirezionali serie 7000, la linea 3 esercitata solo con motrici monodirezionali è stata quindi limitata a largo Regina Margherita, effettuando l'inversione nell'anello formato dai corsi Tortona e Belgio, dove effettua capolinea.[7].

A circa due anni dalla soppressione della gestione tranviaria della linea 13, nel dicembre 2015 venne annunciato il ritorno dei tram sulla linea. Nel mese di dicembre vennero avviati i lavori di ripristino della linea aerea in via Nicola Fabrizi; contestualmente vennero effettuate prove di percorso per abilitare la linea alla motrici della serie 5000, in quanto il percorso non era mai stato testato per tali mezzi. Dal 7 gennaio 2016, nei soli giorni feriali viene attuata la gestione tranviaria della linea 13 (gestione mista con serie 2800 e 5000) da piazza Gran Madre a piazza Campanella e istituita una navetta bus (linea 13N) per collegare piazza Campanella con via Servais. Dopo le 21.00, sempre nei giorni feriali, la linea viene interamente gestita con autobus, con il 13N che copre l'intero percorso da via Servais a piazza Gran Madre, mentre nelle giornate festive è gestita con bus snodati[8].

A metà agosto 2016 sono iniziati i lavori di riqualificazione di piazza Baldissera (ex Stazione di Torino Dora) dove si riposizioneranno i binari della linea 10[9][10].

Da inizio ottobre 2017 la linea 6 tram è stata soppressa, sostituita dalla nuova linea 6 bus, gestita con autobus elettrici su un percorso diverso dal tragitto originale. Questa scelta è stata fatta per intercettare un maggior flusso di utenti, ottimizzandone i costi. Inoltre ciò ha consentito di poter meglio utilizzare le motrici bidirezionali serie 6000 sulla più affollata linea 10 anche considerando il futuro ripristino fino al vecchio capolinea nord di via Massari previsto per il 2020. Dal 2 maggio 2018 la linea 10 ha arretrato di 2 fermate il suo capolinea, dal Rondò della Forca a piazza Statuto.

Nell'ambito dei lavori per la demolizione del cavalcavia di corso Grosseto, nel 2018 è stata spostata la sede tranviaria per non interferire con i lavori. La modifica, che ha interessato la linea 9 e le vetture di uscita e rientro dal deposito Venaria, seppur provvisoria durerà fino a quando la sede tranviaria sarà definitiva, con e una rotonda tranviaria di connessione con l'impianto di via Stradella.

CaratteristicheModifica

 
Tram serie 2800 (2ª sottoserie)

La rete tranviaria di Torino si compone di dieci linee[3][11], di cui una, la 16, è formata da due circolari (16 CS, 16 CD). Anche la linea 7 ha tracciato circolare, ma è gestita esclusivamente nei festivi, nei prefestivi e nei periodi di maggior affluenza turistica; inoltre tutte le motrici che svolgono servizio sulla linea sono d'epoca e molte di esse sono state recentemente restaurate. La linea 9/ è gestita solo in occasione di eventi sportivi allo Juventus Stadium, mentre la linea 18 è gestita da tempo con autobus a causa dei cantieri della metropolitana (asse via Nizza). Le linee 10 e 13 effettuano servizio solo feriale, la prima da piazza Statuto a corso Settembrini e la seconda da piazza Gran Madre a piazza Tommaso Campanella.

A tali relazioni si aggiunge la tranvia Sassi-Superga, a cremagliera, formalmente separata rispetto alla rete urbana e catalogata come servizio turistico. La rete si estende per 220 km di binari (di cui 100 km in sede protetta) con 470 km di cavi sotterranei, 696 scambi (di cui 195 a radiofrequenza) e 175 semafori che danno priorità al tram. In corso Unione Sovietica e Cmcorso Turati la linea 4 percorre il binario sinistro (unico caso in Italia) per poter aprire a destra le porte in corrispondenza della banchina alberata. Il GTT, assieme all'Associazione Torinese Tram Storici, organizza ogni anno il "Torino Trolley Festival", dedicato ai tram d'epoca italiani, con corse speciali su porzioni significative della rete.

Le linee ordinarieModifica

 
Tram serie 5000 (vettura 5001) al capolinea della linea 3 su corso Tortona
  • 3 Corso Tortona - Piazzale Vallette (9,35 km), gran parte del percorso su sede riservata.
  • 4 Strada vicinale del Drosso - Via delle Querce (17,8 km), in sede riservata.
  • 9 Piazza Stampalia - Corso Massimo D'Azeglio (9,4 km), prevalentemente su sede riservata.
  • 10 Piazza Statuto - Corso Settembrini (9,3 km) (limitata per i lavori in piazza Baldissera) (feriale), prevalentemente su sede riservata.
  • 13 Piazza Campanella - Piazza Gran Madre (6,7 km) (feriale e diurno)
  • 15 Via Brissogne - Piazza Coriolano (11,5 km)
  • 16 Piazza Sabotino (16 CS circolare sinistra e 16 CD circolare destra) (12 km)

Le linee specialiModifica

  • 7 Piazza Castello (circolare destra) (6,9 km), con vetture storiche nei festivi e prefestivi.
  • 9/ Piazza Bernini - corso Molise (5,5 km) (solo in occasione di eventi presso lo Juventus Stadium)

Materiale rotabileModifica

Materiale in esercizioModifica

Il parco tranviario torinese utilizza solo tram articolati. Alcuni sono il residuo dei gruppi di vetture realizzati fra gli anni sessanta e gli anni novanta, con le prime ottenute dalla ricostruzione di tram a cassa singola risalenti agli anni trenta. Fra il 1983 e il 2013 prestarono servizio le elettromotrici serie 7000, a suo tempo progettate per l'esercizio sulle cinque linee di "metropolitana leggera" previste dalla riforma del 1982 e realizzate solo in parte con la linea 3 e man mano accantonate e poi demolite. I mezzi più moderni sono stati acquistati nel primo decennio del nostro secolo.

Elettromotrici in esercizio regolareModifica

Unità Quantità Anno di costruzione Costruttore Note
serie 2800 - 2857 43 1958-1960 Stanga, Officine Moncenisio, Seac Motrici a 2 casse e 3 carrelli ottenuti dall'unione di tram serie 2100/2200 degli anni trenta
serie 2858 - 2902 44 1982 Seac Motrici a 2 casse e 3 carrelli ottenuti dall'unione di tram serie 2500 degli anni trenta
serie 5000 - 5053 53 1989-1992 Fiat Ferroviaria Motrici a 2 casse e 3 carrelli
serie 6000 - 6005 6 2001 Fiat Ferroviaria, Alstom Motrici articolate modello "Cityway" monodirezionali a 7 casse
serie 6006 - 6054 49 2001-2003 Fiat Ferroviaria, Alstom Motrici articolate modello "Cityway" bidirezionali a 7 casse
 
La vettura 2595, del 1930

Il parco torinese è completato da alcuni veicoli di servizio e da un nutrito numero di rotabili di interesse storico conservati da GTT in collaborazione con l'Associazione Torinese Tram Storici (ATTS). Alcune motrici circolano inoltre nella livrea storica in due toni di verde (unità 2807, 2815, 2848, 2852 e 2855) o sono state dotate di particolari allestimenti (motrice 2841 "Ristocolor", 2823 "Gustotram", 3179 "Tram Teatro").

Retrospettiva storicaModifica

 
Il tram 502 in piazza Carlina durante manifestazione

Molto eterogeneo risulta il parco tramviario del passato, realizzato prevalentemente da aziende piemontesi e soggetto a significative ricostruzioni, le più importanti delle quali si svolsero nel 1927, nel 1945 (a seguito dei danni di guerra) e nel 1977[12]:

Unità Quantità Costruzione Costruttori Note
1-90 90 1897-1902 Savigliano, Diatto, Edison, MAN, Siemens Ex SAEAI, 39, 40, 440 50 cedute alla rete di Verona, 45, 45 cedute alla STEP, ricostruite nel 1927
71-80 (II) 10 1900 Ricostruzione di altrettante rimorchiate
81-100 20 1908 MAN In parte ricavate da rimorchiate, ricostruite nel 1927
101-150 50 1910-1912 Diatto Unità 116 preservata
176-200 25 1912 Savigliano
201-230 30 1912 Savigliano, Bauchiero Unità 209 preservata
231-435 205 1898 Savigliano, Grondona, Miani e Silvestri, Diatto
436-500 64 1911-1912 Diatto, Nivelles
501-506 6 1923-1924 Ansaldo Unità 502 preservata
520-579 78 1925-1926 Fiat, Moncenisio, Diatto Le motrici non ricostruite monodirezionali furono rinominate 582-599
601-625 25 1927 ATM Unità 614 preservata, da restaurare
626-685 60 1936 ATM Nel 1951-59 le meccaniche sono state usate per formare la serie 2700
701-720 20 1925 ATM Ricostruzione di altrettante rimorchiate ed elettromotrici serie 761-830;

nel 1951-59 le meccaniche sono state usate per formare la serie 2700

1501-1505 5 1928 ATM In seguito rinumerate 2001-2005, poi gruppo 626-685
2001-2002; 2021-2063 45 1928-1931 ATM 2001-2002 rinumerate 2064-2065
2100-2106;

2111-2180;

2201-2240

117 1933-1934 ATM Nel 1959 sono state utilizzate per formare la prima serie delle articolate 2800
2500-2574 75 1932 Fiat Nel 1980 sono state utilizzate per formare la seconda serie delle articolate 2800
2575-2599 25 1933 Fiat Unità 2592 2595 2598 preservate
2700-2771 72 1951-1959 Savigliano Unità 2759 preservata
3001-3006 6 1942-1943 ATM, Seac Ricostruite come 3225-3229
3100-3229 130 1949-1958 Seac Ottenute dalla ricostruzione di serie precedenti; unità 3104 e 3203 preservate
3250-3279 30 1958 Seac Unità 3279 preservata
3501 1 1948 ATM Preservata
7000-7050 51 1983-1987 Fiat, Stanga Utilizzate sulle linee 3 e 9; tutte radiate e demolite dopo il 2013

NoteModifica

  1. ^ Storia del tram a Torino 1871-1982
  2. ^ a b Storia del tram a Torino 1871-1982
  3. ^ a b I binari in Torino
  4. ^ Tuttocittà 82 di Torino e comuni limitrofi, pubblicazione allegata alle Pagine Gialle
  5. ^ Antonio Accattatis, Linee tranviarie a Torino, 2007.
  6. ^ http://www.tramditorino.it/linea_3.htm
  7. ^ Copia archiviata, su comune.torino.it. URL consultato il 3 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2013).
  8. ^ http://www.gtt.to.it/cms/percorari/urbano?view=percorso&bacino=U&linea=13&percorso=13AT01&verso=As&Regol=GE
  9. ^ https://i.imgur.com/ZqcVU6h.png?1
  10. ^ Piazza Baldissera sarà pronta a marzo: “Torna il tram numero 10”, su LaStampa.it. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  11. ^ Torino Linee Tram
  12. ^ Giorgio Biffignardi, Massimo Condolo e Alberto Paschetto, Ecvoluzione tecnica dei veicoli aziendali, in I trasporti torinesi fra tradizione e innovazione, op. cit., pp. 37-46 e schede di riepilogo alle pp. 105-109.

BibliografiaModifica

  • Piero Lacchia, I tram di Torino , Bottega d'Erasmo, Torino, 1979.
  • I trasporti torinesi fra tradizione e innovazione, Azienda Tramvie Municipali, Torino, 1987.
  • Massimo Condolo, Torino in tram dalla Società Anonima Elettricità Alta Italia al Gruppo Torinese Trasporti, Fondazione Negri, Brescia, 2003. ISBN 88-89108-00-2.
  • Nico Molino, Tram e tramvie di Torino, Locodivision, Torino, 1990. ISBN 88-85079-07-5.
  • Trasporti Torinesi 1884-1984 , Consorzio Trasporti Torinesi, Torino, 1984.
  • Antonio Accattatis, Torino Tram Filobus Metro, ETR, Salò, 2010. ISBN 978-88-85068-38-4.

Voci correlateModifica

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