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Strada statale 358 di Castelnovo

strada statale italiana
Strada statale 358
di Castelnovo
Strada Statale 358 Italia.svg
Denominazioni successiveStrada provinciale 358 R di Castelnovo (tratto in Emilia-Romagna)

Strada provinciale ex SS 358 di Castelnovo (tratto in provincia di Mantova)

Strada provinciale CR ex SS 358 di Castelnuovo (tratto in provincia di Cremona)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
Lombardia Lombardia
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioCadelbosco di Sopra
FineCasalmaggiore
Lunghezza34,617[1][2] km
Provvedimento di istituzioneD.M. 1/02/1962 - G.U. 97 del 13/04/1962[3]
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 2001 la gestione è passata alla Provincia di Reggio Emilia, alla Provincia di Mantova e alla Provincia di Cremona)

La ex strada statale 358 di Castelnovo (SS 358), ora strada provinciale 358 R di Castelnovo (SP 358 R)[4] in Emilia-Romagna, strada provinciale ex SS 358 di Castelnovo (SP ex SS 358)[5] in provincia di Mantova e strada provinciale CR ex SS 358 di Castelnuovo (SP CR ex SS 358)[6] in provincia di Cremona, è una strada provinciale italiana che collega la provincia di Reggio Emilia con Casalmaggiore.

Indice

StoriaModifica

Il 27 maggio 1967 venne aperto al traffico il nuovo ponte di Viadana-Boretto sul fiume Po,[7] costruito in sostituzione del preesistente ponte di barche, secondo quanto disposto dalla legge 22 novembre 1962, n. 1708.[8]

PercorsoModifica

Funge da collegamento tra Reggio Emilia e altre importanti strade della bassa emiliano-lombarda: il tratto declassato della strada statale 62 della Cisa, la ex strada statale 343 Asolana e la ex strada statale 420 Sabbionetana. Ha origine nel comune di Cadelbosco di Sopra, dal tratto declassato della strada statale 63 del Valico del Cerreto, e si dirige verso nord attraverso la pianura reggiana toccando le località principali di Castelnovo di Sotto, Poviglio e Boretto.

Intersecato il tratto declassato della SS 62, valica il Po ed entra in Lombardia, nel mantovano; qui tocca Viadana e Cogozzo per poi entrare nel cremonese.

Tale tratta fu interessata, fra il 1886 e il 1933 dalla presenza del binario della tranvia Mantova-Viadana, gestita della società Valentini e Mazzorin e dal 1903 direttamente a cura dell'Amministrazione provinciale[9].

Nell'ultimo tratto la strada attraversa quindi le frazioni di Cicognara, Casalbellotto, Vicomoscano, per poi arrivare infine a Casalmaggiore, dove si immette sulla ex strada statale 343 Asolana.

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001 la gestione del tratto emiliano è passata dall'ANAS alla Regione Emilia-Romagna, che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Reggio Emilia[10]; la gestione del tratto lombardo è passata alla Regione Lombardia, che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Mantova e della Provincia di Cremona per le tratte territorialmente competenti[11].

NoteModifica

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Emilia-Romagna (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  2. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Lombardia (PDF), su gazzette.comune.jesi.an.it.
  3. ^ Decreto ministeriale dell'1/02/1962
  4. ^ ARS strade provinciali e comunali provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2011).
  5. ^ PTCP - Indirizzi normativi (PDF), Provincia di Mantova, p. 47.
  6. ^ Piano della viabilità - 10. La classificazione funzionale delle strade (PDF)[collegamento interrotto], Provincia di Cremona, p. 4.
  7. ^ Medardo Macori, Tre nuovi ponti stabili sul Po, in Le Strade, anno XLVII, nº 10, Milano, Touring Club Italiano, ottobre 1967, p. 714.
  8. ^ Legge 22 1962, n. 1708, articolo 2, in materia di "Provvedimenti per agevolare la libera navigazione sul fiume Po mediante divieto di costruzione di ponti di chiatte e costruzione di ponti stabili in sostituzione degli attuali ponti di chiatte."
  9. ^ Mario Albertini, Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, Editrice Turris, Cremona, 1987, pp. 125–133, ISBN 88-85635-89-X.
  10. ^ L.R. 4 maggio 2001, n. 12 (art. 164), Regione Emiila-Romagna - B.U. 58 del 7 maggio 2001 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2013).
  11. ^ L.R. 5 gennaio 2000, n. 1 (art. 3, comma 118), Regione Lombardia.

Voci correlateModifica

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